Psicologia sociale



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PSICOLOGIA SOCIALE
CAP1 “STORIA DELLA PSICOLOGIA SOCIALE: IDEE E PROTAGONISTI”
1- psicologia sociale: definizione di un territorio di studi
psicologia sociale:

- disciplina che studia il comportamento, stati e processi mentali che si sviluppano a seguito

delle interazioni individuo ambiente (rapporti amicali, coppia, famiglia, di gruppo e

intergruppi)

- considera l’interdipendenza soggetto-società al fine di comprendere


      1. come il modo di percepire e valutare la realtà sia influenzato dalle dinamiche sociali

      2. per definire come dall’interazione dipenda il costruirsi di norme e credenze collettive

essa rivela un nesso sostanziale tra dimensioni individuali e l’universo sociale




  • le teorie psico sociali sono basate su ricerche sperimentali, costruite osservando gli esiti della manipolazione di variabili indipendenti e il suo effetto sulle variabili dipendenti  metodologia che richiede controlli rigorosi e rispetta il modello stimolo risposta.




  • Gli esperimenti possono essere condotti su individui o gruppi

Risposta è un comportamento o il resoconto di atteggiamenti e interazioni

Stimolo è informazione che esige specifiche elaborazioni da parte del soggetto




  • Esperimenti sono distinti secondo quattro livelli di spiegazione

    1. considera i processi psicologici che si verificano nell’orizzonte dell’individuo, riguarda le modalità con cui egli significa la realtà sociale

    2. analizza le dinamiche interpersonali tra più soggetti in un dato contesto

    3. la differenziazione relativa alla posizione sociale di diverse categorie di individui (approvazione o meno di un comportamento in base al gruppo dove viene presentato, medesimo o antagonista)

    4. presuppone che i soggetti possiedano convinzioni ideologiche e culturali, che si manifestano con particolari atteggiamenti e comportamenti dipendente dal sistema di credenze sociali condivise

Il valore della classificazione consiste:

- nella capacità di fornire una mappa concettuale per orientarsi tra le varie ricerche

- nella sua efficacia nell’integrare spiegazioni di fenomeni complessi





  • osservazione sistemica caratterizza la ricerca sul campo e le indagini cross-culturali, accompagnati dai resoconti personali (intervista, questionari)  una delle ricerche più famose è quella di Festinger, Riecken e Schachter.

  • Se è utile presentare i vari settori di ricerca operando delle distinzioni concettuali dobbiamo ricordare che la p. sociale è una scienza che studia problemi per sviluppare un sapere capace di informare strategie d’intervento  essa unisce al momento della conoscenza la concretezza del cambiamento trasformando le idee in azioni socialmente rilevanti.


2- Cenni sul pensiero sociale del XIX secolo
Intorno fine 19 sec alcune tradizioni del pensiero sociale apportarono il loro influente contributo sulla nascente p. sociale


  1. approccio anglosassone e nord americano

è fondato su teoria evoluzionistica di Darwin attraverso la modulazione del filosofo Spencer le società si sviluppano tramite il processo di selezione naturale. Da questa prospettiva ha preso fondamento il culto delle differenze individuali dal quale è derivata l’eugenetica  esponente di questa prospettiva: Galton (cercò di dimostrare empiricamente la possibilità di distinguere gli individui “superiori” da quelli “inferiori” al fine di intervenire sui processi riproduttivi)



  1. approccio francese




  1. Comte (fondatore del positivismo)

Parlando dell’evoluzione storica della società umana ha formulato la legge dei tre stadi del processo umano

Stadio teologico o fittizio

Stadio metafisico o astratto

Stadio scientifico o positivo

Filosofia deve promuovere il positivismo, unificando i risultati ottenuti dalle scienze per poi indirizzarli alla realizzazione di una scienza della società che Comte chiama fisica sociale o sociologia




  1. Durkheim

Primo tra i teorici sociali ad utilizzare procedure quantitative per indagare i fenomeni collettivi


  1. approccio tedesco


Herder – ebbe inizio con il suo pensiero. Egli ha rispettato un approccio storico per lo studio per la società

Considera il ruolo della comunità culturale nella formazione della personalità individua

Sottolinea l’importanza del linguaggio nelle dinamiche di acculturazione (linguaggio come

strumento di creazione e trasmissione della conoscenza)



Marx – ispirandosi al pensiero filosofico di Hegel (indicò l’interdipendenza tra dinamiche di

socializzazione individuali e processi evolutivi dei gruppi umani)

 utilizzò il concetto di dialettica per formulare una teoria della conoscenza strettamente legata alle condizioni socio-economiche  idee che sono confluite in territorio scientifico grazie a Wundt (fondatore della psicologia sperimentale, il primo che ha presentato un trattato completo di psicologia sociale chiamando la nuova disciplina psicologia dei popoli. Secondo lo studioso psicologia sociale e sperimentale sono complementari (la psicologia sociale si rivolge all’analisi comparativa e storica degli aspetti sociali. Quella sperimentale prende a oggetto d’indagine la coscienza)


  • espansione statunitense e britannica facilitò il diffondersi del darwinismo sociale

  • problemi del libero capitalismo portarono alla re interpretazione della teoria

nuovo movimento culturale – darwinismo progressista o riformista

riconobbe nell’intelligenza il prodotto più evoluto dei processi selettivi, attraverso cui potevano essere modificate le condizioni individuali e quelle ambientali


3 - origini e primi orientamenti della psicologia sociale nord americana
1908 nascita della p. sociale pubblicazione di due manuali firmati da Ross e McDougall
Ross: intende la p. sociale come lo studio della dialettica soggetto-società. Aderisce alla prospettiva sociologica. Sottolinea l’importanza dell’imitazione.

McDougall: ricorre all’evoluzionismo enfatizzando il ruolo dei fattori biologici per spiegare il comportamento umano, considerato come conseguenza d’istinti
Stati Uniti all’evoluzionismo sociale si sono collegati gli studi sulla genetica e istinti, che godono di un certo successo soprattutto nella p. applicata.


