Relatore: prof. Giuseppe mosconi introduzione



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73 “Beginning in six years, all employers would have to use a database to verify Social Security numbers of all employees. Increase maximum fines for employers of illegal workers from current 10,000$ to 40,000$ per violation and establishes prison sentences of up to 30 year for repeat offenders”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

74 “Rquires building double-layer fencing along 700 miles of the 2,000 miles border between Mexico and the United States”, “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

75 E’ una decisione della corte per la quale la discrezione giurisdizionale è fortemente limitata; ciò equivale a dire che per una sentenza di questo tipo sono previsti dei minimi di pena fissi e predeterminati che non possono essere modificati o attenuate. In California nel 1994 è stata introdotta la celeberrima “Three strikes law” una delle più importanti e controverse mandatory sentencing laws: chiunque sia condannato per tre reati gravi, dovrà affrontare un minimo di 25 anni di carcere.

76 Comunemente chiamati coyotes o polleros; per maggiori informazioni si veda il capitolo 4 di questa tesi.

77 “Requires mandatory detention for all non-Mexican illegal immigrants arrested at ports of entry or at land and sea borders; Establishes mandatory sentences for smuggling illegal immigrants and for re-entering the United States illegally after deportation”, “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

78 Il “Comprehensive Immigration Reform Act”, venne approvato con una maggioranza di 62 voti contrp 36 con 2 astenuti. “Immigration Reform Proposals, Key Fact Analisys”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

79 “The Senate bill set the stage for a summer clash with he House conservatives, who passed a starkly different immigration measure in December. The House bill toughened penalties for entering the country illegally and tightened border security, but provided no new guest worker or path to citizenship program”, “Immigration Reform Proposals, Key Fact Analisys”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

80 Si vedano i paragrafi 1.2 e 1.3 di questo capitolo.

81 E’ il termine con il quale gli anti-immigrants advocates si riferiscono agli immigrati senza documenti che, entrando illegalmente negli Stati Uniti e rimanendovi senza autorizzazione, violano le leggi sull’immigrazione. Vedremo come il punto più controverso del dibattito sulla riforma dell’immigration system sia appunto il programma di lavoro temporaneo con il quale, secondo i conservatori anti-immigrazione, si verrebbe a concedere l’amnistia ai 12 milioni di senza documenti soggiornanti negli Stati Uniti.

82 “Allows illegal immigrants who have been in the country five years or more to remain, continue working, and eventually become legal permanent residents and citizens after paying at least $3,250 in fines and fees, paying back taxes, and learning English”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

83 Sono lelocalità distribuite lungo il confine con il Messico dalle quail si può accedere legalmente negli Stati Uniti, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni. Per un elenco completo di tutte le ports of entry sia sul confine con il Canada che sul confine con il Messico, si veda il sito www.cbp.gov, dedicato al “U.S. Custom and Border Protection”.

84 “Requires illegal immigrants in the United States between two and five years to go to a point of entry at the border and file an application to return. Requires those in the country less than two years to leave”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

85 “Creates a special guest-worker program for an estimated 1.5 million immigrant farm workers, who could also earn legal permanent residency. Increases the number of H1-B visas for skilled workers from 65,000 to 115,000 annually, beginning in 2007. Immigrants with certain advanced degrees would not be subject to the caps, which could rise by 20 percent depending on labor market demands. Provides 200,000 new temporary guest-worker visas a year”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

86 “Requires employers and subcontractors to use within 18 months an electronic system to verify that new hires are legal. Increases the maximum fine on employers for hiring illegal workers to $20,000 for each worker and imposes jail time for repeat offenders”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

87 “Authorizes 370 miles of new triple-layer fencing plus 500 miles of vehicle barriers along the U.S.-Mexico border. Authorizes hiring an additional 1,000 Border Patrol agents this year, for a total of 3,000 more agents this year. Authorizes an additional 14,000 Border Patrol agents by 2011 to the current force of 11,300 agents. Authorizes additional detention facilities for apprehended illegal immigrants”. “Immigration Reform Proposals”, www.washingtonpost.com, May 25, 2006.

