Rassegna della giurisprudenza di legittimità



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ex art. 179 c.p.p., ad un vizio di notifica esattamente corrispondente a quello riscontrato nel procedimento Palumbo, le cui conseguenze, come subito si vedrà, la Corte ha qualificato ben diversamente. Con una decisione ancora precedente, le Sezioni unite avevano chiaramente enunciato che «non tutte le nullità concernenti la notifica rientrano nella categoria delle nullità più gravi (…) ma solamente quelle che (…) possono essere equiparate all’omissione della citazione», con la conseguente applicabilità della sanatoria specifica dell’art. 184 «a quelle nullità non particolarmente gravi che affliggono la citazione (si pensi al rispetto del termine di comparizione) e che non attengono all’instaurazione del contraddittorio» (ud. 27 febbraio 2002, n. 17179, Conti, rv. 221402). Anche in quel caso, per altro, si era ritenuto che il vizio riscontrato nella specie avesse determinato una nullità assoluta. Non sono comunque mancate, nell’esperienza delle sezioni semplici, occasioni di riconoscimento dell’intervenuta sanatoria di nullità concernenti la citazione dell’imputato (Sez. 1a, 8 maggio 2000, n. 6675, Patanè, rv. 216227).

81 Da ultimo, Sez. 2a, 23 marzo 2004 n. 16296, Iezzi, rv. 228638.

82 Sez. 6a, 29 marzo 2000, n. 1574, De Gennaro, rv. 217132.

83 Ad es.: Sez. 6a, 29 maggio 1992, n. 1970, Ruggero, rv. 192528.

84 Ad es.: Sez. 1a, 30 marzo 1999, n. 2614, Miceli, rv. 213379.

85 Ad es.: Sez. 6a, 17 marzo 2004, n. 17706, Marfurt, rv. 228475.

86 Sez. 6a, 10 marzo 1999, n. 864, Capriati, rv. 212999.

87 Sez., 6a, 20 aprile 2004, n. 32838, Sanasi, rv. 229156.

88 Sull’argomento si tornerà brevemente in seguito: cfr. infra, § 5.6. a)

89 L’interpretazione adottata dalle Sezioni unite è in linea con la nozione di criminalità organizzata contenuta nell’Azione comune adottata il 21 dicembre 1998 dal Consiglio dell’Unione europea sulla base dell’art. K 3 del Trattato e con la scelta del legislatore italiano che ha attuato la decisione quadro sul mandato di arresto europeo, e che nella individuazione dei casi di consegna obbligatoria ha preferito il generico riferimento alla condotta di “partecipare ad un’associazione di tre o più persone finalizzata alla commissione di più delitti”.

90 Ad es.: Sez. 1a, 2 luglio 1998, n. 3972, Ingrosso, rv. 211167.

91 Ad es.: Sez. 6a, 24 febbraio 1995, n. 6159, Galvanin, rv. 201695.

92 Sez. 2a, 6 novembre 2002, n. 42161, Osuala, rv. 223358.

93 Sez. 6a, 11 ottobre 2004, n. 43169, P.M. in proc. Catalano, rv. 230500.

94 Sez. 1a, 7 ottobre 1997, n. 11077, Bonavota ed altri, rv. 209163.

95 Norma introdotta ex art. 3 del d.l. 8 giugno 1992 n. 306, come conv. nella l. 7 agosto 1992 n. 356.

96 Sez. 2a, 12 marzo 1996, Lento, n.m., edita in Cass. pen. 1997, 1762.

97 Ad es.: Sez. 3a, 4 dicembre 1996, n. 1061/97, Eviani, rv. 207300.

98 Ad es.: Sez. 4a, 5 dicembre 2000, n. 9797/01, Reina, rv. 218315.

99 Ad es: Sez. 6a, 20 maggio 1998, n. 8854, De Michelis, rv. 211999; Sez. 5a, 22 ottobre 2003, n. 46228, Leoni, rv. 226839.

100 Ad es.: Sez. 2a, 25 luglio 1988, n. 5906, Mutolo, rv. 179021.

101 Tra le prime, Sez. 1a, 15 aprile 1991, n. 1785, Falanga, rv. 187386.

102 Sent. 28 marzo 1996, n. 89.

103 Ad es.: Sez. 6a, 19 marzo 1998, n. 996, Ciresi, rv. 211950.

104 Da ultimo, Sez. 1a, 9 novembre 2004, n. 48357, Orlando, rv. 229345.

105 Ad es., Sez. 1a, 12 luglio 1999, n. 4894, Stanganelli, rv. 214091; in senso contrario Sez. 5a, 16 aprile 2003, n. 24922, Reale, rv. 224987.


