Psicologia delle Istituzioni A. A. 2008-09 Programma



Scaricare 445 b.
25.11.2017
Dimensione del file445 b.


Psicologia delle Istituzioni A.A. 2008-09


Programma

  • Obiettivi

  • Fornire agli studenti le competenze necessarie per analizzare le dinamiche istituzionali nella prospettiva psicologico-sociale: approcci teorici, fenomeni organizzativo/istituzionali, qualità della formazione ed istituiti, bisogni formativi e risorse umane nell’attuale realtà del cambiamento.

  • Contenuti

  • Principali orientamenti teorici intorno al tema delle istituzioni, il tema del cambiamento e la, connessa, rilevanza dei processi organizzativo-relazionali e dei bisogni formativi delle risorse umane, nella odierna società complessa

  • Nello specifico, verranno trattati i seguenti argomenti:

  • 1.Introduzione alla psicologia delle istituzioni;

  • 2.Principali orientamenti teorici;

  • 3. Processi istituzionali e cambiamento

  • 4. Territorio potenziale e progettualità di vita tra “Istituiti” ed “Istituenti”: dati di ricerca

  • Materiali per gli esami

  • 1-Slides utilizzate durante le lezioni, relativamente ai concetti base, scaricabili dal sito della Facoltà al termine delle lezioni.

  • 2-Licciardello O, Castiglione C. (2008), Self, Formazione e “Territorio potenziale” nella società del cambiamento, Bonanno Editore, Acireale-Roma )









Definizione

  • “Complesso di valori, norme e consuetudini che definiscono e regolano, durevolmente e in modo relativamente indipendente da finalità particolari e caratteristiche personali dei singoli componenti, a) i rapporti sociali e i comportamenti d’un gruppo di soggetti la cui attività è considerata socialmente rilevante per la struttura della società o di importanti settori di essa, e b) i rapporti che altri soggetti possono avere a vario titolo con tale gruppo, nonché i relativi comportamenti ” (Enciclopedia Garzanti di filosofia , 1993)



Istituzioni vs Organizzazioni

  • Tutte le istituzioni sono anche organizzazioni, ma con caratteri peculiari:

  • a)creazione di un’identità propria come conseguenza della costituzione di strutture e procedure formali, che si ripetono con modalità e significati condivisi

  • norme e simboli persistenti e pervasivi

  • b) < carattere strumentale, < criteri di efficacia ed efficienza

  • c) > valore in sé riconosciuto all’interno e all’esterno;



Istituzioni vs Organizzazioni

  • Importante variabile è la finalità:

  • implicita non dichiarata Vs esplicitamente dichiarata

  • Così, le istituzioni rappresentano il regno del non-detto e del non dicibile, della rassicurazione, del rapporto emotivo fra fissità e cambiamento, del controllo della dualità e pluralità e dei sensi di colpa ad essa correlati.

  • In tal senso, scopo primario dell’istituzione sarebbe non tanto la programmazione, la produzione di efficienza (rapporto tra prodotto e costo) e il raggiungimento di risultati, il progetto (come per il collettivo organizzativo), quanto, piuttosto, la rassicurazione dei suoi componenti e della società di cui l’istituzione stessa fa parte (E. Spaltro, 1995, Soggettività, Patròn, Bologna)



Qualche riflessione

  • “Istituzionalizzazione significa (…) infusione di valore” riconosciuto all’interno e all’esterno, “che si fonda probabilmente in origine sull’apprezzamento dei comportamenti e delle prestazioni, ma che si sposta poi gradatamente sulla mera esistenza di essa. Così le istituzioni, per il fatto stesso di esserci, contano, sono importanti. Soddisfano i bisogni di dipendenza, di affiliazione, di appartenenza. Servono come terreno di sviluppo di strategie personali e di gruppo. All’interno del contesto sociale rassicurano. Sono un punto di riferimento per i comportamenti individuali e collettivi” (Romei P. 2000, pp. 139-140)

  • “Le organizzazioni diventano istituzioni anche in quanto sviluppano una propria liturgia” (Romei P. 2000, pp.141-142)



Qualche riflessione (1)

  • Quali sono le conseguenze di un’organizzazione istituzionalizzata?

