R le forestier la massoneria occultistica nel XVIII secolo



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159). Inoltre le prime quattro cifre sono gli elementi di cui si compongono i quattro

numeri di potenza divina, cioè:
10 "grande e prima potenza divina";
7 (=3+4) "seconda potenza del Creatore";
6 (=1+2+3) "terza potenza del Creatore";
4 "numero quaternario che termina e conclude le quattro potenze divine del
Creatore contenute nel suo numero coeterno denario" (I, 63).
Possiamo ancora raggruppare come segue i primi quattro numeri:
1 + 2 = 3 numero della materia
1 + 2 + 3 = 6 numero della creazione
1 + 2 + 3 + 4 = 10 numero della potenza divina (I, 169).
19 Il testo dice "opposé", refuso, che rende incomprensibile la frase.
D'altra parte il Quaternario è formato da 1 (numero della Unità divina) e da 3

(numero della materia) (I, 63). E' il numero del Minore, che ha per origine

un'emanazione dell'Unità divina contenuta nella materia, in punizione del primo

peccato di Adamo. La proprietà del Quaternario, dimostrata più sopra, ossia costituente

il Denario con l'addizione dei numeri che contiene, prova che il Minore è superiore ai

due mondi maggiore e inferiore, giacché, per formare il numero perfetto denario del

Creatore, essi sono costretti ad addizionar si 7+3 (I, 167).
Il Quinario, numero "di cui si servono i demoni per operare la contrazione (reazione)

contro l'azione puramente spirituale divina" si compone di 2 (numero di confusione e di

generazione carnale) + 3 (numero della materia) (I, 167).
Il Senario, "numero dei pensieri divini che hanno permesso la realizzazione della

creazione universale temporale", può essere decomposto in tre modi diversi: con 1+2+3,

con 2+4, con 3+3 (numero della materia addizionato a se stesso) (I, 63, 168). Ciò significa

che la creazione dell'universo ha per formula: Unità divina + Generazione materiale +

Materia; oppure: Generazione materiale + Emanazione; o ancora: Mate ria combinata

con la materia.


Il Settenario è la somma di 4 e 3, sicché 7 è "il numero che costituisce la potenza di

azione dello Spirito maggiore, la quale è doppia, cioè, con il numero 3, essa agisce sulle

forme e con numero 4, sull'anima del Minore" (I, 63, 168).
L'anima passiva (vegetativa) ha il Ternario e l'anima impassiva (spirituale) ha il

Quaternario (I, 183). Ma queste due vite, inferiore e minore, passiva e impassiva,

derivano da un Puro Spirito e sono strettamente unite, il che prova l'addizione del

Ternario e del Quaternario la cui somma è il Settenario, numero dello Spirito Maggiore

da cui derivano (I, 188).
L'Ottonario "numero della doppia potenza spirituale divina" è formato da 1+3+4 e

"unità si unisce al Ternario solo per formare con il Quaternario il numero della doppia

potenza" (I, 168/169).
Il Novenario, formato dalla "unione del numero Quinario, imperfetto e corruttibile,

con il numero Quaternario, perfetto incorruttibile", "è il numero della suddivisione delle

essenze spiritose della materia e di quella delle essenze spirituali divine". "Con questa

unione l'uomo degrada la sua potenza spirituale divina rendendola spirituale

demoniaca" (I, 163).
In ultimo, se consideriamo a parte le cifre che esprimono certi numeri, se, tenendo

presente il loro valore, le moltiplichiamo o le addizioniamo, otteniamo altri numeri

rappresentati da cifre che sono un'altra rivelazione.
Per esempio, moltiplicando il Ternario con il Quaternario "che si trova esattamente

nei mondi terrestre, celeste e superceleste" si ottiene il prodotto 12 le cui cifre addiziona

te (I+2) danno 3 "che ti confermerà che la forma corporea di tutti gli esseri esistenti in

questi tre mondi deriva dai tre principi: zolfo, sale, mercurio (I, 159).


