Relazione comunicativa



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UNITÀ 1: LE PRINCIPALI TEORIE PSICOLOGICHE A DISPOSIZIONE DELL’OPERATORE SOCIO SANITARIO

Le conoscenze psicologiche comprendono:



  • LA PERSONALITÀ

  • RELAZIONE COMUNICATIVA

  • BISOGNI

  • PSICOTERAPIE

1.1 LE TEORIE SULLA PERSONALITÀ

PERSONALITÀ: definizione




Insieme delle caratteristiche del comportamento individuale che si mantengono stabili nel variare degli ambienti e delle circostanze


Secondo il senso comune, la personalità è intesa come…………………………………………………………………

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Etimologicamente, personalità deriva da “persona” che in latino significa “maschera”. Ci si riferiva a quella maschera fissa che gli attori indossavano nelle rappresentazioni teatrali per essere immediatamente riconoscibili nel loro ruolo.

Conoscere la personalità serve per prevedere come si comporta un individuo in un dato momento e in determinate circostanze

Ci sono diverse teorie sulla personalità tipologiche ( Sheldon)

dei tratti ( Cattel)

del campo ( Lewin)

psicoanalitiche ( Freud – Adler – Jung – Lacan)

transazionale ( Berne)

TEORIE TIPOLOGICHE: premessa

Ippocrate, medico greco vissuto nel 400 A.C, elabora una teoria della personalità partendo dall’idea dell’esistenza di una corrispondenza tra caratteristiche fisiche e psicologiche di un individuo. Secondo lui, in ognuno di noi ci sono 4 “umori” o fluidi vitali, ciascuno con caratteristiche specifiche. La prevalenza di uno di questi determina la qualità del temperamento.

Esempio: la prevalenza del


  • sangue corrisponde ad un temperamento sanguigno, cioè …



  • flegma ( catarro) corrisponde ad un temperamento flemmatico cioè….



  • bile gialla corrisponde ad un temperamento collerico, cioè….



  • bile nera corrisponde ad un temperamento malinconico, cioè….

Collega ciascuno degli aggettivi seguenti alla prevalenza di uno degli umori:

pessimista, vivace, prudente, aggressivo, triste, permaloso, introspettivo, estroverso, impulsivo

LA TEORIA TIPOLOGICA DI SHELDON

Come Ippocrate, anche Sheldon, psicologo statunitense della prima metà del ‘900, parte dalla corrispondenza tra caratteristiche fisiche e psicologiche.

Le caratteristiche fisiche, tuttavia, anzicchè basarsi sulla presenza di umori corporei, riguardano l’identificazione di tre strutture corporee che derivano da tra elementi fondamentali dell’embrione umano ( somatotipi)


  • s. endomorfico: ( da endoderma, ossia struttura embrionale da cui si sviluppano l’apparato digerente e respiratorio). L’individuo appare tondeggiante, cioè……



  • s. mesomorfica: ( da mesoderma, ossia struttura embrionale da cui si sviluppano l’apparato muscolare e scheletrico, il cuore e i vasi sanguigni). L’individuo appare robusto e muscoloso, cioè…………



  • s. ectomorfica: ( da ectoderma, ossia la struttura embrionale da cui si sviluppano la pelle e il sistema nervoso). L’individuo appare snello, longilineo e non muscoloso, cioè….

Collega ciascuno dei tratti di temperamento seguenti ad ogni somatotipo:

sedentario, socievole, emotivo, energico, ambizioso, avventuroso, aggressivo, riservato, timido, inibito, autocontrollato, riflessivo

LA TEORIA DEI TRATTI: CATTEL

Cattel, psicologo statunitense del ‘900, abbandona il punto di partenza precedente basato sull’esistenza di una corrispondenza tra caratteristiche fisiche e psicologiche.

Elabora una teoria della personalità basata:


  1. sulla presenza di caratteristiche esclusivamente psicologiche

  2. sull’adozione di un metodo rigorosamente oggettivo: osservazione ed elaborazione statistica

Con il test 16 PF ( sixteen Personality Factor Questionnaire) individua ben 16 fattori base della personalità, o tratti stabili che appartengono all’individuo. Ciò che differenzia un individuo dall’altro è l’intensità di ciascuno di essi.

I tratti sono indagati a uno a uno e ciascuno secondo una scala che va da un minimo ad un massimo di intensità.

Esempio: relativamente al tratto “fiducia negli altri”, si va da un minimo, cioè sospettosità, diffidenza, ad un massimo, ossia fiducia incondizionata.

