Progetto people



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PROGETTO PEOPLE




PROGETTO ENTI ONLINE PORTALI LOCALI E-GOVERNMENT


Indice


0. Premessa 4

0.1. Premessa: il modello federato di People 4

0.2. Obiettivo atteso 8

0.3. Contributo richiesto 8

1. Obiettivi del Progetto e benefici attesi 9

1.1. Obiettivo generale di fruizione. 9

1.2. Benefici 10

1.3. Il riuso come obiettivo 12

1.4. Relazioni con i Piani Territoriali Regionali 12

2. 2 - Servizi che si intendono realizzare 13

3. Miglioramenti funzionali/organizzativi 17

3.1. L’intervento organizzativo. 17

3.2. Miglioramenti nella gestione dei sistemi informativi. 20

4. Aspetti tecnologici 21

4.1. 1 Premessa 21

4.2. L’architettura 22

4.3. Il Portale 25

4.4. Linee guida di realizzazione 25

5. Risorse informatiche esistenti 27

6. Piano di lavoro 29

6.1. Project Management 31

6.2. Usabilità & Integration Management 35

6.3. Infrastruttura di base 38

6.4. Servizi di autorizzazione e concessione 42

6.5. Servizio da Sistema Informativo Territoriale 44

6.6. Servizi Diretti alla Persona 47

6.7. Servizi per i Tributi 52

6.8. Servizi relativi alle anagrafi 56

6.9. Accessibilità Multicanale 60

6.10. Centro Servizi alla PA (CSPA) 63

6.11. Interoperabilità e Cooperazione Applicativa 66

6.12. Implementazione 69

6.13. Implementazione e Riuso 72

6.14. Servizi da altri Portali pubblici 74

7. Descrizione dei prodotti (deliverables) 78

8. Ruoli e gestione del progetto 99

8.1. Project Structure Management (PSM) 99

8.2. Skill e fabbisogni. 104

9. Piano di esercizio 105

9.1. Fase di avvio ed implementazione 105

9.2. Esercizio. 108

10. Piano di monitoraggio 109

11. Costi 111

12. Analisi del potenziale riuso 114

13. Analisi costi/benefici 116

13.1. Analisi costi/benefici: risultato generale. 116

13.2. Analisi costi/benefici: analisi del rischio. 118




0.Premessa




0.1.Premessa: il modello federato di People

People è un progetto presentato da un’aggregazione di 50 comuni con una popolazione complessiva di 7,5 milioni di abitanti, che rappresenta circa il 13% della popolazione nazionale. Il potenziale riuso già dichiarato da altri enti allarga la base di utenza interessata sino a 11,5 milioni di abitanti, pari al 20% della popolazione nazionale.


L’elenco delle amministrazioni partecipanti è dettagliato nella seguente tabella.


Lombardia

Marche

Emilia Romagna

Toscana

Trentino Alto Adige

  • Cremona

  • Brescia

  • Mantova

  • Vigevano

  • Sesto San Giovanni

  • Paderno Dugnano

  • Ancona

  • Jesi

  • Falconara M.ma

  • Pesaro

  • San Benedetto del Tronto

  • Bologna

  • Carpi

  • Reggio Emilia

  • Modena

  • Parma

  • Piacenza

  • Ravenna

  • Cesena

  • Provincia di Bologna

  • Firenze

  • Siena




  • Bolzano

  • Trento

  • Rovereto

  • Comunità Pasubio ( 14 comuni )

Puglia

Basilicata

Lazio

Liguria

Sicilia

  • Bari

  • Matera

  • Roma

  • Genova

  • Trapani

Calabria

Campania

Veneto







  • Caserta Sud Ovest ( 10 comuni )