Se si moltiplica il numero delle sette stelle componenti, ciascuna, le innumerevoli

costellazioni diffuse entro i sette cerchi planetari, con il numero delle sette virtù aderenti

ad ognuna delle piccole stelle o "segni ordinari planetari", il prodotto è 49, le cui cifre

addizionate (4+9) danno 13; ora Questo numero è espresso da 1 e 3, la somma dei quali

dà 4 o il Quaternario (I, 71).
L'addizione delle cifre delle proporzioni dell'arca di Noè, cioè 300 cubiti di

lunghezza, 50 di larghezza, 30 d'altezza, in tutto 380, cioè 3+8 = 11 "numero di ogni

specie di forma corporea completa, analoga al corpo terrestre" (I, 91).
Aggiungendo il Quaternario al numero 12, prodotto del "quaternario di 3", si ha il

numero 16, cioè: 1+6 = 7 "prodotto spirituale il quale ti prova che nulla esiste né può

esistere se non con lo Spirito e nello stesso tempo ti prova che la tua emanazione è

spirituale" (I, 160).


Infine, aggiungendo al Denario la serie dei numeri che contiene, cioè

10+2+3+4+5+6+7+8+9+1, otteniamo il numero 55, che possiamo leggere 5 e 5, "che ti rivela

la divisione del denario in due numeri quinari demoniaci. Infatti, la prevaricazione dei

primi Spiriti sta nell'aver voluto dividere e suddividere la quadruplice essenza divina e

ciò con la loro facoltà spirituale . . . non trovarono più né l'unità quaternaria né l'unità

denaria pura e semplice, ma solo due numeri quinari invece del denario divino che

volevano avere in . loro possesso ed in loro potere" (I, 169).
o

o o
I numeri non sono le sole ipostasi delle realtà trascendenti che ci rivela il Trattato

della Reintegrazione. Queste realtà si fanno conoscere dall'iniziato anche con le figure

geometriche che non dobbiamo considerare come semplici schemi destinati a

rappresentare graficamente delle verità meramente intelligibili, ma come uno degli

aspetti con i quali si manifestano l'intelligenza e la volontà divine.


La situazione dell'universo, prima della caduta del Primo Uomo, è indicata dalla

"figura universale nella quale opera tutta la natura spirituale, maggiore, minore e

inferiore" (I, 166). Essa si compone di quattro circonferenze opposte due a due ed i cui

centri sono riuniti da rette; al centro della figura è un triangolo equilatero la cui sommità

è rivolta verso il basso e la cui base si confonde con la retta orizzontale che riunisce i

centri delle due circonferenze di destra e di sinistra.


Il cerchio superiore che porta il Denario é il "cerchio spirituale divino il cui centro è il

tipo della divinità". Questo cerchio "segna il capo superiore superceleste e l'immensità

degli spiriti superiori denari". Il suo centro è la sommità di un grande triangolo isoscele i

cui due al triangoli coincidono con i centri dei due cerchi di destra e di sinistra. Il cerchio

di destra, nel quale è iscritto il Settenario "segna l'immensità degli Spiriti maggiori sette

nari i quali stanno sotto gli Spiriti denari". Il cerchio di sinistra, che porta il Ternario

"segna l'immensità degli Spiriti inferiori che stanno sotto gli Spiriti denari e settenari". Si

oppone al grande triangolo isoscele, con la base, un altro triangolo la-cui sommità è

iscritta nel cerchio inferiore che porta il Quaternario. Quest'ultimo cerchio "segna

l'immensità dei minori spirituali divini". Il cerchio del Denario rappresenta "l'unità

assoluta della Divinità". Il cerchio del Settenario è "la prima emanazione spirituale che il

Creatore ha emancipato dal cerchio della Divinità". Il cerchio del Quaternario è "la terza

emanazione emancipata dal cerchio della Divinità" (I, 153/154). 20

Ricostruzione ipotetica. Le indicazioni del Trattato presentano contraddizioni


20 Anche se Pasqually non lo dica espressamente, sembra che il cerchio del Ternario sia stato la seconda

emanazione che ebbe luogo dopo la rivolta degli Spiriti perversi e che precedette quella del Minore o