Tale questionario è ancora oggi uno degli strumenti usati nella selezione del personale. Uno, in quanto la personalità non è solo composta da caratteristiche stabili che appartengono all’individuo. Ciò che spiega il perché di un comportamento, infatti, non è semplicisticamente la presenza di un tratto stabile ma l’interazione di fattori stabili , ambientali, di circostanza.

È ciò che comprese Lewin, con la sua teoria “del campo”

LA TEORIA DEL CAMPO: LEWIN

Fu K. Lewin, psicologo tedesco del primo ‘900, ad utilizzare la teoria del campo nello studio del comportamento umano

Campo: spazio di vita dell’individuo. Insieme di fatti che accadono e il modo in cui l’individuo se li rappresenta, li vive, li percepisce, sulla base di forze psichiche, interiori come la motivazione, l’interesse, le esperienze passate….

Secondo questo studioso, il comportamento è la conseguenza diretta di “tensioni psichiche” o forze che emergono dall’interno dell’individuo, e la situazione esterna




Dinamica della personalità e spazio di vita
Secondo Lewin, quindi, non è possibile spiegare il comportamento umano ( comprendere la causa di un comportamento) secondo la logica comportamentista in base alla quale lo stesso stimolo esterno attiva sempre la stessa risposta del soggetto.
La spiegazione del comportamento sta nella formula seguente: C = f ( P,A), ovvero il comportamento è funzione della relazione tra la Persona e l’Ambiente psicologico.

Lo Spazio di vita, cioè l’insieme di Persona e Ambiente psicologico, si divide in regioni

Esempio: la scuola, la famiglia, il tempo libero, ……. Sono regioni dell’ambiente psicologico di una persona
Anche la Persona comprende un insieme di regioni.

Esempio: la regione interno-personale è quella relativa all’insieme di tutti i processi psichici che riguardano la sfera cognitiva, affettiva e sociale, come il modo di prestare attenzione, di memorizzare, di vivere i nostri sentimenti, di seguire un’inclinazione, un interesse…


Perché la teoria del campo può servire a un operatore?

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…………………………………………………………………………………………………………

Analizziamo con un esempio:

Carletto, ragazzino di 14 anni, generalmente tranquillo, riflessivo, un bel giorno risponde in modo impulsivo al suo amico.

Il suo comportamento è dato dall’interazione tra ambiente psicologico e regione interno personale

In questo caso:

regione interno-personale: …………………………………………………………………………


regione ambiente psicologico: ……………………………………………………………………..
la situazione relativa alla regione interno personale fa sì che Carletto attribuisca all’ambiente psicologico una valenza negativa

LE TEORIE PSICANALITICHE DELLA PERSONALITÀ: FREUD – ADLER

FREUD: DUE PUNTI DI VISTA DI STUDIO DELLA MENTE

Freud ha analizzato la mente da due punti di vista diversi

Nella topica, cioè nella prima formulazione della sua teoria, egli descrive la mente dal punto di vista TOPOGRAFICO

La mente è descritta come la piantina di una casa, formata da tre “locali”

Sono “Locali” che ospitano i nostri contenuti mentali

CONSCIO: ospita i contenuti mentali di cui siamo coscienti

PRECONSCIO: ospita quei contenuti mentali di cui non siamo temporaneamente coscienti ma che possono affiorare alla coscienza pensandoci sopra

SUBCONSCIO INCONSCIO: ospita l’insieme delle pulsioni di odio/amore.

Alimenta quei contenuti mentali rimossi che affiorano nei

Sogni Lapsus Atti mancati

Quando alcuni dei contenuti mentali rimossi sono affettivamente molto intensi provocano disturbi psicologici, come l’isteria. Freud li raccoglie nella categoria “nevrosi”.



Solo attraverso l’aiuto dell’analista, essi possono affiorare alla coscienza e permettere la guarigione.

Nella topica, cioè nella seconda formulazione della sua teoria, egli descrive la mente dal punto di vista STRUTTURALE.

La mente è descritta come un soggetto attivo formato da tre strutture, o istanze ( Freud le chiama proprio così) che sono: : l’ES, l’IO, il SUPER- IO.