  • Verona

  • Venezia

  • San Donà di Piave






Le amministrazioni aderenti al progetto hanno già realizzato soluzioni d’avanguardia per l’erogazione di servizi innovativi ai cittadini ed imprese, rappresentando oggi il punto di riferimento nell’ambito della Pubblica Amministrazione locale. L’elenco delle principali esperienze realizzate sono descritte in dettaglio nella schede A3 dei singoli enti partecipanti al progetto. Fra queste, oltre a Roma e Firenze, ricordiamo quelle che hanno nell’ultimo anno conseguito un riconoscimento in ambito nazionale: Parma per il Centro Servizi e la sperimentazione sulla carta di identità elettronica, Mantova con la best practice sullo Sportello unico alle imprese, Siena per il progetto “Le chiavi della Città” sulle carte servizi e ancora sulla web TV e rete locale a larga banda come pure Reggio Calabria, Ancona best practice 2000 per le pratiche on line e 2001 a livello europeo per l’ICI on line, Bologna capostipite con le best practice della rete civica Iperbole e della firma digitale, Modena best practice per il Sistema Informativo Territoriale ( SIT ), Genova che ha realizzato il portale di servizi interattivi “Tu6Genova”, Reggio Emilia best practice per i servizi on line per le scuole materne, Jesi con la rete civica più visitata di Italia per le Gazzette on line (rating del Il sole 24 Ore 2001), Pesaro best practice per l’archiviazione ottica e per le scuole in rete, San Benedetto del Tronto menzione speciale 2000 per la sperimentazione del voto elettronico, e molte altre significative esperienze dell’aggregazione .


La comune volontà di consolidare e condividere le esperienze significative già acquisite ha dato luogo ad una forte spinta aggregatrice che, già a partire dal settembre 2000, ha dato origine ad attività di studio e ad investimenti preliminari coordinati. Da questo primo nucleo di aggregazione e sulla base del lavoro esplorativo dei tecnici designati dalle amministrazioni coinvolte è nato, al momento del momento dell’uscita dell’avviso per il finanziamento dei progetti di e-government, il protocollo di intesa siglato a Firenze tra i primi 25 comuni il 16 aprile 2002 per l’avvio di una collaborazione su tutti i progetti di e-government a carattere nazionale ed europeo. In seguito, da questo protocollo e tramite successivi ampliamenti del gruppo delle amministrazioni coinvolte, è stata costituita l’aggregazione del progetto People.
Obiettivo principale del progetto People è la realizzazione di un modello federato di scambio, integrazione e condivisione di servizi, prodotti e soluzioni.
I principali benefici attesi del modello federato sono:

  • significativa riduzione dei costi di erogazione dei servizi on line

  • miglior governo della grande complessità dell’e-government attraverso investimenti coordinati ed integrati

  • economie di scala e possibilità per gli enti di dimensioni ridotte di beneficiare a basso costo dei prodotti e delle soluzioni realizzate

Originando dall’esperienza di un’ampia aggregazione di amministrazioni eterogenee, il modello federato di People si propone inoltre come un modello più generale ed esportabile per l’e-government.


Il progetto si fonda su tre scelte fondamentali:

  1. modellizzazione e standardizzazione dell’accesso ai servizi di base ed aggregati che le amministrazioni partecipanti intendono erogare ai cittadini ed alle imprese

  2. evoluzione delle strategie organizzative dei processi di erogazione dei servizi per sfruttare al meglio le possibilità di automazione e di accesso telematico

  3. progettazione e realizzazione di sistemi informatici applicativi modulari ed integrati per la costruzione di centri servizi territoriali e di portali telematici e multi-canale

Più in particolare, gli elementi caratteristici del modello federato People sono:


Sistema dei servizi
Il sistema dei servizi comprende:

  • l’identificazione delle tipologie di servizi di front office tramite l’adozione della metafora degli eventi della vita e della conseguente identificazione degli episodi di interazione tra i cittadini, le imprese e le amministrazioni

  • il ripensamento dei processi di erogazione dei servizi di front office e del rapporto con i processi di alimentazione messi in atto nel back office (BPR) al fine di integrare e non solo adattare, nell’interesse degli utenti, le funzioni di automazione e di accesso telematico.