Uomo-Dio.
La superiorità del Minore spirituale divino (animato dallo Spirito di Dio) è segnata

dalla posizione del proprio dominio. Infatti il cerchio quaternario sta di fronte al cerchio

denario, mentre i cerchi ternario o inferiore e settenario o maggiore, stanno fuori della

"perpendicolare che appartiene solo al cerchio minore dell'Uomo-Dio" e stanno l'uno di

fronte all'altro "per comunicarsi direttamente gli ordini che ricevono e che riceveranno

dal Creatore sino alla fine dei tempi circa le loro azioni spirituali temporali". Così gli

Spiriti delle classi maggiore e inferiore "preposti alla conservazione del tempo e della

materia, non possono operare che in latitudine universale" (nell'universo materiale). Il

Minore al contrario "operava nella immensità superceleste o nella creazione universale,

comandava agli Spiriti maggiori e inferiori e la sua potenza si estendeva nell'immensità

della longitudine" (verso i mondi superiori).
Le indicazioni date dalle rispettive posizioni dei cerchi sono confermate e precisate

dalle rette che uniscono i loro centri. Queste linee non solo provano che "tutto è stato

ordinato affinché fosse ed agisse in intima corrispondenza"; ciascuna di esse ha un altro

significato particolare. La destra orizzontale che unisce il Centro del cerchio settenario

con quello del cerchio ternario è l'asse fuoco centrale "fuoco che è il principio della vita

di ogni essere di corpo creato" ed il piccolo triangolo a cui serve di base è il "corpo

generale terrestre" (la terra). 21
La retta verticale che, partendo dal centro del cerchio denario attraversa il corpo

generale terrestre, taglia al centro l'asse fuoco centrale e termina al- centro del cerchio

quaternario, stabilisce la superiorità del Minore sopra tutti gli Spiriti, poiché dimostra

che "nessun essere spirituale ha conservato così distintamente come lo Spirito Minore la

corrispondenza diretta con il Creatore". Gli Spiriti del Superceleste non sono dispensati

dall'obbedire al Minore. Infatti occorre osservare che la perpendicolare che parte dallo

stesso centro del denario, attraversa quest'ultimo, soggiorno degli Spiriti del

Superceleste, il che prova che "se agiscono non solo sul mondo celeste e sul mondo

materiale, ma anche sul cerchio dell'asse universale (asse fuoco centrale che vivifica

l'universo)"e se "l'unione tra l'uomo e Dio si realizza" tramite loro, essi tuttavia sono pur

sempre "sottoposti l'uno all'altro".
21 In altre parole la terra, creata affinché fosse la prigione degli Spiriti perversi, riceve l'energia vitale

emessa dai cerchi maggiore e inferiore conservatori del tempo e della materia, tra i quali si trova posta,

e che agiscono su di essa "in latitudine".
I lati dei due grandi triangoli sono molti istruttivi. Quelli del triangolo superiore

mostrano l'azione della Causa Prima che si esercita direttamente e simultaneamente sui

cerchi maggiori e inferiori. I lati del triangolo inferiore che, uscendo dal cerchio

quaternario, terminano alle estremità della base del triangolo superiore, nello stesso

punto dove si trovano i centri dei cerchi settenario e ternario, dimostrano ad un tempo

la superiorità del Minore sugli Spiriti di questi cerchi e la "perfetta corrispondenza che

tutti questi esseri spirituali (maggiori, inferiori e minori) hanno con il Creatore da cui

sono emanati" (I, 154, 155, 162, 166, 170). 22


La figura con la quale si manifestava l'economia del l'universo in cui abitava l'Uomo-

Dio venne distrutta dal Peccato di Adamo. Dopo la caduta "l'uomo non sta più di fronte

alla divinità, come lo dimostra la posizione del cerchio quaternario". I due triangoli ora

sono disuniti per esprimere la privazione del Minore sottoposto "alle pene del corpo e

dello spirito" (I, 172). Ma questa figura non ha per l'uomo di oggi che un interesse

retrospettivo;essa non rivela solamente il passato, ma annuncia l'avvenire. La

"reintegrazione" consisterà per "la posterità minore spirituale di Adamo" nel rientrare

nel cerchio quaternario "primo centro che il Minore ha abitato sin dalla sua

emancipazione divina" e dal quale la colpa di Adamo ha escluso i suoi discendenti "per

tutta la durata d'un solo tempo" (I, 155).