      1. eugenetica e p. delle razze




  • Nord America  l’eugenetica è stata la chiave per accedere alla comprensione di tutti i problemi sociali e insieme per risolverli con uno sforzo minimo  successo del movimento eugenetico fu in parte l’esito delle condizioni socioeconomiche degli Stati Uniti alla fine dell’800

  • Al fine di aumentare il potere essa viene rafforzata con complesse operazioni di misurazione e i test di intelligenza non venivano selezionate solo le specifiche razze, quanto invece l’estrazione sociale degli individui

  • Anni ’20 gli psicologi aderirono al progetto che intendeva convalidare scientificamente le tesi relative all’innatismo razziale  (bianchi capacità intellettive superiore ai neri) l’idea era talmente radicata che venne coniata una specializzazione per prendere a oggetto tali problemi psicologia delle razze




      1. W. McDougall e la psicologia ormica




  • McDougall non è stato il primo a presentare una teoria degli istinti sociali

 psicologia ormica: gli istinti sono costituiti da 3 componenti = cognitiva o percettiva

emozionale

comportamentale


  • Negli umani le esperienze costruiscono e modulano il primo e terzo livello, in modo che l’universo emozionale è incardinato a quello istintuale  tale teoria ha subito critiche

  • Successivo tentativo: connettere la teoria degli istinti sociali con il movimento eugenetico, sancì la momentanea eclissi delle spiegazioni biologiche rispetto al comportamento sociale




    1. Psicosociologia

Primi decenni del XX sec.  sociologia e p. sociale erano strettamente connesse (sia negli oggetti di studio, sia negli interventi di ricerca)


Debacle negli Stati Uniti dalla teoria evoluzionista, secondo la versione della psicologia delle razze, aveva aperto la

strada al pensiero francese  ciò che permetteva di rinunciare agli istinti, passava attraverso l’ipnosi

le prime ricerche sull’ipnosi furono condotte in Inghilterra, ma le più importanti vennero formulate nelle scuole francesi (Bernheim e Charcot)
Ipnosi venne usata come concetto/metafora per spiegare i comportamenti collettivi (Le Bon)
Parallelamente Tarde basò la propria teoria sul concetto di imitazione  l’importanza attribuita da tali studiosi alla suggestione e all’imitazione ha ispirato i primi passi della psicologia sociale, orientandola verso temi inerenti alla perdita della capacità critica propria dell’individuo quando questi subisca l’influenza sociale


      1. la psicologia delle folle e la sua americanizzazione


Le Bon “psicologia delle folle” considerato come il primo trattato sulla psicologia delle folle

 all’interno viene considerato: - il ruolo dell’inconscio nel comportamento sociale

- altri argomenti come conformismo, il livellamento delle preferenze, la cultura popolare, l’auto alienazione e la leadership.
Le Bon  la Rivoluzione francese ha dimostrato come il cambiamento politico potesse essere il prodotto delle proteste di massa (XIX sconvolgimenti sociali)

 egli cercò di capire questi fenomeni, ponendo una spiegazione: quando si radunano, gli individui attivano processi psicologici altrimenti silenti. Vicinanza di genere porta ad una regressione verso un inconscio collettivo (che determina la perdita della coscienza soggettiva) le persone si mettono sotto l’autorità di un leader che emerge spontaneamente ma esiste anche un leader carismatico, sorto all’interno di una folla, tipico prodotto di periodi storici instabili




  • errore dello studioso è che ha confuso le dinamiche di gruppo con quelle della folla


Tarde sostenitore delle procedure quantitative e anticipatorie delle metodologie di misura degli atteggiamenti

Suo contributo in psico sociale è ricordato per i concetti di imitazione e invenzione

Secondo lo studioso il comportamento sociale è imperniato su cardini essenziali, capaci di spiegare come le idee si producono e diffondono


    1. imitazione = è l’esito del sonno della ragione soggettiva (sonnambulismo ipnotico) individui di status inferiore riproducono comportamenti visti da chi considerato prestigioso

    2. invenzione = atto individuale derivante dalla combinazione di due o più idee precedentemente acquisite attraverso l’imitazione


Europa: le idee dei due studiosi vennero utilizzate per descrivere genericamente il comportamento collettivo

USA: furono diversamente articolate e trasformate

Gli inventori non vennero considerati folli, in quanto in grado di poter portare cambiamento e novità

Invenzione come chiave del progresso sociale

Imitazione e suggestione servirono per descrivere i processi inconsci e irrazionali ritenuti propri della

Socializzazione di massa


      1. politica e psicologia sociale delle folle

psicologia sociale delle folle effetto sulle vicende del ‘900




  • Hitler e Mussolini hanno manipolato le folle e i mass media, al fine di cambiare deliberatamente la pubblica opinione utilizzando tecniche simili a quelle pubblicitarie

 psicologia sociale delle folle principale disciplina che ha cambiato il corso degli eventi umani


    1. psicologia sociale come interazione sociale




  • Stati Uniti il tema del ruolo dell’individuo nella società era affrontato diversamente da quello

europeo (Usa:i singoli soggetti vengono visti come agenti impegnati a definire la

propria identità all’interno della collettività). Nel modello europeo il posto attribuito

all’individuo era legato alla contingenza della sua nascita.


  • Scenario in cui il pensiero sociale è stato focalizzato sulla natura del “sé” e delle sue relazioni con la società




  • Pragmatismo: uno degli scopi era di fornire una spiegazione sul come la costruzione e la

conoscenza

soggettiva di sé si sviluppino in un contesto sociale  studi sul rapporto tra sé e

società = fornirono il fondamento per una psicologia sociale centrata sull’interazione

(no istinti, imitazione e suggestione)




      1. Due outsider: Baldwin (psicologo) e Cooley (sociologo)

Partirono da due prospettive diverse ma svilupparono relativamente all’interazione sociale teorie simili


Baldwin - si avvicinò alla psicologia sociale attraverso la psicologia dello sviluppo la mente di un

bambino si distingue da quella animale per le sue capacità di apprendere attraverso l’imitazione

(ma non è una dinamica passiva). Il bambino è attratto dal mondo e si interesse di tutto ciò che ne

fa parte, assimilando e trasformando l’informazione ricevuta dall’ambiente attraverso processi,

che definirà Piaget più tardi, di accomodamento e assimilazione.

- la consapevolezza di sé e degli altri si sviluppano insieme


Cooley - il suo contributo alla psicologia sociale si basa su tre aspetti:

- teoria sociale generale

- il concetto del sé riflesso

- distinzione tra gruppi primari e

secondari

- la società non è un aggregato di individui ma una totalità organica in cui le persone interagiscono

- interdipendenza individuo società confluisce nel concetto di sé inteso come rispecchiamento

- l’autoconsapevolezza si ottiene attraverso l’interazione con il mondo (condizione che si sviluppa

all’interno dei gruppi primari)


      1. pragmatismo di W. James


pragmatismo: la coscienza è una dimensione non sostanziale che si produce nel corso di operazioni concrete,

svolte per risolvere i problemi o per cambiare abituali forme di attività non più adatte alla contingenza delle situazioni  i processi di pianificazione e la loro messa in opera costituiscono l’intera esperienza e il significato dell’azione.


Pragmatismo introdotto da Pierce, reso popolare da James e più tardi applicato ai problemi sociali da

Dewey e Mead
principi di psicologia” del 1890 è il lavoro più significativo di James

egli operò la distinzione tra il sé fonte di esperienza (io) e quello empirico (me)



Io: attore che agisce nel presente, consapevole delle percezioni interne ed esterne

Me: è un oggetto di conoscenza, insieme di attributi su cui l’io riflette. Si articola secondo 3 componenti:

    • me materiale cioè le conoscenze che un individuo possiede sul proprio corpo e sugli aspetti

materiali in genere

- me sociale riguardante la consapevolezza dei diversi ruoli assunti nella società

- me spirituale inerente alla moralità, al significato della vita e alle facoltà psicologiche


      1. pragmatismo come prospettiva sociopsicologica

pragmatisti e psicologia sociale  Mead ha fatto dell’intersoggettività e del funzionalismo, riprendendo



Dewey con la teoria dell’arco riflesso, il centro del proprio discorso
Dewey al posto della divisione tra stimoli sensoriali e risposte motorie, egli sostenne che il comportamento

andava considerato come un sistema di atti coordinati per l’adattamento all’ambiente

 tale prospettiva fu ripresa da Mead che descrisse la dimensione sociale attraverso il concetto di

intersoggettività.

