Progetto definitivo



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DATA

RELAZIONE GENERALE GENERALE

INTERVENTI DI RAZIONALIZZAZIONE DEI PRESIDI DEPURATIVI ESISTENTI MEDIANTE LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI DEPURAZIONE CONSORTILE ED OPERE DI COLLETTAMENTO PER LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE DEL TORRENTE CAMASTRA
 “PROGETTO DEFINITIVO”

(aggiornamento)

REGIONE BASILICATA

COMUNITA’ MONTANA

“CAMASTRA - ALTO SAURO”

(potenza)

 

TAVOLA A - 2 2...............



Dott. Giuseppe Sassone

INGEGNERE EDILE

C.da Mercato,1 - 85038 Senise (PZ) - Tel. 0973/585758





  • prime indicazioni sulla

sicurezza

  • cronoprogramma attività

contiene :

PROGETTISTI 
Ing. Giuseppe SASSONE
 Prof. Ing. Salvatore MARGIOTTA

COMMITTENTE

 

Comunità Montana

Camastra - Alto Sauro”


SOMMARIO


  1. PREMESSA




  1. STATO DI FATTO




  1. IL BACINO DEL FIUME CAMASTRA




  1. PREVISIONI E SCELTE PROGETTUALI




  1. QUADRO NORMATIVO SULLE RETI FOGNARE, IMPIANTI DI DEPURAZIONE E SUI MATERIALI DI IMPIEGO




  1. Parametri per il dimensionamento




  1. SCELTA DELLE TUBAZIONI, DEI MANUFATTI e dei cavi

  1. LA TUBAZIONE

  2. I POZZETTI

  3. IL CAVO TRASMISSIONE DATI

  4. LE APPARECCHIATURE PER LA RETE DI TELECOMUNICAZIONE




  1. L’ IMPIANTO DI sollevamento sul collettore di laurenziana – (sez. 68)

  1. Descrizione del sistema di sollevamento

  2. Descrizione del sistema pompe

  3. Descrizione del sistema AVAST (serbatoio anticolpo d’ariete)

  4. Descrizione del quadro elettrico

  5. L’impianto di messa a terra

  6. Area di impronta dell’impianto

  7. Il pozzetto di arrivo delle acque in pressione (n°50 dell’emissario centrale)

  8. Il pozzetto di sfiato intermedio sulla condotta




  1. OPERE D'ARTE E DI MINIMIZZAZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE

(Terre rinforzate “terramesh verde e gabbioni)


  1. ATTRAVERSAMENTO DEI PONTI, PONTICELLI E e tombini




  1. IMPIANTO DI DEPURAZIONE




  1. SISTEMAZIONE DELLE AREE DEGLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DISMESSI ed opere annesse




  1. ESAME DEI PROFILI DI IMPATTO AMBIENTALE.




  1. Cronoprogramma delle fase attuative

(tempo per la redazione del progetto esecutivo e l’esecuzione dei lavori).


  1. PRIME INDICAZIONI SULLA REDAZIONE DEL PIANO DI SICUREZZA

  1. PREMESSA

La presente relazione illustra il progetto definitivo del piano di previsione delle opere occorrenti per la normalizzazione del sistema di raccolta delle acque reflue e degli impianti di depurazione dei comuni della Comunità Montana Camastra – Alto Sauro.


La Comunità Montana Camastra – Alto Sauro è costituita dai Comuni di Abriola, Anzi, Calvello, Corleto Perticara, Guardia Perticara e Laurenzana.
A partire dal dopoguerra ed in tempi diversi, in ciascuno dei Comuni sono stati eseguiti lavori di costruzione di tronchi di rete fognaria e di collettori, usufruendo di finanziamenti che via via venivano assicurati dallo Stato o dalla Cassa per il Mezzogiorno, dalla Regione o da altri Enti territoriali.