  • non ha funzione strumentale;

  • la sua esistenza diventa fine a sé stessa;

  • non sono i risultati concreti, bensì il formale rispetto delle regole e delle procedure

  • spersonalizzazione delle strutture e dei comportamenti, svalorizzazione dell’atto umano

  • enfatizzazione mezzi e regole formali che consentono all’istituzione di esprimersi e di manifestarsi e rappresentano potenti mezzi d’integrazione sociale

  • ferrea osservanza dei criteri di imparzialità e di impersonalità che contribuisce a rafforzarne il valore mitico



Qualche riflessione (2)

  • … La funzione di “integrazione sociale” può andare in crisi in un contesto altamente complesso

  • Perchè? Quali le caratteristiche e le esigenze che il ns contesto pone-impone?

  • Progressivo processo di frammentazione del sistema sociale, insorgere di valori, bisogni e istanze diverse ed incompatibili; maggiore richiesta di risultati concreti e rinnovata attenzione all’efficienza e all’efficacia delle prestazioni e dei servizi offerti

  • In un contesto culturale differenziato e complesso, ciò che si pone come problema fondamentale delle istituzioni è l’innovazione. Il cambiamento, infatti, prevede dinamicità ed evoluzione, mentre le istituzioni rappresentano una realtà fortemente statica e burocratizzata, caratterizzata da resistenze, chiusure difensive e incapacità di adattamento nei confronti di qualsiasi intervento innovativo















































Consuetudinarietà

  • Per consuetudinarietà si intendono le azioni ripetute frequentemente secondo uno schema fisso e via via riproducibile (le tipizzazioni), in modo tale che l’individuo, economizzando le risorse, non debba ridefinire ogni volta la situazione e che ciascuno sia in grado di prevedere le azioni dell’altro







2.Gli approcci teorici fondamentali: 2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade

  • Georges Lapassade, psicosociologo, etnologo e pedagogista francese, attraverso soprattutto la sua esperienza all’interno dell’istituzione universitaria in qualità di professore, con René Lourau, è il fondatore dell’Analisi Istituzionale

  • […] l’oggetto dell’analisi istituzionale altro non è che l’insieme della struttura sociale (e delle sue istanze), ma in quanto essa si manifesta e si nasconde al tempo stesso nelle sue istituzioni” (Lapassade G. 1969, Procès de l’Université, ed.it. 1976, p. 115)



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade

  • Da cosa nasce l’interesse per le istituzioni?

  • “Ciò che bisogna rimproverare alla burocrazia e ai burocrati è, prima di tutto, di alienare fondamentalmente gli esseri umani, togliendo loro il potere di decisione, l’iniziativa, la responsabilità dei loro atti, la comunicazione: è, in altri termini, di privarli delle loro attività specificatamente umane” (Lapassade G. 1970, Groupes, Organisations et Institutions, ed. it. 1974, p. 125)



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade

  • L’Autore descrive la burocratizzazione della società come un processo che si svolge in tre fasi:

  • fase A quella della società industriale e capitalista del XIX secolo, in cui il problema della burocrazia all’interno delle organizzazioni ancora non si pone;

  • fase B caratterizzata dalla burocratizzazione delle grandi aziende industriali e dalla presa di coscienza da parte delle scienze sociali della problematicità di questo fenomeno, nascono così la sociologia industriale e la psicosociologia che intraprendono la critica della burocrazia e ricercano metodi di trattamento;

  • fase C in cui la gestione burocratica perde la sua rigidità, sconvolge le proprie caratteristiche tradizionali, praticando la dinamica di gruppo, cercando di gestire il cambiamento, di promuovere la partecipazione e di sfruttare a proprio vantaggio l’idea di autogestione affidando alla psicosociologia dei gruppi e alla sociologia dell’organizzazione il compito di facilitare il passaggio dalla fase B alla fase C.



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade

  • “[…] Lapassade indica nell’istituzione una dimensione che ‘attraversa’, condiziona e regola sia i gruppi che le organizzazioni. Una più precisa definizione del termine si ha quando l’A. propone l’ipotesi che l’istituzione sia l’equivalente, nel campo sociale, di ciò che è l’inconscio nel campo psichico. In altri termini, l’istituzione è l’inconscio politico della società” (R.Carli, 1970, p.IX).



