Progetto Marc Chagall



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22.12.2017
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Progetto

MARC CHAGALL

Immagini e Immaginari

Realtà e fantasia nelle narrazioni e nelle espressioni dei bambini
Chagall metafora di una diversa prospettiva di vedere, interpretare e rappresentare la realtà. Chagall è metafora delle narrazioni oniriche e fiabesche dell’infanzia stessa; è metafora della creatività e dell’educazione alla creatività.

Questo progetto vuol essere soprattutto un idea progettuale, un fil rouge, anzi bleu -come il colore spesso dominante nei quadri di Chagall, da interpretare e utilizzare come scenario e sfondo interpretativo alle programmazioni di questo anno educativo, pur nelle loro diverse realizzazioni. Chagall è metafora di una prospettiva culturale e pedagogica che mira a rivalorizzare le differenze tra le generazioni, tra le interpretazioni della realtà, tra le competenze narrative, tra le diverse capacità espressive. Tra il mondo degli adulti e quello dei bambini. L’arte è dunque un pretesto autorevole e didatticamente importante per lavorare sulla diversità e sui linguaggi espressivi dell’infanzia a cui la pittura del ‘900 deve molto. Non a caso Chagall è sempre stato ritenuto il più poetico tra i pittori, una sorta di pittore-poeta, capace di creare una mirabile sintesi tra letteratura, folclore e simboli religiosi, tra sono e realtà. Il più onirico tra i pittori .

Si ritrova in Chagall la commedia di ogni giorno, giocata tra uomini e bestie con una solennità che è al tempo stesso un serraglio umano tenero e epico: capre, galli, uccelli, cicogne, pesci, tutti gli animale dell’adolescenza accompagnano Chagall per tutta la vita come una sorta di infanzia prolungata. Chagall sta a quel mondo infantile, clownesco, agricolo come il circo- non a caso esplicitamente evocato nelle sue pitture -sta nell’immaginario dell’infanzia. E non è un caso neppure che Chagall, primo tra i grandi artisti del 900, si sia cimentato con la letteratura per l’infanzia: sue sono le favole di La Fontaine, ma anche le illustrazioni di Le mille e una notte, la Bibbia, o la musica colorata attraverso la favola primitiva dell’Uccello di fuoco musicata da Stravinskij. “La scena è l’universo” aveva detto proprio La Fontaine. Primo tra i pittori , dunque, ad ibridare un mondo rappresentato dalle arti , dalla musica, dalla letteratura, dalla narrazione orale dalla pittura , dal teatro, dal balletto e dalle sue scenografie, ma anche un mondo deformato dalle arti stesse. Torneremo in questa riflessione sull’ibridare le tecniche narrative, su quella sorta di multimedialità ante litteram a cui diede corpo e che dopo di lui contagiò tanti artisti .

E su questo universo Chagall ripropone le volpi, i topi, le gatte, gli asini, i lupi e gli agnelli e tutto il bestiario che nella tradizione rappresenta la metafora dell’umano. Accanto a loro i violini, i musicisti, gli innamorati e gli acrobati altri protagonisti del mondo circense “per far parte”, come disse di lui Andrè Breton, “della sua totale esplosione lirica”.

Per assecondare – aggiungiamo noi il suo universo infantile e la sua prospettiva di bambino che gli era rimasta sempre dentro come linguaggio alternativo e artistico.

L’artista russo ha fatto sua l’espressione di Antoine de Saint- Exupéry: “Il mondo è invisibile agli occhi: si vede bene solo con il cuore”. Ma egli è anche uno spirito religioso, convinto che tutte le cose dell’universo siano legate fra di loro: animali, natura e cose. Alla fine, la sua pittura nasce da uno stato d’animo, come un moto spontaneo. Appare ingenua, senza esserlo affatto. Può sembrare infantile nel senso che va alla scoperta del mondo con l’animo di un bambino. Un po’ come Mirò, anche se, certamente,su piani diversi. Figurativo, il russo; astratto, lo spagnolo.

