Psiconevrosi Ossessiva



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26.01.2018
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Psiconevrosi Ossessiva
I pazienti sono assorbiti da pensieri per i quali in realtà non hanno interessi, impulsi che appaiono strani, indotti in situazioni ed azioni che a loro non danno alcuna soddisfazione, ma la cui omissione risulta impossibile. (Freud).

Pensieri privi di senso apparentemente sciocchi che rimuginano il cervello come se fossero cose fondamentali per la vita.

Si esprimono in modalità molto varie dalla semplice ruminazione mentale alla follia del dubbio.
Sintomatologia:

La volontà del soggetto con ragione e coscienza intatte è invasa da idee e rappresentazioni varie, si sente impotente e pieno d’angoscia nella lotta contro questi fenomeni ed elabora sistemi difensivi per far sparire l’angoscia ma spesso ottiene incoercibilità, ripetizione infinita, compulsione, perdita di libertà e blocco del pensiero.

Idee, immagini, parole, impulsi con caratteri di iteratività e incoercibilità, il paziente ne riconosce l’irrazionalità e emetti meccanismi di difesa mediante Psichismo di difesa .

Combatte contro le proprie ossessioni mediante coercizione dell’IO.



Ruminazione mentale: sempre presente, costante e ripetitiva che blocca la libertà e la formazione del pensiero. Ripensamento su atti quotidiani con ripetizioni di parole e motivi e pensieri blasfemi.

Follia del dubbio: continuo e inutile interrogarsi sulle azioni che vengono poi vanificate.

Cerimoniali: compromissione maggiore dell’IO, non riesce ad esaudire la patologia del pensiero. Per difendersi dai dubbi e dalla ruminazione, ma che tende ad essere più complesso interessando a volte l’intera giornata.

Carattere ossessivo


Attenzione compulsiva alle cose minute, mettere e tenere tutto in ordine, spaventato dal nuovo dal non previsto. Non possono esserci tempi morti perché potrebbero emergere situazioni pericolose. Tutto deve essere programmato e controllato.
Psicodinamica:

Ruminazione mentale come fallimento del pensare e verbalizzare modalità creative dei rapporti interpersonali. Erotizzazione del pensiero. Il bambino se il rapporto è soddisfacente tende poi a separarsi lasciano il ricordo (immagine) per la costruzione interna degli oggetti, successivamente c’è la verbalizzazione con ricordo dall’immagine al simbolo verbale, se il bambino vive una situazione ostile l’istinto libidico non prevale su quello di morte così il mondo interno di frantuma e il mondo esterno si popola di idee persecutorie e oggetti frammentati. Tutto questo quando il bambino comincia a camminare, esplorare e controllare gli sfinteri segno di progressiva autonomia. Spesso l’A.S. impone al bambino divieti e minacce che lo angosciano stimolando l’odio e rabbia proprio perché si tenta di ledere l’autonomia e l’autostima.

L’ossessivo tende a rimuovere questo trauma infantile perché il suo pensiero diventa più astratto con una verbalizzazione difensiva e non comunicativa. Privo di emozione perché deve tenerle lontane per evitare che fuoriesca l’odio.

La progressiva regressione verso il Pensiero magico: non separazione tra IO e ambiente con una dinamica di onnipotenza, un tutt’uno con l’ambiente.



Ambiente familiare: insicuro e a volte sadico frustrante, tanto più l’ambiente e insicuro tanto più il bambino mantiene il desiderio di onnipotenza mediante il pensiero magico.



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