Relazione del ministro per IL triennio 2006-2009



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RELAZIONE DEL MINISTRO PER IL TRIENNIO 2006-2009

Premessa
Questa relazione ripercorrerà il cammino fatto dalla nostra fraternità negli ultimi tre anni; soprattutto, però, farà luce sul percorso che il Signore ha voluto per essa.

I segni dello Spirito sulla ns. fraternità già si erano rivelati negli anni precedenti al ns. consiglio: il tempo di Norma, breve, ma che ha lasciato tracce indelebili della sua presenza; il percorso fatto da molti di noi con Sr. Pia sulla Parola di Dio, uno stimolo alla preghiera personale e alla ricerca di Dio; la venuta di P. Giacinto nel nostro convento ed il suo affiancarsi al cammino dell’Ofs, guida spirituale preziosa, assistenza gioiosa e insostituibile. Questi e ancora molti altri i segni con i quali il Signore stava indicando una strada ben precisa al ns. terz’ordine.

Non è stato certamente facile per il consiglio che ci ha preceduto lavorare per l’unità della fraternità, ma l’atto di affidamento fatto alla Madonna è stata quella pietra angolare su cui poggiare le fondamenta.

Prima di esaminare i punti salienti di questo triennio, reputo giusto parlare di chi ci ha preceduto nell’andare verso il Padre Celeste: Lucia Marino, una vita spesa per il terz’ordine, un esempio di dedizione e coerenza; Michele Pagano, un francescano che ha dato risalto al vivere da secolare, devoto alla famiglia ed esempio per rettitudine ed onestà nell’ambito lavorativo; Enrichetta Castaldo, una sorella semplice e concreta, con un cuore dolce e premuroso di madre; e ancora altri fratelli e sorelle, che sono sempre qui, stretti nei ns. cuori.

Abbiamo avuto, però, anche la gioia di fratelli e sorelle che hanno deciso di vivere la condizione di francescani secolari; ha infatti emesso la professione perpetua in questo triennio la sorella Lina Fazio, e quella temporanea, secondo le disposizioni del consiglio nazionale, Pasquale Paolino, Paola Pergianni e Stefano Esposito.

Abbiamo avuto anche la grazia di accogliere nelle fila della nostra fraternità la sorella Annamaria Colaci, proveniente dalla fraternità di S. Pasquale a Chiaia, e quella di veder riprendere il cammino alla sorella Rosaria Alborino, già professa, rientrata a tutti gli effetti dopo aver effettuato un anno di noviziato, e al fratello Lello Capuozzo, che da poco ha intrapreso il cammino del noviziato.

Ritornando al soffio dello Spirito... da una illuminazione ricevuta da Antonio Ferrigno è nata l’idea di una programmazione triennale avente per tema …”La Fraternità, come Maria e Francesco, terra d’avvento”:

Maria, la madre da cui farsi condurre; Francesco, l’esempio da seguire; l’avvento, tempo di attesa e di speranza, ma anche di certezza che Gesù può nascere nei cuori di ognuno.

A questo punto ci è parso naturale pensare a un calendario non più con cadenza mensile ma annuale, con il duplice intento: da una parte, di dare fluidità al percorso stabilito; dall’altra, di favorire la partecipazione di tutti, così da essere a conoscenza, con largo anticipo, delle date degli incontri.

Ci tengo a precisare che questa relazione è tesa a mettere in risalto il cammino svolto della fraternità nella sua globalità, mentre la trattazione specifica sarà demandata alle relazioni di settore.

Infine, mi preme sottolineare che mi rivolgo ad una famiglia, la mia famiglia, ed è con questo spirito che, in semplicità e sincerità, proseguirò questo scritto.

Cammino nel triennio
Nel primo anno, ispirato al tema: “La Fraternità”, è stata abbracciata la proposta progettuale avanzata da Mimmo Spirito, “Una comunità che si chiama per nome”: percorso intenso, ricco di momenti formativi e spirituali, i quali si sono intersecati perfettamente con il tema dell’anno, integrati ed arricchiti da argomenti tratti dal testo di studio nazionale.