Per questi motivi riteniamo che questo progetto possa essere una proposta di lavoro rivolta a tutta la fascia dei servizi prescolastici, 0-6 anni, ma anche alla scuola primaria nel suo complesso, alla quale compete certamente l’insegnamento di vocabolari e codici espressivi plurali. Mi piace citare Rodari quando diceva che le favole servono tanto alla matematica quanto alla fantasia, sottolineando lo stretto rapporto tra logica e creatività, tra pensiero convergente e pensiero divergente , tra pensiero pertinente e prevedibile e pensiero non pertinente ed innovativo. Altra metafora: la lampadina di Archimede quando aveva un’invenzione, un’illuminazione. Ogni giorno siamo sorretti nella conoscenza dal concetto di ovvietà, dal poter prevedere nello spazio-tempo/causa-effetto gli avvenimenti, anticipandoli ed interpretandoli. Consolidamento dell’esperienza. Linguaggio ed interpretazione del reale. Raffigurazione. In altre parole cultura, pensiero narrativo ed intersoggettivo. Ma se in ogni cultura come in ogni uomo, in ogni bambino non esistesse una possibilità altra e personale di vedere la realtà la cultura diventerebbe tristemente solo una mera trasmissione di altrui significati ed una specchializzazione dell’altro. Il pensiero non ovvio dei bambini, i loro cento linguaggi che assomigliano all’artista, al poeta, al pittore, al narratore di immagini con immagini e sogni. Allora Chagall è anche metafora di tutto questo e di un viaggio alla riscoperta di tanti segni infantili che hanno caratterizzato il 900, incluso Mirò, Luzzati, Carle, Baj, l’arte naif, che proprio ripartendo dalla prospettiva dell’infanzia e dall’immaginario fiabesco hanno collaborato anche con scrittori per ragazzi, come Rodari, Calvino, Collodi, dando vita ad una narrativa per bambini dove il messaggio iconico e letterario non era disgiungibile. Gli oggetti non sono in sé se non ciò che noi li destiniamo ad essere e a fare. Per questo ogni oggetto ha un fratello gemello, invisibile, ma che appare appena si abbandonano le convenzioni prospettiche- e non solo- Si potrebbe citare la recentissima uscita del libro di poesie di Edoardo Sanguineti, illustrate da Enrico Baj, con pezzi dei vecchi giochi di “meccano”.

Si deve citare la recentissima uscita del libro LE MILLE E UNA NOTTE A COLORI, illustrato da Chagall; quattro racconti tradotti dall’inglese da Fulvia De Luca per le edizioni Donzelli, delle ARABIAN NIGHTS di Richard Burton. “ Le forme sinuose , sghembe e infantili di Chagall sono incomprensibili a chi le guarda con l’occhio dell’arte esatta, e vivono solo se si entra nelle armonie musicali della sua scala cromatica, nella sua idea di colore che è espressione pura. Il cavallo non nero ma impassibilmente azzurro sull’azzurro che appare nel racconto Il cavallo d’ebano .non corrispondono alle descrizioni di superficie dei racconti arabi, ma solo al sismografo del mondo dei sogni..”

“ per Allah, disse il re,

non la ucciderò finché

non avrò il seguito del suo racconto.

E trascorsero

quel che restava della notte

addormentati l’uno nelle braccia dell’altra,

finché non spuntò il giorno.

Il cavallo d’ebano
Tanti sono o possono essere gli spunti di riflessione.

TRACCE EDUCATIVE
1° traccia






Il sè e gli altri




CULTURALITA’ COME INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE


  • Identità personale come costruzione sociale

  • Le identità dei bambini e delle loro famiglie

  • Le diversità e le diverse abilità come ricchezza della comunità

  • Il contesto educativo come comunità di cura e di accoglienza, d’incontro e di costruzione di identità

  • Il territorio come risorsa e come relazione

  • Lo spazio come contenitore di relazioni efficaci e possibili

Ebreo come diverso per eccellenza.

Cultura Yiddish come testimonianza di una contraddizione evidente. Stare al Centro dell’Europa, in quelli che dovrebbero essere i luoghi dell’incontro e nello stesso tempo portare con sé tanta separatezza e tanta unicità culturale da rendere impossibile l’integrazione o anche la prossimità geografica con il vicino.

I pogrom, la violenza, e i villaggi yiddish ne sono sempre una testimonianza al centro dell’Unione Europea e allo stesso tempo lontanissimi dall’Europa. E forse persino lontani e di diversi dall’ebraismo cittadino di vari Paesi, quell’ebraismo che mescolandosi con i Gentili era protagonista economico e culturale.

I quadri di Chagall “Sulla città” (1924), l’aspetto onirico rappresentano il pensiero bambino che diventa nello stesso tempo difesa dalla violenza e possibilità di riscatto per una nuova appartenenza.

Chagall non aveva necessità come invece Matisse o Klee di analizzare i disegni dei bambini, perché era lui stesso un savio infantile, infatti considerava la realtà come una fantasia realizzata, non doveva descrivere da lontano il suo mondo favoloso, ma, stando nel paese della favola, semplicemente riprodurlo.