Tali interventi, per la loro singolare limitatezza e frammentarietà ed in mancanza di uno strumento organico di progettazione, si sono dimostrati insufficienti a soddisfare le necessità via via crescenti, sia in termini di espansioni territoriali, che in termini di portate, per l'accresciuto consumo di acqua ad uso potabile e per le immissioni in rete di maggiori volumi di acque meteoriche ed inadatti all'effettiva tutela dell'ambiente e della salute pubblica.


L'esigenza degli interventi nasce dalla precaria e carente situazione in cui si trovano sia i collettori di raccolta ed allontanamento dei reflui urbani, sia i numerosi e non sempre funzionanti impianti di depurazione che si ripercuotono sullo stato di salute delle acque dei corpi ricettori, in particolare il fiume Camastra e dunque il fiume Basento.

Tale situazione è purtroppo conseguente alla mancanza di una visione globale di un sistema di raccolta, depurazione e smaltimento delle acque di scarico provenienti dai diversi abitati che si affacciano sulla valle, che ha dato luogo, nel tempo, ad una serie di interventi frammentari, disarticolati ed insufficienti a risolvere il problema dell'allontanamento dei reflui urbani, dell'inquinamento delle acque dei fiumi e della tutela dell'ambiente.





  1. STATO DI FATTO

Le reti di fognatura in maggioranza di tipo misto, raccolgono, oltre alla quasi totalità delle acque meteoriche e di quelle nere, anche acque di infiltrazione sotterranea la cui immissione, spesso dovuta a manufatti fatiscenti, mette in crisi il sistema di trasporto.

Allo stato attuale ci si trova di fronte ad un sistema di collettori, taluni fatiscenti per vetustà, inadeguati dimensionalmente, ed ad una serie di più o meno piccoli, o addirittura piccolissimi, impianti di depurazione non sempre funzionanti, e contraddistinti da onerosità gestionali e sulla cui efficienza depurativa si possono ben nutrire seri dubbi. Non mancano, infine, numerosi pozzi neri a servizio di case sparse e di qualche piccolo agglomerato.
Quanto esposto è il risultato dell'analisi dei dati e delle informazioni accolte presso gli Uffici Tecnici dei comuni interessati e presso altri soggetti istituzionali agenti sul territorio, dati spesso non concordanti tra loro che hanno richiesto un lavoro di omogeneizzazione per poter pervenire a valori attendibili per una corretta progettazione.



  1. IL BACINO DEL FIUME CAMASTRA




  1. Caratteristiche morfologiche

Il bacino idrografico del fiume Camastra, uno degli affluenti più grandi del Basento, ha una estensione di circa 350 ed un'asta fluviale di circa 25 km.

Nel fiume, che possiede uno sviluppato reticolo idrografico, confluiscono sia le acque sorgentizie del versante orientale del Monte Volturino che quelle provenienti dalle fiumare dei quattro centri abitati che ne delimitano l’ambito:


  • fiumara La Terra di Calvello

  • fiumara di Anzi

  • fiumara di Abriola

  • torrente Serrapotamo di Laurenzana

Il substrato dei sopracitati corsi di acqua è generalmente costituito da ghiaia, limo, detriti e materiale organico in decomposizione; si associano ciottoli e sabbia.

La vegetazione acquatica è piuttosto varia e non presenta copertura totale nella maggior parte dell’anno.

Sul Camastra, a circa 8 Km dalla confluenza con il Basento, è stato realizzato l’invaso di Ponte Fontanella, destinato a rifornire di acqua potabile una vasta parte della provincia di Potenza.




  1. Caratteristiche geologiche

Il settore appenninico del bacino del Camastra è caratterizzato dall’affioramento di terreni cenomesozoici riferibili all’unità tettonica di Lagonegro.

Tale unità, sedimentatasi nel bacino marino lagonegrese, affiora diffusamente in tutta la porzione appenninica.

I principali rilievi che delimitano il bacino oggetto di questo studio (Monti Volturino, di Abriola, Arioso), sono modellati secondo le seguenti formazioni geologiche: calcari con selce e scisti silicei.