106 I Giudici costituzionali hanno preso atto della posizione assunta dalla Corte suprema, escludendo però che potesse esprimere un “diritto vivente” sul quale misurare l’eccezione sottoposta al loro giudizio. C’è da dire, per completezza, che la questione di legittimità era stata sollevata in un giudizio di rinvio nel quale, a seguito di un provvedimento della Cassazione (nella specie schierata per l’orientamento meno incline al favor libertatis), avrebbe dovuto essere necessariamente applicato un principio di diritto opposto a quello enunciato dalle stesse Sezioni unite.

107 Ad es.: Sez. 6a, 28 maggio 2004, n. 31509, Drago, rv. 229318.

108 Ad es.: Sez. 3a, c.c. 20 febbraio 2001, n. 12334, Negrut, rv. 218790.

109 Sez. 5a, 17 gennaio 2003, n. 6760, Brunetto, rv. 224665.

110 Si fa notare dalla Corte come anche la Consulta abbia istituito un diretto collegamento funzionale tra il deposito degli atti e l’interrogatorio di garanzia (sent. 24 giugno 1997, n. 192). In effetti - motivando la declaratoria di illegittimità dell’art. 293 c.p.p. nella parte in cui non contemplava per il difensore il diritto ad ottenere copia degli atti – i Giudici costituzionali avevano osservato che la miglior conoscenza delle risultanze derivante dal deposito vale a «rendere attuabile una adeguata e informata assistenza all’interrogatorio della persona sottoposta alla misura cautelare».

111 Ad es.: Sez. 2a, 30 maggio 2002, n. 33992, Ciancio, rv. 222796.

112 Si è esclusa la legittimità della spedizione, ad iniziativa del giudice, di un avviso dell’udienza (Sez. 5a, 16 febbraio 2001, n. 16843, Maglione, rv. 219278) o della restituzione degli atti al pubblico ministero perché provveda all’iscrizione del loro nominativo (ad es.: Sez. 6a, 31 gennaio 2003, n. 7356, P.M. in c. Pucci, rv. 224382).

113 Tra le molte: Sez. 5a, 20 settembre 2004, n. 41361, P.M. in c. Lata, rv. 230006.

114 Sez. 6a, 12 luglio 1995, n. 2939, P.M. in c. Paradiso, rv. 202721.

115 Sez. 6a, 12 novembre 1999, n. 3714, P.M. in c. ignoti, rv. 215118.

116 Sez. 5a, 17 ottobre 2002, n. 38690, P.M. in c. Miccichè, rv. 223354.

117 Ad es.: Sez. 6a, 10 luglio 2001, n. 35209, Mangione, rv. 219655.

118 Sez. 5a, 7 aprile 2003, n. 39340, P.m. in c. Luna, rv. 226804.

119 Sez. 4a, 16 aprile 2003, n. 26406, Giuseppetti, rv. 225951.

120 Così la Corte costituzionale (sent. 12 luglio 2001, n. 318), richiamando le proprie applicazioni dello stesso principio (sent. 19 gennaio 1995, n. 27).

121 Sent. 19 gennaio 1995, n. 27.

122 Al di là del tenore della massima tratta dal provvedimento, incentrata sulla questione di diritto concretamente risolta dalla Corte, la presa di posizione pare nettissima: « (…) il riconoscere nel provvedimento revocatorio la condizione del procedere opera comunque l’assorbimento della questione dell’utilizzabilità degli atti di indagine: non ha legittimità alcuna un’attività investigativa funzionale alle determinazioni inerenti l’esercizio di un’azione penale destinata ad essere vanificata da una declaratoria d’improcedibilità (…)».

123 Ad es., Sez. 6a, 25 febbraio 2003, n. 31512, P.M. in proc. Sulsenti, rv. 222736.

124 Da ultimo, Sez. 3a, 23 febbraio 2005, n. 13171, P.m. in proc. Massa, rv. 230872.

125 La soluzione aveva invece caratterizzato parte della giurisprudenza antecedente all’entrata in vigore dell’attuale codice di rito: ad es., Sez. 1a, 21 novembre 1988, n. 2643, Chirico, rv. 179854.

126 Si veda anche Corte cost., 14 aprile 1999, n. 144.

127 Sull’abnormità le stesse Sezioni unite sono intervenute ripetutamente: c.c. 29 maggio 2002, n. 28807, Manca, rv. 221999; c.c. 10 dicembre 1997, n. 17, Di Battista, rv. 209603; c.c. 31 luglio 1997, n. 10, P.M. in proc. Baldan, rv. 208220; c.c. 18 giugno 1993, n. 19, P.M. in proc. Garonzi, rv. 194061.

128 Numerosi, anche sotto questo profilo, i pregressi interventi delle stesse Sezioni unite: ud. 19 gennaio 2000, n. 1, Tuzzolino, rv. 216239; ud. 26 marzo 1997, n. 4904, Attinà, rv. 207640; ud. 23 novembre 1990, n. 373, Agnese, rv. 186164.

129 Ad es.: Sez. 6a, 5 dicembre 2002, n. 5773, P.G. in proc. Martintoni, rv. 223302.

130 Sez. 5a, 25 novembre 2003, n. 81/04, Berlusconi, rv.227764.

131 L’iniziale termine di sette giorni è stato sostituito col più ampio termine di quindici giorni per effetto della novella dell’art. 14, comma 2, della l. 1 marzo 2001, n. 63.

132 Sez. 1a, 30 gennaio 2001, n. 15045, confl. comp. in proc. Criscuolo ed altri, rv. 218296, cui sono seguite ulteriori decisioni conformi.

133 Sez. 1a, 2 febbraio 2005, n. 7065, confl. comp. in proc. Jovanovic, rv. 230888.

134 Ad es.: Sez. 1a, 20 ottobre 2000, n. 6238, confl. comp. in proc. Amato, rv. 218177.

135 Sez. 1a, 3 febbraio 1995, n. 681, confl. comp. in proc. Orlando, rv. 201017.

136 Sez. 4a, 22 maggio 1992, n. 578, Trimarco, rv. 191838.

137 Tra le altre, Sez. 1a 2 novembre 2004, n. 43938, Confl. comp. in proc. Aversa, rv. 229888

138 Ad es.: Sez. 3a, 10 giugno 1999, n. 2185, rv. 214941.

139 Il principio che la remissione di querela rilevi anche se intervenuta dopo un ricorso inammissibile è stato affermato da Sez. un., ud. 25 febbraio 2004, n. 24246, Chiasserini, rv. 225781.

140 In effetti la giurisprudenza intervenuta prima delle Sezioni unite aveva già ammesso la possibilità dell’impugnazione da parte del procuratore generale: ad es., Sez. 4a, 12 luglio 2004, n. 34198, P.G. in proc. Santelli, rv. 230404.


141 La preclusione riguarda, per la precisione, la sentenza assolutoria di primo grado pronunciata perché il fatto non sussiste o perché l’imputato non lo ha commesso (art. 593, comma 2, c.p.p.). Il gravame non può intervenire neppure a titolo incidentale (art. 595 c.p.p.), in caso di impugnazione del pubblico ministero, posto che “il potere di proporre appello incidentale non spetta a chi è privo del potere di proporre quello principale” (Sez. un., ud. 18 giugno 1993, n. 7247, Rabiti, rv. 194313).

142 E’ significativo che già siano intervenute nuove dichiarazioni di manifesta infondatezza della stessa questione: Sez. 6a, 24 giugno 2005, n. 33751, Bellato, rv. 232045.


143 Valga per tutte il riferimento a Sez. 5a, 25 febbraio 2005, n. 12806, De Finis, rv. 231695, che ha negato la violazione del divieto di reformatio in peius nel caso in cui la pena complessivamente inflitta con la sentenza oggetto del ricorso sia inferiore a quella inflitta nei gradi precedenti pur se il giudice, in seguito ad annullamento con rinvio della sentenza d’appello, determini taluni aumenti conseguenti alla continuazione in modo diverso e meno favorevole per l’imputato rispetto ai calcoli effettuati dal giudice di primo grado, dal momento che il divieto atterrebbe alla parte dispositiva della sentenza e non si estenderebbe alla motivazione.

144 Ad es., Sez. 4a, 10 ottobre 2000, n. 4585, Bettini, rv. 217254.

145 Una affermazione incidentale in tal senso si rinveniva anche in Sez. un., c.c. 25 marzo 1998, n. 6, Giangrasso, rv. 210872.

146 Sez. 5a, 15 settembre 2004, n. 36450, Communara, rv. 230238.

147 Sez. 4a, 1 marzo 2005, n. 7630, P.G. in proc. Marchiorello, rv. 231136.

148 Non costituendo una sentenza di non luogo a procedere, pronunciata in esito all’udienza preliminare, il provvedimento de quo non è suscettibile di appello ex art. 428 c.p.p.