- era interessato alla relazione tra gestualità e linguaggio,

oppose la conversazione di gesti (animale) alla gestualità

umana (che acquisisce significato attraverso il contesto

sociale) ponendosi come base per lo sviluppo del

linguaggio.

Gestualità e linguaggio  a- sono forme di comportamento che fungono da origine sociale della

mente

b- l’attività mentale consiste nell’uso del linguaggio per analizzare una



situazione e delineare il corso della futura azione
- il concetto di SE’ (concezione che prende spunto dalle tesi di James e Cooley) è fondamentale

nell’approccio di Mead

- la consapevolezza del sé si sviluppa durante il processo di socializzazione, attraverso le interazioni

quotidiane

- il sé è composto dal io e me. Io funge da risposta per l’abilità di creare e trasformare l’ambiente. Il

me rappresenta l’autoconsapevolezza relativa a come ognuno è visto dagli altri.

- anche il sé dipende dal linguaggio e porta l’impronta della cultura di appartenenza (ruoli che

vengono acquisiti secondo stadi differenti)


- stadio del gioco organizzato  rappresenta un notevole avanzamento nello sviluppo

- socializzazione  non deve essere considerata come un processo passivo e limitato all’infanzia

 non può dirsi completa finchè i particolari ruoli non siano fusi in un altro

generalizzato rappresenta l’assunzione delle norme sociali, utilizzate per

valutare il proprio comportamento e quello altrui; costituisce l’unità e la

continuità della condotta individuale

acquisito il linguaggio e interiorizzato l’altro generalizzato il soggetto è socializzato e capace di rispondere di se stesso come membro della società


la posizione di Mead ha aiutato a superare il dualismo individuo-società e considerare il comportamento sociale sia libero che determinato  le singole personalità costruite dal linguaggio, dai costumi e dagli standard del gruppo di appartenenza


    1. psicologia sociale come psicologia individuale

psicologia sociale nel suo sviluppo è stata alcentro di un processo di fluttuazione tra due poli:



          1. la preponderanza di società e gruppi

          2. l’amplificazione del sé e dell’individuo


F. Allport (social psychology)

            • sosteneva che la psicologia dei gruppi corrispondesse a quella degli individui (non entrando in conflitto con essa, ne faceva parte)

            • per studiare le cause del comportamento, dovevano essere esaminati, solo in forma sperimentale, casi individuali, ricercando quali stimoli sociali diretti o indiretti producessero determinate risposte

            • cardini del lavoro di Allport: comportamentismo e metodo sperimentale (l’adesione a questo metodo apparteneva alla più generale reazione contro l’uso degli approcci razionalistico deduttivo – garantì il successo allo studioso)



anni ’50 aumentarono le indagini di laboratorio sugli individui (ricerche sulla personalità, si sviluppò in una

distinta area disciplinare e l’attenzione per i processi di gruppo si fece meno centrale)


misurazione del comportamento individuale e la sperimentazione diventarono tratti costitutivi della

psicologia sociale fino alla fine degli anni ‘60



4. psicologia sociale durante la depressione e la Seconda Guerra Mondiale
4.1 impegno sociale e sviluppo della personalità
anni ’30 ricerca sperimentale continuò ad accrescersi, insieme allo sviluppo di nuove discipline

(psicoanalisi e antropologia culturale)

insieme , la grande depressione nord americana e l’avvento degli assolutismi nazista e fascista

(conseguenze del razzismo) spostarono l’attenzione degli psicologi sociali su tre temi fondamentali : la povertà, il pregiudizio e la pace,




  • lo stretto collegamento tra povertà, pregiudizi e conflitti internazionali, collegò lo studio dei problemi sociali al contesto economico

  • primi tentativi di applicare la psicologia sociale a situazioni concrete si focalizzarono sul pregiudizio razziale e sulle tensioni tra gruppi, con metodologie sperimentali  venne indagato in che misura i processi psicologici individuali fossero modellati da fattori sociali

  • antropologia culturale primariamente interessata allo studio delle differenze culturali

nell’ambito della socializzazione e della costruzione della personalità e

informava del proprio sapere sia la psicologia sociale che la

psicoanalisi  dopo la Seconda Guerra Mondiale l’interesse per questi

temi in ambito di psicologia sociale diminuirono per emergere delle

teorie della personalità e la psicologia dello sviluppo, determinando in

parte un allontanamento graduale dall’antropologia e la psicanalisi.




    1. psicoanalisi come psicologia sociale




      1. Sigmund Freud e i neofreudiani




  • Psicoanalisi  il carattere dipende dalla combinazione di due dimensioni:

  1. le differenze biologiche

  2. le modalità di allevamento e educazione durante i primi anni di vita




    • ES preme per soddisfare le proprie pulsioni

Il soggetto è costituito intimamente dalla società, nelle forme assunte dall’Io e dal Super-Io

  • Sociale freudiano  fondato sulla rappresentazione violenta dell’orda primitiva

La prima GM acuì in Freud l’inclinazione pessimista, rispetto alla distruttività umana  fu dopo il conflitto che egli elaborò l’idea di innate pulsioni di morte

  • psicologia delle masse e analisi dell’Io” Freud studiò la psicologia sociale

    • ha cercato di capire come e perché l’imitazione si realizzi

    • ha tracciato un parallelo tra i gruppi e la famiglia (nella folla le persone cercano l’autorità di un leader, visto come figura paterna – l’idealizzazione del leader è simile a quella del padre o quella nella fase dell’innamoramento)




  • Individuo-società per Freud assume una connotazione tragica (società fondata sulla repressione delle pulsioni)  le persone devono controllare i loro bisogni sessuali e aggressivi per poter vivere insieme e la frustrazione è una conseguenza della vita di gruppo.