88 Con questo termine mi riferisco al fatto che oltre alle misure di militarizzazione del confine e di controllo, volte a fermare l’illegalità, il Senate bill, creando un programma di lavoro temporaneo, sebbene un tale programma non sia esente da critiche, si propone di trovare una soluzione per i 12 milioni di immigrati attualmente residenti negli Stati Uniti. Vedremo nei prossimi capitoli, e in particolare nel capitolo sul Bracero Program, come una tale disposizione se non inserita in una riforma organica nella quale tutte le componenti operino in modo unitario, può essere estremamente pericolosa per i diritti dei lavoratori temporanei.

89 Nella proposta di riforma di Bush, non vi era infatti la possibilità per il guest worker di legalizzare il proprio status e alla fine del periodo di lavoro egli avrebbe dovuto ritornare in patria e fare richiesta di regolarizzazione tramite i canali legali esistenti. Questo estratto da un articolo reperibile on-line dal sito www.ucdavis.edu, ci fa capire in che cosa il Senate bill differisce dal temporary worker program di Bush: “After registration that person [illegal worker already in the U.S.]is now legal, let’s say, for the three years of this program if the unauthorized worker took the employer’s letter to DHS, paid a registration fee, and then received a three-year renewable visa. There is no clear path from this work visa to immigrant status: there is no linkage between participation in this program and a green card; one must go home upon conclusion of the program”. “Bush: Legalization, AgJOBS”, Migration News, Vol. 11 No. 1, January 2004.

90 “On the U.S. side, federal policies that established migration networks between the United States and Mexico arguably began in the 1920s, when Congress specifically excluded the Western Hemisphere from the newly enacted immigration caps so as not to limit the flow of Mexican immigrants”. Estratto da un saggio scritto da Mark Krikorian per il “Center for Immigration Studies” intitolato, “Flawed Assumptions Underlying Guestworkers Programs”, www.cis.org, February 2004.

91 “Beyond Smoke and Mirrors, Mexican Immigration in an Era of Economic Integration”, Douglas S. Massey, Jorge Durand, Nolan J. Malone, Russell Sage Foundation, New York, 2002, p. 35.

92 “No One is Illegal: Fighting Racism and State Violence on the U.S.-Mexico Border”, Justin Akers Chacón, Mike Davis, Haymarket Books, Chicago, 2006, p. 147. Gli autori mettono in luce come durante questo periodo i salari retribuiti per gli impieghi nel settore agricolo fossero molto bassi, appena sufficienti per soddisfare i bisogni fondamentali di sussistenza dei lavoratori.

93 “Beyond Smoke and Mirrors, Mexican Immigration in an Era of Economic Integration”, Douglas S. Massey, Jorge Durand, Nolan J. Malone, p. 35.

94 Ibidem.

95 Nell’Aprile del 1942, l’Immigration and Naturalization Service di congiunto con i Departments of Justice, Labor, State, Agricolture e la War Manpower Commission, diede il via ai lavori per l’ideazione di un programma tramite il quale importare lavoratori dal Messico. “Inside the State: the Bracero Program, Immigration and the INS”, Kitty Calavita, Routledge, New York, 1992, p. 19.

96 Il termine bracero viene dalla parola spagnola brazo che significa “braccio”, in italiano l’equivalente è bracciante, che si riferisce alla condizione di colui che lavora nei campi usando le proprie braccia molto spesso venendo sfruttato e sottopagato.

97 “Inside the State: the Bracero Program, Immigration and the INS”, Kitty Calavita, Routledge, New York, 1992.

98 Durante la prima metà del Ventesimo secolo, la popolazione del Messico aumentò ad un tasso approssimatamene del 3.5 percento all’anno. Fu tra il 1940 e il 1950 che si verificò il boom demografico. Durante questi dieci anni la popolazione del Messico aumentò da 19,5 milioni a 25.5 milioni, un aumento di più del 30 percento. Dati forniti dalla “Dirección General de Estadística, Compendido Estadístico, 1951, pp. 7-9 and 72, citati nel libro “The Bracero Program: Interest Groups and Foreign Policy”, Richard B. Craig, Texas University Press, Austin and London, 1971.

99 “Inside the State: the Bracero Program, Immigration and the INS”, Kitty Calavita, Routledge, New York, 1992.

100 Dal 1943 al 1945 più di 100.000 lavoratori vennero reclutati per lavorare nelle ferrovie. Per un’analisi approfondita di questo programma, meno conosciuto del Bracero Program, ma egualmente interessante, si veda il libro “The Tracks North: The Railroad Bracero Program of World War II”, Barbara A. Driscoll, University of Texas Press, 1999.

101 Con questo termine ci si riferisce a tutte quelle mansioni per cui non servono particolari abilità o un’educazione specifica.

102 Col finire della Seconda Guerra Mondiale, il cosiddetto wartime bracero program fu terminato. Dopo un brevissimo periodo, dal 1947 al 1951, in cui il reclutamento dei braceros era ritornato compito esclusivo degli employers, la guerra in Korea fornì da giustificazione per l’attivazione di un nuovo programma. Con l’approvazione di Public Law 78, che discuterò in seguito, si creò la base statutaria per il Bracero Program, fino alla sua terminazione nel 1964.

103 “The Bracero Program: Interest Groups and Foreign Policy”, Richard G. Craig, University of Texas Press, Austin & London, 1971.

104 Ibidem.

105 “The Bracero Program”, www.farmworkers.com.

106 Con questa espressione ci si riferisce agli Stati Uniti, situati al Nord del confine rispetto al Messico. “El Norte” assume inoltre un connotato simbolico per tutti i migranti in cerca di un futuro migliore.

107 “The Bracero Program left a definite imprint on border towns. Men brought north to work in the program passed through border towns in a steady stream. Those who stayed on in Mexico’s North swelled the population of those cities, frequently moving their families from the interior in order to be close to them during the off season. Further contributing to the floating population of the border cities were deportations carried out by the U.S. Immigration and Naturalization Service”, Estratto dal libro “The U.S. Mexican Border in the Twentieth Century: A History of Economic and Social Transformation”, David E. Lorey, Roman and Littelfield, 1999.

108 “Farm Bureau is an independent, non-governmental, voluntary organization governed by and representing farm and ranch families united for the purpose of analyzing their problems and formulating action to achieve educational improvement, economic opportunity and social advancement and, thereby, to promote the national well-being. Farm Bureau is local, county, state, national and international in its scope and influence and is non-partisan, non-sectarian and non-secret in character. Farm Bureau is the voice of agricultural producers at all levels.
In 1919, a small group of farmers from 30 states gathered in Chicago and founded the American Farm Bureau Federation. Their goal – speaking for themselves through their own national organization. Farm Bureau soon became the voice of agriculture at the national level.
The purpose of Farm Bureau is to make the business of farming more profitable, and the community a better place to live. Farm Bureau should provide an organization in which members may secure the benefits of unified efforts in a way which could never be accomplished through individual effort.” – Statement originally approved by Farm Bureau members in 1920.
While issues and challenges have changed for America's farmers and ranchers over the past eight decades, the mission and goals of Farm Bureau have remained true to that spirit. Farm Bureau members have become more vocal in speaking out on issues of concern for the nation's farmers and ranchers”
. Per maggiori informazioni si veda il sito ufficiale di questa organizzazione, www.fb.org.

109 Come spiegato da Gamboa, nonostante il fatto che il contratto fosse loro spiegato prima della firma, la maggior parte dei lavoratori non ne comprendevano in minima parte i termini e le condizioni. L’idea che un giovane proveniente da una piccola comunità rurale per esempio nel Michoacan potesse destreggiarsi tra le clausole di un contratto era semplicemente assurda. In realtà essi erano solamente consapevoli del fatto che sarebbero andati a lavorare negli Stati Uniti. “Mexican Labor and World War II”, Erasmo Gamboa, University of Texas Press, Austin, 1990.

110 Come afferma Kitty Calavita, i termini del contratto non erano minimamente negoziabili, anche se ai braceros veniva permesso di eleggere dei rappresentanti per discutere i casi di lamentela nei confronti dei datori di lavoro. Questo non era però un meccanismo che coinvolgesse la ridiscussione dei termini del contratto.

111 “The Official Bracero Agreement: General Provisions”, www.farmworkers.org.

112 Ibidem.

113 Ibidem.

114 “U.S.Temporary Worker Programs: Lesson Learned”, Doris Meissner, Migration Policy Institute, March 1, 2004, www.migrationinformation.org.

115 “The Bracero Program”, www.farmworkers.com.

116 Per maggiori informazioni su queste dinamiche si veda il libro pubblicato da Kitty Calavita nel 1990 “Inside the State: the Bracero Program, Immigration and the INS”, un resoconto completo e dettagliato del ruolo dei questa agenzia statale nel Bracero Program.

117 In particolare i programmi H-2A, per lavoratori agricoli ,low-skilled e il programma H-2B, dedicato a lavoratori non-agricoli stagionali. I datori di lavoro lamentano l’eccessiva macchinosità di questi due programmi tramite quali non si riesce ad assicurarsi un numero adeguato di lavoratori in tempi brevi. Il limite massimo dei permessi di lavoro temporaneo è di 66.000 per entrambi i programmi, troppo esiguo viste la grandissima richiesta di lavoratori stranieri.

118 Philip Martin in un saggio intitolato “Guestworker Programs for the 21st Century” reperibile sul sito www.cis.org, in una critica ai programmi di lavoro temporaneo così si esprime “Farm employers have been pressing for an alternative guestworker program since 1964, when the Bracero Program was ended in the midst of the Civil Rights movement”.

119 In “No One is Illegal”, Justin Akers Chacón afferma che dopo la fase iniziale degli anni della Guerra, i braceros di fatto venivano importati ed usati come krumiri per contrastare i tentativi di azione sindacale o di auto-organizzazione dei contadini al fine migliorare le condizioni lavorative nei campi e rivendicare i propri diritti.

120 “Inside the State”, Kitty Calavita, Routledge, 1990.

121 Ernesto Galarza, Merchants of Labor: The Mexican Bracero Story , Santa Barbara, McNally and Lofton, 1964.

122 La “Commission on Migratory Labor” istituita dal presidente Truman afferma che dal 1942 al 1947, “The negotiation of the Mexican International Agreement is a collective bargaining situation in which the Mexican Government is the representative of the workers and the Department of State is the respresentative of our farm employers”. Solo dopo il 1951 il Governo Statunitense si assunse direttamente il compito di provider of labor.

123 Introdotta nel 1951 come forma emendata della legge S. 984, introdotta dal Senatore Ellender, questa legge andava a definire il Governo Americano come responsabile della contrattazione dei braceros tra il Governo Messicano e i grandi coltivatori americani. Il Governo, tramite il Department of Labor diventava così il solo e unico “provider of labor”; ciò voleva dire l’istituzionalizzazione del Bracero Program che da misura temporanea divenne uno strumento permanente nelle mani del Governo stesso per reclutare manodopera messicana. Per un’analisi dettagliata su questo ed altri aspetti vedi “The Bracero Program: Interest Groups and Foreign Policy”, Richard B. Craig, University of Texas Press, Austin & London, 1971.

124 Quoted in Rivas Rodriguez, Mexican-Americans, p. 275.

125 “No One Is Illegal”, Justin Akers Chacòn, Mike davis, Chicago, Haymarketbooks, 2006

126 “For the growers the program was a dream: a seemingly endless army of cheap labor, unorganized workers brought to their doorstep by the government”. Calavita.

127 “The Bracero Program, Interest Groups and Foreign Policy”, Richard B. Craig. University of Texas Press, Austin and London, 1971: “The contract, legally supported by the United States government, afforded the bracero the following guarantees: payment of at least the prevailing area wage received by natives for performing a given task, employment for three-fourths of the contract period, adequate and sanitary free housing, decent meals at reasonable prices, and free transportation back to Mexico once contract period was completed”.

128 Dal 1942 al 1952, l’INS arrestò più di due milioni di lavoratori senza documenti, la maggior parte Messicani. In questi anni il numero degli immigrati illegali impiegati nelle coltivazioni era di molto superiore a quello dei legal braceros. Calavita, p.31.

129 Di fatto l’INS incoraggiò in questi anni l’immigrazione clandestine, non operando deliberatamente i controlli nelle farms, per garantire l’afflusso di manodopera a basso costo.

130 “The Bracero Program, Interest Groups and Foreign Policy”, Richard B. Craig. University of Texas Press, Austin and London, 1971, p. 4.

131 “In a dramatic effort to impose control, in June 1954 the Eisenhower administration launched Operation Wetback, which resulted in the deportation of hundreds of thousands of Mexicans”, estratto da “Border Games”, Peter Andreas, Cornell University Press, 2000, p. 34.

132 “Operation Wetback”, www.wikipedia.com.

133 “Operation Wetback”, www.tsha.utexas.edu.

134 “Inside the State: The Bracero Program. Immigration, and the INS” Kitty Calavita (New York: Routledge, 1992), p. 21.

135 “No One Is Illegal” Justin Akers Chacòn, Mike davis, Chicago, Haymarketbooks, 2006, p. 140.

136 Ibidem.

137 “The Bracero Program was the real starting point of the massive process of Mexican migration to the United States, despite efforts by the U.S. and Mexican governments to stop undocumented migration. Durinig almost two decades, migrants acquired important knowledge about how to cross the border and where to find jobs, and they developed social networks that would be of help to plan and to carry out the journey. Through this they were able to migrate without the support of any program, they were also able to migrate without documents. Further, the formation of social networks promoted the continuing concentration of Mexican immigrants in their traditional destinations, Los Angeles and Chicago areas, Texas and Arizona”, estratto dal libro “Migration and Immigration: a Global View”, Marixsa Alicea, Maura Isabel Toro-Morn, Greenwood Press, 2004, p. 134.

138 Philip Martin, nel suo saggio così intitolato, cerca di mettere in luce come adottare un programma di lavoro temporaneo non porti dei veri benefici in termini di riduzione dell’immigrazione clandestina in un paese. Facendo riferimento agli Stati Uniti e al Bracero Program, egli mette in luce che tale programma si basava sostanzialmente su “distortion and dependance” e che ha avuto conseguenze fortemente negative a lungo termine sull’economia del settore agricolo, bloccando l’innovazione e abbassando la qualità delle condizioni lavorative. Il testo completo di questo saggio è reperibile on-line, http://www.cis.org/articles/2001/.

139 “Migration and Immigration: a Global View”, Marixsa Alicea, Maura Isabel Toro-Morn, Greenwood Press, 2004.

140 Ibidem.

141 Su questo punto è bene riflettere su quanto sostenuto da Kitty Calavita nel libro “Inside the State”: “There is no doubt that illegal immigrants provide a substitute for the bracero of the past, not only for agricultural employers but increasingly for urban sectors of the economy as well. More captive and vulnerable than U.S. citizens or permanent residents, undocumented immigrants work scared and hard”. Credo sia importante focalizzare questo problema in quanto è possibile che un nuovo programma di lavoro temporaneo possa essere utilizzato solamente per dare un volto “legale” all’assunzione di manodopera a basso costo che verrà di fatto trattata allo stesso modo dei lavoratori senza documenti. Il timore è quello di un livellamento verso il basso del rispetto dei diritti fondamentali che avvicini i guest workers alla condizione degli illegals.



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