22 La situazione del Primo Uomo, prima della caduta, "la culla spirituale nella quale il Creatore pose il

Primo Minore" è raffigurata anche da sette circonferenze concentriche. "Con i sei primi cerchi il

Creatore faceva vedere al primo uomo i sei immensi pensieri che aveva impiegato per la creazione del

suo tempio universale (universo) e particolare (esseri). Il settimo, unito agli altri sei, annunciava

all'uomo l'unione che lo spirito del Creatore faceva con lui per essere la sua forza ed il suo appoggio" (I,

14).
La sfera nella quale il Minore spirituale è condannato a vivere "per tutta la durata

d'un solo tempo" è simboleggiata dai tre cerchi, che il profano conosce, ma di cui ignora

la vera natura e la destinazione. Gli uomini in ogni epoca e sino ai giorni nostri, hanno

studiato con cura il "cerchio sensibile" (la terra), il "cerchio visuale" (il cielo dei pianeti) e

il "cerchio razionale" (cielo delle stelle fisse); ma con questo studio hanno cercato solo di

estendere la loro "conoscenza dello spazio e dei limiti della creazione universale,

generale e particolare" e "a procurarsi con maggior certezza i differenti mezzi per

percorrere tutta la superficie terrestre". Il loro spirito immerso nel le tenebre non

considerò questi cerchi che materialmente e "adatti a soddisfare le loro passioni cupide

di materia" (I, 24). L'iniziato considera questi cerchi "spiritualmente". Egli sa che essi

devono essere il suo soggiorno sino alla fine dei tempi perché sono i "tre differenti cerchi

dove gli spiriti minori compiono le loro operazioni spirituali pure e semplici, secondo

l'ordine immutabile che hanno ricevuto dal Creatore, per giungere alla loro

riconciliazione ed alla loro reintegrazione nel superceleste" (I, 148). Egli identifica il

cerchio sensibile con il "cerchio minore" (soggiorno dell'uomo decaduto), il cerchio

visuale con il "cerchio intelletto" (soggiorno degli Spiriti che introducono nello spirito

del Minore l'intelletto buono o cattivo) e il cerchio razionale con il "cerchio maggiore"

(soggiorno degli Spiriti Settenari). L'iniziato sa anche che in realtà i diversi corpi

planetari ed elementari risiedono negli intervalli di questi tre cerchi che "non sono altro

che una estensione distinta nella quale i minori equi (i Giusti) finiranno di operare la

loro azione temporale invisibile all'uomo corporeo (nascosta ai profani schiavi della

materia). Questa operazione (riconciliazione) comincia nel cerchio sensibile;i minori

passano nel cerchio visuale ove si compie la forza della loro operazione spirituale, che

chiamiamo reazione di operazione (operazione più forte e più prolungata) 23 . . . . (poi

essi) vanno a godere il riposo all'ombra della riconciliazione, nel centro che chiamiamo

razionale . . . . luogo in cui riposano i giusti nell'attesa che il Primo Uomo e la sua

posterità siano reintegrati nel cerchio divino" (I, 25, 89).


