R. T. E. (Un Sogno Riformista)



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E g i d i o P e r n a
“ … e io pago! ”

Nonna Economia, Zia Giustizia,

il Tesoro di Re Salomone e la Riforma dell’A.R.T.E.

(Un Sogno Riformista)

Personaggi ed Interpreti: Sistema Umano, Sistema Economico, Valori, Italia, Repubblica, Democratica, Lavoro, Valore Economico, Problemi, Politica, Sindacato, Politica Topografica, Politica Economica, Economia, Quoziente Economico, Scala Economica, Crisi Economica, Transazione Economica, Ricco, Povero, Contribuenti, Re Comandante, Re Politico, Re Economico, Onorevoli, P.I.L., Debito Pubblico, Borsa, Tassa, Tributo …

L’autore di queste pagine non è un “Economista”, né un “Politico”…
E’ un medico che vorrebbe migliorare la “salute economica”

della comunità italiana ...


Le considerazioni che seguono sono esclusivamente di natura

filosofica e pratica …


Lasciamo agli “Economisti”, ai “Politici” e ai lettori

osservazioni tecniche ed eventuali contraddittori …

Finalmente c’è stato

un risparmio per gli italiani …

Siamo passati

da Tre Monti … ad Un Monti

Queste pagine,

sono dedicate:


agli “Economisti” e ai “Furbi”

che, con i loro trucchi,

hanno incasinato il mondo …

… e a coloro che credono che …

i “Sogni” si possono

ancora avverare …

Vorrei che queste pagine fossero lette

da tutti gli italiani che hanno

la facoltà di intendere, di volere e di … decidere ...

Una sera di qualche anno fa, mentre stavo guardando una trasmissione televisiva, di politica e di economia, in un intervallo pubblicitario, presi in braccio mio figlio, che si era quasi addormentato sul divano, vicino a me, e lo accompagnai a dormire. Avevamo visto insieme il telegiornale, e una parte di quella trasmissione. L’argomento che imperversava in quel periodo era la “Crisi Economica” mondiale. Mio figlio, che allora aveva otto, nove anni, era rimasto impressionato dall’enfasi che c’era stata sulla crisi economica mondiale e sulla mancanza di soldi. Nel prenderlo in braccio, per portarlo nella sua stanza, lui si era un po’ svegliato. Lo misi a letto, gli rimboccai le coperte, e gli diedi la buona notte. Prima di andarmene, lui mi chiese: <


>. La domanda mi stupì. La prima cosa che mi venne di dire fu: <>. <
>, mi chiese mio figlio. <
>, risposi, incerto. <>, incalzò il piccolo. <>, risposi.

<>, disse mio figlio, e si tuffò nel cuscino e sotto le coperte.<>, aggiunsi, baciandolo sulla fronte.

Spensi la luce e socchiusi la porta della sua camera. Mentre ritornavo sul divano a seguire l’ultima parte della trasmissione, pensai a quella strana e semplice soluzione che aveva dato mio figlio, a modo suo, alla crisi economica mondiale. I bambini sono semplici, schietti ed ingenui.

In pratica, lui aveva proposto una soluzione alla cosiddetta “Crisi Economica” e aveva coniato, senza saperlo, un temine nuovo, e cioè la “Trasfusione Economica”. Come, ad esempio, quando ad un uomo che ha perso molto sangue, per non farlo morire, si effettua una trasfusione di sangue, donato e conservato da altri uomini, i cosiddetti “donatori”, in attesa che il suo organismo riprenda a fabbricare nuovo sangue e a ripristinare l’equilibrio.

Poi ripensai alla cosa. Perché non è possibile stampare soldi nuovi e freschi e darli a chi non ne ha? Perché non è possibile fare le trasfusioni economiche? Boh? Non essendo un economista, non seppi darmi una risposta. Intanto, i vari leader politici, i giornalisti e gli economisti, ospiti della trasmissione, continuarono ad azzuffarsi sulle questioni di politica e di economia. Ogni schieramento dava la colpa all’altro della crisi, e tutti davano la colpa alla “congiuntura internazionale negativa”. Mah!? Finita la trasmissione, andai a dormire con quella domanda che mi frullava nella testa. Così come è possibile fare una trasfusione di sangue, perché non è possibile fare una “trasfusione di soldi”, cioè una “Trasfusione Economica”? Forse perché mancano i donatori? Fu la prima risposta che mi venne in mente. Oppure perché, forse, il “Sistema Umano” è diverso dal “Sistema Economico” …Mi addormentai con quelle strane idee che mi affollavano la mente. Dopo tutto, a me che cosa me ne fregava della situazione politica ed economica dell’Italia e del mondo? Quella che seguì fu una notte un po’ tormentata. Forse colpa dell’abbondante cena che avevo consumato, oppure, forse, per la domanda che mi aveva fatto mio figlio, a cui non avevo saputo dare una risposta. Mi giravo e rigiravo nel letto senza riuscire a prendere sonno. Poi, finalmente, non so dopo quanto tempo, mi addormentai …


… All’improvviso mi ritrovai in un teatro. Ero seduto in prima fila, in una di quelle centrali, a guardare e ad ascoltare un signore che era sul palco. Lui era alto, austero, fiero, sicuro di se, indossava un abito regale con in testa una corona. Parlava con voce ferma, chiara, sicura e precisa. Era, indubbiamente, un Re. Assomigliava molto alla figura biblica del Re Salomone che avevo visto in un film. Le poltrone di fianco alla mia erano vuote. Così, mi girai indietro a vedere se nel teatro c’erano altri spettatori presenti. In un primo momento non vidi nessuno. Ero solo. La sala era vuota. Mi spaventai un po’ di quella situazione, ma, poi pensai subito: <>. Mi calmai, mentre il Re si stava preparando per iniziare a parlare. All’improvviso, il teatro si riempì fino a diventare stracolmo. La gente entrava a fiumi, e continuava ad entrare fino a che le mura del teatro, diventate insufficienti a contenere tutti, svanirono nel nulla, come per incanto. Non eravamo più in un luogo chiuso, ma all’aperto, sotto un cielo azzurro e splendente. Eravamo centinaia di migliaia, forse milioni di persone ad ascoltare quell’uomo vestito da Re che iniziò il suo discorso:

<< … “Nonna Economia” è molto malata. E’ stata ferita e sta per morire. L’unica che la può salvare è “Zia Giustizia”, ma, purtroppo, ahimè, ella non è libera, non può agire … è prigioniera, è stata rinchiusa nelle segrete del castello del “Tiranno” … Dobbiamo liberarla e darle la possibilità di curare e salvare “Nonna Economia” … Se non si interviene presto, saranno guai per tutti noi. Sarà la fine …>>

<>, pensai.

Il Re, quasi come se avesse ascoltato le mie domande, o letto il mio pensiero continuò … <<… Il Tiranno è il “Valore Economico”… E’ lui il principale responsabile della nostra situazione … E’ lui che comanda. E’ quello che fa e che disfa, che decide le nostre vite e il nostro futuro … Volete sapere perché l’Italia si è ridotta così …?