  • Indicazioni psicoanalitiche originarie subirono una particolare trasformazione con il pensiero neofreudiano sviluppato prevalentemente da psicoanalisti tedeschi studiosi che presero in considerazione la più concreta difficoltà di vivere, quella che caratterizza la solitudine, i conflitti coniugali, l’incapacità di affrontare le difficoltà essi favorivano i fattori culturali alle esperienze interpersonali, anziché alla dimensione pulsionale


4.2.2 marxismo e psicoanalisi
indicata come una continuità concettuale tra Marx e Freud
Marx Freud

Considerò come i processi concentrato sull’individuo

produttivi modellino economicamente riconosce il fondamento delle

non solo l’esistenza degli individui, ma nei tratti delle dinamiche

dell’intera realtà sociale economiche pulsionali


  • Un aspetto di questa integrazione si focalizzò sullo studio del carattere autoritario  lavoro iniziato in Germania negli anni ’30 da Reich e Fromm

    • Reich : il fascismo era l’espressione politica e organizzata del carattere delle persone frustrate e sessualmente represse

    • Fromm : la sua definizione di individuo autoritario è meno orientata alla sfera sessuale e più interessata a temi della paura e della difficoltà a gestire la libertà




    1. psicologia sociale di Kurt Lewin




      1. l’approccio di gruppo


Allport distinse la psicologia sociale dalla sociologia affermando che lo studio dei gruppi appartiene a quest’ultima
Approccio individualistico = vede il soggetto isolandolo dal suo contesto, esso evidenzia le cause prossimali

Approccio di gruppo = considera le persone come parti di sistemi (gruppi) che compongono a loro volta la

Società. Rileva spiegazioni distali, interpretando il comportamento in base a eventi del sistema sociale


Sherif studi sperimentali volti ad analizzare le modalità di sviluppo delle norme attraverso l’interazione 

sancirono per la psicologia sociale il passaggio dall’approccio individualistico a quello di gruppo

(crebbero le ricerche sul campo)
Moreno diede un contributo ulteriore allo studio dei gruppo durante gli anni ‘30

Ideatore del metodo sociometrico (tecnica che rivela i rapporti interpersonali in un gruppo), dello

psicodramma e del sociodramma
Lewin grazie alla sua opera rivoluzionaria stimolò la rapida crescita degli studi sui gruppi

Il suo studio era orientato più a quello della motivazione che della percezione




      1. la teoria di campo

postula che il comportamento sia originato da una totalità di fatti interdipendenti in una certa situazione, il un dato momento

il comportamento è il risultato di un processo che coinvolge le caratteristiche individuali, le interazioni, le pressioni della situazione, le esperienze passate e le aspettative future
formula C=f (P.A) il comportamento è una funzione della persona e dell’ambiente


  • lo spazio di vita (life space o lsp) è l’ambiente psicologico in cui la persona si sente immersa, in quanto esso raccoglie i fatti che esistono per il soggetto, escludendo quelli che per lui non esistono

  • interdipendenza tra tali fatti portò Lewin a definire i bisogni psicologici come sistemi di tensione e la loro dimensione topologica come insieme di vettori


comportamento  è una funzione dello spazio di vita [C=f(LSP)] che a sua volta è il prodotto

dell’interazione tra la persona e il suo ambiente

insieme alla topologia dello spazio di vita di Lewin, ha proposto anche una topologia della persona articolata in regioni centrali e altre più periferiche


      1. dinamiche di gruppo e la trasformazione della società

naturale nel processo scientifico di Lenin dalla teoria di campo alle dinamiche di gruppo


gruppo-campo

campo qui ogni individuo è una regione, fonte di azioni che modificano le altre persone e il

gruppo, la quale viene modificata a sua volta dalle altrui azioni e reazioni



gruppo non è riconducibile alla sommatoria dei suoi membri, ma alla loro interdipendenza che

costituisce una totalità dinamica. Sviluppo di tali ricerche dimostra che Lewin intendeva la psicologia sociale come una disciplina impegnata nell’analisi e nella soluzione dei problemi reali della società


nacquero così la ricerca azione e i gruppi di formazione

ricerca azione : obbiettivo fondamentale è la modificazione del campo attraverso la conoscenza che si costituisce in esso. Concetto cardine di tale forma di ricerca è la simultaneità (nel momento in cui si studia un fenomeno questo si modifica)


4.3.4 l’eredità di Kurt Lewin
egli contribuì a ridurre nella psicologia sociale l’interesse per il singolo individuo
si formarono nuove aree di ricerca, le teorie furono ampliate e i metodi di analisi affinati
Lewin

  • le sue posizioni teoriche offrivano un’alternativa al meccanismo comportamentista  ciò evidenziava l’importanza di esaminare intenti e bisogni delle persone considerati come processi che costituiscono parti di tutto (non indagati isolatamente)

  • il suo pensiero ha offerto alla psicologia sociale un contributo importante dal punto di vista metodologico

  • considera la psicologia sociale come una disciplina applicativa e non come un semplice mezzo per l’avanzamento della conoscenza tale concezione ha portato alla distinzione tra psicologia sociale:

  1. pura = basata su principi teorici testati inerenti all’interazione o di base umana

  2. applicata = consiste nelle derivazioni applicative di questi principi




      1. teorie e ricerche di gruppo dopo Lewin


anni ’50 furono sviluppate le teorie del confronto sociale, oltre al potenziamento degli studi sull’influenza

sociale e sul conformismo


ricerche su coesione di gruppo, comunicazione e conformismo  Festinger : sviluppare la teoria del confronto sociale. Egli fu in grado di dimostrare che la pressione verso l’uniformità all’interno di un gruppo era basata sul bisogno di confronto e di condivisioni di scopi


  • pressioni Vs. l’uniformità  richiedono la comunicazione (che aumenta quando il gruppo è altamente coeso, oppure quando l’argomento è rilevante)

  • membri del gruppo mantengono le loro posizioni di forza e di conseguenza coloro che hanno opinioni diverse spesso vengono rifiutate.




  • Teoria dello scambio sociale  fu sviluppata da Thibaut e Kelley. Centrale in questo approccio è l’idea secondo cui l’interazione sociale è il prodotto di uno scambio tra ricompense e punizioni. Essa s’incarna sul concetto di edonismo funzionale, secondo cui l’individuo cerca di massimizzare il piacere e di minimizzare le sofferenze

  • Ricerche sulla risoluzione dei conflitti  Deutsch

il suo contributo rivelò l’importanza dei mix di motivi nella soluzione di problemi di gruppo, per mezzo del quale i suoi membri s’impegnano in una combinazione di strategie cooperative e competitive si focalizza sull’interdipendenza sociale e sullo sviluppo delle relazioni basate su un sistema di mutue ricompense e punizioni.

