Relazione comunicativa


TEORIE DELLA RELAZIONE COMUNICATIVA



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1.2 TEORIE DELLA RELAZIONE COMUNICATIVA

L’importanza della comunicazione nella relazione tra operatore e assistito

La comunicazione è il principale strumento dell’operatore per

Avviare

Mantenere



Concludere una relazione di assistenza e cura

Si attiva e si mantiene un atteggiamento sintonico

È pertanto opportuno che l’operatore conosca alcune tra le teorie che studiano il rapporto tra comunicazione e relazione

L’APPROCCIO SISTEMICO-RELAZIONALE

La psicologia sistemica è fondata da G: Bateson, psicologo e antropologo britannico del ‘900. La teoria sarà in seguito sviluppata dai ricercatori della scuola di Palo Alto in California, negli anni ’60.

Si chiama psicologia sistemica, per il fatto che cambia il punto di vista da cui partire per analizzare un comportamento umano o diagnosticare una patologia: per capire l’individuo, non basta considerarlo nella sua singolarità ma è necessario osservarlo in un sistema. Solitamente, il sistema con cui egli sta più a contatto è quello familiare. In quest’ottica è dunque possibile inquadrare i suoi comportamenti, il suo modo di essere, come risposte agli stimoli provenienti da altri soggetti che rientrano nel sistema. Analogamente, gli stimoli provenienti dagli stessi soggetti del sistema vanno letti come altrettante risposte agli stimoli che il singolo invia.

Facciamo un esempio: Luca, un adolescente di 15 anni, da tempo si mostra svogliato e passivo relativamente ai suoi impegni scolastici. L’anno scorso è stato bocciato e quest’anno le cose non vanno meglio. I genitori sono preoccupati: tentano strategie diverse di persuasione che vanno dal “lasciar correre”, alla punizione estrema. In famiglia, il clima non è tra i più sereni. I genitori passano dalla rassegnazione, alla disperazione; l’ansia è lo stato psicologico più presente.

Decidono così di sentire uno psicologo.

Lo psicologo comunica ai genitori il setting: gli incontri avverranno settimanalmente con:

Luca - Luca e genitori – i genitori senza Luca.

Dopo un periodo di osservazione di circa sei mesi, lo psicologo ipotizza un funzionamento di questo tipo


  1. Secondo te,lo psicologo avrebbe avuto sufficienti strumenti di osservazione per costruire la situazione se si fosse concentrato solo su Luca?..............

Perché ?.............................................................................................................................................



  1. Di quali strumenti di osservazione si è servito lo psicologo per ricostruire la situazione?

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Attraverso l’analisi degli scambi comunicativi verbali e non verbali, lo psicologo è riuscito ad individuare il tipo di relazione tra i familiari.

Se dal modo di comunicare è possibile ricostruire la relazione, acquisendo maggior consapevolezza sui feed back che il mittente lancia al destinatario con i suoi messaggi, sarà possibile controllare la comunicazione e di conseguenza migliorerà anche la relazione

LA PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Gli psicologi della scuola di Palo Alto, in California, hanno elaborato una teoria della comunicazione come metodo di analisi.

Secondo questo approccio di studio, il punto di partenza è:

analizzare gli scambi comunicativi tra i componenti di un sistema

individuare la relazione tra i componenti del sistema stesso

Spieghiamo il metodo di lavoro attraverso un diagramma di flusso


INIZIO




INDIVIDUARE IL SISTEMA IN CUI IL SOGGETTO INTERAGISCE




ANALIZZARE GLI SCAMBI COMUNICATIVI TRA IL SOGGETTO E GLI ALTRI COMPONENTI DEL SISTEMA INDIVIDUATO




GLI SCAMBI COMUNICATIVI SONO CORRETTI?




LA RELAZIONE E’

POSITIVA






LA RELAZIONE E’

PATOLOGICA
NO

Quali possono essere gli scambi comunicativi che sottintendono una relazione patologica?

Alcuni esempi:


  • RIFIUTO DELLA COMUNICAZIONE

Chiedo a Simone se può andare a fare la spesa

Simone se ne va, sbattendo la porta!

Simone, apparentemente non comunica niente, in realtà ignorando volutamente ciò che ho detto, rifiuta l’altro !


  • SQUALIFICAZIONE DELLA COMUNICAZIONE

Mi rivolgo a mia figlia, dicendole:” Confidati con la mamma, lo sai che ti puoi fidare di me..”

Mia figlia:” Sai che ore sono? È tardi, ci vediamo stasera”

La figlia risponde, ma la sua risposta non c’entra niente con la richiesta della madre


  • RICORRERE A UN SINTOMO

“Che ne dici se stasera andiamo al cinema?”

“Ho un gran mal di testa…”

Il sintomo, che a volte c’è davvero, è la conseguenza di un meccanismo di difesa con cui il soggetto risolve una situazione che percepisce come imbarazzante, fonte di disagio

Anche il sintomo psichiatrico può essere spiegato come risposta alle relazioni del sistema: l’anoressica può servirsi della sua malattia come strategia per tenere unita la famiglia



  • RELAZIONE TRA CONTENUTO DEL MESSAGGIO E MODO IN CUI LO SI DICE

“Chiudi quella portaaa!”

Chi si esprime così evidenzia una relazione con l’altro che può significare



  1. Qui comando io, tu devi solo obbedirmi

  2. Io conto, tu non sei niente

  3. Sono arrabbiato con te

“ Che ore sono?”

“ Te l’ho già detto! Comprati un orologio!! Certo, quando parlo io, tu non ascolti mai”

“E piantalaaaa”

Tra i due, evidentemente, non c’è disaccordo sul contenuto. Il disaccordo sul contenuto è solo una scusa per litigare. I due litigano perché la loro relazione è in crisi



In particolare: una buona comunicazione sottintende una buona relazione.

Tecnicamente, nella logica della psicologia della comunicazione, la relazione è data dall’ immagine di sè che ciascun soggetto della comunicazione propone all’altro
L’immagine di sé che ciascuno propone all’altro può provocare tre possibili reazioni

La conferma: l’uno accetta l’immagine di sè che l’altro gli propone

Il rifiuto: l’uno non accetta l’immagine di sè che l’altro gli propone

La disconferma: l’uno non prende nemmeno in considerazione l’immagine di sè che l’altro gli propone

  • INCONGRUENZA TRA CONTENUTO E RELAZIONE

Vieni a casa, piccolo mio..( il tutto mentre il bambino è strattonato in malo modo)”


Ohhh, tutti zitti: parla il genio della famiglia..” (si tratta di una situazione familiare in cui i genitori hanno scarsa fiducia nelle capacità del figlio)
Bambina mia…..lo sai quanto bene ti voglio…se anche tu me ne vuoi…mi devi far felice..” ( il tutto mentre l’adulto accarezza le gambe della bimba)
Va’ a dormire, sei stanco..” ( in realtà, il messaggio significa: togliti dai piedi!”
In questi quattro casi, si tratta di una relazione affettiva: più i bambini sono piccoli, più le conseguenze sul loro sviluppo psicologico saranno gravi
Sai dire perché una comunicazione di questo tipo può essere grave per lo sviluppo del bambino?
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  • MESSAGGIO PARADOSSALE:

  1. CONTRADDIZIONE TRA CONTENUTO E MODO IN CUI VIENE DETTO O CONTRADDIZIONE INTERNA AL MESSAGGIO

Sii spontaneo!”

E’ evidente che l’altro si blocca perché :

Il contenuto della comunicazione gli chiede di non obbedire

Il modo in cui si esprime il contenuto gli chiede di obbedire

O l’altro è spontaneo e non obbedisce

O l’altro non è spontaneo e obbedisce



  1. CONTRADDIZIONE TRA CONTENUTI DELLO STESSO MESSAGGIO

Sarebbe ora che ti mettessi a dieta, non vedi che pancia ti ritrovi?” “Ma come, ho preparato questo dolce con tanto amore..e tu neanche lo assaggi?”

Anche in questo caso, è evidente che due messaggi contradditori disorientano il destinatario…



L’APPROCCIO ROGERSIANO

LA TERAPIA CENTRATA SUL CLIENTE
Obiettivo della terapia: riportare lo stato di congruenza tra il e l’Organismo

In questo modo si può riattivare il processo di autorealizzazione


Per riattivare il processo di autorealizzazione diventa necessario impostare il colloquio in modo



non direttivo, per mettere a suo agio il cliente affinchè, libero dall’ansia di essere giudicato, trovi dentro di sé la strada per autoprogettarsi in piena libertà da ogni condizionamento

Per stabilire un colloquio non direttivo tra terapeuta e cliente è necessario comprendere la soggettività del cliente

La comprensione della soggettività si attua a queste 3 condizioni





Che cos’è

Come si manifesta

Perché è importante

Congruenza ( riferita al terapeuta)

Piena consapevolezza da parte del terapeuta del suo vissuto interiore

Attraverso

  1. la capacità del terapeuta di controllare le sue emozioni

  2. La possibilità di riferire al cliente ciò che suscita in lui, nel caso ciò fosse utile per il cliente stesso

Per poter stabilire

  1. Una comunicazione efficace

  2. una relazione equilibrata e sincera con il cliente

Accettazione incondizionata

Capacità di accettare, non di approvare, l’altro anche se portatore di valori diversi. Ciò, in quanto il presupposto dell’approccio umanistico è la

Fiducia nelle potenzialità positive del cliente


Attraverso l’assenza di giudizi sul cliente

Per stimolare il cliente alla scoperta delle sue potenzialità ( in armonia con il proprio Sé/organismo)

Empatia

Capacità di immedesimarsi nel punto di vista del cliente,

come se il terapeuta fosse il cliente stesso

ma senza identificarsi con il cliente stesso


Attraverso l’ascolto

Per riproporre al cliente il suo vissuto attraverso 3 momenti distinti:

reiterazione: ripetizione del contenuto con altre parole

riflesso dei sentimenti:

esplicitare i sentimenti provati dal cliente



chiarificazione:

proporre al cliente punti di vista diversi con i quali affrontare i suoi problemi





Secondo te, guardando la tabella, che caratteristiche avranno i messaggi verbali e non verbali da parte del terapeuta?
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Quali sono i suggerimenti pratici che l’operatore socio sanitario può trarre dalla conoscenza delle teorie sulla comunicazione? Completa le riflessioni seguenti
La teoria sistemico relazionale offre diversi spunti sull’utilità della stessa

  1. tra operatore e assistito si forma un ………………………….. comunicativo, in cui l’operatore invia ………………… ……………….. all’assistito e l’assistito risponde inviando …………………. ………………. all’operatore

  2. È quindi opportuno che l’operatore sia …………………………….. degli effetti di reciprocità sulla comunicazione perché influenzeranno la loro ………………………………

  3. L’operatore dovrà imparare a capire il significato dei messaggi verbali e ………………… …………………… per comprendere meglio i bisogni e i comportamenti dell’assistito


Casi da analizzare pag. 34
BISOGNI'>1.3 TEORIE DEI BISOGNI

Spesso, sentiamo parlare di “Bisogni della persona”,


oppure di “Motivazione ad agire in un certo modo
MA
Che cosa sono i bisogni? Che cosa sono le motivazioni? Esiste una relazione diretta tra bisogni e motivazioni?
Cominciamo con il definire entrambi i concetti


motivazione = spinta interiore che porta l’organismo ad attuare comportamenti finalizzati a colmare la carenza stessa

Bisogno = stato di carenza di un organismo


La relazione tra bisogno e motivazione si fa evidente

Quali sono i bisogni?

Esistono diverse tipologie: ne vedremo alcune

BISOGNI

OMEOSTATICI INNATI SPECIFICI


Da “Omeostasi”, cioè equilibrio.

Bisogni che emergono quando nell’organismo si verifica uno squilibrio.

Es: il bisogno di bere

Sento il bisogno di bere quando nel mio organismo c’è uno squilibrio tra le condizioni interne, la scarsità d’acqua, e l’ambiente esterno, l’alta temperatura

Innati, cioè connaturati alla specie

Specifici, cioè ogni specie vivente ne possiede di specifici ( i bisogni dell’uomo sono diversi da quelli della scimmia).

Sono bisogni che emergono per garantire l’adattamento all’ambiente

Es: il bisogno di curiosità

Grazie alla curiosità, un bimbo esplora l’ambiente e così facendo sviluppa la sua intelligenza


BISOGNI

CONSAPEVOLI/INCONSAPEVOLI ACQUISITI

Non sempre si è consapevoli dei propri Secondo H. Murray, psicologo statunitense bisogni .

A volte, è compito dell’ operatore aiutare esistono bisogni che derivano dalla

la persona a comprenderne alcuni, pressione sociale: attraverso il confronto

o, al contrario, aiutare il soggetto a liberarsi tra la propria situazione e quella degli altri

da forme di dipendenza che per lui sono o una situazione ideale, l’individuo si

bisogni indispensabili percepisce in uno stato

chiamato di “deprivazione relativa”

Osserva la piramide dei bisogni di Maslow e indica per ciascuna fascia di bisogni se sono omeostatici o innati specifici o acquisiti


AUTOREALIZZAZIONE



ESTETICI

bontà – bellezza – verità - giustizia





COGNITIVI

Conoscenza (need for competence)





AUTOSTIMA

Competenza – approvazione - riconoscimento





APPARTENENZA AMORE

Affiliazione – accettazione - affetto





SICUREZZA

Sicurezza – sicurezza psicologica





FISIOLOGICI

Di sopravvivenza: nutrizione – riproduzione – regolazione temperatura corporea…




Scegli uno dei seguenti bisogni acquisiti secondo la teoria di Murray, e contestualizzalo in modo che sia evidente il rapporto tra quel bisogno e l’influenza dell’ambiente di appartenenza

Bisogni di:

possesso – proprietà – successo – superiorità – dominio – gregarietà

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LE MOTIVAZIONI: INTRINSECHE - ESTRISENCHE

Abbiamo accennato, all’inizio di questo capitolo, a come bisogni e motivazioni siano in stretto rapporto.

Quando io percepisco un bisogno, per esempio quello di mangiare, attivo dei comportamenti finalizzati alla soddisfazione di quel bisogno

MA

Il ruolo delle motivazioni può essere “esterno” o “interno” al bisogno stesso. In psicologia, si parla di motivazioni estrinseche e intrinseche



Due esempi chiariranno la differenza

Simone, ragazzo molto ambizioso, decide di iscriversi all’università perché è convinto che una laurea sia importante per trovare un posto di lavoro che gli permetterà di guadagnare abbastanza per potersi permettere una vita da favola!

Si dà subito da fare: studia tantissimo… ma osserviamo la rappresentazione sottostante

Evidentemente, la spinta interiore ( o motivazione) con cui Simone studia non è alimentata direttamente dal bisogno di studiare ma dallo scopo che si può raggiungere studiando. Il bisogno di studiare è solo il mezzo con cui Simone vorrebbe soddisfare altri bisogni, come quello di avere prestigio e ricchezza. La motivazione è pertanto una motivazione estrinseca al bisogno di studiare



Ora, prova tu a completare la stessa situazione descrivendo un circolo virtuoso

Evidentemente, la spinta interiore ( o motivazione) con cui Simone studia …………………………………. ……………………………………….. ………………………………..dal bisogno stesso di studiare.

La motivazione è pertanto una motivazione ……………………………….. al bisogno di studiare

NEED FOR COMPETENCE

Need for competence: esigenza di mettersi alla prova, spesso anche per gioco.

Da studi non solo psicologici ma anche etologici, tale bisogno esiste anche negli animali: Harlow ci racconta come gli scimpanzé si divertissero a smontare congegni meccanici senza uno scopo preciso. É noto anche che spesso i predatori cacciano senza poi mangiare le loro prede.

Che cosa succede a un soggetto che si trova nell’impossibilità di soddisfare il proprio need for competence? Le conseguenze possono essere devastanti.

Pensa, ad esempio, ad un anziano che entra in una casa di riposo

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L’OPERATORE SOCIO SANITARIO E I BISOGNI

Se i bisogni sono il motore che attiva le motivazioni ad attuare i nostri comportamenti, è naturale che un’equipe socio sanitaria dovrà prestare attenzione ai bisogni del soggetto in carico.

In particolare, un operatore dovrà



  • Osservare il soggetto nelle sue manifestazioni verbali e non verbali

  • Rilevarne i disagi

  • Individuare insieme a lui quei bisogni che stanno alla base di comportamenti scorretti

  • Aiutare il soggetto ad acquisire consapevolezza circa bisogni che potrebbero promuovere la sua crescita

  • Iniziare un percorso che fissi nuovi obiettivi

  • Accompagnarlo nella realizzazione degli stessi

IL racconto di una ragazza anoressica – dal libro di:

MICHELA MARZANO: “Volevo essere una farfalla” Ed. MONDADORI

INTRODUZIONE

Michela Marzano, docente di filosofia morale all’università Descartes di Parigi, è l’autrice di un libro sull’anoressia: un libro che rappresenta la testimonianza di chi l’anoressia l’ha incontrata, combattuta e in qualche modo superata; “in qualche modo” perché “le ferite non si cancellano mai… e allora può sempre accadere che il vuoto si spalanchi all’improvviso.. ma questo fa parte del gioco della vita…





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