Quest’anno ricorre il 150° dell’unità d’Italia e noi non ci siamo fatti mancare niente! Infatti, in questo secolo e mezzo, più o meno, abbiamo avuto: La Monarchia, Il Fascismo, La Democrazia Cristiana, Il Socialismo, Il Comunismo, I Sindacati, Berlusconi, La Lega, Gli Autonomisti … Se poi a questo aggiungiamo … Le Guerre, I Terremoti, Le Alluvioni, Le Stragi, Il Terrorismo, La Mafia, La Camorra, La Ndrangheta, La Sacra Corona Unita, e la P1, la P2, la P4 … allora siamo a posto, non manca proprio niente ... Ditemi voi quale popolo al mondo ha avuto questa varietà di “Fenomeni”? Penso nessuno. Quindi, possiamo anche dire che, come popolo, le abbiamo passate tutte, e, se siamo riusciti a superarle, vuol dire che, tutto sommato, siamo un “Grande Popolo”, e che non siamo poi ridotti così male … Quindi la speranza c’è ... >>.

<<Ma, ma facciamo di tutta l’erba un solo fascio?>>, gridò un uomo dalle prime file.

<<… No! Assolutamente, ci mancherebbe!>>, rispose il re, e poi continuò <<… Senza entrare nello specifico, possiamo dire che, tutti questi “Fenomeni”, chi più chi meno, nel bene e nel male, hanno contribuito alla realizzazione di quello che siamo, di quella che è l’Italia. Nonostante essi siano stati molto diversi tra loro, e ciascuno abbia lasciato testimonianze, tossine ed impronte del suo passaggio, tutti hanno avuto in comune una sola “grande cosa”, un “Valore” che li ha legati, una specie di filo conduttore … >>

<< Quale?>>, si sentì chiedere il re.

E lui rispose: <Il Valore Economico! Per poter spiegare meglio questo concetto ne dobbiamo introdurre altri due: Il “Sistema Umano” e il “Sistema Economico”... >>



<>, chiese un altro spettatore, interrompendo il sovrano …

<<… Caspita, questo sta dicendo quello che stavo pensando io, prima di addormentarmi … >>, pensai tra me e me.

Il Re continuò a parlare e cominciò a spiegare quali erano le differenze tra i due sistemi … << … Dunque … , l’organismo umano è un “Sistema” di flusso in equilibrio dinamico. Cambia continuamente, si adatta alle diverse circostanze, agli attacchi interni ed esterni, per mantenere la propria individualità ed il proprio equilibrio. Il “Sistema Umano” è un “Sistema Aperto” che si nutre, cresce, si protegge e si riproduce. Una parte di questo sistema, fin dalla nascita, e per tutta la durata della vita, un po’ alla volta, si consuma, muore e viene eliminata. Questa parte a mano a mano, viene sostituita da una parte nuova che subentra a quella vecchia, ne prende il posto e ne svolge le funzioni, cercando di ristabilire l’equilibrio. Pensiamo ad esempio alle cellule del sangue, a quelle della pelle, o di altri organi ed apparati. Un’altra parte del “Sistema Umano”, invece, non si riproduce, non viene più sostituita. Comincia a morire, già dalla nascita, e lo fa, pian piano, fino alla morte. Pensiamo alle cellule nervose, ad esempio. Quindi, il “Sistema Umano”, costituito da una parte che si rigenera ed una parte no, globalmente, nel suo insieme, può essere considerato un “Sistema Aperto” in quanto ci sono continuamente nuovi ingressi e nuove fuoriuscite. Possiamo immaginiamo un cerchio aperto in più punti, dai quali fuoriescono i materiali vecchi da eliminare, ed entrano, o vengono prodotti, quelli nuovi che vanno a sostituire i vecchi. Questo tipo di organizzazione cerca di mantenere una sua omeostasi, un suo equilibrio. Il “Sistema Economico”, invece, è un po’ diverso. Così come è stato concepito, allevato e sostenuto, lo possiamo immaginare come un “Sistema Chiuso”, una specie di cerchio nel quale non entra e non esce niente. E’, come dire, una prigione, quasi impermeabile. Nulla si crea, nulla si distrugge, nulla si sottrae, nulla si aggiunge. All’interno del “Sistema Economico” si possono effettuare solo scambi tra le parti. Quindi, considerata la natura di questo “Sistema”, non vi è la possibilità di effettuare trasfusioni …>>. E, quando disse questa frase, il Re si girò verso di me, e mi guardò. Ebbi una specie di scossa e rimasi impressionato dal suo sguardo, e dalla risposta che aveva dato alla domanda che mi aveva fatto mio figlio, alla quale io non avevo saputo rispondere. Poi, rivoltandosi verso la platea, continuò a parlare: <<… Ma quali sono queste parti? Quali sono le parti che costituiscono il “Sistema Economico” attuale, che vive e vegeta nel paese ..? Fondamentalmente sono due: una “Bianca” splendente, che è alla luce del sole; un’altra “Nera”, buia, nascosta. Immaginate un cerchio fatto da una metà bianca ed una metà nera. E, anche se tra le due parti vi sono continui scambi, continui passaggi nei due sensi, esse restano separate … >>



<>, pensai tra me e me, mentre la cosa si faceva interessante.

Quindi il Re riattaccò a parlare … < “Valori”..? La nostra società e la “cultura” che la governa sono cambiate in maniera significativa negli ultimi decenni. Allo stesso modo si sono modificati i “Valori” principali che avevano contribuito a costruirla, a farla crescere e a renderla salda. Innanzitutto bisogna dire che il Valore supremo è la “Vita”. Senza di essa nessun discorso è valido.

A parte la “Vita”, oggi, il principale “Valore”, che regola la nostra società, la cosiddetta “Società Globale”, cioè il Tiranno, è il “Valore Economico”. Tutti gli altri “Valori” sono secondari e strettamente dipendenti dal principale, nel bene e nel male …

Ma vediamo prima qual è il significato della parola “Valore”.

Sul vocabolario della lingua italiana a tale vocabolo corrispondono una serie di definizioni che spaziano nei vari campi della vita. lcune di queste ci interessano molto da vicino. Ad esempio troviamo:

1. Misura delle doti morali e intellettuali, o della capacità specifica nell’ambito professionale; Coraggio, ardimento, con una particolare sfumatura eroica; Nobiltà d’animo, come sinonimo di virtù;

2. Nell’ambito economico la definizione è più tecnica: La quantità di moneta pagabile o ottenibile per un bene; La stima soggettiva attribuita al bene stesso sia considerandolo isolatamente che in rapporto ad altri beni.

3. Fuori dall’ambito economico troviamo: Pregio riconosciuto in base a considerazioni di carattere oggettivo, oppure in base ad un giudizio soggettivo, quindi importanza; Efficacia, validità; Significato.

4. In matematica è una variabile numerica.

5. In fisica equivale ad una grandezza.

6. In musica è la durata delle note e delle pause.

7. Nella terminologia della critica d’arte i “Valori” sono i caratteri costitutivi di uno stile.

8. Nel linguaggio filosofico il termine “Valore” è contrapposto al termine “Fatto”. La distinzione tra le due parole è sostanziale. Il “Fatto” è indifferente, mentre il “Valore” importa, eccome, ed è determinante per lo spirito umano. In altri termini, il fatto è l’essere, il valore è il dover essere. L’importanza del “Valore” oscilla fra la sfera oggettiva e quella soggettiva e pratica. Per quanto riguarda la prima, esso si forma come principio assoluto e universale, specialmente nel campo morale. Nella soggettiva e pratica esso viene concepito non come arbitrio, ma come impegno assoluto, che è insieme affermazione di esistenza, nell’accettazione attiva delle norme che regolano il vivere civile, e non contro l’accettazione passiva delle stesse …

Ora analizziamo una frase nella quale sono contenuti una serie di valori sui quali si fonda la nostra società, e cioè analizziamo l’articolo 1° della Costituzione Italiana … >>.