Anni ’40-’50 tema centrale della ricerca è lo studio sui gruppi
Dagli anni ’60 la psicologia sociale ha progressivamente marginalizzato tale ambito di indagine, assumendo

sempre più un approccio individualistico





  1. sviluppo della psicologia sociale

cambiamenti dopo la seconda guerra mondiale rappresentarono un periodo di crescita scientifica della psicologia sociale, data dallo sviluppo di nuove procedure di analisi e dall’aumento del numero delle ricerche la psicologia sociale dal 1945 al 1960 ha vissuto un periodo di rapida espansione




    1. psicologia sociale cognitiva


fine anni ’50 inizi anni ’60 la psicologia è stata attraversata dalla rivoluzione cognitiva

3 principali aree di ricerca di questi anni:

1- teoria dell’apprendimento sociale

2- lo studio degli atteggiamenti

3- la teoria della dissonanza cognitiva

l’importanza che gli viene attribuita è dovuta al fatto che esse rappresentano importanti luoghi di concentrazione teorica, in cui sono convogliate le successive immagini


uomo come ricercatore di coerenza - incline a mantenere una congruenza cognitiva

- stabilisce che il bisogno fondamentale sia quello di preservare un equilibrio cognitivo (appagato tramite processi omeostatici di autoregolazione


psicologia sociale cognitiva durante il periodo post-bellico è stata influenzata dalla psicologia della forma così come dal comportamento una sua derivazione è la teoria dell’apprendimento sociale di Bandura
Bandura sottolinea il ruolo sociale svolto dall’imitazione nel comportamento umano (imitazione intesa come un processo che si verifica quando una persona –osservatore- difende da un’altra –modello- che fornisce l’es di una sequenza di risposte alle quali può essere collegato un rinforzo


    1. interazionismo simbolico

Dopo la seconda GM all’interno della psicologia sociale l’interesse si incentrò sull’interazione simbolica. Secondo questa prospettiva le dinamiche mentali derivano da una dimensione culturale che si costituisce nell’interazione, la ricerca deve quindi studiare la comunicazione e l’attività coordinata


Blumer coniò il termine interazionismo simbolico

La sua concezione si basa su 3 premesse



  1. le persone agiscono verso le cose sulla base di un significato

  2. il significato sorge durante l’interazione sociale

  3. il significato è modificato attraverso un processo di interpretazione


interazionismo simbolico  analizza la mutua interdipendenza dei componenti di un gruppo

essa sottolinea il finale aperto di gran parte dell’interazione ( in questo senso i soggetti non rispondono gli uni agli altri meccanicamente ma attivamente interpretano le situazioni, pianificando le attività e coordinano il loro comportamento man mano che le situazione si dischiudono)


Goffmann ha creato l’approccio drammaturgico

Interesse principale fu quello di usare la metafora del teatro per spiegare il comportamento delle situazioni faccia a faccia



  • esso è però minato da una debolezza che riguarda il problema del controllo auto-cosciente del comportamento questo limite consiste nell’aver sovrastimato il grado di controllo del soggetto sul proprio comportamento




    1. psicologia sociale europea

la psicologia sociale è nata e sviluppata negli Stati Uniti per tutta la prima metà del ‘900. in quel periodo la cultura europea aveva solo sporadicamente affrontato temi psicologici rilevanti. Non dobbiamo dimenticare il contributo sulla memoria dell’inglese Bartlett e le ricerche sulla socializzazione di Piaget


dopo anni ’50 la psicologia sociale europea ha avviato un lento ma costante processo di crescita sui piani sia istituzionale che teorico

  • il pensiero europeo si differenzia da quello Nord americano per l’interesse accordato al contesto sociale

  • ricerche europee tendono a considerare l’esperienza soggettiva inscindibilmente collegata ai processi sociali  psicologia sociale europea travalica le procedure sperimentali di laboratorio per affrontare i problemi di una società organizzata, composta non da individui, ma da cittadini articolati in gruppi di status diverso, con prospettive ideologiche suscettibili di cambiamento


Tajfel uno dei maggiori promotori e animatori della psicologia sociale europea, ha realizzato importanti

studi nei campi della percezione, della categorizzazione, del pregiudizio e degli stereotipi sociali,

della discriminazione e del conflitto tra gruppi
Moscovici superando la tendenza dominante che affrontava il fenomeno in termini di conformismo e

sottomissione alla maggioranza  la sua posizione ha evidenziato come anche i gruppi di minoranza siano in grado di influenzare la maggioranza




  1. psicologia sociale contemporanea


anni ’70 si è assistito ad un riesame dei fondamenti epistemologici della psicologia sociale
dopo la marginalizzazione operata dall’approccio sperimentale sui risultati portati dalla stagione dell’impegno sociale, tra critiche di natura epistemologica e riflessioni di carattere etico, gli psicologi sociali hanno ripreso a considerare l’importanza della ricerca applicativa, da cui è dipesa una serie di riforme delle procedure d’indagine, hanno riscoperto il valore dell’osservazione ecologica e degli studi sul campo


    1. nuovi orientamenti




      1. recenti direzioni della psicologia sociale cognitiva


anni ’70 hanno preso consistenza movimenti che hanno modificato l’orientamento cognitivista


  • cambiamento importante  il modello di uomo inteso come ricercatore di coerenza ed equilibrio

cognitivo cede il posto a 3 nuovi modelli:

  1. l’uomo come scienziato naif (questo modello è legato alla teoria dell’attribuzione, il cui interesse principale è quello di analizzare le modalità attraverso cui gli individui percepiscono le cause del proprio e altrui comportamento)

  2. l’uomo come elaboratore di dati

  3. l’uomo come economizzatore di risorse cognitive




    • cognizione sociale (termine che meglio caratterizza le più recenti tendenze alla psicologia sociale cognitiva) prospettiva in cui assume un ruolo centrale il concetto di informazione e il modello di uomo come elaboratore di dati

    • con il termine cognizione si indica un set di attività con cui l’informazione sociale viene elaborata dalla mente umana tramite processi trasformativi e ricostruttivi che generano la conoscenza necessaria per comprendere, predire e agire nel mondo




      1. psicologia sociale evoluzionistica e il ritorno del biologico


teoria degli istinti e teoria pulsionale per spiegare il comportamento sociale, scomparve già negli anni ’50, per azione del comportamentismo
anni ’60 ritorna l’interesse per i fattori biologici e genetici

sono 2 i maggiori campi che hanno contribuito a ridestare l’interesse per questi temi




  1. etologia = studia il comportamento delle varie specie animali nei loro ambienti naturali,

differenziandosi dalla psicologia animale e comparata.

Essa ha rivelato numerosi fenomeni, il più famoso è quello di imprinting

apprendimento per impressione percettiva (importante padre dell’etologia è

Lorenz)

Rilevante per la psicologia sociale è la spiegazione etologica dei

comportamenti aggressivi e altruistici
Hinde significative sono le sue analisi sulle relazioni familiari e scolastiche, sui rapporti sociali, in cui viene approfondito il problema della cooperazione e del comportamento prosociale e quello della guerra


  1. sociobiologia = si è sviluppata prevalentemente negli Stati Uniti

principale portavoce è Wilson

essa si basa sulla teoria evoluzionista, adottando come unità di analisi il

gene e non l’individuo  l’uomo è i suoi geni e quindi è riducibile alle i

informazioni contenute in essi.


