Rassegna della giurisprudenza di legittimità



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C O R T E S U P R E M A D I C A S S A Z I O N E

U f f i c i o d e l M a s s i m a r i o

_______


Rassegna della

giurisprudenza di legittimità

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La giurisprudenza delle Sezioni Unite penali

della Corte di cassazione


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Anno 2005

I N T R O D U Z I O N E




I magistrati del Massimario, nel mantenere l’impegno assunto lo scorso anno con la pubblicazione di un’analoga Rassegna della giurisprudenza di legittimità, rinnovano l’iniziativa proiettandola negli orizzonti ermeneutici delle Sezioni unite, civili e penali, della Corte di cassazione relativi al 2005.

La riflessione sugli orientamenti interpretativi espressi dal massimo organo della giurisdizione ordinaria, che si offre come un utile strumento di indagine sugli itinerari di risoluzione dei contrasti giurisprudenziali - il “diritto vivente” - a disposizione dei magistrati, degli avvocati e degli studiosi del diritto, è figlia anche delle idee feconde, della sintesi progettuale e dell’opera intelligente di Stefano Evangelista, indimenticabile direttore del Massimario, alla cui improvvisa scomparsa abbiamo assistito con attonito dolore e la cui perdita lascia un incolmabile vuoto nella Corte e nell’intera Magistratura italiana.

Nell’analisi sistematica e ragionata delle linee-guida espresse dalla giurisprudenza di legittimità e nella identificazione dei principi di civiltà giuridica da essa formulati, Stefano Evangelista indicava il senso profondo del contributo che il Massimario deve apportare al dialogo fra i protagonisti del processo, gli operatori della giustizia e la scienza del diritto, persuaso – com’era – del valore istituzionale di una nomofilachia “forte” e di una razionale e circolare “cultura del precedente”.

La certezza del diritto e il ruolo della Corte suprema come giudice di legittimità, da un lato, e la fiducia nel disegno di un autonomo rinnovamento degli schemi organizzativi della Corte per un più adeguato svolgimento dei suoi compiti, dall’altro, costituiscono valori di fondo che i curatori della presente Rassegna condividono pienamente e - nonostante i persistenti motivi di crisi che si stagliano all’orizzonte - intendono perseguire come doveri funzionali, nella consapevolezza che i criteri interpretativi di giudizio, se utili a fondare il ragionamento decisorio per le soluzioni successive di casi identici o simili, sembrano assicurare meglio la “esatta osservanza” e la “uniforme interpretazione della legge” e rispondere davvero al bisogno di concretizzazione del principio di uguaglianza dei cittadini.

Roma, gennaio 2006



Giovanni Canzio - Stefano Benini


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La giurisprudenza delle

Sezioni Unite penali

della Corte di cassazione


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Anno 2005


Redattori: Guglielmo Leo – Giuseppe Santalucia

Coordinatori: Giovanni Canzio – Domenico Carcano

Sommario

Introduzione

di Giovanni Canzio e Stefano Benini


1.– Premessa
2.– I problemi principali e le linee di tendenza

2.1. I meccanismi di attivazione delle Sezioni unite (7)

2.2. La giurisprudenza delle Sezioni unite: questioni risolte e rinnovati contrasti (8)

2.3. Osservazioni conclusive (15)


3.– Le prospettive future della funzione nomofilattica

3.1. La giurisprudenza di legittimità e la giurisdizione costituzionale (21)

3.2. Le recenti riforme e l’ius condendum (25)
4.– Le decisioni in materia sostanziale

4.1. La parte generale del diritto penale: a) Il concorso di norme (30); b) L’imputabilità (30); c) La sospensione condizionale della pena: rinvio (33); d) Le misure di sicurezza patrimoniali (33).

4.2. Il diritto penale di parte speciale: a) I delitti associativi (35); b) La condotta di partecipazione al reato associativo (36); c) Il concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso (38); d) I profili soggettivi del concorso esterno (40); e) I patti di scambio politico- mafioso (40); f) Delitti contro il patrimonio mediante frode e confisca per equivalente (42); g) La ricettazione di supporti audiovisivi (44); h) L’appropriazione indebita (46).

4.3. Il diritto penale delle leggi speciali: a) La disciplina penale del doping (47); b) Diritto d’autore e circolazione di supporti audiovisivi illecitamente riprodotti (49).


5.– Le decisioni in materia processuale

5.1. Giurisdizione e competenza: a) La successione nel tempo di leggi concernenti la competenza per materia (52); b) Il concorso di civili nel reato militare: problemi di giurisdizione (53); c) Casi di competenza funzionale: i procedimenti riguardanti i magistrati (54); d) Segue: la valutazione della richiesta di patteggiamento nel rito immediato (57).

5.2. Incompatibilità, astensione e ricusazione: La ricusazione per indebita anticipazione del convincimento (57).

5.3. La garanzia del contraddittorio: a) Nullità della notifica ed omissione della citazione(59); b) Notificazioni al difensore dell’imputato (62); c) Impedimento a comparire (63).

5.4 Le sanzioni processuali: Regime di rilevazione delle nullità assolute (64).

5.5 I termini processuali: Sospensione feriale e procedimenti per fatti di criminalità organizzata (65).

5.6. Le prove: a) Intercettazione di comunicazioni e conversazioni (68); b) Le sentenze non irrevocabili pronunciate in altro procedimento (70); c) La valutazione della prova indiziaria (71).