Ma che sta dicendo “Re Salomone” … sta parlando dell’Italia, della mia patria, della nostra patria>>, pensai ad alta voce.

Ed il Re, dal suo pulpito, continuò: <<… “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro” … In questa frase sono contenuti quattro “Valori” fondamentali del nostro vivere comune e civile, che a loro volta racchiudono altri “Valori” importanti e significativi per l’uomo. 1. Italia. 2. Repubblica. 3. Democratica. 4. Lavoro.

Cercheremo di analizzarli tutti e quattro, brevemente.

1. Italia. Dal dopoguerra in poi, fino a qualche anno fa, il “Valore Italia” era certo e assoluto per tutti gli abitanti della penisola italica. Non era in discussione. Da qualche anno a questa parte, invece esso è diventato incerto. Viene messo in discussione quotidianamente da una parte dell’Italia stessa. Si parla di federalismo, di secessione, e così via.

Perché ..? Perché questo “valore” (patria, appartenenza, territorio, ecc …), diventato secondario, è strettamente in relazione col valore principale, cioè dipende dal “Valore Economico”.



2. Repubblica. E’ un termine che deriva dal latino (Res-Publica) e sta a significare: “Cosa Pubblica”. Quindi, l’Italia è una “Cosa Pubblica”. In realtà, col passare degli anni, e soprattutto per una deficienza del valore principale, il “Valore Economico”, appunto, l’Italia, e con essa il suo patrimonio, è stata un po’ alla volta svenduta, “regalata” ai privati. Hanno cominciato con l’energia, con i trasporti, con le poste e le telecomunicazioni, con gli ospedali, con i monumenti, e così via … Quindi l’Italia non è più una “Cosa Pubblica”, ma è diventata, e sta diventando sempre più una “Cosa Privata”.

Perché ..? Perché questo “Valore” (bene comune, amministrazione della cosa pubblica, ecc …), diventato secondario, è strettamente in relazione col valore principale, cioè dipende dal “Valore Economico”.



3. Democratica. Questo è un termine che deriva dal greco e sta a significare “governo del popolo”, cioè, la maggioranza del popolo sceglie liberamente i suoi rappresentanti, attraverso “libere elezioni”. Agli eletti si dà il compito provvisorio e temporaneo, di governare il paese. Anche questo “Valore” ha perso nel tempo il suo significato originale perché, in realtà, l’Italia, da un po’ di anni a questa parte, è governata da alcune minoranze non scelte liberamente dal popolo, ma nominate da alcuni uomini potenti. Inoltre, questi “Nominati”, una volta saliti al potere non vogliono più andare via, e si auto-riproducono. Perché ..? Perché questo “Valore”, (libere elezioni, governo del popolo, ecc …), diventato

secondario, è strettamente in relazione col valore principale, cioè dipende dal “Valore Economico”.



4. Lavoro. Infine, l’ultimo, ma non meno importante dei quattro “Valori” della frase, cioè il “Lavoro”. In realtà il “Valore Lavoro” è, probabilmente, quello più importante per un individuo. E’ quello che dà, ad un uomo, o ad una donna, la consapevolezza di non essere inutile, di non essere un parassita per la società, ma di appartenere, di avere una funzione sociale, di avere uno scopo nella vita, di essere utile a se stesso, alla sua famiglia, al suo paese. E’ quello che dà la dignità, la libertà, il diritto, il dovere, la gioia di vivere. Ma, purtroppo, nel nostro paese (e non solo), anche questo “Valore”, oggi, è diventato sempre più difficile da trovare e da garantire. E’ diventato un lusso per pochi.

Perché ..? Perché questo “Valore”, diventato secondario, è strettamente in relazione col valore principale, cioè dipende dal “Valore Economico” …

… Quindi, il primo articolo della Costituzione Italiana è stato confutato. E’ stato messo in discussione, totalmente, in tutti i suoi punti. Oggi potremo cambiarlo riscrivendolo, ad esempio, così:

“La Penisola Italica è un’insieme di cose e di persone governata dal “Valore Economico”, dove, trovare lavoro è un “affare” per pochi eletti” … >>.

Il Re smise di parlare, prese la bottiglia e il bicchiere che aveva accanto a se e si versò un po’ d’acqua. Sorseggiò e poi continuò …

<“Politica”? … La Politica è il motore della società … Serve per organizzarla e controllarla. Senza la “Politica” la società si ferma. Perché un individuo sceglie nel corso della sua vita di appartenere ad uno schieramento politico piuttosto che ad un altro? Perché un individuo sceglie di iscriversi ad un partito o ad un movimento, piuttosto che ad un altro? … Per una questione di “Valori”. Questi possono essere di varia origine nella formazione della personalità e della coscienza di un individuo adulto. Possono essere di tipo sociale, familiare, culturale, amicale, ecc ... Ma, il più delle volte, anche qui, tutti i “Valori” che caratterizzano la scelta e l’appartenenza ad uno schieramento politico, piuttosto che ad un altro, sono secondari e dipendenti dal valore principale, cioè dal “Valore Economico”. Comunque, pur continuando a vivere alcune sostanziali differenze nell’affrontare i vari problemi, con soluzioni diverse, a seconda dello schieramento politico, molti di quei “Valori” sono diventati trasversali e condivisi da più parti. Pertanto, oggi, è vecchio, obsoleto, continuare ancora a parlare di “Politica Topografica”, cioè dividere la politica, e la società, in persone che sono di centro, di destra, di sinistra, o di centrodestra o di centrosinistra. Inoltre, ai classici schieramenti che governano la politica italiana bisognerebbe aggiungere quello, sempre più numeroso, dei “Laterali”, cioè di coloro che stanno ai lati, di coloro che stanno a guardare. I “Laterali” sono i disaffezionati, i delusi, gli indifferenti, quelli a cui la politica non interessa più. Questa categoria, a mano a mano, col passare del tempo, aumenta sempre di più. I “Laterali” hanno scelto di non andare più a votare, lasciando un vuoto sempre più grande che viene occupato, ovviamente, dalla vecchia “Politica Topografica” che si accresce e si autoalimenta. Oggi è venuto il momento di dire basta! Basta con questa distinzione. Essa è, a dir poco, fuori dal tempo, appartiene al passato. Si tratta di una terminologia vecchia, superata, che, non trovando più riscontro nella drammatica e dinamica realtà economica e sociale del nostro paese, non è più accettabile. Oggi, ciò che accomuna un po’ tutti, a parte alcuni “Valori”, sono i “Problemi”, soprattutto quelli economici che riguardano indifferentemente coloro che si definiscono di destra o di sinistra, o di centro, oppure laterali … >>