Il tutto ci ha condotto, al termine, ad una scelta di progettualità operativa che ha portato alla creazione della equipe per gli anziani.

L’anno sociale 2006/07 è stato impreziosito da alcuni momenti molto forti:

ad apertura vi è stato l’incontro di preghiera “Ripartire da Cristo passando per Maria”, il primo tassello su cui poggiare il nostro cammino.

Ancora, a settembre l’assemblea programmatica, scissa in due parti, la prima in sede, la seconda al campo locale.

A ottobre 2006, il campo locale a Castellammare è stato la prima immersione nella gioia di essere fraternità.

A dicembre 2006, la cantata di Natale, intitolata “In excelsis Deo”, in collaborazione con i giovani aspiranti Gi.Fra, che ha visto l’incisione di un cd, la cui vendita è stata devoluta in beneficenza: una occasione per unire l’aspetto artistico a quello missionario, nonché incentivare lo spirito comune mediante le prove e la preparazione dello spettacolo.

A marzo 2007, il Signore ci ha dato la gioia di avere presso la nostra Chiesa la reliquia di S Elisabetta, patrona dell’Ofs, un altro segno di benedizione e di chiamata sempre più profonda nella realtà francescana.

Sempre a marzo, professione perpetua della sorella Lina Fazio.

A cavallo tra marzo e aprile, la prima mostra d’arte organizzata e voluta dall’Ofs di Piedigrotta, che grazie all’apporto e alla generosità di vari artisti, nonché all’impegno degli organizzatori, ha fruttato un ottimo ricavato da devolvere alle nostre opere missionarie.

A fine maggio, la veglia di Pentecoste, tenuta presso la chiesa del P.co S. Paolo, con la presenza di Valentina, sorella di Norma, e della comunità del luogo.

Ad inizio giugno, si è tenuto il II campo locale: “Maria e Francesco, terra d’avvento”, quale resoconto sull’anno trascorso con lo sguardo puntato sul futuro.

Tutto l’anno è stato cadenzato da incontri mensili di esegesi biblica, tenutisi presso le sorelle Cappuccine 33, a cura di Don Massimiliano Palinuro. Si è trattato di momenti veramente alti di riflessione sulla Parola di Dio.

Infine, da segnalare sono alcuni momenti di festa che hanno rivestito una particolare importanza per la fraternità: precisamente, gli anniversari di matrimonio di Maria Pina e Ugo; di Ave e Renato e di Cristina Tedesco e consorte, nonché, nel mese di giugno, i 90 anni di Elena Cicala. Queste occasioni sono state perle preziose per tutti noi, momenti di gioia, di testimonianza, di attenzione verso l’altro e di spirito fraterno.


Nel secondo anno, “Come Maria e Francesco”, la fraternità si è avviata verso un intenso percorso spirituale e sociale, ispirato dalla Madre di Gesù, sull’esempio del Santo di Assisi.

L’apertura dell’anno sociale è stata deputata a un pellegrinaggio a Lanciano e Manoppello; luoghi che sono meta di tanti pellegrini, ricchi di spunti per meditare la grandezza di Dio.

A fine settembre, come di consuetudine, l’assemblea programmatica.

A ottobre un altro incontro molto intenso, che ha contenuto allo stesso tempo spiritualità, formazione e cultura. Grazie alle nostre sorelle Clarisse Cappuccine 33, abbiamo avuto la possibilità di visitare la farmacia dell’Ospedale Incurabili, con tanto di guida che ci ha fornito molti dettagli sull’origine storica della stessa; abbiamo ascoltato l’Abbadessa M.re Rosa, che ci ha parlato della vita della Venerabile Maria Lorenza Longo; infine, abbiamo pregato tutti insieme - suore, terziari e visitatori.

A novembre, la fraternità si è confrontata sul tema dell’anziano, con un incontro formativo che ha visto la partecipazione di Gennaro Di Genova come relatore e del superiore del convento P. Pietro, il quale ci ha presentato il libro scritto dalla sorella Carmela Sellitti, “Alle porte del cielo. La terza età: autunno della vita”.