Essa implica un rigido determinismo biologico che trascura e ignora

l’importanza dell’apprendimento e della cultura


L’apprendimento modella il comportamento entro limiti stabiliti

biologicamente e siccome negli esseri umani essi sono assai ampi

possiamo riscontrare grandi differenze culturali e anche individuali sul

piano del comportamento




      1. psicologia sociale applicata

prime applicazioni possono essere ricondotte a Dewey e Mead


anni ’50 psicologia sociale si ritira nei laboratori per testare nuove teorie e ipotesi
anni ’60-’70

  • crisi, ha rinvigorito l’esigenza di una psicologia sociale applicata, definita come la ricerca e l’intervento in contesti del mondo reale, con lo scopo di comprendere il comportamento umano e giungere a una soluzione dei problemi della collettività

  • altra area importante dell’applicazione è quella relativa alla elaborazione di metodi e strategie per la risoluzione di conflitti a livello interpersonale, nel mondo del lavoro e in contesti internazionali




    1. psicologia postmoderna e costruzionismo sociale




  • post modernità riguarda una riflessione sui nuovi caratteri economici, politici, sociali e culturali

- modernità ha origine nell’umanesimo

- post modernità è l’epoca segnata da vari eventi  questo pensiero non ha più fiducia illuministica e positivista per la scienza

- la conoscenza segue una logica discontinua e caratterizzata da linguaggi eterogenei e da visioni plurime

la scienza non può collocarsi al di sopra della società, non più come bagaglio conoscitivo che cresce nel tempo, permettendo di riflettere la realtà, ma è costituita da narrazioni espresse in un linguaggio condiviso tra gli interlocutori




  • oggetto della ricerca è una costruzione storica, dipende dal linguaggio e subisce l’influenza dei valori propri del contesto di vita del ricercatore e del gruppo sociale e politico di appartenenza

  • psicologo post moderno riconosce che lo stesso sapere scientifico è storico e non immutabile o assoluto

  • prospettiva post moderna  si traduce all’interno della psicologia sociale nel movimento del costruzionismo sociale

assunti di base condivisi dagli studiosi post moderni (Gergen)



  1. assunzione di una posizione critica verso la conoscenza

  2. specificità storica e culturale: i modi in cui comunemente comprendiamo il mondo, le categorie e i

concetti che usiamo, la nostra comprensione della realtà sono il prodotto della cultura e della storia, quindi dipendenti dalle condizioni sociali ed economiche

  1. la conoscenza si fonda su processi sociali: la conoscenza non è qualcosa che le persone hanno o non

hanno ma qualcosa che fanno assieme

  1. connessione tra coscienza e azione: possiamo parlare di numerose costruzioni della realtà, ma

ciascuna forma di conoscenza determina disparati modi di

azione
costruzionisti  sono antiessenzialisti, non c’è essenza dentro le cose o le persone

tutto è il prodotto di processi sociali, antirealisti. La loro psicologia sociale enfatizza il ruolo del linguaggio e focalizza la sua attenzione sull’interazione e sulle pratiche sociali. Essi affermano che non è possibile studiare gli umani fuori dal loro contesto sociale.
CAP2 “ATTEGGIAMENTI E COMPORTAMENTO”


    1. le origini


atteggiamento  presentato per la prima volta nel 1918 da Thomas e Znaniecki, i quali per studiare i

cambiamenti nelle modalità di vita degli immigrati polacchi negli Stati Uniti, suddivisero i territorio della ricerca in due ambiti: sociale (corrispondente allo studio dei valori) e soggettivo (relativo allo studio degli atteggiamenti, dai processi da cui deriva l’attività reale o possibile dell’individuo)


la posizione dei due autori considerava gli atteggiamenti inscindibili dalla dimensione sociale  questa impostazione ha subito un’eclissi e lo studio degli atteggiamenti è stato focalizzato sulle sole determinanti individuali. Tale tendenza viene attribuita a G.Allport, il quale ha offerto la prima formulazione integrata per indicare cosa orienti il comportamento delle persone (atteggiamento = stato di prontezza mentale e neurologica che esercita una influenza dinamica sulle risposte esibite dall’individuo)


  • soggetto a- valuta il mondo in cui vive

b- coltiva intenzioni rispetto a ciò che lo coinvolge, orientando l’azione (capire cosa induca

le singole persone ad assumere specifici comportamenti)


tema maturato verso la fine del XIX sec quando il concetto di intenzionalità apre le porte alla riflessione relativa alle diverse modalità con cui il soggetto affronta e considera le situazioni note o impreviste, desiderabili o temibili, lodevoli o deprecabili


  • aspetto che rende sociale lo studio degli atteggiamenti è legato al fatto per cui è possibile rilevare che essi si strutturano psicologicamente in base a informazioni e idee disponibili che godono di una certa condivisione intersoggettiva




    1. lo sviluppo storico

esigenza di impostare lo studio degli atteggiamenti  ha abbandonato la prospettiva contestualista e culturale


anni ’20- ’30 ha inizio la ricerca relativa alle modalità di misurazione degli atteggiamenti

scala a intervalli equivalenti di Thurstone primo strumento che ha dato inizio all’indagine

empirica, dimostrando che gli atteggiamenti sono passibili di misurazione

- novità: considerare l’atteggiamento come un ipotetico continuum psicologico graduato (max favore e max sfavore verso l’oggetto considerato)
scala di relazione più agile: scala a punteggi sommati di Likert ogni item viene valutato

secondo una scala di

punteggi, grazie ai quali è

poi possibile operare

statisticamente
comportamentismi (anni ’40)  definisce gli atteggiamenti come una risposta implicita passibile di

generalizzazione e legate attraverso rinforzo a risposte manifeste catena di risposte implicite, apprese per condizionamento classico, capaci di mediare il rapporto stimolo-risposta


anni ’40-’50 ha avvio lo studio dei rapporti tra atteggiamenti e dinamiche di gruppo, indagando la relazione

che intercorre tra diverse forme di valutazione e l’appartenenza a specifici gruppi umani


anni ’50 questa posizione viene modificata

l’atteggiamento viene considerato come il riconoscimento individuale della positività o negatività di una situazione data in base alle vicende pregresse


1957 è nata la possibilità di utilizzare un solo strumento per diversi atteggiamenti

differenziale-semantico


anni ’50-’60 ricerche sono orientate allo studio delle modalità di cambiamento degli atteggiamenti
anni ’70 affermazione del cognitivismo

atteggiamenti trattati come articolazione di credenze, costituite intorno all’esperienza, derivante da rappresentazione di scopi e caratteristiche attribuite agli oggetti


influenza della “social cognition” e sviluppo di interesse per i processi cognitivi attraverso i quali gli atteggiamenti guidano il comportamento
psicologi sociali scompongono le valutazioni relative a un certo oggetto, tradotte in atteggiamento, secondo tre componenti:

  1. emozioni (espresse dai soggetti)

  2. cognizioni

  3. comportamenti




  1. dall’atteggiamento al comportamento


anni ’30 studio classico condotto intorno al problema relativo a definire se gli atteggiamenti determinano il

comportamento e in che misura (La Piere)




    1. variabili moderatrici

principali fattori che creano discrepanze tra modi di vedere e agire sono:



  1. di tipo situazionale = le persone dimostrano di comportarsi in maniera differenziata a seconda delle occasioni