Il Re continuava, sembrava un fiume in piena: <<… Una società moderna può non interessarsi alla politica? … No! Non può! La politica, che vi piaccia o no, è la regolatrice di tutte le scelte e di tutti i meccanismi del vivere civile e comune. E, quindi, bisogna per forza di cose, occuparsene. E se non lo fate voi, lo fanno loro, gli altri … Una volta, tanto tempo fa, lo facevamo noi Re. Il Re governava ed amministrava il suo popolo nel nome e per il bene di Dio e del Popolo stesso. E quando il Re non era giusto, non amministrava bene, il popolo si ribellava e lo cacciava. Oggi nella vostra patria non c’è più un Re giusto che pensa e governa nel nome di Dio e per il bene dei suoi sudditi. Ci sono più “Re” che comandano. Forse, in totale i “Re Comandanti” saranno una ventina, suddivisi tra “Re Politici” e “Re Economici” (Grandi Gruppi di potere Imprenditoriali). A volte c’è qualche “Re” che è “Giano Bifronte” (cioè sia politico sia imprenditore), quindi con un doppio potere. Questi Re nominano gli “Onorevoli” che diventano privilegiati e siedono in Parlamento dove servono e accontentano di volta in volta i loro “Re”, quelli che li hanno nominati “Onorevoli”. Questa è la vostra politica … Ed oggi questi “Onorevoli”, purtroppo, servono, si dividono e siedono in Parlamento ancora secondo un criterio topografico (destra, sinistra, centro, centrodestra, centrosinistra) ... Ma per voi, per voi cittadini comuni, per voi “Contribuenti”, l’appartenenza ad uno di questi gruppi non è più accettabile. Oggi, se proprio una distinzione della politica ci deve essere, potremmo dire che, il criterio da utilizzare per dividere la vostra, la nostra società, e quindi la politica, non dovrebbe essere più di tipo “Topografico”, ma di tipo “Economico”. In altri termini, non ci sono persone che stanno al centro, a destra, a sinistra o ai lati, ma ci sono persone che stanno “su” e persone che stanno “giù”, proprio come se fossero su una scala. Ed il posto che occupano sulla “Scala Economica”, viene loro assegnato in base al “Quoziente Economico” …

Che cos’è il “Quoziente Economico”? E’ il rapporto tra quello che una persona è capace di guadagnare e quello che una persona è capace di spendere. Sui gradini più alti della “Scala Economica” si trastullano i ricchi; sui gradini bassi si affannano i poveri. Ovviamente, tra questi due estremi vi sono tutti i vari gradini intermedi … >>

<>, osservai.

<<… Certo, soltanto che, negli ultimi decenni, però, c’è stato un cambiamento …>>, disse il Re

<<… E cioè? Che cosa è successo negli ultimi decenni ..?>>, domandai

<<… Negli ultimi decenni la Vecchia Politica “Topografica” (quella di destra, di centro e di sinistra, più o meno, con uguali responsabilità), con la grande complicità e responsabilità del “Sindacato” ha badato, soprattutto, a realizzare una operazione deplorevole. Cioè, non ha fatto altro che buttare sempre più giù, quelli che già stavano in basso, e portare sempre più su quelli che stavano in alto, e tutto questo è stato fatto nel nome e per conto della “Crisi Economica”. La scala si è allungata, sono aumentati i gradini, ed è più difficile riuscire a scalarli … >>

La gente era affascinata e rapita dal Re e dai suoi discorsi. Seguiva le sue parole e le sue gestualità a bocca aperta … Ed il Re continuò



<< … Abbiamo introdotto i termini di “Ricco” e “Povero”. Ora proviamo a vedere qual è la diversità tra un ricco ed un povero. La differenza più importante, potremo dire, l’unica e sostanziale, tra un ricco ed un povero sta nel “Quoziente Economico”, cioè nella capacità di spesa. In altre parole, il ricco ha la possibilità di comprare (e di fare) cose che il povero non può permettersi, anzi a volte non può nemmeno sognare. Ad esempio: Il “ricco” ha la possibilità di avere un “parco macchine”, magari curato da personale addetto, cioè avere in un garage una serie di automobili, più o meno di lusso, e di scegliere di volta in volta, a seconda delle necessità o del capriccio, con quale di esse andare in giro ...

Il “ricco” possiede aerei, elicotteri, megayacht privati; può girare il mondo e alloggiare nei migliori alberghi; può gustare i cibi più vari e raffinati nei migliori ristoranti, può comprare le migliori griffe della moda. Il figlio del “ricco” studia nelle scuole private, nelle università più prestigiose del mondo, frequenta i master più importanti … e poi diventa un professionista o un imprenditore di successo. Il “ricco”, se per caso dovesse ammalarsi, va nelle migliori cliniche private del mondo e viene curato dai migliori medici del pianeta …

Il “povero”, invece tutt’al più, ha la “macchina nel parco”, o giù in strada, perché non si può permettere di pagare nemmeno il garage … Spesso si tratta di un’auto usata, di seconda o terza mano, malridotta, difficile da mantenere tra benzina, manutenzione, tasse e gabelle varie ... Il “povero” spesso va a piedi perché non ha nemmeno i soldi per pagare il biglietto dei mezzi pubblici … Come mezzo per andare in vacanza, quando ci va in vacanza, usa gli infradito … Alloggia nei parchi, nelle stazioni, nei “BB” o negli alberghi a due stelle … Mangia un panino o una pizza … Va al mercato, o alle bancarelle dei cinesi, per vestirsi ... Il figlio del “povero” frequenta la scuola pubblica (ancora per poco), oppure non va affatto a scuola, perché viene sfruttato nel mercato del lavoro minorile e del lavoro nero … Studia nell’università pubblica (ancora per poco), e dopo il titolo di studio diventa, il più delle volte, un disoccupato istruito ... Il povero, se si ammala, ha a disposizione gli ospedali pubblici (ancora per poco) ... >>

Il Re si fermò, lasciando agli spettatori il tempo di riflettere sulle sue parole. La semplificazione che aveva fatto, con relativa divisione tra ricchi e poveri, suscitò nel pubblico, ed in me, una esclamazione di disapprovazione.



<>, obiettai. Ma poi, a riflettere bene sulle parole del Re, pian piano un po’ tutti gli spettatori si resero conto che egli aveva ragione.