Per S. Elisabetta la fraternità ha partecipato al S. Rosario, alla S. Messa e dopo ha trascorso insieme una serata in comunione gioiosa.

Nell’ultimo week-end di novembre, alcuni membri del consiglio e formatori locali, facenti parte dell’equipe zonale, hanno partecipato a un incontro formativo ad Assisi a livello nazionale. Alcune formazioni, tratte da quest’incontro, sono state inserite sul sito della nostra fraternità.

A dicembre la fraternità ha vissuto con gioia il rito delle vestizioni e il 25° di professione di Iolanda Maffei, che, a nome di tutta la fraternità, ha rinnovato la professione.

Toccante e molto bella la preghiera di preparazione alle vestizioni tenutasi la sera prima.

Prima di Natale la fraternità ha partecipato a una rappresentazione teatrale organizzata dagli aspiranti Gifra, nostri fratelli più piccoli.

Il mese di gennaio 2008 si è aperto con la manifestazione “La festa dell’anziano”, organizzata dall’equipe degli anziani, in collaborazione con la Parrocchia di Piedigrotta, che ha visto una grossa partecipazione degli anziani della zona, i quali hanno trascorso alcune ore in letizia e semplicità.

A fine mese è stata realizzata una due giorni a sfondo vocazionale in sede: il sabato con una breve presentazione della fraternità e un momento di preghiera; la domenica con la proiezione di un film e a seguire un dibattito.

A febbraio è stato fatto un incontro di condivisione aperto ai soli professi: un momento in cui in serenità e semplicità si è fatta verifica della propria situazione personale e comunitaria.

Dall’8 al 16 marzo, presso le nostre sale, è stata svolta a scopo missionario una Mostra-Concerto a cura di Lavinio Sceral ed Antonio Ferrigno; è stata questa una opportunità capace di coniugare forme diverse di arte, con uno stile tipicamente francescano. Alcune opere messe a disposizione da Lavinio hanno costituito i premi della lotteria abbinata all’evento; inoltre, vi è stata anche la vendita di un CD “Rinascere” preparato dal nostro Antonio Ferrigno.

Ad aprile è stato trattato il tema della solidarietà e al termine del momento formativo vi è stato un momento di agape fraterna.

Maggio, il mese della Madonna, ha visto la fraternità impegnata nella veglia di Pentecoste e in un incontro formativo zonale a Pompei.

A giugno, la fraternità ha chiuso l’anno sociale con un pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo, in occasione dell’esposizione della salma. Momento di forte comunione e commozione che ci ha consentito di pregare innanzi a questo santo francescano e ringraziare Dio per le grazie che continua a elargire alla nostra fraternità.

Infine, anche in quest’anno sociale ci sono stati momenti di grande festa vissuti profondamente dalla fraternità; mi riferisco al matrimonio di Paolo e Paola, ad ottobre 2007, e di Stefano e Rosa, ad aprile 2008: nuove famiglie francescane che si sono formate e che la fraternità accompagna con il suo sguardo di madre.

Ricordiamo anche le prime comunioni di Miriam Merolla e di Tatiana Lamanna.

Nel terzo anno, “Terra d’avvento”, la fraternità è stata chiamata ad un lavoro di preparazione, di semina e di raccolto, affidandosi completamente nelle mani di Dio, l’unico capace di far germogliare l’amore autentico nel cuore dell’uomo.

L’avvio dell’anno sociale è stato affidato al campo tenutosi a Campoli Matese, località diversa rispetto ai due campi precedenti, svoltisi, invece, a Castellammare. Il tema del campo è stato “Dalla speranza siamo stati salvati”, tratto dall’enciclica “Spe Salvi” di Papa Benedetto XVI.

Molti momenti di questo campo sono rimasti nei nostri cuori, così come le stelle utilizzate e distribuite durante la preghiera comunitaria sono rimaste nelle nostre case a testimonianza di quanto si è vissuto.