Le sequenze fliscioidi, essenzialmente argilloso-marnose (flysch Galestrino e Rosso), sono ampiamente presenti in tutto il settore.


  1. PREVISIONI E SCELTE PROGETTUALI

In un contesto come quello precedentemente rappresentato, appare di ogni evidenza che la vetustà delle opere di raccolta, l'incerta efficienza dei presidi depurativi, costituiscono un complesso di opere ben lontano dal garantire il rispetto della direttiva CEE 91/271 in tema di tutela delle acque superficiali dall'inquinamento.


Si manifesta così la necessità del riordino e adeguamento del sistema fognario e depurativo che preveda la realizzazione di N. 7 collettori : i primi tre per convogliare tutti gli scarichi provenienti dal comune di Anzi (C/da San Donato, case popolari, centro urbano), un quarto “Emissario centrale” per convogliare le portate del comune di Anzi “ed in futuro quelle del comune di Abriola” al depuratore consortile, un quinto per convogliare i reflui provenienti dall'area P.I.P. di Calvello “ed in futuro quelle dell’abitato di Calvello” al depuratore consortile, gli ultimi due per convogliare i reflui provenienti dal depuratore di Laurenzana e dall’area P.I.P. di Laurenzana al depuratore consortile (all’attuale depuratore di Laurenzana convogliono tutte le acque nere dell’abitato).

Il depuratore consortile, unico per tutti i collettori, è stato previsto in prossimità dell’area P.I.P. della Comunità Montana Camastra-Alto Sauro.

La scelta effettuata è assolutamente coerente con le iniziative programmatiche che in materia di depurazione vengono assunte dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata; la volontà di utilizzare impianti consortili invece di numerosi piccoli impianti autonomi è alla base delle scelte programmatiche di fondo, in campo ambientale, della stessa Regione Basilicata.

Infatti la soluzione di un impianto centralizzato offre molti vantaggi, tra cui i principali possono così essere sintetizzati (Vismara, Depurazione biologica, 1998):


  • minor costo di esercizio per abitante servito;

  • punte di carico idraulico, organico e di tossici più facilmente assorbibili;

  • minori obblighi di sovradimensionamento come fattore di sicurezza;

  • inesistenza di shock termici che si verificano a basse temperature per effetto della mancanza di liquame per lunghi periodi;

  • disponibilità di un più accurato controllo con tecnici specializzati;

  • maggiore facilità di copertura dei periodi di ferie e di malattia del personale;

  • efficacia globale di depurazione più elevata.

Peraltro l'opzione in direzione degli impianti consortili è certamente vincente in una realtà quale quella lucana caratterizzata dalla presenza di numerosi piccoli comuni, con popolazione tra 1000 e 1500 abitanti; l'esperienza ha dimostrato quanto problematico e costoso sia provvedere alla manutenzione di tanti impianti di minime dimensioni disseminati sul territorio, mentre un impianto consortile garantisce certamente maggiore efficienza e funzionalità, nonché‚ più agevole possibilità di monitoraggio e di controllo, e, non ultimo per importanza, notevoli abbattimenti dei costi di gestione.




  1. Scelte progettuali nell’adeguamento

Il progetto esecutivo, redatto nell’anno 2000, approvato e sottoposto alla richiesta di finanziamenti, prevedeva la realizzazione di n° 8 collettori :



  • n° 5 per convogliare tutti gli scarichi, provenienti dai comuni di Anzi ed Abriola, nonché dalla contrada S. Donato ad un impianto di depurazione consortile ubicato nell’area P.I.P. di Anzi;

  • n° 2 due per convogliare allo stesso impianto i reflui, rispettivamente del comune di Laurenzana e dell’area P.I.P. di Calvello.

nonché la realizzazione di un impianto di depurazione consortile nell’area P.I.P. di Calvello.


Considerato :

  • il lasso di tempo intercorso dal 2000 ad oggi;

  • l’importo del finanziamento autorizzato per detto progetto;

  • la necessità di adeguare il progetto ai nuovi prezzi di mercato e alle nuove normative;

  • la funzionalità dei depuratori a servizio degli abitati di Abriola e di Calvello;

  • la necessità di servire l’area P.I.P. del Comune di Laurenza;

in detto progetto di adeguamento, in accordo con le Amministrazioni dei comuni interessati e della Comunità Montana Camastra-Alto Sauro, viene previsto la realizzazione :



  • di n° 7 collettori :

  • n° 3 per convogliare tutti gli scarichi provenienti dal comune di Anzi (C/da San Donato, case popolari, centro urbano),

  • n° 1 per convogliare i reflui provenienti dall’area P.I.P. di Calvello;

  • n° 2 per convogliare i reflui provenienti dal depuratore di Laurenzana e dall’area P.I.P. di Laurenzana;

  • n° 1 emissario centrale al quale, in questa fase, si collega il collettore che raccogliere i reflui del comune di Anzi;




  • di n° 1 impianto di depurazione consortile :

  • da ubicare in prossimità, sul lato destro inferiore, dell’area P.I.P. della Comunità Montana Camastra-Alto Sauro sul territorio del Comune di Anzi e nello specifico nell'area identificata nel N.C.T. al foglio 49 particelle 106 - 107. Ad esso si potrà accedere direttamente dal sistema viario interno a servizio dell’area P.I.P.

Dal punto di vista ambientale non si prevede alcun stravolgimento in quanto le stradine e il tracciato della vecchia ferrovia “Calabro-Lucane” risultano esistenti e non saranno posti in opera altri materiali (del tipo : “calcestruzzo, asfalto, ferro, pietre”) che possano in qualche modo stravolgere lo stato dei luoghi.

Naturalmente l'area individuata è regolamentata dal vigente P.R.G. del Comune di Anzi come per insediamenti produttivi.


Si osserva che : pur non prevedendo la dismissione dei deupratori dei comuni di Abriola e Calvello e di conseguenza la realizzazione dei collettori fognari che collegano gli abitati al nuovo depuratore consortile, nel dimensionare i collettori fognari, l'emissario centrale e l’impianto depurativo consortile, si terrà conto anche della portata fecale di detti comuni in modo che, nell’eventualità si dovesse decidere di convogliare al nuovo depuratore anche i centri urbani dei comuni di Abriola e di Calvello, esso sarà sufficiente ad accogliere la nuova portata.


  1. Descrizione del sistema di collettamento

Il sistema di collettamento proposto, ha tenuto in debita considerazione:



  • i vincoli idraulici, topografici e geologici;

  • il sistema fognario esistente;

  • la necessità di razionalizzazione del processo depurativo su tutta la valle del Camastra;

  • l'esigenza di modulare il sistema in previsione di future necessità e bisogni delle popolazioni locali;

  • la necessità di conservazione e tutela dell'ambiente fluviale;

  • la possibilità di evitare il più possibile il coinvolgimento di terreni privati sfruttando in larga parte il tracciato della dismessa ferrovia “calabro-lucana” e le strade comunali e provinciali.

In base a quanto detto si è definito lo schema di collettamento, il tracciato, e le opere d'arte necessarie.


In linea di massima, il tracciato dei singoli collettori viene cosi rappresentato :

  • il collettore di Anzi 2 (quello di convogliamento delle acque reflue delle case popalari) sarà realizzato su terreni privati;

  • il collettore di Anzi 3 (quello di collegamento al depuratore del centro urbano) sarà realizzato su terreni privati;

  • il collettore di Anzi 1 (quello principale) il 12% (dall’incrocio sulla SS92 fino al depuratore San Donato) prevede la sostituzione della vecchia condotta, il restante 88% sarà realizzato lungo la strada comunale Santa Maria Maddalena;

  • il collettore dell’emissario centrale per il 3,6% sarà realizzato sulle strade provinciali Camastra-Abriola e Camastra-Calvello, per l’ 80% sul tracciato della dismessa ferrovia “calabro-lucane” e per il 16,4% lungo il perimetro dell’area P.I.P. della Comunità Montana Camastra-Alto Sauro;