23 Questo passaggio, molto oscuro, sembra voler significare che il Minore esce dal cerchio sensibile con la

morte del corpo e passa poi nel cerchio visuale uno spazio di tempo superiore a quello della sua vita

terrena; Pasqually anticipa che "l'estensione di questo secondo cerchio è infinitamente più considerevole

di quella del primo, nel quale i minori hanno finito il corso dell'operazione naturale al loro essere" (I,

25).
L'universo si compone, perciò, dopo la caduta di Adamo, di quattro cerchi: "il corpo

che tu abiti era il tipo del cerchio sensibile, perché gli è immediatamente aderente. Questo

cerchio sensibile è aderente al cerchio visuale; questo lo è al cerchio razionale e il razionale

al super celeste" (I, 148). 24


Il triangolo equilatero completa la serie delle figure mistiche. Il triangolo, in ultima

analisi, non è che la trascrizione grafica del Ternario, poiché "non rappresenta dunque

altra cosa che le tre essenze spiritose che hanno cooperato alla forma generale terrestre";

uno degli angoli rappresenta Io zolfo, un altro il sale e il terzo il mercurio (I, 66). Di

conseguenza, poiché il numero 3 è "il principio di ogni vita corporea" (I, 153), "l'esatta

figura del tempio generale terrestre (è) un triangolo equilatero" (I, 43). Questa figura

triangolare indica perciò, non la forma apparente, ma la natura e la composizione dei corpi

di materia. Pertanto la realtà trascendente si riflette sempre sul mon do materiale e se, per i

nostri occhi di carne, la terra è rotonda, in senso mistico, è pur sempre di forma

triangolare. Così, quando Adamo, per ordine dell'Eterno, suddivise la terra con i suoi figli,

egli non potè fare più di tre parti, "la terra non avendone di più ed essendo la sua forma

perfetta mente triangolare" (I, 69). Adamo ebbe l'Ovest, Caino il Sud, Set il Nord.25


"Come non ci sono che tre cerchi sfeci ci: il sensibile, il visuale e il razionale, così non ci

sono che tre angoli terrestri, come pure la creazione uni versale è divisa in tre parti" (I, 70).

Per lo stesso motivo sulla terra non possono esistere che tre principali nazioni,

rappresentate prima dai discendenti di Caino e di Set e dalla posterità femminile di

Adamo, poi dai tre figli di Noè: Cam, che ebbe il Mezzogiorno, Sem, che ricevette l'Ovest e

Jafet, a cui fu dato il Nord. (I, 70).


24 In un altro passo (I, 152) Pasqually parla di 4 cerchi supercelesti: "Questi quattro cerchi sono pure chiamati

spirituali divini, perché sono aderenti al cerchio della divinità, e non contengono che esseri spirituali

sprovvisti di corpo di materia. Questi spiriti non sono tutti denari, ma ogni essere spirituale abitante di

questi cerchi ha ricevuto, nel l'istante della sua emancipazione, le leggi divine particolari con le quali deve

operare la sua potenza. Così nessun essere abitante d'uno dei cerchi opera le stesse azioni né le stesse

potenze degli abitanti degli altri cerchi" (I, 152/153).


25 La libertà che si prende Pasqually con i termini cosmo grafici si manifesta in un altro passo, con il

particolare senso che egli dà alle parole "latitudine", "longitudine" e "orizzonte". "Lo spazio - dice - che si

trova tra l'estremità del mondo materiale e l'estremità del mondo celeste, forma la longitudine dei limiti

fissati agli spiriti prevaricatori . . . l'Estensione di questi stessi limiti in latitudine è tutta la superficie

orizzontale del mondo materiale, e il mondo celeste è l'avvolgimento del mondo materiale. Devi capire che

la longitudine, che va dall'uno di questi due mondi all'altro, è più grande e più considerevole che sulla

superficie orizzontale del mondo materiale, dato che questo mondo di materia non ha che tre orizzonti

notevoli (sensibili?): nord, sud e ovest, e che il mondo celeste ha quattro regioni senza orizzonte . . . perché

infatti gli orizzonti non appartengono che al mondo materiale, i cui abitanti sono soggetti ad essere

alimentati e nutriti dagli elementi materiali e sono esposti al cambiamento delle stagioni" (I, 172).