Parlando di incontri tra culture, tra bambini e mondi, siamo chiamati a pensare continuamente alla comunicazione e, nello specifico, di comunicazione interculturale. L'incontro con la diversità è dunque, in quest'ottica, una straordinaria occasione e un ambito di esperienza particolarmente ricco per noi e per i bambini, e in particolare per i bambini della nostra cultura che vivono un'esperienza che li potrà aiutare, nel tempo, a sperimentare livelli di maggiore attenzione e sensibilità alla differenza. La ricchezza legata a questo progetto su Chagall va di pari passo con la fatica e il disorientamento che i bambini, come gli adulti, vivono nell'incontro con la diversità e di cui dobbiamo imparare a tener conto in quanto risorsa educativa di grande interesse.

Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Capacità di autonomia nelle cure personali

  • Capacità di esprimere bisogni e farsi comprendere anche attraverso linguaggi non verbali e verbali

  • Giochi manipolativo -gustativi tra i sapori / colori del proprio territorio

  • Giochi manipolativo -gustativi tra i sapori / colori delle proprie famiglie

  • Giochi in situazioni di piccolo gruppo e in maniera autonoma rispetto agli altri

  • Giochi allo specchio di travestimento e di movimento

  • Giochi motori e psicomotori per imitare movimenti di animali

  • Giochi psicomotori e simbolici di espressione ed espressività corporea. La mimica e il movimento per dare forma alle sensazioni del proprio corpo e del schema corporeo

  • Giochi di collage per raffigurare le parti del proprio corpo .Giochi per l’acquisizione dello schema corporeo

  • Sollecitare la costruzione del sé attraverso gli oggetti del quotidiano

  • Coinvolgere le famiglie in questa narrazione del bambino e della sua famiglia

  • Giochi di narrazione e di ascolto . “ io ..ho fatto. …sono andato..ho visto ..tanto tempo fa”.



2° traccia






I linguaggi espressivi e

la comunicazione per immagini



IL PENSIERO BAMBINO COME NUOVA VISIONE DELLA REALTA’.


  • Simboli e immagini della cultura dei bambini

  • I media e le comunicazioni

  • Riflessioni con le famiglie sul ruolo delle immagini

  • Linguaggi espressivi e grafici

  • Proposte narrative con immagini

L’infanzia e il pensiero del bambino è certamente una condizione d’alterità rispetto all’età adulta; richiede conoscenza, rispetto, cura, pari dignità, ascolto da parte di noi grandi. Ma noi adulti, genitori ed educatori siamo davvero capaci di accogliere i pensieri del bambino, la sua diversità? O il bambino è il diverso eluso? Magari coccolato ma involontariamente separato dal mondo degli adulti e dimenticato come un villaggio yiddish?

I servizi educativi e scolastici si propongono come promozione di queste riflessioni affinché non ci siano Zoo dell’infanzia, magari curatissimi, all’avanguardia ma separati e ghettizzati.

Per i bambini significa proporre attività didattiche centrate sul linguaggio espressivo, grafico-pittorico elaborando una storia che parta da un’interpretazione del tutto originale di uno o più quadri di Marc Chagall. Il libro e la storia potrà essere disegnata dagli educatori, o dai ragazzi stessi, magari con immagini originali liberamente ispirati alla poetica di Marc Chagall.

Per gli educatori significa riflettere sul pensiero espressivo convergente/divergente sempre narrativo e interpretativo per ognuno di noi nel proprio mondo interiore e della realtà circostante. Significa riprendere arte/linguaggio pittorico nella primissima infanzia e riflettere sullo scarabocchio.

Di conseguenza significa anche riflettere sul legame della pittura del 900 che lega loro pittori come Chagall, la Scuola Naif, il grande Mirò , fino al nostro Emanuele Luzzati che ha dedicato tutta la sua attività ad illustrazioni per ragazzi collaborando con Rodari e Calvino.

Chagall – anticipando quel messaggio pedagogico -ci insegna, anche involontariamente, che con il mondo reale si può anche giocare. Non a caso la sua figurazione è piena di simboli, misteri e magie e con tutto questo si può giocare, smontando e rimontando le sue espressioni in direzione del pensiero infantile.

Inoltre i suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, riuscendo a comunicare felicità e ottimismo tramite una scelta di colori vivaci e brillanti, con soggetti come animali e circensi.

L’arte fa parte della realtà quotidiana ed è un ricco materiale didattico fin dai primi mesi di vita del bambino. Cosa fa infatti un bambino quando scarabocchia?

Compie gesti che lasciano traccia sul foglio, spesso raccontando, mimando e sonorizzando una storia che sta pensando e il protagonista è lui, la sua mano, il pennarello con cui sta tracciando questi i segni. Tutto ciò è stato definito “Action-painting” cioè dare valore al suo operato fin dal processo del creare, del produrre il segno nello spazio-tempo in cui questo processo viene attuato.

E questo vale anche per le infinite possibilità di ‘arte’ con i bambini: riutilizzazione di vecchi oggetti, di riferimenti alla memoria e all’invenzione, di associazione con la realtà.

La proposta è proprio quella di giocare con l’arte, di smontare i pezzi e le proposte dei singoli artisti e di vedere cosa possiamo fare, ricostruendo in maniera personale il mondo dei segni dell’arte.

Tutto ciò non solo per conoscere artisti e la loro arte, ma con il fine pedagogico primario di usare quest’arte come materiale didattico, come esercizio mentale, che consenta ai bambini di rapportarsi alle cose quotidiane, alla realtà, agli uomini, persino a loro stessi con un atteggiamento estetico.

Un mistero e un rispetto che consentono la possibilità di definire insieme alle cose stesse con la reinvenzione continua di significati, delle possibilità di uso e di conoscenza di questo artista che ci accompagna in una riflessione tout court nella programmazione educativa di questo anno.



Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia

MIRO’


  • Giochi con e sui colori. Dalla digito-pittura alla consapevolezza deI lasciar traccia di sé.

  • La narrazione di storie e la lettura d’immagini

  • La costruzione di storie senza la forma. Mirò e i suoi simboli.

  • Percorso grafico -simbolico e di espressione :la narrazione per immagini di scarabocchi fatta dai bambini e per i bambini.

  • Il libro e l’immagine iconica. Il libro sensoriale e il libro personale.

  • Simboli ed immagini da decodificare. Linguaggi, forme e mediatori.

  • Il dentro e i fuori. Gli oggetti vicini e lontani. Le dimensioni e le forme

  • Costruire una storia con i disegni di Mirò.

  • Il teatro e la drammatizzazione. Costruire uno sfondo narratore con i bambini

  • I colori come sensazioni, pretesto per narrar di sé .

  • I colori, la pittura e i laboratori dei genitori

  • La costruzione di scenografie per drammatizzazioni e come sfondo narratore

  • La pittura come cura del contesto educativo. Estetica ed etica dei servizi e della comunità educante.

  • Rin-tracciare i percorsi del colore nel territorio

  • Sollecitare lo sviluppo dello schema corporeo


3° traccia






Lavorar con mani per una prospettiva creativa




LA MANIPOLAZIONE COME MANUFATTO E COME ARTE.


  • Lavorare con i materiali per scoprirne e proprietà sensoriali

  • Gli oggetti ed il loro uso sociale

  • Dall’oggetto al mestiere

  • La dimensione raffigurativa ed espressiva delle immagini e degli oggetti

  • L’esperienza dei laboratori come spazio-tempo del fare e del creare

Il passaggio dal pertinente (come conoscenza storica e sociale) al non pertinente (come appropriazione di spazi creativi) è un’operazione artistica. Ma si può promuovere percorsi di educazione alla creatività invitando , sin dal nido, ad un utilizzo di oggetti quotidiani anche in senso creativo: smontare la pertinenza della loro funzione sociale per immaginarli diversi e cioè impertinenti e cogliendo oggetti nel quadro protagonisti della storia come gli strumenti musicali, gli animali, la sposa, il villaggio.

Il laboratorio identificato come luogo di costruzione, laboratorio dove utilizzare materiali al fine di una vera e propria ricostruzione: i personaggi del quadro di Chagall scelto. Oggetti informi, lavorati, messi insieme possono diventare cose diverse, anche personaggi di una storia e dunque qualcosa che dal quadro si fa mobile, animato e volendo potrà acquisire anche la voce. Il laboratorio diviene così la base di esperienze simboliche che successivamente si ampliano nell’esperienza dell’animazione e della sperimentazione teatrale. Un’appropriazione del reale che però abbia in sé il seme della fantasia e della creatività delle immagini e degli immaginari di Chagall.

Si può insegnare la creatività e l'impertinenza? Lo si può fare nell'età del nido? Può lo scarabocchio infantile essere un'opera d'arte anche se esteticamente molto simile ad un Kandisky? La risposta è sicuramente no. L'opera d'arte presuppone una rielaborazione del reale fatta da chi la realtà la conosce molto bene e proprio per questo può manipolarla reinventandola. Il bambino non è padrone del reale se non in minima parte, non può quindi rieleggerla che in versione simbolica ma non creativa. Ma noi crediamo che esista però un approccio didattico alla creatività; crediamo che quest'ultima, se non insegnata, sicuramente può essere incentivata da noi adulti in tanti modi: con esperienze diversificate come quelle che proponiamo con questo progetto educativo.



Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia

  • L’esperienza im-pertinente del gioco di costruzione

  • L’esperienza manipolativa e l’espressività. L’esperienza di tanti materiali diversi e colorati

  • Attività libera e guidata con materiali di ogni genere e natura;

  • Attività in relazione alle azioni di: premere, impastare, arrotolare, battere, bucare con il polpastrello, versare, mescolare, travasare;

  • Il gioco di scoperta e sensoriale: dal cesto dei tesori al l’uso sociale degli oggetti. Giochi di scoperta legati al cesto dei tesori;

  • Giochi finalizzati a mettere in relazione il corpo dei bambini con i diversi materiali; giochi con acqua; giochi con carta e con stoffe.

  • Attività finalizzata alla preparazioni di cibi; Attività di pittura e di collage; giochi manipolativi con impasti di varia natura.

  • Gli insiemi e i giochi logico-matematici

  • Visite didattiche a contesti laboratoriali e manifatturieri del quartiere e del territorio

  • Le storie delle cose e con le cose. Costruzione di storie/o narrazioni dove le cose siano protagoniste.

  • Il teatro e la drammatizzazione. Costruire uno sfondo narratore con i bambini.

  • Il teatro delle ombre cinesi e/o i burattini




  • L’immagine in movimento . Cinema e televisione come immaginario infantile

  • L’immagine in movimento. Cinema e televisione come riflessione per gli adulti educatori e genitori

  • Elaborazione di story-board da pitturate o realizzare in tridimensionale con oggetti che possano diventare soggetti-personaggi della storia o delle storie.



4° traccia




IL VIAGGIO.


  • Esplorazione del quartiere o del territorio cittadino

  • Le caratteristiche visive e sonore del territorio che abitiamo

  • La dimensione raffigurativa ed espressiva

  • La dimensione storico-culturale

  • I personaggi , le cose, i mestieri

  • Lo spazio come decodifica- aspetto cognitivo

  • Lo spazio come narrazione- aspetto culturale

  • Lo spazio come sfondo integratore- aspetto educativo e didattico

  • Lo spazio come appartenenza- aspetto etico sociale

  • I percorsi negli elementi : aria-acqua-fuoco-terra



L’ ambiente

Questo progetto può essere anche un viaggio; viaggio che ha come punto di partenza i ricordi romantici e nostalgici che Chagall ereditò dalla sua patria, ma anche qualcosa di più importante e fondamentale che ci riguarda da vicino: la sua formazione cross-culturale, la sua visione del mondo e allo stesso tempo di paese rurale.

Il pittore, come è stato già detto, era nato da una famiglia povera, ebraica e di costumi tradizionali, nacque a Vitebsk, piccola cittadina provinciale che all’epoca era un importante centro amministrativo della Bielorussia occidentale. Chagall visse e ritrasse i bazar, le feste popolari e religiose che si succedevano una dopo l’altra in questa città multinazionale, il teatro ebraico e le rappresentazioni carnevalesche russe, le sinagoghe e le chiese ortodosse davano a Vitebsk un aspetto eccezionalmente pittoresco. Gran parte dell’immaginario di Chagall proviene quindi dal fascino caratteristico della sua città d’origine.

Viaggiò molto per lavoro, uno dei primi viaggi fu in Palestina, lavorò a Tel Aviv, a Safed, e Gerusalemme, viaggiò in Italia, Spagna, Olanda e Inghilterra. La sua seconda casa fu Parigi ma visse anche a New York, e Berlino. Non furono però solo ricordi romantici che Chagall si portò dalla sua terra, è opportuno ricordare che proprio a Parigi scoprì il mondo folcloristico e mitologico appropriandosi di un linguaggio fiabesco e immaginario.

Il viaggio di scoperta dei bambini può cominciare dal quartiere, dalla città, dal territorio andando alla ricerca di linguaggi o cose perdute, mestieri o miti, storie o leggende, tradizioni o folklore. Giocando .

Una sfida difficile certo ma non è proprio il gioco tradizionalmente una sfida difficile. E' una sfida interessante e complessa che richiede collegamento fra educatori, famiglie, contesto sociale, fra ciò che c'è e ciò che ci potrebbe essere. Il progetto Chagall si sposa come un percorso di esplorazione ambientale ma anche di socializzazione con il territorio geografico. La necessità è di evidenziare non solo le caratteristiche del luogo ma anche i personaggi che lo abitano , come fossero quadri, e che lo connotano culturalmente.


E’ possibile ipotizzare un intervento di questo tipo:

Recupero inteso come confidenza, familiarità, esplorazione:

Una alfabetizzazione intesa come decodifica degli oggetti, del reale, possesso di informazioni indispensabili per organizzare dei contenuti e dei lessici (Frabboni, 1980)



Recupero come conoscenza:

In un’età successiva la familiarità con le cose diventa classificazione, conoscenza diretta e concettuale.



