Proposte per una opportuna attenzione al tema della creazione nelle omelie domenicali



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23.11.2017
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12 dicembre 2010 - Terza domenica di Avvento A

LA FEDELTÀ DI DIO DONA GIOIA A TUTTO


Isaia 35,1-6.8.10

Salmo 145 (Vieni, Signore, a salvarci)

Giacomo 5,7-10

Matteo 11,2-11
Stiamo vivendo la domenica della gioia: «Rallegratevi sempre nel Signore» perché «il Signore è vicino» (antifona d’ingresso).
La vicinanza del Signore non interessa solo le persone, ma anche la natura non-umana. L’amore generoso di Dio coinvolge tutto e tutto è chiamato a rispondervi con giubilo.

  1. La I lettura venne scritta durante l’esilio babilonese (VI secolo a. C.) e fu inserita nel libro del profeta Isaia (VIII secolo a. C.). Essa invita deserto e steppe, fiori e montagne a gioire per la liberazione offerta dal Signore.

  2. La II lettura è tratta da un’omelia, scritta agli inizi del II secolo, ed entrata nella Bibbia col nome di Lettera di san Giacomo apostolo. Il brano incita alla pazienza, come l’agricoltore che attende le piogge affinché la terra dia frutto.

  3. Nel vangelo, Gesù risponde al dubbio di Giovanni Battista sulla sua identità, con parole prive di fronzoli, degne del severo profeta del Giordano. Egli realizza le promesse di Isaia: i ciechi vedono, i sordi odono, gli storpi camminano…

Forse, a volte, il nostro linguaggio è troppo astratto. Parliamo di una “salvezza dell’anima”, di cui poi non conosciamo bene il significato reale. È meglio rifarci alle espressioni bibliche: «Il Signore è fedele… rende giustizia… dà il pane… libera…» (salmo responsoriale).



  1. È fedele ad ogni persona perché dona speranza e senso alla vita. Anche la malattia e la povertà possono essere vissute con serenità da chi affida tutto se stesso al Signore. Anche la morte, vissuta con fede, non rompe il filo della speranza, perché tutto vive nell’amore di Dio, anche i defunti.

  2. È fedele alla storia dell’umanità, nonostante i suoi drammi e le sue crudeltà. Egli suscita nel cuore dei popoli, sul filo della pazienza dei secoli, il desiderio della giustizia e della pace.

  3. È fedele alla natura e al cosmo intero. L’Eterno li sostiene nel loro esistere e non li lascerà mai cadere nel nulla. Tutto è chiamato a rendere gloria a Dio, per tutta l’eternità. L’immortalità non è assicurata solo al cosiddetto “spirito”, ma a tutta la realtà, perché nulla scomparirà di ciò che ha fatto l’amore di Dio.


Il Natale consiste dunque nella celebrazione gioiosa della fedeltà di Dio. Egli è con noi: come singoli, come famiglie, come popoli, come universo. Prepariamoci a partecipare alle prossime feste con intima letizia e con volontà decisa a diffondere attorno a noi fiducia e speranza.


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