Psicologia della leadership


La teoria del grande uomo



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La teoria del grande uomo

Nel corso dei secoli, dunque, si è cercato di capire quali fossero (premesso che ci fossero) le peculiarità dei leaders. Secondo i sostenitori della teoria del «grande uomo», tutti i grandi personaggi ai quali sono legati particolari svolte, tutti coloro che sono stati dei “trascinatori”, hanno in comune alcuni aspetti della personalità.

Sta di fatto, però, che malgrado i molteplici tentativi, non si è mai riusciti ad ancorare la leadership ad alcun tratto della personalità umana, ad alcuna caratteristica dell’intelligenza o ad un particolare tipo di motivazione [4].

Che cosa avrebbero in comune la personalità di Bill Clinton con quella del leader dei tupamaros, Fidel Castro con Augusto Pinochet, Boris Eltsin con Licio Gelli, Nelson Mandela con Umberto Bossi, Adolph Hitler con Ernesto Che Guevara? Di fronte a questa diversità i sostenitori della teoria del «grande uomo» difficilmente sono stati precisi; di solito si sono serviti di termini alquanto vaghi quali “carisma” o “genio”, per spiegare il successo di questi eroi.

Quindi, ad un esame più attento, questa spiegazione della leadership in termini di tratti della personalità, dimostra di avere un valore molto limitato.

Da alcune ricerche, i leaders sono risultati moderatamente più intelligenti della norma, un poco più estroversi e più orientati al potere, ma le correlazioni tra i vari leaders presi in esame erano poco attendibili. Di conseguenza è impossibile tracciare un qualsiasi profilo di un leader, universalmente valido.

E’ stato perciò inevitabile che l’attenzione si spostasse (durante tutti gli anni Sessanta e Settanta) dalla ricerca dei tratti peculiari dei leaders, alla ricerca dei comportamenti che caratterizzano le azioni di questi ultimi ed allo studio delle situazioni che ne favoriscono l’espressione.

G. V. Caprara fa notare, in un articolo di recente apparizione, come l’alternarsi tra l’approccio biologico-ereditario (personalità) e quello socio-ambientale (situazione), non sia nuovo nella storia della Psicologia sociale:


La storia della ricerca sulla leadership mostra lo stesso andamento pendolare, che si è verificato per tanti altri fenomeni psicologici, tra posizioni che hanno accentuato l’importanza delle determinanti biologiche e le posizioni che hanno invece accentuato l’importanza delle determinanti sociali. Ancora una volta ci troviamo di fronte alle opposte argomentazioni di chi enfatizza le componenti individuali e di chi sottolinea invece il ruolo di quelle situazionali. Natura o cultura? Eredità o ambiente? [3]




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