  2. di personalità = che possono indurre l’effetto indotto dalle circostanze. Le persone sono coinvolte rispetto all’oggetto dell’atteggiamento, in diverso grado, in base al contesto in cui si trovano


personalità: 2 sono gli aspetti di fondo

    1. la capacità di automonitoraggio (i soggetti mostrano di essere più sensibili alle esigenze situazionali. I loro gesti sono declinati secondo il fine dell’adattamento socialealto monitoraggio; orientano prevalentemente la loro condotta seguendo disposizioni e atteggiamenti interni basso monitoraggio)

    2. bisogno di cognizione. Elaborano le informazioni in profondità in modo da fondare saldamente gli atteggiamenti che orientano la loro condotta (alto bisogno di cognizione)




    1. analisi del processo

ulteriore progresso, grazie allo studio dei processi attraverso i quali gli atteggiamenti guidano il comportamento. Distinguiamo 2 approcci alternativi ma complementari:




  1. teoria dell’azione ragionata

considera il comportamento come il risultato dell’intenzione di metterlo in alto, che deriva da 2 ordini di fattori:

    1. le credenze e la valutazione delle conseguenze del comportamento determinano l’atteggiamento vs.il comportamento

    2. le credenze relative a come valutano gli altri il comportamento. Insieme alla motivazione a compiacere il punto di vista altrui, determinano le norme soggettive.

Integrazione delle norme soggettive e atteggiamento verso il comportamento deriva l’intenzione di agire. In questa analisi assumono rilievo le credenze che si costituiscono tramite aspettative e procedimenti di valutazione, intorno a qualsiasi oggetto


Il modello ha subito modifiche diventando teoria del comportamento pianificato aggiunge la percezione da parte del soggetto di poter controllare un certo comportamento



  1. modello dell’elaborazione spontanea

(concepiscono le persone come esseri razionali che prendono decisioni e che riflettono in merito alle azioni future, maturando specifiche intenzioni comportamentali)


la sequenza che lega l’atteggiamento ad un comportamento viene iniziata nel momento in cui l’atteggiamento è disponibile in memoria. Una volta attivato l’atteggiamento, vengono azionate percezioni selettive e congruenti con lo stesso, che danno origine ad un comportamento coerente con l’atteggiamento iniziale


  1. funzioni degli atteggiamenti

atteggiamenti sono appresi nel processo di socializzazione, assumendo un ruolo importante nell’elaborazione delle informazioni provenienti dal contesto. Essi rispondono a diverse funzioni. Queste rispecchiano le dinamiche di formazione e mantenimento dei valori intersoggettivi, essi influenzano il comportamento sociale, partecipando alla costruzione dell’identità nei gruppi.


Principali funzioni degli atteggiamenti


  1. funzione difensiva del Sé

i soggetti affrontano le minacce alla concezione di sé e alla propria autostima adottando strategie che cercano di negare o minimizzare simili pericoli. Uno dei processi fondamentali che orientano la loro formazione è quella di proteggere il soggetto da emozioni negative meccanismi di difesa




  1. funzione conoscitiva

essendo la realtà complessa, i soggetti edificano punti di riferimento che permettono di esemplificare i processi di interpretazione degli eventi. Qui intervengono tre processi cognitivi basilari:




  1. ricerca di informazioni (procedimento che porta il soggetto ad individuare e rendere logico un insieme di dati)

  2. codifica dell’informazione (rifiuto d’informazioni in contrasto con atteggiamenti già costituiti; influenza la percezione e la valutazione degli eventi)

  3. recupero dell’informazione (gli atteggiamenti facilitano il ricordo di dati congruenti con esso. Modello degli effetti della polarizzazione: il soggetto rammenta meglio informazioni con cui è d’accordo e in disaccordo, mentre dimentica quelle indifferenti o moderate




  1. funzione di autorealizzazione

gli individui sono portati a esprimere con gli atteggiamenti i valori che ritengono fondamentali insieme alle costituenti essenziali di sé  manifestazione dell’esigenza soggettiva di promuovere un’immagine positiva personale


  1. funzione utilitaristica

gli atteggiamenti sono costruiti e modulati dalle persone in base agli scopi che esse si prefiggono e per evitare esperienze spiacevoli. Vengono adottati atteggiamenti favorevoli nei confronti di ciò che soddisfa i bisogni personali e atteggiamenti negativi rispetto a quanto può produrre frustrazione


  1. formazione e cambiamento degli atteggiamenti

sottile è la distinzione tra formazione di atteggiamenti e cambiamento di atteggiamenti


atteggiamenti  sono il precipitato individuale dell’interazione sociale e esistono 2 processi che ne

determinano la formazione



  1. acquiescenza (adesione superficiale ai punti di vista di una maggioranza di persone)

  2. interiorizzazione (richiede una forte convinzione della validità dei contenuti assunti)

contributi psicosociali relativi alla formazione di atteggiamenti = teoria dell’apprendimento sociale. Alla base di tale prospettiva viene descritto il processo di modellamento, consiste nell’imitazione di altri, da parte di un osservatore. Gli atteggiamenti subiscono macro trasformazioni, seguendo il percorso storico dei gruppi umani della loro evoluzione culturale. A questi corrispondono cambiamenti di atteggiamenti che possono essere determinati dagli stessi fattori che ne decretano la formazione


4.1. formazione degli atteggiamenti e propaganda
coefficienti maggiori nelle trasformazioni socio-culturali è l’universo mediatico  forma più conosciuta per la diffusione di specifici contenuti è la propaganda
periodo delle guerre  i mass media goderono di uno sviluppo notevole, che la rendeva una forza integrante nei processi quotidiani di socializzazione
Doob uno dei primi ricercatori nordamericani ad applicarsi in tale ambito di studi, secondo una prospettiva

Psicologica

Esaminò la propaganda politica e commerciale, definendola come il tentativo sistematico esercitato da uno o più individui al fine di controllare gli atteggiamenti. Operò a riguardo una distinzione tra:


    1. propaganda intenzionale nella quale un soggetto cerca consapevolmente di manipolare il messaggio per produrre un effetto desiderato

    2. propaganda non intenzionale esercitata da chi semplicemente trasmette credenze prevalenti senza rendersene conto

differenziò ancora la propaganda manifesta in cui gli obbiettivi sono evidenti da la propaganda occulta in cui gli obbiettivi sono mascherati o nascosti


obbiettivo dei ricercatori  far conoscere al pubblico quali strategie di persuasione subisce quotidianamente,

per produrre una sorta di immunizzazione alle volontà di convincimento

esercitate da gruppi di potere

l’istituto dovette chiudere perché la propaganda era considerata dai vertici politici un fattore

decisivo per rendere accettabile e far sostenere alla popolazione la gravosa partecipazione al

conflitto mondiale


durante guerra ricerca sugli atteggiamenti (prima di seconda GM) usata per la scoperta di tecniche per

manipolare la pubblica opinione

l’interesse principale si spostò verso lo scopo di ottimizzare la strategie di persuasione
Hovland la sua ricerca si indirizzò alla comprensione delle dinamiche della persuasione e del ruolo dei

processi mentali superiori nell’assimilazione delle influenze subite dall’individuo nella vita quotidiana

egli divise il campo della persuasione in 3 componenti principali:

1- emittente

2- comunicazione

3- pubblico




    1. cambiamento di atteggiamento

questo concetto indica: a- la presenza di modi assodati di intenzionare il mondo

b- la possibilità che questi vengano modificati al fine di garantire al soggetto un

migliore adattamento sociale


atteggiamenti  tendono a mantenersi stabili in quanto permettono di conservare le sicurezze ormai

conquistate

tramite l’interazione sociale, le persone cambiano le proprie abitudini abbandonando molte

certezze e dimostrando di sapersi evolvere


approccio valore-aspettativa gli individui sono portati al cambiamento selezionando, tra più alternative,

quella che risulti più realizzabile e in grado di garantire il guadagno maggiore

messaggio è tanto più persuasivo quanto più sa mettere in evidenza la facilità di una certa azionemodello del processo di persuasione sono almeno 5 i fattori che determinano un cambiamento di atteggiamenti e, perché vi sia un cambiamento comportamentale, devono essere garantiti tutti i passaggi:


      1. attenzione il ricevente deve essere orientato a raccogliere il messaggio

      2. comprensione il ricevente deve essere in grado di comprendere il messaggio

      3. influenzamento il ricevente accetta il contenuto del messaggio. I soggetti

possono accogliere o rifiutare un determinato contenuto dopo un

attento vaglio critico



      1. ritenzione il ricevente mantiene in memoria il contenuto del messaggio. In

forma polarizzata, ricordando meglio ciò con cui è più in

accordo o in disaccordo



      1. comportamento il ricevente agisce coerentemente all’atteggiamento assunto



    1. equilibrio e dissonanza cognitiva

anni ’50-’60 sviluppato ampio settore di ricerche ispirate al costrutto della coerenza cognitiva  tutte le

componenti degli atteggiamenti, il rapporto tra questi e il comportamento, rispettano una sostanziale esigenza di equilibrio e consonanza

le conseguenti teorie si sono ispirate all’idea originale di Heider dell’equilibrio cognitivoil

soggetto (P)si rappresenta le situazioni sociali in base al rapporto con altre persone (X) e con gli oggetti di interesse comune (O). tutte le relazioni sono considerate dalla prospettiva del soggetto per cui le relazioni tra gli oggetti di interesse comune e le altre persone sono la definizione di come esse vengono perepite o immaginate dal soggetto in esso si determinan uno stato di disarmonia


  • dobbiamo notare come spesso il disequilibrio è volutamente ricercato (esso stimola il pensiero, inducendo ad affrontare questioni inedite che appagano il desiderio di avventura e conoscenza)

principi della teoria dell’equilibrio hanno avuto applicazioni in diversi ambiti ma contributo importante è quello offerto da Festinger con la teoria della dissonanza cognitiva (riprende l’aspetto fondamentale relativo all’esigenza di coerenza). Assi portanti di tale situazione riguardano i tratti che costituiscono la dissonanza:



        1. la presenza di una situazione decisionale

        2. la motivazione a cercare di eliminare il conflitto

        3. le possibilità di risolvere il disagio

riduzione della dissonanza si determina con una delle seguenti motivazioni:

  1. interventi sul contesto in cui assume significato la contraddizione

  2. modificando il comportamento

  3. cambiando gli atteggiamenti attraverso una ristrutturazione cognitiva  solitamente essa interessa l’elemento più debole, cioè ciò che viene modificato per ripristinare uno stato di equilibrio

ampiezza della dissonanza determinata dal grado di importanza della decisione da prendere e dal numero e dal valore attribuito alle alternative in gioco
Festinger  accordo forzato per indicare la situazione in cui gli individui si trovano a dover assumere un

comportamento non coerente con le proprie opinioni (egli vive uno stato di dissonanza)




    1. percorsi superficiali

integrazione e articolazione in una nuova cornice concettuale di impronta cognitivista di molte ricerche ha portato gli psicologi sociali a ritenere che le persone elaborino o cambino i propri atteggiamenti sia attraverso processi molto complessi (che richiedono l’esercizio della razionalità e del giudizio ponderato),

sia in modo sbrigativo e superficiale euristica della persuasione riguarda l’insieme di regole che vengono

rispettate per accogliere o rifiutare un determinato contenuto, senza analizzare approfonditamente tutte le informazioni di cui è portatore


euristiche più importanti:

  1. euristica dell’esperto che da maggior credito a informazioni prodotte da persone capaci di convincere

  2. euristica delle caratteristiche del messaggio rende più credibili i messaggi più lunghi e correlati da cifre e formule matematiche




    • elaborazione sistematica del contenuto delle informazioni può produrre atteggiamenti o la loro modificazione

l’applicazione del processo superficiale o sistematico

dipende da fattori di natura diversa:


    • motivazione risultante dell’intreccio tra l’importanza del messaggio e la rilevanza personale assunta dallo stesso per il soggetto che lo recepisce

    • capacità cognitiva = possibilità di operare analisi sistematiche è legata alle facoltà individuali in cui giocano un ruolo predominante

    1. capacità di comprendere le informazioni e di articolare un esame delle medesime

    2. il godere di competenze di base idonee

    3. essere in grado o nella condizione di prestare attenzione e concentrarsi


CAP3 “COGNIZIONE E RAPPRESENTAZIONI SOCIALI”


  1. psicologia sociale e conoscenza sociale

psicologia sociale ha fornito contributi fondamentali per la comprensione dei rapporti tra individuo e contesto, con i quali si sono resi evidenti i processi di costruzione della conoscenza da parte del soggetto rispetto a sé, agli altri e al mondo


social cognition  si indica l’insieme delle principali attività cognitive, con cui la persona interpreta analizza

e ricorda l’informazione inerente ai fenomeni sociali

essa permette di evidenziare tre caratteristiche fondamentali dei processi cognitivi


      1. qualsiasi informazione è interpretata, cioè è significata tramite la mediazione del contesto sociale e dell’esperienza passata

      2. l’informazione sociale è analizzata, in quanto viene sottoposta a giudizio, dal quale dipende una sua modificazione più o meno radicale, in base ai dati che derivano dal processo di analisi

      3. l’informazione è immagazzinata in memoria, divenendo un ricordo che può essere rievocato, attraverso una ricostruzione nel presente di ciò che è stato assunto in passato

social cognition = cognizione sociale  differenziandosi dalla psicologia cognitiva, studia i fattori interni e i

relativi processi mentali (a differenza delle altre aree d’indagine

della psicologia sociale che si incentrano sulle dimensioni esterne

alla persona)
gli aspetti stabili nei processi cognitivi di base, sono connessi ai sistemi di credenze e conoscenze culturali, che possono anche variare da società a società e all’interno dei diversi gruppi che le compongono


  1. percezione sociale e formazione di impressioni





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