Questo ho provato quando ho visto I lavori di Anna



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23.05.2018
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Ciò nonostante, il filo sottile che conduce alla lettura filologica dell'opera di Anna va ricercato anche su altri versanti ed orizzonti.

Gli spazi e le forme create a frammento direttamente sul supporto con la materia solida o liquida del legante stesso, fanno giocare insieme tensioni che suscitano una visione enigmatica. L'Artista, a mio parere, giunge al compimento di queste "presenze", di queste “visioni”, attraverso uno studio profondo e valutativo, che si concatena con le conoscenze previe e i campi esistenti ma latenti della creatività. Campi che trovano spazio nelle radici lontane della personalità, che provengono dal profondo dell'inconscio, direi quasi come memorie disperse, senza una vera destinazione; ed è qui che Anna manifesta la sua vera maestria, abilità e intelligenza, nel saper risolvere e valutare le problematiche compositive dimostrando con alta perizia di saper controllare l'imprevedibile.


Un linguaggio che si può definire un “informale materico”, dove il colore non ha una valenza naturalistica ma crea atmosfere siderali; le tracce lasciate dai fili di ferro, i motivi geometrici, le spirali, le linee verticali, oblique e orizzontali, e poi le punzonature con le cuciture dei piani tra di loro, le aperture e così via, fissano immagini che spesso sono in bilico tra di loro e che tentano a volte di uscire dallo spazio compositivo. E’ qui che domina la padronanza tecnica dell'artista, la quale prende coscienza di sé e si realizza nel divenire dell'oggi, di un presente e in vista di un futuro sempre più complesso, meno ricco di principi ed idee vere, più povero di poesia.

Apprezzo con sincera stima le persone come Anna, “anime” che credono ancora nei sani valori di una moralità intellettuale e civile, che credono nell’arte e nella poesia; valori di cui l’animo umano ha profondo bisogno, per arricchirsi e mantenere la sua bellezza, per non soccombere all’effimero.

Questo ho provato quando ho visto i lavori di Anna.
Ravenna, giugno 2005 Valentino Montanari

Anna Bartolotti vive e lavora a Ravenna.

Diplomata presso l’Istituto Statale d’Arte di Ravenna, ha conseguito il diploma di biennio d’Arte Applicata presso l’Istituto Statale d’Arte di Ravenna, ha seguito un corso biennale di ceramica presso l’INIASA di Ravenna, ha seguito corsi di serigrafia e batik presso l scuola Minardi di Faenza (Ra), sotto la guida del prof. Gaeta, ha collaborato col prof. Gaeta per un biennio eseguendo restauri murali al “Palazzo Gessi” di Faenza Ravenna.
Ha insegnato presso il Centro di Formazione Professionale “A. Steiner” di Ravenna nei corsi di ceramica , educazione artistica, progettazione, applicazione materica, laboratorio, collaborando in quest’ambito con architetti quali, Franco Bretoni (Faenza), Rafaello Biagetti, Alessandro Guerriero (Milano), Gonzo – Vicari (Ravenna), Tiziano Dal Pozzo (Faenza). Ha insegnato nei corsi C.I.S.I.M. per il Comune di Ravenna “Oggetto Mosaico”.
Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive nazionali, e internazionali: Bologna, Firenze Assisi, Venezia, Roma, Atene, Ravenna …

ANNA BARTOLOTTI

Via San Gaetanino n. 209

48100 Ravenna - Tel. 0544 454902






COMUNE DI RAVENNA

CIRCOSCRIZIONE DEL MARE

A




SSOCIAZIONE CULTURALE

PER L’ARTE



S.I.S.A.M.

Scuola Internazionale Studi

d’Arte del Mosaico e dell’Affresco

Marina Romea – Ravenna



opere
di

ANNA

BARTOLOTTI




EMOZIONI,

SENSAZIONI,

RACCONTI”