Dopo la consueta assemblea programmatica, tenutasi a fine settembre, ottobre si è aperto con il triduo e la festa di S. Francesco.

A fine mese, invece, c’è stato l’incontro formativo con la consueta presentazione del testo di studio, (stavolta il primo testo usato dalla fraternità unitaria), curata da Annamaria Belaeff.

Il mese di novembre si è aperto con l’introduzione del percorso di Lectio Divina, tenuto da P. Giacinto De Luca, che ci ha accompagnato per tutto l’anno sociale, andando a sostituire gli incontri di preghiera comunitaria che sono stati conservati solo nei periodi liturgici “forti”.

Ricordo anche la formazione su S. Paolo, tenuta sempre dal nostro assistente, scelta in riferimento all’anno Paolino in corso.

L’8 dicembre 2008, la fraternità ha vissuto la grazia di tre nuove professioni: Pasquale Paolino, Paola Pergianni e Stefano Esposito, e dell’anniversario dei 25 anni di professione di Antonio Ferrigno ed Ida Floridia.

Il mese di gennaio, sulla falsariga dell’anno precedente, si è aperto con l’iniziativa a favore degli anziani, “La festa dei Nonni”, sempre in collaborazione con la parrocchia di Piedigrotta. L’organizzazione è stata, però, più articolata per offrire un momento di festa ancora più bello, simpatico e qualitativamente migliore, con canti dei bambini, Karaoke e altro.

La fraternità poi, ha vissuto un altro momento forte e significativo: l’incontro di condivisione del 18 gennaio 2009, in cui abbiamo cominciato a confrontarci, in modo personale e comunitario, sul senso di appartenenza.

Il mese di febbraio, invece, è stato segnato dalla celebrazione del primo capitolo unitario dell’Ofs della Campania.

Nel marzo di quest’anno, per l’incontro formativo, la nostra fraternità si è spostata presso la mensa di Quarto, tenuta dalla nostra sorella Ida Floridia. Abbiamo vissuto un momento esperienziale molto profondo, che ha arricchito, attraverso anche il confronto con i fratelli del posto, i cuori di tutti partecipanti.

Il 28 marzo a Pompei si è tenuto l’VIII centenario della nascita dell’Ofs, con un incontro che ha visto riunirsi l’intera famiglia francescana.

Il 3 maggio abbiamo ricevuto la visita pastorale del Ministro regionale Antonio Bruno e dell’assistente regionale P. Ciro Polverino. È stato un momento molto significativo perché il ministro regionale ci ha resi partecipi del cammino di trasformazione vissuto dalla nostra fraternità regionale, a motivo dell’unitarietà; purtroppo in questa occasione così importante si è registrata una scarsa presenza della fraternità.

A cavallo tra maggio e giugno, si è tenuto il campo scuola “Appartenere a Cristo come Francesco”, tenutosi a Lacedonia presso le Suore Figlie di S. Anna, con l’intervento del consigliere regionale, Mimmo Artiaco, quale relatore sul tema “Il senso di appartenenza”, questo per continuare ad approfondire le nostre radici di francescani secolari.

A giugno si è concluso il percorso della Lectio divina con P. Giacinto; ricordato nella S. Messa del 21 il nostro caro P. Luigi e partecipato, come consiglio, all’assemblea regionale a Pompei, fino ad arrivare ad oggi, alla data capitolare, che ci consente di fare il punto della situazione del triennio trascorso, al fine di poter migliorare e ricominciare ogni giorno e seminare ancora sui percorsi intrapresi.

Ricordo, infine, come momento di festa vissuto in spirito fraterno, la prima comunione di Clarissa Costa.

Cammino consiliare
Come consiglio, e personalmente in qualità di ministro, ci siamo ripromessi di essere piccola famiglia nella famiglia, cercando di utilizzare questa opportunità di servizio, che il Signore ci ha dato, per la nostra crescita e per quella dell’intera fraternità.