Così, il Re, dopo che la platea si fu calmata, riprese a parlare: <<… Ora tocchiamo un'altra parola: “Economia” … Abbiamo introdotto i concetti di “ricco e povero”, che sono alla base dell’Economia, e che fanno, purtroppo, la differenza tra gli individui. Ecco, se si esclude la capacità di spesa, non ci sono sostanziali differenze tra il ricco ed il povero. Lo scopo di questa riflessione, però, non è quello di criticare, inficiare, o mettere in discussione la ricchezza di un individuo. Assolutamente no! Ma, una riflessione, seria, che è alla base di questo ragionamento, bisogna farla, è d’obbligo … Questa è la nostra e la vostra unica speranza: Fino a quando una “Ricchezza” (quindi un quoziente economico e, di conseguenza, una capacità di spesa) è accumulata o prodotta in maniera normale, cioè perché ad esempio quell’individuo ha delle capacità eccezionali, dei meriti particolari, oppure egli è uno fuori dal comune, allora, ben venga. Nulla da eccepire. Fino a quando una “Ricchezza” è ereditata oppure è “vinta” per un clamoroso colpo di fortuna, ben venga. Nulla da eccepire. Ma, quando una ricchezza è il risultato di un imbroglio, di una truffa, di un raggiro, di pratiche illegali, di evasione o elusione fiscale, o di affari malavitosi, allora no. Non ci stiamo. Non è più possibile che una società moderna e globale consenta una roba del genere, senza lottare, senza impedirlo. Il Sistema non si regge più. E’ al collasso. E quindi bisogna intervenire … Perché esistono ricchezze che si fondano e si accrescono sugli imbrogli, sulle illegalità e su azioni malavitose? Com’è possibile che l’Economia non controlli quello che è alla sua base, cioè le ricchezze? Com’è fatta questa “Economia”? Come è fatto il famoso “Sistema Economico”..? Intanto, come dicevamo prima, all’inizio, possiamo ipotizzare, anche se non è proprio così, che il “Sistema Economico”, a differenza del “Sistema Umano” sia un sistema chiuso. Ricordiamo la torta divisa in due parti più o meno uguali. Abbiamo una parte “Bianca” ed la parte “Nera”. La parte Bianca è l’”Economia Pulita”, quella controllata, quella di cui si conosce l’origine, il percorso e la fine. La parte Nera è l’”Economia Sporca”, incontrollata, quella che non si sa né da dove viene, né dove va a finire … … Ecco questa parte dell’economia è il famoso: “Tesoro di Re Salomone”… Cercatelo … Trovatelo … Fatelo venire alla luce e avrete risolto il problema …>>



<<… Ma che sta dicendo questo “Re Salomone” … sta parlando di un tesoro, del suo tesoro … Non ci sto capendo niente … >>, pensai.

Ed il Re continuò <<… Ovviamente, se tutta l’economia fosse controllata, le differenze sostanziali tra i ricchi ed i poveri diminuirebbero, o comunque i poveri farebbero meno fatica ad andare avanti. Non solo, ma l’Economia Bianca sarebbe sufficiente a garantire tutta la società. La scala economica e sociale si accorcerebbe con un vantaggio rilevante e significativo per tutti.

Ma, purtroppo gli strumenti per trovare “Il Tesoro di Re Salomone”, e controllarlo, così come i meccanismi per ridurre, o azzerare, l’Economia Nera, messi in campo dalla “Politica Topografica”, (o dalla “Politica Tecnica”) non sono stati sufficienti a garantire ciò. Hanno fallito. Oppure hanno voluto fallire, anche perché le due cose spesso si sono intrecciate. I controllori che controllano loro stessi.Ogni tanto ci sono dei passaggi e degli scambi tra una parte all’altra dell’economia, cioè dalla Nera alla Bianca e viceversa, ma si tratta di scambi bi-direzionali, e quindi inutili, che non servono a schiarire la parte buia della torta, e sono insufficienti a garantire tutti, i ricchi e i poveri. Perché? Per volontà, per inefficienza, o per incapacità? Chi lo sa! Quello che è certo è che il buco della parte Nera dell’Economia è enorme e non consente alla parte Bianca di essere sufficiente per tutti, e modificare i “Valori”, riportandoli al loro significato originale. Ma qual è la parte Bianca, e qual è la parte Nera? Cosa c’è da una parte o dall’altra della torta? Adesso lo vediamo …>>, disse il Re.

Fece un’altra pausa, bevve un altro sorso d’acqua, e riprese a parlare <<… e per vederlo dobbiamo accennare brevemente alla “Crisi Economica” … Ormai sono diversi anni che i “Re Comandanti”, gli “Economisti” e i “Politici Esperti” nazionali ed internazionali ci dicono che siamo in crisi. Qualcuno fa risalire l’inizio della “Crisi Economica Mondiale” al fatidico 11 settembre del 2001, il giorno dell’attacco alle torri gemelle.

Da allora un crescendo di problemi economici per una serie infinita di paesi. Però, gli stessi commentatori dicono anche che ci sono alcuni paesi che non sono stati colpiti da questa crisi ma che sono cresciuti, ed hanno visto aumentare il loro P.I.L. (Prodotto Interno Lordo). Tra i paesi in crisi, ovviamente c’è il nostro, l’Italia. Sentiamo dire da più parti che l’Italia è cresciuta meno degli altri, o che non è cresciuta affatto, che ha uno dei PIL più bassi tra i paesi industrializzati, e che ha uno dei “Debiti Pubblici” più grandi del mondo. Ma, che cos’è questo P.I.L.? Che cos’è il “Debito Pubblico”? Anche questi sono due “Valori”: Il PIL: La definizione che troviamo è difficile da comprendere per chi, come noi, non è un esperto di economia: “Il Prodotto Interno Lordo è una grandezza aggregata, macroeconomica, che esprime il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un paese in un certo intervallo di tempo (solitamente un anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette). In questa grandezza non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi” …>>

<>, pensai.

Ed il Re, come se avesse captato il mio pensiero <<… Infatti, per noi, ignoranti, non si capisce quasi niente ... Per semplificare, secondo noi è il PIL è “la capacità che ha una paese, cioè una economia, di produrre ricchezza”. Quindi, dovrebbe essere la capacità di un paese di accorciare la famosa “Scala Economica” di cui dicevamo prima, cioè quella dove stanno i ricchi e i poveri.

Il Debito Pubblico: “E’ il debito dello “Stato” nei confronti di individui, imprese o banche, che hanno sottoscritto obbligazioni (quali BOT e CCT) destinate a coprire il fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l'eventuale deficit pubblico”. Il rapporto tra il debito pubblico ed il PIL costituisce un importante indice della solidità finanziaria ed economica di uno Stato. I BOT e i CCT sono dei titoli acquistati dai risparmiatori, dalle famiglie italiane e dagli investitori, più o meno stranieri, che con questo sistema “prestano” i soldi allo stato Italiano. Quindi per semplificare il totale dei BOT e dei CCT rappresenta il “Debito Pubblico” dello stato Italiano. In altre parole: le famiglie italiane risparmiano. Poi, prestano i loro risparmi allo stato, cioè a loro stesse. Lo stato utilizza i soldi per mandare avanti lo stato, cioè le famiglie italiane. Ovviamente lo stato restituisce con gli interessi i compratori dei BOT e dei CCT. Ricordiamo che lo “Stato” siamo noi, e che, quindi, la maggior parte del debito lo abbiamo contro noi stessi. Siamo debitori e creditori contemporaneamente.

<<… Che casino … >>, pensai confuso, ed il Re:

<<… Quindi, riepilogando … negli ultimi anni … il PIL è diminuito e il “Debito Pubblico” è aumentato. Cioè il massimo della fregatura che potevamo ottenere. Nonostante ciò, ci avevano detto che l’Italia era riuscita a superare meglio degli altri paesi la crisi economica mondiale grazie alle “strategie” del governo e alle “capacità” del ministro dell’economia. Ringraziamo il “Ministro” dell’Economia e il “Governo” per le misure che hanno messo in campo e che hanno consentito di superare alla meglio la crisi economica e di mantenere la pace sociale (?!). Però, secondo noi, i conti non tornano. Probabilmente, a nostro parere, la spiegazione del fatto che l’Italia sia riuscita a sopravvivere, fino ad ora, allo “tsunami economico” sta soprattutto in due motivi fondamentali:


  1. grazie alla “Economia Nera” che, approfittando della crisi, ha addirittura aumentato il suo volume d’affari.

  2. grazie all’intervento delle famiglie che hanno attinto alle loro riserve per riuscire a sopravvivere e a superare il momento negativo.

Tutto questo, ovviamente, ha prodotto un impoverimento dei poveri (le classi sociali medio - basse), ed un arricchimento dei ricchi (le classi sociali alte e altissime), cioè ha prodotto un allungamento della famosa scala economica.

Infatti, se una “Crisi Economica” è globale, vuol dire che colpisce tutti, indistintamente. In teoria dovrebbe colpire tutti gli abitanti di un paese, a prescindere se uno è ricco o è povero. La immaginiamo come una specie di tsunami che butta giù le case. Non fa distinzione, le butta giù tutte a prescindere se dentro ci abita un ricco o un povero. Quindi, alcune domande nascono spontanee:

La crisi globale che ha colpito l’Italia, ha interessato tutti i suoi abitanti? Ha interessato sia i ricchi che i poveri? In questi anni dieci e più anni si sono impoveriti i poveri e i ricchi? Oppure la crisi ha colpito solo parte del popolo italiano? Perché in una crisi globale c’è chi si impoverisce e chi si arricchisce? Purtroppo, in Italia sono diminuite soltanto le “ricchezze” del famoso ceto medio, dei poveri, degli impiegati, degli operai, dei giovani, dei piccoli artigiani, dei piccoli imprenditori onesti, e cosi via. Se una crisi colpisce soltanto la metà degli abitanti di un paese, allora non è più globale, è parziale. Se in una crisi globale c’è chi si arricchisce, allora vuol dire che non c’è crisi globale, ma c’è, invece crisi parziale. E a noi ci sembra che sia avvenuto proprio questo. Facciamo qualche esempio:

La “Ricchezza” (insieme dei guadagni, dei beni, del patrimonio, ecc …) di un individuo che ha fatto politica negli anni della crisi, si è ridotta, o è aumentata? Non lo sappiamo. Prendiamo per esempio l’ultimo Presidente del Consiglio eletto. Il suo patrimonio in questi dieci anni è diminuito o è cresciuto? Non lo sappiamo. Non lo potremo mai sapere. Possiamo solo ipotizzare.

Le “Ricchezze” di un industriale o di un petroliere, sono diminuite in questi dieci anni, oppure sono aumentate? Non lo sappiamo. Non lo potremo mai sapere. Possiamo solo ipotizzare.

Le “Ricchezze” di un Banchiere o di una Società di Assicurazioni, sono diminuite in questi dieci anni, oppure sono aumentate? Non lo sappiamo. Non lo potremo mai sapere. Possiamo solo ipotizzare.

Le “Ricchezze” di un Onorevole, Deputato o Senatore, della Repubblica, o di un Consigliere Regionale, o Provinciale, o Comunale, si sono impoverite in questi dieci anni, oppure sono aumentate? Non lo sappiamo. Non lo potremo mai sapere. Possiamo solo ipotizzare.

Le “Ricchezze” di un Uomo d’affari, di un Imprenditore, di un Costruttore, di un Manager si sono impoverite in questi dieci anni, oppure sono aumentate? Non lo sappiamo. Non lo potremo mai sapere. Possiamo solo avanzare ipotesi ...

Le “Ricchezze” dei grandi “Professionisti” si sono impoverite in questi dieci anni, oppure sono aumentate?

… Per poter rispondere a queste domande basterebbe vedere le cifre relative ai patrimoni e ai guadagni di queste persone, nel periodo di riferimento della famosa “Crisi Economica” (2001-2011). Ovviamente, questo non è possibile, sia perché la maggior parte dei numeri di cui stiamo parlando non sono pubblici, e quindi non è possibile confrontarli, sia, soprattutto, perché la maggior parte di questa economia, molto probabilmente, si trova nella famosa metà “Nera” del “Sistema Economico”.

Ovviamente, anche questa è una ipotesi …

Ma, come si fa ad impedire che una ricchezza si basi sul malaffare o sulla illegalità, o che sia il risultato di una “Economia Nera”?

E’ molto semplice! Basta controllarla alla fonte!

Ma come si fa controllare alla fonte una ricchezza?

Torniamo al “Sistema Economico”, alla torta di cui dicevamo prima, quella fatta da una metà Bianca e metà Nera. L’obbiettivo principale dell’idea che è alla base della nuova “Politica Economica” deve essere quella di accorciare la scala, cioè di portare più in alto possibile la maggior parte delle persone, senza buttare giù nessuno. In altri termini bisognerebbe fare in modo che ciascun individuo “Contribuente” con le sue capacità, i meriti, il sudore della fronte, le idee, la fatica, la sua storia personale e familiare, trovasse il suo dignitoso e giusto gradino.

Per raggiungere questo obbiettivo la prima cosa da fare sarebbe quella di mandare a casa tutti i vecchi politici della “Politica Topografica”.

Ma, ovviamente questo non è possibile, né attuabile …

Quindi passiamo al piano B …

L’idea alla base del piano B è quella di mettere in atto una “Riforma Fiscale” dell’Economia, cioè quella di costruire un “Sistema Fiscale” snello, democratico, equo, giusto, trasparente, controllabile che contribuisca a ridurre il carico fiscale significativamente, distribuendolo a tutti i “contribuenti” e quindi ad eliminare l’evasione fiscale e “ l’Economia Nera”.

Cioè dovremo costruire “La madre di tutte le Riforme”.

L’idea prende il nome di A. R. T. E. (Automatica Registrazione di tutte le Transazioni Economiche).

L’A.R.T.E. è un’idea riformatrice che ha una sola finalità: rendere giustizia all’economia e creare un’economia giusta e legale. In altri termini, tale riforma, se fosse applicata, farebbe in modo che nel nostro paese (e non solo) tutti, indistintamente, pagherebbero le giuste tasse …

Come? Semplicemente grazie alla Automatica (e quindi obbligatoria, cioè non negoziabile) Registrazione di tutte le Transazioni Economiche …

Le parole fondamentali di questo ragionamento sono: “Tributo”, “Tassa” “Imposta”, ecc ...

Per gli addetti ai lavori, queste parole hanno ciascuna una definizione ed un significato diversi, ma per i contribuenti, non addetti ai lavori, possono essere considerate più o meno la stessa cosa …

Che cos’è una tassa? O meglio che cosa dovrebbe essere una “Tassa”?

Una “Tassa” dovrebbe essere un contributo elargito quasi “volontariamente” e “con piacere”, da tutti i cittadini di un paese nelle casse dello stato al fine di contribuire (appunto contribuenti) al mantenimento dello stato stesso, per il bene comune di tutti.

Una “Tassa” dovrebbe essere giusta, equa, solidale, riconosciuta utile al bene comune, al mantenimento e alla costruzione dei beni comuni …

Perché una “Tassa” non è tutto questo?

Perché non tutti i cittadini pagano le tasse. Perché non tutti i cittadini sono “Contribuenti”. Perché i “Contribuenti”, nel rapporto col fisco, non sono tutti uguali.

Questo trasforma l’origine benevola e positiva della “Tassa”, in qualcosa di negativo, di vessatorio, di ingiusto, di furto subìto.

Ora analizziamo le tipologie di “Contribuente”.