Il triangolo è anche la figura dell'uomo decaduto, che "con i tre principi spiritosi che

compongono la sua forma di materia apparente (visibile) e con le tre proporzioni che vi

regnano, è l'esatta figura del tempio generale terrestre" (I, 43).
Ma, come i tre cerchi sferici del mondo materiale sono dominati dal cerchio

superceleste, così il triangolo o figura ternaria, contiene il Quaternario, il che è manifestato

dal triangolo con un punto al centro, simbolo noto ai soli iniziati (I, 66). "Questa figura

designa chiara mente il numero quaternario con le tre basi collegate ed il punto che sta al

centro" (I, 167). Essa indica che "non è che l'unione del principio spirituale o del numero

quaternario con queste tre essenze (zolfo, sale e mercurio) che ha dato loro un legame

intimo ed ha fatto prendere ad esse una sola figura ed una sola forma, che rappresenta

veramente il corpo generale terrestre diviso in tre parti: Ovest, Nord, Est" (I, 66) 26. Il punto

iscritto nel triangolo è la figura del Sinai dove Dio parlò a Mosè dettandogli le leggi.

"Questa montagna spirituale, che porta il numero denario occupa il centro del ricettacolo

genera le (universo) e poiché la terra ha una forma triangolare, questa montagna deve

stare alla terra come il punto o il centro sta a un triangolo" (I, 143). Il che fa conoscere che

"questa terra racchiude in se stessa un essere vivente emanato dal Creatore e simile a

quello racchiuso nella forma apparente di tutti i Minori" (I, 143/149).


Il triangolo col punto venne rappresentato sulla cima del monte Moria, dove Giacobbe

segnò "con tre pietre triangolari" il luogo dove ebbe la visione. "Il luogo . . . raffigurava la

forma corporea della terra. Egli restò al centro del triangolo per indicare che il Creatore

aveva posto l'Uomo-Dio al centro della terra e, così, al centro dell'universo, per comandare

e governare tutti gli esseri emanati e creati" (I, 121).
La Simbologia, la Tipologia, l'Aritmosofia e la Geometria mistica, come abbiamo

appreso leggendo il presente capitolo, non sono che delle varianti eseguite sui principali

temi esposti nel capitolo precedente. Ma questi temi riproducono un fondamentale motivo

che è la preoccupazione di istituire la sublime origine dell'uomo, l'eminente dignità del

Minore, la grandezza della sua parte passata e futura. Verso questo punto centrale

convergono le dottrine cosmologiche e pneumatologiche e tutto l'apparato delle prove

estratte dai più insoliti modi di dimostrazione.
Il Primo Uomo, Adamo o Roux, o Réau, Minore Spirituale "emanato ed emancipato"

per virtù del Quaternario (I, 35, 42, 65, 116) era "Uomo-Dio della terra universale" (I, 8), un

"Dio emanato" e "il vero emulo (discepolo) del Creatore" (I, 7, 13). Superiore in potenza ai

primi Spiriti emanati, cioè a coloro assai più vicini alla Divinità, egli comandava a tutti gli

Esseri che operano nei mondi spirituali e nei mondi materiali (I, 7).
26 Pasqually dimentica a questo punto che, generalmente, egli attribuisce la parte di catalizzatore all'asse

fuoco centrale.


Con la caduta ha perduto questa situazione privilegiata; tuttavia alcuni suoi

discendenti potranno riacquistarla: "L'uomo non striscerà sempre sulla terra, ma un giorno

sarà rivestito della primitiva potenza e allora camminerà diritto contro coloro che lo hanno

fatto degenerare" (I, 132). Con la "reintegrazione", cioè col ritorno al vecchio stato di cose,

"la posterità minore spirituale di Adamo" sarà reintegrata nel cerchio quaternario "primo

centro che il Minore ha abitato sin dalla sua emancipazione divina" e dal quale la colpa di

Adamo ha escluso i suoi discendenti per "la durata di un tempo" (durata del mondo

materiale) (I, 155).


Ma la tesi del Trattato della Reintegrazione sul destino umano presenta lacune o, per lo

meno, punti oscuri. Se egli segna con vigore il punto di partenza e molto chiaramente il




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