Abbiamo iniziato il nostro percorso con entusiasmo, alla ricerca dell’intesa e del bene comune, con l’intento di dare continuità a quanto intrapreso dal consiglio precedente, mirando soprattutto all’unità della fraternità e, nel contempo, a proporci nuovi obiettivi, con l’orecchio teso alle proposte dell’assemblea e il cuore verso Dio, per lavorare per la fraternità e per favorire la sua apertura verso l’esterno.

Immaginate sette persone, con l’aggiunta dell’Assistente Spirituale, diverse per carattere, modo di pensare, percorso esperienzale e visione fraterna.

Questo gruppetto variegato non è che abbia avuto il tempo di fermarsi a fare lunghe chiacchierate per facilitare la conoscenza; essa è venuta col tempo, tra le varie cose, pratiche e non, da realizzare.

Devo dire che subito si è respirata un’aria serena e non sono mancati i momenti di ilarità, perché credo che per fare le cose serie non bisogna prendersi troppo sul serio, in fondo siamo strumenti nelle mani di Dio ed è lui che sa dove ci deve condurre.

Nel corso del triennio, però, come in tutte le famiglie, anche noi abbiamo avuto i nostri momenti di scontro o di tensione. Qualcuno direbbe che non vi è relazione senza conflitto…, e alla fine del contrasto, affrontato senza pregiudizio e con cuore e mente aperta, sono nate conoscenze e progetti migliori.

L’importante è dire il proprio sì e farlo ogni giorno, perché far parte del consiglio è una chiamata nella chiamata, che non si esaurisce nell’andare a fare la riunione di consiglio una o due volte al mese; anzi, è da lì che si comincia, dato che il consigliere deve essere il primo animatore nella fraternità, senza fermarsi all’incarico da espletare, sia esso l’economato, la segreteria o altro, e deve avere una tensione verso il fratello, essere di riferimento e di esempio, perché questo vale più di mille parole.

Il ministro deve essere tutte queste cose, ma in primis deve essere il pastore, colui che guida con discrezione, che è attento alle esigenze e alle difficoltà, che fa sentire la propria presenza senza prevaricare, incoraggiando e stimolando; che non è chiamato a giustificare le mancanze del fratello, ma a comprenderlo intimamente, sapendo che tutti possono mancare o sbagliare e che deve essere pronto a mettersi al fianco di ognuno per riprendere il cammino, perché non si è davanti o dietro, ma l’uno al fianco dell’altro.

Avverto l’esigenza di chiedere perdono alla fraternità per le mie mancanze, per tutte le volte che non sono riuscito a far sentire la mia presenza al fratello che magari era in difficoltà, per tutte le volte che avrei voluto dare o fare di più.

Spesso sono stato costretto a lavorare per l’organizzazione dei vari impegni: i calendari, i campi, le iniziative, gli ordini del giorno, le mail, tante mail. Ebbene l’organizzazione è uno strumento utilissimo, serve al raggiungimento dell’obiettivo ma, fratelli miei, non è l’obiettivo: quest’ultimo è arrivare al cuore del fratello, per cui 10 minuti di dialogo profondo, un abbraccio o una carezza, un sorriso valgono più di mille organizzazioni. Non mi fraintendete, il lavoro organizzativo serve e pure tanto, ma va fatto col cuore, sospinti dallo Spirito che illumina.

Siamo stati in famiglia, come dicevo, e anche nella nostra ci sono state difficoltà, ma questo è stato palese credo per tutti. In particolare, gli uffici della formazione e della segreteria sono stati i più cagionevoli, se mi si passa quest’affermazione, per problematiche dovute a situazione personali difficili che hanno afflitto le due sorelle che ricoprivano questi incarichi.

A tal proposito devo dire che è stata effettuata da parte del consiglio, facendosene carico, una scelta di attenzione e di accoglienza alla persona, dettata dallo Spirito, per mantenere un porto sicuro e un filo invisibile che sorreggesse la persona in difficoltà. Non dico che sia stato semplice, perché in ogni corpo in cui ci sono membra che non svolgono il loro compito, inevitabilmente vanno sotto sforzo le altre parti, e questo comporta minore fluidità e maggiore stanchezza.