Esse si possono dividere in tre grandi categorie:

Prima Categoria:

Contribuenti che hanno il “Reddito Controllato”: A questa categoria appartengono tutti quelli che hanno un rapporto di dipendenza (pubblica o privata, a tempo indeterminato o determinato) e i pensionati. In questa categoria le “Tasse” vengono pagate obbligatoriamente: 1. Alla fonte (sullo stipendio o sulla pensione); 2. Sugli acquisti; 3. Su beni e servizi.

Per questa categoria non vi sono: A. Possibilità di recupero delle spese che comunque servono per produrre e sostenere il Reddito (se non in piccolissima parte con la dichiarazione dei redditi); B. Possibilità di evasioni o di elusioni.

Seconda Categoria:

Contribuenti che hanno il “Reddito Non Controllato”: A questa categoria appartengono tutti i lavoratori autonomi, le ditte, le società, le imprese, ecc. In questa categoria le “Tasse” vengono pagate: 1. Sulla Dichiarazione dei Redditi; 2. Sugli acquisti; 3. Su alcuni beni e servizi.

Per questa categoria vi sono: A. Possibilità di avere entrate non registrate (la famosa Economia Nera); B. Sgravi fiscali; C. Possibilità di recupero delle spese che servono per produrre e sostenere il Reddito; D. Acquisto di beni e servizi per produrre e sostenere il reddito.

Terza Categoria:

Contribuenti che hanno il Reddito Misto: Una parte controllata e una parte non controllata.

Ovviamente, nei rapporti con il fisco queste tre categorie sono parziali. Ognuna di esse viene trattata in maniera diversa.

Come si fa a fare in modo che tutti i “Contribuenti paghino le giuste “Tasse”?

Semplice! Applicando l’A.R.T.E. …

Adesso introduciamo il concetto di “Transazioni Economiche”

Che cos’è una “Transazione Economica”?

E’ il passaggio di moneta tra due individui o soggetti fiscali.

Per ogni individuo, ditta, impresa o azienda, società, ente, fondazione, ecc … (Codice Fiscale o Partita IVA) esistono fondamentalmente due modalità di “Transazioni Economiche”:

1. Modalità in Entrata: Tutto ciò che entra, tutto ciò che si guadagna. Quindi, le entrate (stipendio, pensione, incassi, ecc …) di ciascun Codice Fiscale o Partita IVA (individuo, ditta, impresa, azienda, fondazione, esercizio, ecc …), vengono registrate automaticamente ed elencate nella voce “ENTRATE”.

2. Modalità in Uscita: Tutte le uscite effettuate da ciascun Codice Fiscale o Partita IVA (alimenti, abbigliamento, trasporti, tempo libero, istruzione, salute, pagamento dei dipendenti, riparazioni, ecc …) vengono registrate automaticamente ed elencate nella voce “USCITE”.

Questo sistema consentirebbe ad ogni Codice Fiscale o Partita IVA che acquista di controllare automaticamente ogni Codice Fiscale o Partita IVA che vende.

Perché si dovrebbero registrare automaticamente tutte le “Transazioni Economiche”? 1. Per la salute di “Nonna Economia”, per la pace e l’equilibrio di “Zia Giustizia”. 2. Perché chi acquista, chi spende, produce ricchezza e quindi reddito. Cioè, in un certo senso, è come se fosse imprenditore di chi produce e di chi vende. 3. Perché chi acquista, controllando chi vende, lo costringe a far si che tutta la sua economia diventi Bianca. Quindi, con questo sistema la parte Nera dell’economia, cioè “Il Tesoro di Re Salomone”, che rappresenta, forse, più della metà dell’economia Italiana, sarebbe scoperto, verrebbe inevitabilmente fuori. L’economia Nera diventerebbe Bianca. Tutta la famosa torta diventerebbe Bianca, trasparente, legale. 4. Perché, riportando alla luce il “Tesoro di Re Salomone” e ridistribuendolo in maniera giusta, equa e democratica, la crisi economica Italiana, e non solo, sarebbe risolta, o quasi. 5. Perché con l’A. R. T. E. (cioè con la registrazione automatica di tutte le entrate e di tutte le uscite) tutti i “Contribuenti” sarebbero costretti a pagare le tasse …>>



<>, chiesi

<>, rispose il Re.

<>, aggiunsi

<>

<>, domandò un altro spettatore dalle prime file.

Ed il Re continuò



<< … Primo vantaggio: Riportandolo alla luce, il “Tesoro di Re Salomone”, servirebbe per risanare l’economia Italiana, per pagare il debito pubblico e accorciare la famosa scala economica …

… Secondo vantaggio: Introduzione del concetto di “Premio Fiscale”. Cioè ogni contribuente attuando il controllo ci guadagnerebbe. In altri termini, tutte le spese verrebbero sottoposte ad una sorta di recupero parziale. Accumulando i premi fiscali, automaticamente, a fine anno ogni “Contribuente” recupererebbe parte delle tasse già versate in anticipo (sullo stipendio, sui guadagni, sugli incassi, sui servizi, sugli acquisti). In altre parole, la “ricevuta” automatica dell’acquisto (e quindi della corrispettiva vendita) servirebbe per recuperare parte delle tasse già versate (alla fonte, durante gli acquisti, per i servizi, o nella dichiarazione dei redditi). Inoltre, le “Dichiarazioni dei redditi” non potrebbe essere più mendaci …>>



<>, ripresi incuriosito le mie domande.

<<… Dal “Tesoro di Re Salomone” … e non solo … ma tutti i soldi guadagnati o in possesso di un individuo senza la “dimostrazione automatica” dell’origine della sua fonte diventerebbero “Virtuali” e non potrebbero essere più utilizzati, cioè spesi …>>, rispose il Re

<>, gridò un uomo alla mia destra. E un altro più indietro di qualche fila, precisò:

<>

<< Già hanno ragione … anch’io la penso così … sono un piccolo imprenditore e la mia attività non è facilitata dallo stato … >>, aggiunse un altro spettatore.

<Inoltre, se ogni “Contribuente” avesse la certezza che tutti i cittadini, suoi colleghi Contribuenti, pagano le “Tasse”, pagherebbe la sua parte molto più volentieri. Il concetto di “Tassa” ritornerebbe alla sua origine di “Contributo al bene comune”…>>, lo interruppe, precisando Re Salomone



<< Ma come si fa a registrare tutte le transazioni economiche? Mi sembra praticamente impossibile creare un sistema del genere automatico?>>, domandai, dubbioso.

<< … Ma certo che è possibile! … Infatti, un sistema del genere è stato già creato nel campo delle “Comunicazioni”. Mi riferisco alle “Transazioni Telefoniche”. Per le “Comunicazioni Telefoniche” esiste un sistema che rintraccia e registra automaticamente tutti i contatti in uscita ed in entrata da ciascun apparecchio fisso o mobile. Nessun telefono sfugge al controllo. Basterebbe trasferire lo stesso sistema all’economia, cioè alle “Transazioni Economiche”. In questo modo nessun individuo ( Codice Fiscale o Partita IVA) potrebbe sfuggire al controllo sulle sue entrate e sulle sue uscite ... Quindi: 1. Nessuno comprerebbe senza la dimostrazione dell’avvenuto acquisto perché altrimenti non potrebbe recuperare parte della spesa. 2. Nessuno venderebbe senza la dimostrazione dell’avvenuta vendita perché l’eventuale ricavo sarebbe virtuale, cioè non dimostrabile, e di conseguenza non spendibile …

… Un discorso a parte meritano i Beni o Patrimoni e i Risparmi … >>, rispose il Re.



<>, incalzai.

E lui: << … Ad esempio, può succedere che le “Entrate” (di un “Contribuente”, un Codice Fiscale o una Partita IVA), superino le “Uscite”. In questo caso la differenza può seguire due strade: 1 Essere trasferita ad un acquisto, ad un investimento, e quindi diventa Uscita, e rientra nel flusso automatico delle “Transazioni Economiche”; 2. oppure può essere accantonata in “Risparmio”. L’insieme dei risparmi può diventare “Patrimonio”. In questo caso il patrimonio può essere depositato (in banca o altrove), oppure può essere immesso di nuovo in circolazione ridiventando “Transazione Economica”, cioè “Uscita” e quindi “Entrata”.



<>, s’inserì un altro spettatore.

Ed il Re: <<… Niente di diverso. Anche per loro sarebbe la stessa cosa … Vi siete mai chiesti che cos’è una “Società”? … Innanzitutto, bisognerebbe definire una ditta, una società, una fondazione. In realtà, queste “cose” che sembrano astratte, non sono altro che un insieme di individui, di uomini, che si uniscono con una serie di scopi che possono essere, di volta in volta, diversi. Ad esempio gli uomini si possono mettere insieme e formare una società per guadagnare. Oppure per altri scopi, ad esempio benefici. E c’è chi fa l’amministratore delegato, chi il presidente, chi il segretario, chi l’azionista, e così via. Ma, comunque, costoro, presi singolarmente, restano uomini, quindi un gruppo di uomini, quindi in teoria un gruppo di “Contribuenti”… Perché una “Società” deve avere un bilancio astratto che prescinde dagli uomini che la formano? Perché alcune “Società” posseggono un aereo, un elicottero, appartamenti di lusso, o addirittura delle meganavi? Come fa una cosa astratta a possedere un bene di lusso del genere.. ? In realtà non esiste una società che possiede un bene. Quelli che possiedono questo o quel bene di lusso non sono altro che uomini, cioè “Contribuenti”. E’ gente che ha trovato degli escamotage per possedere cose, per avere dei privilegi, in pratica, senza pagarli, senza avere il coraggio di dire che quel tale bene gli appartiene, magari se lo è guadagnato, ed è giusto che possa goderselo. Spesso si sente dire che quella tale barca, o quel talaltro aereo: “… E’ della società ... X o Y …”… Ma che cosa vuol dire..? Non ha senso. Una “Società” non può possedere un aereo, o una nave. Non saprebbe cosa farsene, come utilizzarlo. Una società è una cosa astratta. Gli uomini, che formano quella società, sono concreti, possono possedere delle cose e servirsene. Quindi non più la tale “Società” è la proprietaria di quel determinato bene ma il Signor Tizio o Caio, o Sempronio. Ovviamente la maggior parte di questi stratagemmi sono stati messi in campo gradualmente, col passare degli anni, dagli “Economisti” e dai “Furbi”… E, poi, vi siete mai chiesti da dove provengono i denari per l’acquisto di questi beni di lusso..? Purtroppo, spesso, la maggior parte, provengono dalla parte “Nera” dell’economia. E, se da un lato hanno avuto un effetto positivo, sostenendo il mercato del lusso, facendolo vivere e fiorire, quindi hanno fatto economia, dall’altro hanno tolto ingenti risorse all’economia Bianca stessa.

Sempre ricordando che il “Sistema Economico” è un sistema chiuso, quindi vi è sempre un passaggio da una parte all’altra tra l’Economia Bianca e l’Economia Nera.

Facciamo un altro esempio: La “Borsa”.

Avendo ipotizzato che il “Sistema Economico” sia un sistema chiuso, quando c’è qualcuno che “Gioca in Borsa” e vince, c’è sempre qualcun altro che perde … Ma, secondo voi, chi perde? Da dove vengono prese le vincite..?

Ovviamente, la risposta è semplice, e cioè dalla parte “Bianca” del “Sistema Economico”, ovvero dalle tasche di tutti i “Contribuenti”.

Questi spostamenti fanno muovere i mercati e quindi fanno alzare alcuni dei prezzi dei generi di prima necessità, e vanno a finire nella parte “Nera” dell’economia.

Se le perdite fossero ripartite tra i giocatori stessi, ci potrebbe anche stare. Per i giocatori una volta si vince, una volta si perde. Ma non credo che vada così. Credo, invece, che chi gioca in borsa non perda mai … Chi perde sono sempre gli stessi, cioè i poveri “Contribuenti”, e, quindi, prima che avvenga la fine, è arrivata l’ora di provare a fare seriamente qualcosa

Ultimo esempio. Il governo ha bisogno di soldi, e quindi per fare cassa decide di aumentare le “accise” sulla benzina, supponiamo di dieci centesimi. Secondo voi chi paga? Cinque centesimi il consumatore e cinque centesimi il petroliere? No! Non credo!

Ed ora è arrivata l’ora di innescare una “Rivoluzione Culturale” che ridia a “Nonna Economia” la salute, a “Zia Giustizia” il suo ruolo, la sua importanza e la sua uguaglianza e che provi a recuperare e a ridistribuire in maniera più equa “Il Tesoro di Re Salomone” attraverso la “Riforma dell’A.R.T.E. … >>

… Poi, all’improvviso il Re scomparve, e con lui svanirono nel nulla tutti quelli che erano con me … Davanti ai miei occhi apparve una luce abbagliante … Mi svegliai e mi resi conto che era stato un sogno … Guardai l’orologio, mi alzai e cominciai a prepararmi per andare a lavoro … Mi aspettava un’altra giornata intensa ed impegnativa … per fortuna …
E, mentre mi recavo al lavoro, sul treno della circumvesuviana affollato di pendolari fino all’inverosimile, pensavo:

I sogni non si avverano mai gratis …

Tutti i sogni hanno un costo …

Come prima cosa, la condizione principale è che bisogna averli …

Poi, bisogna crederci …

Ancora, bisogna impegnarsi, sacrificarsi, sudare, lottare, combattere, e, persino, morire per essi …

Infine, bisogna pagare per farli avverare …
Se condividi questo “Sogno” e vuoi che esso si avveri devi impegnarti affinché ciò accada … E il tuo impegno, non è gratis, costa …

Quanto costa?

Non molto …

Costa convincersi che il sogno si può avverare … Costa convincere gli altri che il sogno si può avverare … Costa un contributo reale, pratico, faticoso, impegnativo … Costa un voto non sprecato …


Se … una, dieci, cento, mille, diecimila, centomila, un milione, dieci milioni, venti milioni … di persone riuscissero a leggere e a condividere queste pagine (che possono essere migliorate e perfezionate), questo “Sogno” e a crederci allora il “Sogno” potrebbe diventare REALTA’
Se l’idea ti appassiona … Se la condividi … Se vuoi che si realizzi … Se credi che l’Italia possa cambiare … dai una mano … diffondi il racconto ai tuoi amici … e poi speriamo che l’Italia se la cavi … speriamo che noi ce la caviamo …

Dicembre 2011



Egidio Perna





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