5.7. Le misure cautelari personali: a) Termini di durata della custodia cautelare (72); b) Nullità dell’interrogatorio di garanzia e relative conseguenze (76).

5.8. Le impugnazioni cautelari: I provvedimenti non impugnabili in materia cautelare (78).

5.9. Le indagini preliminari: Il procedimento di archiviazione (80).

5.10. Le cause di non procedibilità dell’azione: a) In generale (82); b) La duplicazione dell’azione presso la medesima sede giudiziaria (83).

5.11. L’udienza preliminare: Sussistenza di cause di non punibilità e fissazione necessaria dell’udienza (86).

5.12. Il patteggiamento: a) Il patteggiamento a seguito del decreto di giudizio immediato (88); b) La natura della sentenza di patteggiamento (90).

5.13. Il procedimento per decreto: La competenza a valutare la richiesta di restituzione nel termine per l’opposizione al decreto penale (93).

5.14. Le impugnazioni in generale: a) Interesse all’impugnazione (94); b) Soccombenza della parte civile e condanna al pagamento delle spese processuali (96); c) Impugnazione inammissibile e cause di estinzione del reato (97); d) Sulla legittimazione ad impugnare le sentenze del giudice pace (100).

5.15. L’appello: a) L’appello del pubblico ministero contro le sentenze assolutorie (102); b) Appello del solo imputato e portata del divieto di reformatio in peius (105); c ) Sull’appellabilità della sentenza di applicazione della pena deliberata in esito al dibattimento (107); d) La base cognitiva del giudizio di appello: modalità di acquisizione dei documenti (108); e) La motivazione della sentenza di integrale riforma della decisione impugnata (108).

5.16. Il ricorso per cassazione: a) Sul ricorso per mancanza o manifesta illogicità della motivazione (109); b) Ricorso avverso la sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. (111); c)Ricorso della parte civile contro il provvedimento di condanna alle spese (111); d) Conversione ricorso in appello (112).

5.17. Giudicato e ne bis in idem : La nozione di identità del fatto (113).

5.18. Il procedimento di esecuzione: a) Rapporti tra procedimento di esecuzione e giudizio principale (114) b) Il riconoscimento della sospensione condizionale della pena in fase esecutiva (115).

5.19. Giurisdizione penale e illecito amministrativo: Assoluzione per irrilevanza penale del fatto e trasmissione degli atti all’autorità amministrativa (117).


6.– Il procedimento di prevenzione

6.1. Le turbative nelle manifestazioni sportive: La convalida del provvedimento del Questore (118).


7.– Le questioni di imminente esame

7.1. Questioni di diritto sostanziale : L’applicabilità delle misure alternative alla detenzione in carcere nei confronti di stranieri privi del permesso di soggiorno (121).

7.2. Questioni di diritto processuale: a) La proroga del termine per le indagini nel procedimento contro ignoti (122); b) La disciplina delle videoriprese in ambienti privati (124); c) La dichiarazione di contumacia in assenza del difensore legittimamente impedito (125); d) Riqualificazione del fatto e conseguente possibilità di accesso all’oblazione (126).
8.– Allegato (Le massime) (128).
9.– Indici (156).
1.– Premessa
Il presente elaborato, come quelli che l’hanno immediatamente preceduto, analizza la giurisprudenza delle Sezioni unite penali secondo un criterio sistematico, e mira a coglierne alcune linee essenziali di sviluppo.

Nella Rassegna dello scorso anno è stata presa in considerazione la produzione del massimo Collegio nell’intero triennio antecedente (2002-2004), allo scopo di riunire ed aggiornare, in un unico contesto, molte e significative decisioni. Non si è ritenuto, questa volta, di procedere con lo stesso criterio, perché l’elaborato avrebbe assunto dimensioni tali da risultare poco fruibile. Dunque la Rassegna che segue riguarda la sola giurisprudenza del 2005, cioè le sentenze depositate nell’anno solare in questione, estendendosi come al solito alla decisioni deliberate ma non ancora depositate, ed anche ai temi investiti dai ricorsi la cui trattazione è già fissata per il 2006. È chiaro che il lavoro non prescinde dagli elementi esposti nella sua precedente versione, come del resto risulta dai rinvii effettuati con riferimento a specifiche questioni.

Una scelta di continuità si è compiuta anche riguardo agli strumenti utili per una consultazione mirata dell’elaborato. Oltre ai vantaggi connessi all’eventuale uso di strumenti informatici, vengono dunque proposti due indici collocati alla fine del testo e funzionali alla semplificazione e rapidità del reperimento dei dati di ricerca mediante l’attivazione di più canali in grado di sollecitare la memoria di chi deve accedere all’informazione.

Si è ritenuto, inoltre, di predisporre un ulteriore strumento di informazione e documentazione della giurisprudenza delle Sezioni unite, attraverso la raccolta delle massime ufficiali estratte dalle sentenze depositate nel corso del 2005. Il materiale, in allegato alla Rassegna, è raccolto con riguardo ai singoli provvedimenti cui si riferisce, ordinati a partire dalla decisione di più risalente deposito.





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