Ringrazio dal profondo del cuore l’equipe di formazione, in primis Giovanna Sindaco e Paola Di Girolamo, che coadiuvate da Manlio Merolla e da Mimmo Spirito, hanno egregiamente portato avanti il cammino degli aspiranti, novizi, neoprofessi e la formazione permanente. Grazie anche al supporto di altri fratelli (Gianni Improta, Ester Manzillo, Maria Amato), solerti a dare il proprio contributo in questo delicato ambito.

Ringrazio profondamente anche Giuditta Scarpa, che in questo ultimo anno, come membro esterno al consiglio, ha svolto il lavoro di segreteria con impegno e dedizione.

Sento, però, di dover ringraziare tutto il consiglio, per il cammino fatto insieme, perché il Signore ci ha chiamati, l’uno al fianco dell’altro, per metterci al servizio della nostra fraternità, ognuno di noi con la sua unicità.

Grazie a P. Giacinto per il suo continuo sollecitare il nostro cammino spirituale; grazie ad Antonio per la sua pazienza e per lo scambio infinito di mail, per il confronto continuo e il sostegno; grazie ad Annamaria perché quando ha potuto è stata davvero un valore aggiunto; grazie ad Anna per le sue continue osservazioni; grazie a Maurizio per l’assoluta dedizione e disponibilità; grazie a Manlio per i suoi spunti di riflessione; grazie a Rosa, che con la forza del suo credo ha contagiato tutti noi.

A questo punto sento di esortare tutti, ma proprio tutti, a rendersi disponibili a questo tipo di servizio. Quella del consiglio può essere davvero un’esperienza arricchente, sotto il profilo spirituale, umano e fraterno.

Non dobbiamo aspettare di aver risolto tutti i nostri problemi personali, quelli non finiranno mai; non dobbiamo aver timore di non saper fare le cose, basta la disponibilità e la volontà: a guidarci sarà Dio; non spaventiamoci per i pesi da portare: sarà il Signore a portarli per noi.




Andamento della fraternità
Reputo che in questi tre anni la fraternità non abbia mai smesso di camminare.

Nel primo anno, facilitata da una struttura organizzativa ricca e ben articolata, sospinta anche dall’entusiasmo delle novità proposte, ma soprattutto lavorando in un clima disteso e sereno, mi sento di affermare che abbia veleggiato con il vento in poppa.

Nel secondo anno, il percorso leggermente meno intenso, ma comunque ugualmente profondo, ha fatto sì che si camminasse spediti verso un’unione sempre più intima tra i suoi componenti, nella consapevolezza di essere fraternità davanti a Dio e agli uomini.

Nel terzo anno, permanendo comunque un clima disteso e gioioso, si è registrata una flessione di presenze agli incontri e una certa difficoltà nell’attuazione delle varie attività.

Vorrei fare alcune considerazioni in merito.

Innanzitutto, il Signore ci ha fatto dono di tanti fratelli che costituiscono una grande ricchezza, anche perché ci sono tra di noi tanti talenti, tanti carismi diversi, tanti fratelli che anche al di fuori delle nostre mura vivono con trasporto il messaggio francescano, lavorando per i fratelli con tante iniziative e tanta passione.

Tuttavia, malgrado ciò, guidati dall’insegnamento di Frate Francesco di ricominciare ogni giorno, abbiamo cercato, chiedendo conforto allo Spirito, di individuare i motivi che ancora oggi possono frenare il nostro cammino e le possibili aree di intervento.

La fraternità non è un concetto astratto ma estremamente concreto, costituita da persone, famiglie, focolari, che si misurano con le problematiche del vivere quotidiano e dato che molti fratelli stanno vivendo un periodo di difficoltà personale questo ha inciso sull’andamento fraterno dell’ultimo anno.

Però noi del consiglio, al di là di questo, abbiamo continuato a vedere dei segnali che il Signore ci inviava e che ci spingevano verso una direzione: il senso di appartenenza, l’identità e la scelta.