Recupero come appropriazione. Quando la conoscenza si è consolidata come assimilazione/catalogazione del reale, nelle sue sfaccettature, inizia con un processo di padronanza sugli oggetti, padronanza sugli oggetti, padronanza nei riferimenti topologici e, nel contempo un percorso di “acquisizione di senso di appartenenza”

Recupero come elaborazione creativa. E’ l’ultima tappa di questo rapporto con l’ambiente, ne presuppone la piena conoscenza e consapevolezza, deve arrivare ad un atteggiamento critico ma rielaborativo.


Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Visite didattiche a contesti laboratoriali e manufatturieri

  • Promuovere la conoscenza e l’acquisizione di reperi spaziali e riferimenti topologici all’interno del plesso e nell’iniziale approccio al territorio attiguo alla scuola.

  • Capacità di individuare le diverse caratteristiche del territorio: colori, sonorità, animali, persone, mestieri

  • Il dentro-fuori/vicino-lontano

  • Prima interiorizzazione del tempo e dei tempi

  • Visite didattiche nel quartiere micro/macrocosmo

  • Visite in città

  • Esplorazione di habitat diversi pur nella loro semplicità e quotidianità rispetto all’esperienza dei bambini ed in rapporto all’età.

  • Lo spazio come decodifica- aspetto cognitivo/ riconoscere forme, colori,

  • Lo spazio come narrazione- aspetto culturale/ le sonorità , le persone

  • Lo spazio come sfondo integratore- aspetto educativo e didattico

  • Lo spazio come appartenenza- aspetto etico sociale/possibilità di adottare strategie e modalità differenziate di comportamenti a seconda dei contesti


5° traccia






Il sogno e l’altra realtà




Il CIRCO E IL FUNAMBOLO


  • Le caratteristiche del circo

  • I mestieri e i movimenti

  • Le sonorità

  • Gli animali

  • La cultura del circo

  • La narrazione e i clown

  • Il cerchio come metafora e contenitore di una realtà diversa

  • Ricerche storiche sul mondo dei circensi

  • Esperienze e visite


Il circo nell’opera di Chagall

Ho sempre considerato clown,acrobati e attori come creature tragiche. Ai miei occhi assomigliano alla gente ritratta in certi quadri religiosi. Ancora oggi, quando dipingo una crocifissione o un altro quadro religioso, mi assalgono gli stessi sentimenti di allora, quando ritraevo la gente del circo. Eppure non c’è niente di letterario in questi quadri, ed è difficile spiegare perché io trovi una rassomiglianza psico-plastica fra queste due arti della composizione”


Con queste parole Marc Chagall ha descritto il suo rapporto con le immagini circensi che sovente ha realizzato, un rapporto d’ ispirata simbiosi che ha attraversato tutto il suo percorso artistico.

I quadri più noti sul circo che Chagall ha lasciato sono: L’acrobata (1914), Circo e giocolieri, Giocoliere, Le cinque bleu, Ecuyére au cheval, Le cirque vert, Le cirque, Il grande circo. Le tele a tema circense sono molte, a partire dagli inizi del 900. Utilizza gli acrobati anche per dipingere il celebre quadro sulla Rivoluzione russa (1937) esperienza politica alla quale aderisce nel 1917.



E’ chiaro che il mondo del circo è metafora nell’ ininterrotta metafora della sua poesia visiva . Il mondo del circo rappresenta il colore, anzi i colori della diversità, di una vita ai margini: una vita bambina di lazzi e capitomboli, di viaggi , ma anche di appartenenze negate. La fiaba ; il circo è un mondo fiabesco appena separato dalla realtà del villaggio. Cose straordinarie, il circo. Una realtà deformata di sonorità e forme. E di animali.
Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Giochi motori all’interno e all’esterno del contesto educativo

  • Reperi spaziali e i riferimenti topologici

  • Il gioco di scoperta e sensoriale

  • Gli animali e le loro caratteristiche

  • Attività mirata al riconoscimento delle parti del corpo; attività inerente alle azioni di: spogliarsi/ vestirsi/truccarsi/travestirsi

  • Visite didattiche

  • Giochi di travestimento e di drammatizzazione; attività nell'angolo del travestimento e dello specchio;

  • Ricerca delle caratteristiche del mondo circense

  • Giochi espressivi e psicomotori

  • Giochi di coordinazione motoria

  • Capacità di giochi a squadra , di gruppo e di funzione

  • Capacità di adeguare l’espressione corporea e la mimica facciale all’attività di racconto

  • Capacità di mettere in relazione causa/effetto i personaggi ed il tessuto narrativo

  • Sviluppo della capacità simbolica e della capacità di identificarsi con i personaggi della storia e di compiere le azioni da loro prodotte


6° traccia






Suono e sonorità



LA MUSICA E I MUSICANTI


  • percezioni e sonorità

  • il corpo come sonorità

  • narrazioni sonore

  • gli strumenti musicali

  • il linguaggio musicale

NEL BLU, DIPINTO DI BLU
Penso che un sogno così non ritorni mai più;
mi dipingevo le mani e la faccia di blu,
poi d'improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito...
Volare... oh, oh!...
Cantare... oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu,
felice di stare lassù.


E volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su,
mentre il mondo pian piano spariva lontano laggiù,
una musica dolce suonava soltanto per me...
Volare... oh, oh!...
Cantare... oh, oh, oh, oh!
Nel blu, dipinto di blu, felice di stare lassù...


Dietro questo successo planetario si trovano un grande cantante, Modugno, e un grande paroliere dell'epoca, Migliacci ma non solo.

C'è una versione sulla nascita del testo che ci piace divulgare e che riconduce “Nel blu dipinto di blu” ad uno dei più grandi artisti del Novecento: Marc Chagall. Fu infatti lo stesso Migliacci a raccontare come al risveglio da un sonno agitato, ciò che vide fu una celebre riproduzione del pittore bielorusso: “La femme au coq rouge”, con il gallo rosso che vola nel cielo blu e da qui nacquero la prime parole.

Tuttavia il legame più diretto con Chagall lo troviamo nella musica yiddish. Viene detta Yiddish la varietà di tedesco parlato dagli ebrei dell’Europa centro-orientale. Esistono infatti una cultura ebraico-tedesca ed una più ‘orientale’. In questa ultima soprattutto è nata una musica che contiene elementi del folclore tedesco e bielorusso, ungherese, rumeno, ecc., ai quali si uniscono antiche formule di canto e preghiera ebraiche, una base tonale che mescola modi antichi ebraici, modi medievali europei, modi arabi, acquistando un sapore del tutto particolare. E’ detta klezmer (lett. ‘suonatore ambulante’) dal nome dato ai musicisti popolari, una musica per piccole bande, dedicata soprattutto alle danze e alle feste, ma anche con momenti più rituali (matrimoni, ecc), che ispirò la produzione di operette musicali–teatrali e che ebbe il suo momento d’oro nel periodo che precedette la seconda guerra mondiale. Esiste una ampia discografia reperibile per quanto concerne la musica yiddish o Klezmer. Propongo alcuni interpreti di rilievo: The Klezmatics (gruppo statunitense, con forti coloriture jazzistiche); The Klezmorim (altro gruppo USA); il clarinettista argentino-israeliano Giora Feidman, oppure il pianista e compositore polacco Leopold Kozlowski, uno degli ultimi ‘veri’ klezmer dell’Europa orientale. In Italia, accanto ad alcuni musicisti, spicca il lavoro dell’attore e cantante Moni Ovadia, di cui sono reperibili CD, videocassette e libri. Da alcuni anni operano in Italia numerosi gruppi locali.
Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Giochi di movimento con musica

  • Il ritmo e i fiati, le percussioni

  • Il gioco di scoperta e sensoriale

  • Il gioco dell’orchestra

  • Il teatro e la drammatizzazione. Costruire uno sfondo narratore con i bambini

  • Percorsi di narrazione musicale, ascolto e produzione.

  • Attività ludica per la percezione di suoni e rumori emessi dal corpo.

  • Attività ludica per la produzione di suoni e di rumori con il proprio corpo.

  • Attività mirata al riconoscimento della parte del corpo che produce il suono e/o il rumore.

  • Attività di presentazione di oggetti sonori e strumenti musicali.

  • Attività mirata alla produzione di suoni e rumori attraverso gli strumenti e i materiali sonori.

  • Giochi con la voce.

  • Giochi con il corpo che evidenzino il lento/veloce.


7° traccia





Il folklore




LA CULTURA E I CARNASCIALI


  • La storia del Carnevale

  • Le maschere e il travestimento

  • Il teatro e la sua storia

  • La musica e il movimento

  • Le tradizioni dei vari carnevali

  • Il carnevale e il folklore dei diversi territori, città, comuni

  • Le tradizioni e i dialetti

  • L’ironia , il linguaggio im-pertinente , la satira


Cenni storici al Carnevale:

Il Carnevale in Russia è l'unica festa che risale direttamente ai tempi pagani. Si festeggia l’avvento della primavera, e di solito cade a metà marzo. Le giornate sono già lunghe e luminose, la neve ricopre ancora il paesaggio, quindi è tutto un tripudio di colori. Maslenitza, questo è il nome del Carnevale, vuol dire settimana grassa (maslo é il burro, oppure l’olio) e prelude il post, il digiuno ortodosso, con un trionfo di musica e cibo, organini (garmoshki) che suonano ballate dal sapore tzigano, vodka, bancarelle, e le lotte che rievocano le sfide “rusticane” della campagna.