dal 9 al 16 luglio 2005




Inaugurazione sabato


9 luglio ore 19

orari: dal lunedì al venerdì

dalle ore 8.30/13.30 – 15.30/18.30

20/23

Viale delle Acacie 11/13

Marina Romea - Ravenna

T

itolo – Fondale marino (dim. 128x100 cm. ) 2004

L'arte di Anna Bartolotti si impone con autorevolezza nel panorama artistico non solo locale. Nel corso degli anni l’artista ha partecipato a numerose mostre collettive e personali, nazionali ed internazionali, costruendosi un solido curriculum. E' stata docente nei corsi di Ceramica, di Educazione Artistica, Progettazione, Applicazione Materica e Laboratorio, presso il Centro di Formazione Professionale "A. Steiner" di Ravenna. Anni di intensa crescita professionale, che le hanno permesso di approfondire le problematiche pedagogiche dell’insegnamento artistico, in particolare quello rivolto ai giovani, finalizzato allo sviluppo culturale e all’inserimento nel mondo del lavoro; esperienze positive che hanno creato le condizioni per affrontare le tematiche più stimolanti sul piano dell’arricchimento intellettuale, per affinare tecniche e modi di fare ricerca, strumenti indispensabili per affrontare la complessa e difficile realtà quotidiana del mondo dell’arte.


Se partiamo dalla considerazione che l’arte è luogo per eccellenza di liberazione, di esternazione e di trasformazione della soggettività, intravedo nella ricerca artistica di Anna, assai complessa e laboriosa, l’evolversi in sequenza di tutte quelle fenomenologie artistiche contemporanee e storiche più significative che, in lei e in tanti altri hanno lasciato tracce fertili di humus e verve. Fenomenologie che - nel bene e nel male - hanno contribuito concretamente alle mutazioni del panorama intellettuale globale del secolo appena trascorso, incoraggiando le nuove generazioni di artisti a dar voce al loro mondo, a trovare la forza, lo spirito, la voglia di continuare a sperimentare, ricercare; ad abbattere vecchie frontiere e pregiudizi, per scoprire nuove concezione e nuovi confini. Credo che uno dei compiti dell’artista sia di mostrare ciò che gli altri non vedono o non sanno vedere; sarà poi il tempo, giudice infallibile, ad emettere le giuste sentenze.
Il lavoro di Anna porta con sé una matrice di fare arte che può essere anche ricercata e ritrovata nelle sue esperienze giovanili, scolastiche e formative, come è naturale: non si deve mai negare la propria origine culturale, sarebbe ingiusto verso sé stessi e verso i propri maestri. Ma chi è Artista, come Lei, da subito ha saputo trovare la via giusta, caratterizzando in modo personale, senza grosse difficoltà, la propria attività artistica, trasformando, filtrando, rielaborando quella forte espressione di sé, matura ed indistinguibile, che oggi scaturisce dai suoi lavori.
Le opere di questa mostra fanno parte di una recente produzione ove l’artista ha voluto dialogare con la memoria del vissuto, giocando con gli aspetti più intrinseci dell'inconscio; in esse trovano espressione gli accordi equilibrati tra la realtà, il mondo della fantasia e dell'immagine. Anna esprime una forte sintesi che va ricercata all'interno della forma, con la creazione di frammenti ricavati dalle lastre di vetro musive, fili e lamine di ferro inox, i segni gestuali della sua mano lasciati sulla malta fresca del legante, l'inquietudine del colore; tutti ingredienti che fanno dell'arte di Anna un “oscillante” continuo di emozioni, quasi a fermare la soglia del tempo. Strano, ma vero. Osservando attentamente queste opere sono stato percorso da forti impressioni che mi hanno fatto ricordare le lunghe, bellissime e fredde mattinate invernali, secche e asciutte, trascorse con il mio cane da caccia lungo le rive del fiume Reno, rievocando l'odore della brina, lo scricchiolio del ghiaccio sotto i piedi. L'arte di Anna è riuscita a fare riemergere in me queste sensazioni dimenticate da lunghi anni. Piccole cose quotidiane, ma importanti, che ancora una volta inducono a riflettere

su come le emozioni possono manifestarsi; esse non sono sempre legate ai soli “contorni” che rappresentano la realtà delle cose tangibili, ma possono essere anche legate a quei “contorni”, in questo caso astratti, che emanano un ricco e potente PATHOS, contorni che sanno comunicare e trasmettere sollecitazioni emotive veementi. Ecco! Qui sta la forza dell'arte. Questi sono i veri segnali dell'arte: trasmettere, ritrovare sensibilità dimenticate, perdute, sconosciute.



I suoi lavori che prorompono in una energica manipolazione della materia. Quando ho visto per la prima volta i suoi manufatti, mi sono chiesto da dove poteva essere scaturita questa forza.
L'arcano l'ha svelato Lei, informandomi che ha studiato mosaico e successivamente ceramica - due linguaggi che hanno ampia affinità con la manipolazione e il rapporto con la materia.


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