E’ su questo che abbiamo cominciato a lavorare, circa un anno fa, con condivisioni, con formazioni e con l’ultimo campo di fraternità.

Il lavoro da compiere, fratelli miei, è ancora lungo, la scarnificazione, di cui parlava Mimmo Artiaco nella relazione sul senso di appartenenza al campo a Lacedonia, ha tempi diversi, da persona a persona, solo Dio li conosce e solo Lui può guidarci in questo lavoro.

Solo dopo aver fatto questo cammino di conversione, che è personale, ma che viene fatto in interazione con l’intera fraternità, allora si potrà cominciare a pensare a quel famoso salto di qualità, di cui ho parlato sin dall’inizio del triennio.

La dimostrazione pratica l’abbiamo avuta nel momento in cui abbiamo abolito i gruppi di lavoro per sostituirli con dei referenti. L’idea iniziale era quella di avere un maggior coinvolgimento delle persone senza lo schema del gruppo; poter lavorare in qualsiasi direzione senza essere legati ad una solo area, così da poter spaziare liberamente grazie all’opera di coinvolgimento fatta dai referenti.

Purtroppo non si sono avuti i frutti che ci aspettavamo, perché i referenti hanno lavorato da soli senza riuscire, da una parte, a coinvolgere i membri della fraternità; dall’altra, senza che ci sia stato un proporsi da parte dei fratelli; inoltre, non c’è stata in molti casi la disponibilità anche se richiesta.

In definitiva, da una parte bisognerà lavorare sulla consapevolezza, dall’altra sull’essere animatori, ma senza la prima, la seconda difficilmente verrà raggiunta.

Da qui la scelta del consiglio di avviare dei colloqui personali per comprendere innanzitutto le difficoltà vissute da alcuni nostri confratelli e per far sentire la nostra vicinanza, il nostro sostegno, il nostro incoraggiamento.

Questa del colloquio personale, credo sia una strada da percorrere con tutti i fratelli della fraternità, perché dà l’opportunità di comprendere appieno il vissuto dell’altro, evidenziare i carismi che possono essere utilizzati in ambito fraterno, instaurare una comunicazione profonda che permetta al fratello di sentirsi seguito, di dare spazio al suo sentire che magari in una condivisione o in una assemblea non riesce ad essere espresso come si vorrebbe.

Un momento molto delicato è nato dalla richiesta avanzata dal consiglio nazionale di un censimento, atto a fare chiarezza sulla posizione di tutti i francescani secolari nell’ambito delle proprie fraternità; il che ha inevitabilmente avuto delle ripercussioni anche sulla nostra.

Come consiglio siamo stati chiamati a fare luce su tutta una serie di situazioni che erano da considerarsi non definite: persone che risultavano sui nostri registri che non partecipavano da decenni, senza alcuna indicazione di comunicazioni intercorse.

Abbiamo, quindi, provveduto a stabilire un iter che contemplasse tutti i passi da seguire per definire la posizione dei terziari realmente attivi, da cui è stato estrapolato l’elenco dei convocati al capitolo. Questo iter, completo di tutto il supporto cartaceo relativo alle varie comunicazioni, è stato allegato in un verbale specifico, redatto appunto per l’occasione.

Devo aggiungere che, come ministro, il momento più difficile e doloroso sotto il profilo emotivo è stato quello dell’invio delle lettere ai fratelli lontani, perché ogni pastore non vorrebbe mai perdere nessuno delle proprie pecore, ma tutti siamo chiamati al rispetto della nostra regola ed è un atto di amore aiutare il fratello a fare chiarezza sulla propria situazione.

Siamo chiamati a pregare per questi nostri fratelli che al momento non fanno vita fraterna; manteniamo aperte le porte della fraternità, del nostro cuore all’accoglienza e all’amore e rimettiamoci nelle mani di Dio e della Vergine Maria.



Cammino regionale
Come non parlare del cammino della nostra regione.

Sapete che dopo un lungo periodo in cui siamo stati guidati dal coordinamento, finalmente si è giunti a febbraio di quest’anno alla costituzione del primo consiglio regionale unitario.