149 In precedenza, con riguardo alla sentenza ex art. 129 c.p.p. pronunciata dopo la richiesta del decreto penale di condanna, Sez. un., ud. 11 maggio 1993, n. 6203, P.M. in c. Amato, rv. 193744.

150 Vengono riprese in particolare riflessioni avviate in un precedente relativamente remoto: Sez. 6a,, 20 gennaio 1998, n. 95, P.M. in proc. Palpacelli, rv. 210833.

151 Sez. 6a, 11 luglio 2002, n. 30758, Fiorentino, rv. 222355.

152 Da ultimo, Sez. 6a, 4 febbraio 2004, n. 4316, Pirrottina, rv. 228374.

153 Nel senso della inammissibilità della sospensione, Sez. 1a, 23 ottobre 2001, Nicolao, rv. 200736.

154 Sez. 3a, 22 maggio 2001, n. 20693, Micelli, rv. 219516; Sez. 1a, 8 ottobre 2004, n. 46236, Merosi, rv. 230318.

155 Sez. 3a, 10 aprile 2002, n. 13651, P.G. in c. De Filippo, rv. 221368.

156 Sez. 5a, 6 novembre 2002, n. 11345/03, Dell’Utri, rv. 224112; Sez. 3a, 18 giugno 2003, n. 35219, Guidetti, rv. 226235.

157 Sez. 1a, 10 luglio 2003, n. 35509, Catanzaro, rv. 226450.

158 Ord. 26 maggio 2005, n. 211.

159 Tra le altre, Sez. 1a, 5 novembre 2003, n. 3851, Ecchili, rv. 226955.

160 Sez. 1a, 18 novembre 2004, n. 48369, Morelli, rv. 229361.

161 Cfr. Sez. 1ª, 28 aprile 1999, n. 3282, Para e altri, rv. 213725.

162 V. Sez. 1ª, 7 novembre 2003, n. 46250, Capecchi, rv. 226627.

163 Sez. 1a, 20 maggio 2003, n. 30130, Calderon, rv. 226134; Sez. 1a, 11 novembre 2004, n. 46085, P.G. in proc. Hadir, rv. 230191.

164 Sez. 1a, 14 dicembre 2004, n. 782, P.G. in proc. Sheqja, rv. 230586; Sez. 1a, 18 maggio 2005, n. 22161, Ben Dhafer, rv. 232104.

165 Nel senso dell’abnormità, ad es., Sez. 6a, 24 novembre 1992, n. 4162, P.m. in proc. ignoti, rv. 194515. Nel senso della mera illegittimità, con la conseguente irrilevanza del termine arbitrariamente apposto, Sez. 6a, 14 giugno 1993, n. 1811, P.m. in proc. ignoti, rv. 196000.

166 Nell’ordinanza, anche attraverso una citazione testuale dei lavori preparatori della legge Carotti, si pone in specifico rilievo che l’apposizione di termini per la durata delle ulteriori indagini autorizzate contro ignoti aveva costituito l’obiettivo dichiarato, tra gli altri, della riforma dell’art. 415 c.p.p.

167 Sez. 4a, 4 maggio 2005, n. 31355, P.m. in proc. ignoti, rv. 231742.

168 Sez. 6a, 12 dicembre 2002, n. 1295, P.m. in proc. ignoti, rv. 223588.

169 Sent. 24 aprile 2002, n. 135.

170 Anzitutto Sez. 6a, 10 novembre 1997, n. 4397, Greco, rv. 210063, e varie successive, fino a Sez. 4a, 19 gennaio 2005, n. 11181, Besnik, rv. 231047.

171 Ad es., Sez. 4a, 18 giugno 2003, n. 44484, Kazazi, rv. 226407.


172 Sez. 6a, 5 ottobre 2001, n. 38464, Zaborra, rv. 220341.

173 Sez. 4a, 30 settembre 2004, n. 43261, Giancristofaro, rv. 229435; Sez. 4a, 12 maggio 2004, n. 25332, Dibiase, rv. 228938.


174 Sez. 1a, 12 maggio 2000, n. 7383, Monetto, rv. 216275.

175 Sez. 3a, 26 agosto 1999, n. 10634, Stacchini, rv. 214038.

176 Sez. 3a , 6 aprile 2004, n. 28682, Bertalli, rv. 229422.






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