Redditometro a giovani «bamboccioni»: fac-simile di ricorso


IN DIRITTO Nel merito del Ruolo nr. 2011/



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IN DIRITTO

Nel merito del Ruolo nr. 2011/_______.

La cartella di pagamento costituisce il primo atto fin qui notificato, avente all’un tempo la duplice natura di atto amministrativo di accertamento e di riscossione, visto l’art. 19, co. 3, ultima parte, D.Lgs. 546/1992, nonché Cass. 20 ottobre 2010, n. 21515; si illustrano, qui seguito, le ragioni per cui la ricorrente non poteva essere ritenuta società non operativa ai sensi dell’art. 30, L. 23 dicembre 1994, n. 724.

Le specifiche tecniche approvate con provvedimento 15 febbraio 2008, applicabili alle modalità di compilazione e trasmissione del modello Unico 2008 fanno discendere un automatismo di compilazione del Modello RF, in particolare per quanto riguarda il prospetto per la verifica dell’operatività contenuto nel quadro anzidetto, «che non consente di sottrarsi all’indicazione del reddito minimo presunto nel Quadro RN» (così, risposta Eutekne dd. 20 aprile 2011, All. B).

Ne derivò la necessitata inclusione, al rigo RN6 del modello Unico 2008 (All. C), dell’importo di € ___________, e cioè il reddito presunto dall’art. 30, L. 724/1994, in luogo del reddito effettivo, negativo per € ___________, indicato al rigo RN2.

Si precisa che la società fu obbligata a compilare in questo modo il modello Unico 2008, pena l’impossibilità telematica di provvedere all’inoltro del supporto dichiarativo.

Ancora, stante la vigente formulazione del testo normativo di riferimento, art. 30, co. 4-bis, L. 724/1994, «(...) la società interessata può richiedere la disapplicazione delle relative disposizioni antielusive (...)», ma non ne è obbligata. Nel caso di specie, poi, per l’anno pregresso, il 2006, la competente A.F. ebbe già a denegare la disapplicazione della norma de qua e non essendo mutate le condizioni societarie, non vi era ragione per richiedere la disapplicazione anche per l’anno successivo.

Ne consegue che:

  • la società non poté diversamente compilare il modello Unico;

  • non formulò istanza di disapplicazione, in quanto altro non avrebbe potuto fare che ribadire le osservazioni addotte per l’anno precedente, cassate come non adeguate dalla stessa A.F. procedente.

Di seguito si illustrano le ragioni, che, ad avviso di parte, giustificano la mancata debenza del tributo, ricorrendo numerose violazioni dei dettami costituzionali ed essendo più che palesi le oggettive situazioni che hanno reso impossibile il conseguimento dei ricavi presunti.

1. Gli effetti tributari perversi derivanti dal contenuto dispositivo dell’art. 30, co. 1, L. 23 dicembre 1994, n. 724. Confliggenza e violazione dell’art. 1, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, perpetrate dall’art. 30, L. 724/1994.

Si vedano i precedenti articoli sul tema de quo (...).



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