Regione emilia-romagna


Oggetto: Audizione “Problematiche Whirlpool”



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14.02.2020
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Oggetto: Audizione “Problematiche Whirlpool”.

PRESIDENTE (Marrazzo): Buongiorno a tutti. Diamo inizio ai lavori della Commissione.

Sicuramente è una delle Commissioni, almeno in termini di audizioni, più importanti che facciamo in questo momento. La vicenda Whirlpool è di una gravità per me inaudita, e non credo di usare un aggettivo sbagliato, perché è in gioco il futuro industriale del Mezzogiorno e della Campania stessa. Qualcuno pensa che il sud debba essere il posto dove si vive solo di turismo o facendo i camerieri o facendo gli imprenditori del settore. Abbiamo una grande storia industriale nella nostra Regione e teniamo a difenderla in tutti i modi possibili.

Quello che sta succedendo in questi giorni è veramente inimmaginabile, perché siamo passati da una fase industriale ad una fase esclusivamente finanziaria, dove non c’è attenzione nei confronti dei lavoratori, i lavoratori sono numeri, non c’è rispetto per i territori. Uso dire una frase: “Una perdita di un posto di lavoro in altri luoghi d’Italia è sicuramente un problema, da noi la perdita di un posto di lavoro è una tragedia”.

Almeno come storia personale, non vengo dal mondo del movimento delle lotte dei lavoratori e quant’altro, però l’altro giorno, quando sono stato all’Assemblea dei lavoratori della Whirlpool, devo dire la verità, mi sono emozionato. Sono capitato vicino a due giovani signore che, mentre ho ascoltato i Segretari nazionali e regionali dei diversi sindacati, mi raccontavano la storia della loro famiglia, sotto la targhetta del citofono potevano scrivere “Whirlpool” perché tutta la loro vita e dei loro genitori, erano impregnati dalla storia della Whirlpool.

Giusto per concordare il prosieguo dei lavori, darò la parola a tutti quelli che la chiederanno e che ne hanno titolo. La cortesia che chiedo a ognuno è di avere dei tempi ristretti, penso che ognuno di noi si sia fatto una cultura rispetto a questa vicenda. A noi interessa innanzitutto capire cos’è successo a Roma, al di là di quello che è il resoconto giornalistico, perché se dovessimo parlare solo del resoconto giornalistico mi viene veramente da chiedere a come si può pensare, un management di una multinazionale, di riconvertire uno stabilimento senza sapere in cosa dovrebbe essere la riconversione, a cosa dovrebbe servire nell’ambito del Piano industriale. A me sembra più la costituzione di una bad company, e questa è una cosa gravissima che non possiamo accettare.

Vi aggiungo che c’è una richiesta da parte del Partito Democratico di un Consiglio regionale monotematico straordinario, in cui si parlerà solo ed esclusivamente della crisi del settore industriale e – aggiungo – anche di quello della distribuzione perché dopo di questa avremo l’audizione relativa al Mercatone Uno, dove la vicenda non è così piccola come può apparire, innanzitutto perché i numeri sono grandi, parliamo di 1800 dipendenti, ma perché – ripeto – per noi è fondamentale mantenere i livelli occupazionali.

Per quanto mi riguarda, mi sono fatto un’idea rispetto alle cose che ho letto e alle cose che ho vissuto durante l’Assemblea. Non possiamo abbassare il livello di guardia nemmeno per un dipendente perché là si apre la faglia dove probabilmente la Whirlpool sta pensando che c’è un altro est rispetto all’Italia e tre persone chiuse in una stanza probabilmente decidono il destino di migliaia e migliaia di persone e soprattutto il destino di un territorio.

Posso dire, lo diranno anche i miei colleghi, lo dirà l’Assessore sicuramente, che come Regione Campania non faremo un millimetro indietro rispetto anche ad un solo occupato. Vogliamo solo ed esclusivamente il rispetto dell’accordo del 2018. Non è che qualcuno, che sia una multinazionale o una stramultinazionale, può venire qua, firmare degli accordi con il Governo italiano e dopo solo sei o sette mesi ritenere che quell’accordo non era più valido.

Una volta dissi alla proprietà, era una crisi dell’Auchan di Via Argine, mi dicevano che era particolarmente in perdita, domandai: “Il dirigente che decise di mettere quel grande ipermercato in quella zona è ancora vostro dipendente?”. Mi rispose: “Sì, è nostro dipendente”. Scusatemi, ma se questo vi ha fatto avere una perdita per quattro anni, è possibile che sia ancora vostro dipendente? È questo il livello.

Suggerirei di iniziare con le rappresentanze sindacali che si sono iscritte a parlare, in modo che ci dà anche una visione di quello che è successo a Roma.






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