  • L’ES: è innato ed è l’insieme delle pulsioni di odio/amore orientate al Principio di piacere. È inconscio. Si tratta degli impulsi vitali preposti alla soddisfazione dei nostri bisogni, a partire da quelli primari

  • L’IO: si forma durante il primo anno di vita. Coincide con la coscienza. È orientato al Principio di Realtà : cerca, cioè, strategie di soddisfazione dei desideri che siano compatibili con le norme e i divieti posti dal contesto. Una strategia con cui l’Io soddisfa i desideri è, per esempio, fantasticare, immaginare e sognare fantasie che vengono dall’inconscio. Un’altra strategia di soddisfazione è il saper aspettare il momento giusto: è come se l’io cercasse di acquietare l’ES dicendogli “aspetta…e vedrai…” . Con la crescita il bambino matura sul piano intellettivo. In questo modo, l’IO trova altre strategie più “sottili”, “intelligenti” per soddisfare le pulsioni. Ad esempio: trova altre motivazioni, interessi legati alla vita sociale come coltivare hobbies, impegnarsi in attività sportive, accettare sfide impegnative…

  • SUPER-IO: si forma tra i 3 e i 5 anni di vita, in seguito al Complesso di Edipo. È parzialmente conscio. Il SUPER-IO coincide con l’interiorizzazione di norme e divieti ed impedisce che desideri inconsci particolarmente intensi, considerati socialmente inaccettabili, affiorino alla coscienza.

LA DINAMICA DELLE TRE STRUTTURE: le tre strutture non operano isolatamente ma interagiscono tra loro, determinando il comportamento umano


IO



Super Io

ES

Pulsioni orientate al Principio di Piacere Pulsioni di Impegno Regole e Divieti/coscienza Morale

orientate al Principio

di Realtà (Interessi,

motivazioni, reazione

agli stimoli ambientali)

Il comportamento umano è la risultante di un’attività di mediazione dell’Io tra Es (il desiderio, ciò che vorrei

Il comportamento umano è la risultante di un’attività di mediazione dell’Io tra Es (il desiderio, ciò che vorrei fare) e Super io (la norma e il divieto, ciò che devo o non devo fare).

Alla base del comportamento i fattori inerenti le tre strutture si organizzano in modi diversi: alla base di ogni comportamento c’è una dinamica diversa tra i fattori. Facciamo tre esempi che spiegano come alla base di diversi comportamenti si verifichi il predominio di un fattore rispetto agli altri o viceversa una mediazione:


  1. Sto parlando con un mio amico il quale mi dà del “tonto”. Provo rabbia, una rabbia talmente intensa che non riesco a pensare e gli do una sberla. La pulsione dell’Es è una pulsione aggressiva, una pulsione di rabbia. Se non interviene il Super Io nel rimuovere quell’impulso e canalizzarlo altrove e l’io non è sufficientemente forte da controllare la pulsione, io agisco l’impulso. L’Es prevale sugli altri due fattori.



  1. Riprendiamo la situazione precedente, in cui il mio amico mi dà del “tonto”. La cosa mi offende, sento che qualcosa non va, ma non capisco bene cosa. Non dico nulla, ma a un certo punto mi viene un gran mal di testa. In questo caso il Super Io ha impedito all’impulso aggressivo di emergere e lo ha rimosso. La rimozione però non ha funzionato completamente e così il mio impulso aggressivo viene somatizzato. Somatizzare significa che l’impulso viene scaricato, ma non sull’altra persona, su di me. Scaricare l’impulso su di me è frutto di un compromesso tra il Super Io, che non permette che l’impulso venga agito, e l’Es, che comunque ha necessità di scaricare l’impulso. Il sintomo è un compromesso tra i due fattori. Questo tipo di funzionamento è la base dell’isteria.

  2. Ultimo caso: il mio amico mi dà del “tonto”. In questo caso sento che la cosa mi offende e mi fa arrabbiare. Mi rendo conto però che la mia rabbia è eccessiva rispetto alla provocazione e che probabilmente il mio amico non intendeva offendermi. A questo punto gli spiego che può anche evitare di darmi del tonto perché la cosa non mi fa piacere e posso sdrammatizzare con una battuta ironica, che mi permette di elaborare ulteriormente la pulsione aggressiva. In questo caso c’è un massiccio intervento di mediazione dell’Io. L’Io percepisce la pulsione dell’Es senza esserne sopraffatto e sa che non deve esprimerla senza che intervenga il Super Io a rimuoverla. A questo punto l’Io trova un modo adattivo di scaricare quella pulsione, di elaborare la rabbia e lo fa dando voce all’emozione: dico al mio amico che mi ha offeso e faccio una battuta: ”comunque non ti preoccupare, anche i migliori sbagliano”. Questo mi permette di scaricare la mia pulsione aggressiva senza danni per me o per gli altri.

Come si vede, non sempre è possibile il raggiungimento o il mantenimento di un buon equilibrio psicologico.

In alcuni casi, il disturbo psicologico è tale da dover ricorrere alla psicoterapia attraverso l’analisi dell’inconscio mediante l’interpretazione dei sogni e il metodo delle libere associazioni.