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.1. Ruolo repressivo ed omologante

  • Le Istituzioni: riproducono l’ordine costituito, bloccano le contraddizioni interne, inducono all’accettazione incondizionata e permettono la diffusione dell’ideologia dominante.

  • Il carattere repressivo, la fissità e l’immutabilità che appaiono come caratteristiche ineluttabili, in realtà, sono le conseguenze di una sorta di “naturalizzazione” delle istituzioni, come la definisce Lapassade, un meccanismo grazie al quale esse, prodotte dalla storia, finiscono per sembrare fisse ed eterne, sorrette da valori fondanti ritenuti a-storici ed invariabili

  • Solo una forma avanzata di “lotta politica” può rimuovere i blocchi istituzionali, rendendo visibile la contingenza delle istituzioni.





2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.2. Istituzione dato e atto

  • Fine dell’analisi istituzionale è la rivelazione dell’origine culturale di ogni istituzione

  • L’insieme degli aspetti culturali su cui si fonda “il dato”, però, non si rivela attraverso un’osservazione diretta, né tramite un’analisi puramente teorica, ma tramite un “analyseur”.

  • L’analizzatore può essere un gruppo che favorisce l’analisi dell’istituzione, svelando una verità sociale o una situazione fino a quel momento nascosta o poco conosciuta. L’analizzatore aiuta a smascherare una relazione sociale istituzionalizzata, consentendo di capire quali sono gli obiettivi reali che una determinata realtà persegue, e quali le vere concezioni di fondo che la caratterizzano al di la dei principi e degli scopi dichiarati e palesi.



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.3.Dominio pedagogico e dominio burocratico

  • “Il modello di dominio pedagogico anticipa e contiene il modello di dominio burocratico, esso ne è la giustificazione profonda; se gli individui non avessero sperimentato, durante tutta la loro infanzia, il modo di dominio pedagogico, essi non accetterebbero mai il modo di dominio burocratico, esso apparirebbe loro come la peggiore delle alienazioni” (Lapassade G. (1970) [tr. it. 1974] p. 129)



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.3.Dominio pedagogico e dominio burocratico

  • In ambito pedagogico, ed all’interno della classe, occorre distinguere tra:

  • Le istituzioni interne: la dimensione strutturale e prestabilita degli scambi pedagogici e l’insieme delle tecniche istituzionali che vengono utilizzate in classe;

  • le istituzioni pedagogiche esterne: programmi, regolamenti, gruppo scolastico di cui la classe fa parte

  • Funzionamento gerarchico della burocrazia pedagogica: decisioni fondamentali (programmi, istruzioni, ecc.) prese al vertice e poi diffuse per via gerarchica fino alla base del sistema (gli insegnanti, gli allievi), per cui gli insegnanti non partecipano al sistema di autorità che si ferma al livello dell’amministrazione:

  • “Nella pedagogia tradizionale queste istituzioni si impongono, nella classe, come un sistema non suscettibile di essere messo in discussione. Esso costituisce il quadro necessario della formazione, il cui supporto è considerato indispensabile. In opposizione a questa concezione delle istituzioni, proponiamo di chiamare pedagogia istituzionale una pedagogia nella quale le istituzioni sono degli strumenti la cui struttura può essere cambiata. Nell’autogestione pedagogica, gli allievi sono istituenti a livello delle istituzioni interne” (ibidem, p.123)



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.3.Dominio pedagogico e dominio burocratico

  • La possibile realizzazione di queste nuove forme di gestione passa attraverso la presa di coscienza che i rapporti d’insegnamento si pongono sempre all’interno di un contesto istituzionale che ne costituisce il contenitore





2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.4.Il cambiamento dell’istituzione scolastica: livelli e dinamiche

  • Una pedagogia democratica, caratterizzata da rapporti umani non burocratici, può essere attuata soltanto in termini di processo e attraverso modalità adeguate al contesto nel quale si svolge, non basta, infatti, la sola volontà del docente, giacché il cambiamento è un fatto relativo alla dinamica della dimensione istituzionale



2.4.L’orientamento istituzionale: G. Lapassade 2.4.4.Il cambiamento dell’istituzione scolastica: autorità e cambiamento











©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale