Rapporto tra gli articoli 141 e 142 del Codice della Strada



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NEWS DEL GAUDENS N. 107 DEL 14 OTTOBRE 2014

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Sommario Controlli di velocità - RUP – Incentivi progettazione - PAOLA BRIGUORI Magistrato della Corte dei conti La disciplina dei compensi degli avvocati pubblici: cambiare tutto perché nulla cambi? di Andrea De Col Avvocato della provincia di Pordenone – La votazione del PRG nei piccoli comuni - Non retroattivi i nuovi incentivi ai progettisti La nuova disciplina degli incentivi alla progettazione non ha efficacia retroattiva, ma si applica solo a decorrere dal 19 agosto 2014 - Antimafia, tempi più stretti per il rilascio dei nullaosta alle imprese di Mauro Salerno Principi in materia di donazione di immobili o permuta da parte di enti pubblici: ammessi solo a fronte di una "utilitas". Esclusa la mera liberalità. La Corte conti Lombardia ribadisce l'esigenza di consolidamento dei bilanci locali Personale, l'in house non vale Consorzi e aziende speciali nel calcolo delle spese Gli enti locali, ai fini del rispetto dell'obbligo di contenimento delle spese di personale, devono considerare anche quelle dei consorzi e delle aziende speciali da essi partecipati, ma non quelle delle proprie società in house – Sul comma 557 dell’articolo 1 della legge 311/2004 Giurisprudenza – Strumenti

l controllo della velocità: quadro normativo e orientamenti giurisprudenziali

Quadro normativo


  • Articoli 141 e 142 del C.d.S

  • Articoli 342, 343, 345 del Regolamento di esecuzione

  • Circ. 10307 del 14 agosto 2009

  • Circ. 17909 del 24 dicembre 2012

  • Circ. 2289 del 26 marzo 2012

  • Circ. 9363 del 13 dicembre 2013

Rapporto tra gli articoli 141 e 142 del Codice della Strada


Il legislatore ha voluto tenere distinto il modo di regolare la velocità da parte degli utenti della strada secondo due parametri diversi e distinti.

Da una parte (art. 141) fissa l’obbligo di regolare la velocità del veicolo tenendo conto delle caratteristiche, stato e carico del veicolo stesso, delle caratteristiche e condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, in modo che sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose.

Dall’altra (art. 142) fissa limiti da rispettare, che potranno essere assoluti o condizionati, riferiti ai mezzi o ai conducenti.

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L’art. 141 si pone l’obiettivo di individuare casi e situazioni dove la velocità non consona diviene motivo di serio ed immediato pericolo per la sicurezza. In esso viene fissato il principio secondo cui “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”.

Occorre precisare che l’estensore della norma non è stato particolarmente chiaro e puntuale quando afferma che il conducente deve essere in grado di fermarsi entro i limiti del suo campo visivo. Questa condizione appare condivisibile solo sulle strade abbastanza larghe da consentire la suddivisione dei sensi di marcia tramite linea di mezzeria, ma appare assolutamente inadeguata quando la strada non consente il transito simultaneo di due veicoli provenienti da direzioni opposte (< mt. 5,60).

Percorrendo una curva su una strada non abbastanza larga da consentire il transito simultaneo di veicoli che si incrociano, prudenza vuole che ci si fermi in metà dello spazio visivo, perché l’altra metà serve al conducente che proviene dalla direzione opposta.

Altro aspetto che il legislatore ha voluto precisare all’interno di questo articolo è quello relativo al conducente che circola a velocità molto ridotta: questi non deve essere causa di intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione.

Trattandosi di situazioni di pericolo reale e non solo potenziale, ancorché riconducibile al solo accertamento soggettivo da parte dell’operatore di polizia stradale, questo articolo appare inadeguatamente sanzionato se lo si confronta con le ben più alte sanzioni contemplate nel successivo articolo 142, dove la situazione di pericolo appare molte volte solo potenzialmente tale.

Il gareggiare in velocità, oggi previsto sia al comma 5 dell’articolo in trattazione, sia nell’art. 9 ter del Codice della Strada fa sorgere dubbi se il legislatore intendesse tutelare identico bene giuridico o volesse distinguere tra due ipotesi possibili. Si è del parere che le due fattispecie siano poste a tutela di beni giuridici diversi e facciano quindi riferimento a situazioni sostanzialmente diverse tra loro. L’avvento degli articoli 9 bis e 9 ter è stato determinato dalla necessità di porre freno ad un pericoloso fenomeno (cd corse clandestine). La collocazione sistematica ed il contenuto dei due articoli citati appare finalizzato, il primo, a punire l’organizzazione e la partecipazione a gare “clandestine” con veicoli a motore, il secondo a punire momenti di gara anche al di fuori di competizioni vere e proprie, ma preparati e vissuti come tali dai partecipanti.

Un esempio può aiutare a comprendere le possibili differenze tra il comma 5 dell'art. 141 e l’articolo 9 ter (“possibili” perché si è di fronte a dottrina non univoca):



  • due persone si danno appuntamento in un viale periferico allo scopo di sfidarsi in una gara di velocità: trattasi di reato p.e.p. dal comma 1 dell'art. 9 ter;

  • due persone ferme affiancate al semaforo, all’accensione della luce verde gareggiano per primeggiare sulla colonna dei veicoli che sono ripartiti: trattasi di illecito amministrativo sanzionato ai sensi del comma 9 dell’art. 141.

L’art. 142 inizia con il determinare una serie di limitazioni generali della velocità, per poi contemplare la possibilità, per gli enti proprietari della strada, di fissare, provvedendo anche alla relativa segnalazione, limiti di velocità massimi e minimi diversi da quelli generali, in determinate strade o tratti di strada.

La norma prosegue poi con il fissare limiti in base alla categoria di veicolo e, in combinato con altri aspetti del codice della strada, anche in relazione a determinati conducenti, (es. neo-patentati e conducenti professionali) prevedendo poi anche aggravamenti di pena per particolari condotte o recidive.

Premesso quindi che questo articolo tratta la velocità in ambito di pericolo solo a livello potenziale, cioè non legato ad una particolare condizione di traffico, strada, veicolo o altro, esso trova applicazione per la mera disobbedienza al limite fissato in via generale o particolare, senza bisogno che si sia verificata una reale condizione di pericolo.

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