E per grandi e piccoli ci sono spettacoli di strada, giostre, banchetti all’aperto, slitte e canzoni. Le città si rivestono e si sentono le campane e campanelle della festa e con in giro le maschere più buffe e imprevedibili. E in questo si riallaccia a tutti i carnevali.

Alla fine della settimana un grande falò simboleggia la fine dell’inverno, salutando il buio e il freddo per qualche mese. L’ultima domenica, la festa pagana si intreccia con quella religiosa e diventa la Festa del Perdono (Dien’ proscenija). Le persone si incontrano e si chiedono perdono l’un l’altro, per prepararsi al Bol’shoj Post. Così il fuoco dell’ultimo falò diventa anche entità purificatrice, e sacro e profano celebrano il cuore della festa popolare. Lo spirito dell’autentica Maslenitza ha in sè il nucleo dell’ospitalità russa, e le cerimonie del Carnevale russo sono ormai un appuntamento anche mondano del risveglio della primavera.



Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Giochi di movimento con musica

  • Il ritmo e i fiati, le percussioni

  • Il teatro e la drammatizzazione. Costruire uno sfondo narratore con i bambini

  • Percorsi di narrazione musicale, ascolto e produzione.

  • Le maschere. Costruire e imitare i movimenti delle maschere

  • Giochi manipolativi anche con la cartapesta o con altre tecniche tipiche del carnevale

  • Il travestimento e lo specchio

  • Sviluppo conoscenza corporea, padronanza corporea e della mimica facciale

  • La conoscenza delle parti del corpo

  • Lettura e narrazioni sui carnevali

  • I giochi legati all’apparire e scomparire come costruzione dell’identità corporea

8° traccia







La narrazione




LETTURA, RACCONTO, AFFABULAZIONE

  • Il racconto della storia

  • La lettura della storia

  • La drammatizzazione della storia

La valorizzazione dell’esperienza di lettura ad alta voce e più in generale di utilizzo precoce del libro ha un ruolo determinante sullo sviluppo emotivo, relazionale, cognitivo del bambino nonché sulla nascita e sostegno della motivazione a leggere.

Tutto ciò che è legato alla narrazione, alla lettura di immagini, all’ascolto di storie e di parole, concorre perciò alla promozione del benessere del bambino, ne sostiene capacità importanti a livello linguistico-comunicativo e crea le basi per un approccio positivo al libro.

In questo senso, perseguendo questi obiettivi, il progetto Chagall si pone a tutti gli effetti come una proposta afferente al progetto NpL e prevede un percorso di stretta collaborazione con le biblioteche locali, a cominciare dalla Biblioteca Spazio ragazzi del Comune di Viareggio.



Indicazioni didattiche per i servizi all’infanzia


  • Sviluppo della capacità di avere un’attenzione prolungata e diversificata rispetto a proposte di racconti orali

  • Sviluppo della capacità di partecipare a giochi motori di gruppo legati ai racconti

  • Sviluppo della capacità di scoprire all’interno di queste storie, un personaggio fondamentale

  • Capacità di mettere in relazione una storia raccontata con spazi/luoghi

  • Sviluppo del linguaggio verbale

  • Sviluppo della capacità di ripetere almeno una parte delle storie proposte

  • Capacità di riconoscere immagini semplici (un oggetto o una persona) e immagini composte (una scena)

  • Capacità di imitare i movimenti dell’adulto, quindi “leggere” un’immagine attraverso un linguaggio mimico proposto.

  • Sviluppo delle capacità di attenzione

IL PERCORSO PROGETTUALE - GLI APPUNTAMENTI

  1. presentazione del progetto alle scuole e ai servizi con particolare attenzione ai plessi che hanno partecipato alla 4° edizione del Festival della Salute 2011 e all’esperienze della ludoteca LA STANZA DEI DELFINI, dedicate quest’anno appunto alle narrazioni e alle raffigurazioni di Luzzati, Baj, Rodari. L’obiettivo è tradurre quell’esperienza in una riflessione annuale, e attraverso la metafora CHAGALL, approfondire l’esperienza educativa sul tema dell’arte e della narrazione, per poi restituirla rielaborata proprio all’interno del festival .

  2. adesione e progettazione

  3. presentazione del progetto alla stampa

  4. le storie e i tessuti narrativi legati al progetto

  5. pubblicazione delle storie

  6. iniziative su CHAGALL in sinergia con musei e gallerie d’arte

  7. contatti con il museo CHAGALL di Nizza

  8. seminario divulgativo sulle produzioni didattiche delle scuole all’interno del Festival della salute

  9. mostra multimediale di Chagall

10. premio NARRAFESTIVAL 2° edizione

Roberta A. Baldini

Chiara Melani

Serena Mori

Antonella D’Arliano

Con la collaborazione di Glauco Dal Pino




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