  • il collettore di Calvello per l’8,7% sarà realizzato su terreni privati, per l’84% lungo la strada provinciale Camastra-Calvello e per il 7,3% lungo il perimetro dell’area P.I.P. della Comunità Montana Camastra-Alto Sauro;

  • il collettore di Laurenzana per il 29% sarà realizzato su terreni privati, per il 70% sul tracciato della dismessa ferrovia “calabro-lucane” e per l’1% sulla strada provinciale Camastra-Laurenzana;

  • il collettore dell’area P.I.P. di Laurenzana sarà realizzato per il 73% su terreni privati e per il 27% sulla strada provinciale Camastra-Laurenzana e nell’area P.I.P.;




  1. Lo schema di collettamento

Per il collettamento dei reflui degli agglomerati urbani di Anzi, si è proceduto alla progettazione di un collettore principale, che seguendo l’alveo della fiumara di Anzi, raccolga, attraverso tre collettori secondari, sia gli scarichi del centro abitato, sia quelli della Contrada S. Donato e li convoglia a gravità nell’impianto consortile da realizzare in prossimità dell’area P.I.P. della Comunità Montana Camastra Alto-Sauro.


Per il centro abitato ed area P.I.P di Laurenzana e l’area P.I.P. di Calvello, verranno realizzati due collettori di collegamento diretto con l’impianto consortile di cui il primo funzionante a gravità mentre il secondo, nella parte terminale, necessità di un stazione di sollevamento che interrompendo il flusso a gravità garantisca il salto di quota in negativo.
Lo schema allegato al presente lavoro evidenzia i principali collettori progettati.


  1. Il tracciato dei collettori

Il tracciato dei collettori è stato concepito, sia per l'emissario principale che per i collettori secondari, il più vicino possibile alla rete idrografica naturale, i vari rami seguono le linee di impluvio, consentendo in tal modo il drenaggio dell'intero bacino in esame.


La scelta operata, di garantire un funzionamento a gravità della condotta, a fronte di vantaggi di carattere gestionale, comporta, in alcuni punti del tracciato, la necessità di realizzare opere d'arte più onerose,
La valutazione dei benefici connessi al sistema di razionalizzazione, porta, inoltre, ad evidenziare che il tracciato ipotizzato sia funzionale prioritariamente al disinquinamento del fiume Camastra, oltre che all'abbattimento dei costi di gestione della depurazione.

Il sistema di collettamento ipotizzato consente, infatti, di evitare probabili futuri inquinamenti del fiume Camastra, poiché il tracciato il più possibile vicino alla rete idrografica, costituisce il recapito preferenziale di ogni fognatura a servizio dei parcellizzati insediamenti vallivi (urbani, rurali e produttivi).




  1. QUADRO NORMATIVO SULLE RETI FOGNARE, IMPIANTI DI DEPURAZIONE E SUI MATERIALI DI IMPIEGO

  • Circolare del Ministero dei Lavori Pubblici N° 11633 del 07/01/1974 : (Istruzione per la progettazione delle fognature e degli impianti di trattamento delle acque di rifiuto);

  • Legge 16/04/1976 n. 126 - (Disciplina degli scarichi nelle acque marittime);

  • Delibera del Ministero dei Lavori Pubblici del 4/02/1977 : (Norme tecniche generali per la regolamentazione dell'installazione e dell'esercizio degli impianti di fognatura e depurazione);

  • Circolare Ministeriale n. 102 del 2/12/1978 : (Prescrizioni igienico sanitarie del Ministero della Sanità):

  • Decreto Legge 12/12/1985 - (Norme tecniche relative alle tubazione);

  • Decreto Legislativo n. 152 del 11-05-1999 : (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole. Pubblicato nella Gazz. Uff. 29 maggio 1999, n. 124, S.O.

  • Circolare del Consiglio Superiore LL.PP. n. 2078 del 27 agosto 1962 (vigente in materia di formazione delle gabbionate);



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