Il sistema dei servizi viene descritto in dettaglio nel cap. 2 e rappresenta il ‘know how’ fondamentale degli “enti People” come mutuato dalle best practice correntemente adottate.


Modello di organizzazione dei sistemi informatici e telematici
Il modello di organizzazione si configura come un’architettura a tre livelli:

  1. esportazione per via telematica, in base a standard tecnologici aperti, dei servizi di base realizzati dai sistemi locali e legacy (p. es. consultazione di banche dati, transazioni remote online)

  2. integrazione dell’accesso telematico su base geografica ai servizi di base realizzato dai centri servizi che costituiscono anche il punto di contatto con i servizi ed i sistemi infrastrutturali regionali e territoriali

  3. erogazione dei servizi ai cittadini tramite portali di accesso e sistemi multi-canale, previa autorizzazione ed eventuale autenticazione tramite carte a microprocessore

Questa architettura a tre livelli viene considerata la naturale evoluzione del modello in parte già sperimentato nelle varie realtà locali nel corso della realizzazione delle reti civiche e dei primi portali di servizi.


Il modello viene descritto in dettaglio nel successivo cap. 4.

Modello tecnico e realizzativo
Il modello tecnico e realizzativo intende massimizzare il valore aggiunto della scelta strategica di modello, dei prodotti e delle soluzioni rese disponibili in integrazione con le infrastrutture tecniche esistenti ed in corso di dispiegamento.
In particolare il modello tecnico e realizzativo prevede:

  • autorizzazione ed autenticazione tramite carte di accesso a microprocessore (carta nazionale servizi - CNS, carta di identità elettronica - CIE, firma digitale - FD)

  • esportazione dei servizi secondo le modalità previste per la cooperazione applicativa (web services basati XML/SOAP)

  • realizzazione di componenti software applicative scalabili e riutilizzabili in linea con i più recenti standard industriali e di mercato

  • multi-canalità di interazione (web, call-center, applicazioni vocali, WAP, SMS) con identificazione delle matrice funzioni/modalità, a seconda del canale utilizzato

Il modello viene descritto in dettaglio nel successivo cap. 4.


Modello economico e di gestione
Il modello economico e di gestione, descritto in diversi capitoli della scheda B1, è ispirato al fondamentale principio cooperativo della ripartizione dei costi. Tale modello riguarda in particolare i costi di realizzazione, dispiegamento e gestione, consideri gli aspetti relativi al riuso e che definisca le regole di convivenza economica tra i partecipanti ed i partner.
In accordo con il modello organizzativo dei sistemi sopra delineato, l’obiettivo principale è quello di minimizzare i costi di esportazione telematica dei servizi di base gestiti dalle singole amministrazioni locali e di fattorizzare secondo necessità i costi di realizzazione e gestione di sistemi più complessi ed aggregati come centri servizi, portali e sistemi di interazione multi-canale.


Modalità di riuso dei risultati
Tutti i quattro elementi descritti, cioè sistema dei servizi, modello di organizzazione dei sistemi, modello tecnico e realizzativo e modello economico e di gestione sono concepiti modo da contenere importanti elementi riutilizzabili. In particolare:

  • l’identificazione della tipologia dei servizi e la definizione di una modalità di accesso uniforme, in termini di contenuti e codifiche, possono costituire una proposta per uno standard su base nazionale

  • il modello di organizzazione dei sistemi fondato sull’architettura a tre livelli risulta massimamente generico ed adattabile ad altri tipi di organizzazioni ed enti

  • il modello tecnico e realizzativo consente di realizzare soluzioni e prodotti validati ed altamente modulari, riutilizzabili in contesti diversi

  • il modello economico cooperativo per la realizzazione e la gestione di centri servizi, portali e sistemi multi-canale può favorire la diffusione di strutture analoghe, probabilmente necessarie a livello locale



Descritte in dettaglio nel cap 12, esse possono rappresentare un modello di riferimento a livello nazionale.




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