Normalmente, però, e quotidianamente, la situazione di equilibrio la manteniamo mettendo in atto “meccanismi di difesa”, inconsci, come:


  • La rimozione: è un meccanismo di difesa con cui il soggetto cerca di respingere o mantenere nell’inconscio contenuti psichici sgraditi come esperienze, ricordi che gli procurano sofferenza, o desideri giudicati imbarazzanti, vergognosi, comunque inadeguati per essere accettati dalla coscienza.

Esempio: ………………………………………………………………………………………………………………………………

  • La proiezione: è un meccanismo inconscio per mezzo del quale il soggetto attribuisce ad altri un proprio tratto negativo.

Esempio: ………………………………………………………………………………………………………………………………

  • La regressione: è un meccanismo inconscio con cui il soggetto torna a comportamenti infantili

Esempio: ………………………………………………………………………………………………………………………………

  • La sublimazione: è un meccanismo inconscio con cui il soggetto finalizza verso obiettivi socialmente utili una pulsione inconscia come l’odio

Esempio: ………………………………………………………………………………………………………………………………

Secondo te, perché la conoscenza dei principi fondamentali della psicoanalisi freudiana può servire a un operatore socio sanitario?

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ADLER: LA PSICOANALISI INDIVIDUALE

Psicologo freudiano viennese, si allontana dal maestro e fonda la “Società di Psicologia individuale”

Freud e Adler a confronto

Leggi attentamente ciascuna affermazione e prova ad individuare se si tratta di concezioni freudiane, adleriane o concezioni condivise da entrambi


  1. L’origine del disturbo psichico ha origine nell’inconscio

  2. L’origine di tutti i disturbi psichici sta nella presenza di desideri sessuali infantili, rimossi inconsapevolmente dal soggetto e finiti nell’inconscio al fine di evitare sentimenti di colpa per aver amato la madre e odiato il padre…

  3. L’origine del disturbo psichico non riguarda solo la dinamica delle forze interiori ( Es, Io, Super-io) ma può essere causata dalla società

  4. Il disturbo psichico può nascere da un senso di disagio che deriva da una situazione di disadattamento sociale

  5. Volontà di potenza” è un atteggiamento che appartiene alle persone autoritarie

  6. Una persona autoritaria ( non autorevole!) “sembra” forte, ma in realtà nasconde la propria debolezza

  7. Chi fa del principale obiettivo di vita l’imporsi sull’altro, costi quel che costi, si difende inconsapevolmente dalla scarsa autostima: la volontà di potenza compensa, è una maschera che copre il senso d’inferiorità

Secondo te, perché la conoscenza dei principi fondamentali della psicoanalisi adleriana può servire a un operatore socio sanitario?

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L’ANALISI TRANSAZIONALE: ILMODELLO GAB

Anche la teoria elaborata da E. berne, psicologo statunitense di origine canadese del ‘900, è utile all’operatore. È un modello di lettura delle interazioni sociali usato, ad esempio, nelle terapie di gruppo quale quella degli alcolisti anonimi.

Richiama la teoria umanistica, secondo cui l’individuo raggiunge un buon equilibrio psicologico se si “autorealizza”.

Che cosa significa “autorealizzazione”?

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Quali atteggiamenti/comportamenti possono favorire l’autorealizzazione del figlio da parte di un genitore?

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Che relazione c’è tra teoria umanistica – teoria dell’analisi transazionale – personalità?

Secondo la teoria umanistica, una personalità equilibrata la si raggiunge quando l’individuo si autorealizza, ma l’autorealizzazione si manifesta a condizione che siano presenti 3 componenti: A ( adulto) – B ( bambino) – G ( genitore)

Prova ad individuare atteggiamenti, comportamenti, modi di dire che evidenzino ciascuna delle tre componenti

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Secondo te, è importante che nella persona adulta permangano tutte e tre le componenti?

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Prova a descrivere la “personalità” di un adulto a cui manca una di queste componenti

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La rappresentazione seguente descrive tutte le possibili interazioni tra due persone, mettendo in gioco le tre componenti


G

G



A



A



B

B

Ora guarda attentamente lo schema seguente e ricava un possibile dialogo




B

G

Prof. Rossi prof. Bianchi

Il prof. Rossi incontra il collega di materia, prof. Bianchi: i due si confrontano sulla futura scelta di argomenti inerenti alla programmazione di psicologia per le classi quarte del socio sanitario.

Ricava un possibile dialogo secondo l’indicazione della relazione

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