Noi del consiglio, siamo stati chiamati a tutta una serie di incontri che sono divenuti più serrati man mano che si avvicinava la data del capitolo elettivo regionale. Inoltre, la suddivisione in zone-diocesi, mi ha chiamato personalmente a una serie di incontri suppletivi, dato che è stata ritenuta indispensabile nell’equipe zonale la presenza di tutti i ministri delle varie fraternità appartenenti alla diocesi.

Aspettiamo nel prossimo futuro tutta una serie di incontri a carattere regionale e zonale, perché ci sono molti progetti in pentola e molte aree su cui lavorare.

Questo capitolo regionale, dunque, rappresenta una tappa d’inizio di un cammino che non sarà privo di ostacoli e che vedrà tempi lunghi prima di realizzare realmente l’unitarietà che per il momento è più sulla carta che nei fatti.

Preghiamo affinché l’unità d’intento e dei cuori sia raggiunta quanto prima.

A parte gli impegni a cui era chiamato il consiglio locale, la nostra fraternità non è rimasta assente dalla realtà regionale, nei vari impegni proposti. Si ricordano a tal proposito gli incontri unitari e il corso di formazione seguito da coloro che nella nostra fraternità fanno parte della commissione di formazione (Giovanna, Mimmo, Paola).

Cammino Gifra
Una delle priorità di questo triennio ha riguardato la Gi.Fra, o meglio i nostri giovani aspiranti, i quali già da diversi anni come centro d’ascolto erano in cammino per arrivare a costituire la fraternità Gi.Fra. Così tra le prime cose per le quali mi sono attivato vi è stata quella di contattare il presidente regionale della Gifra, per capire a che punto era il cammino dei nostri ragazzi e per cercare di dare una spinta al percorso che doveva condurli alla scelta di diventare giovani francescani.

Abbiamo impiegato una consigliera ed una delegata esterna al consiglio per seguire nella formazione questi fratelli più piccoli; inoltre, P. Giacinto e altri fratelli si sono resi disponibili per effettuare incontri formativi, di comune accordo con il consiglio regionale Gifra, che seguiva il percorso con altri due formatori.

Mentre il triennio ha visto il rinnovarsi del presidente e del consiglio regionale, i nostri ragazzi sono stati alquanto altalenanti nella partecipazione alla formazione, il che ha ritardato i tempi per l’emissione della promessa.

Da un iniziale gruppo di circa una decina di giovani, il numero si è ridotto, ma in coloro che hanno proseguito il cammino si è fortificata la motivazione che li ha spinti a essere Gioventù Francescana.

Finalmente, il 10 maggio di quest’anno si è raggiunta questa fatidica meta.

Sappiamo bene che è solo un punto di partenza, come dobbiamo sapere che al momento è il nostro Ofs a essere responsabile del cammino dei nostri gifrini.

Il Signore ha voluto questi tempi, Lui saprà guidare la nostra fraternità, perché la Gifra è a pieno diritto parte della famiglia francescana; pian piano saprà ritagliarsi lo spazio necessario per essere completamente autonoma, ma fino ad allora dovremo essere noi i garanti del loro cammino per poi imparare a vivere quella reciprocità vitale tanto auspicata.

Conclusioni
Mi auguro di non aver tralasciato nessuna cosa e di essere riuscito a compendiare in modo chiaro questi tre anni di cammino.

Mentre scrivevo, ricordavo e rivivevo i momenti vissuti insieme e come un film che va avanti veloce, ne vedevo scorrere i fotogrammi, ognuno unico e irripetibile.

Mi auguro che questa fraternità possa vivere ancora tanti “film” insieme: i protagonisti saranno le nostre storie personali e fraterne, il regista il migliore che si possa avere, nostro Signore.

In chiusura vorrei fare ancora dei ringraziamenti.

A Dio, perché mi ha chiamato come francescano secolare; alla mia fraternità, per la fiducia e il sostegno datomi; a mia moglie Paola, per la comprensione, il supporto e l’aiuto di consulente grammaticale sui miei scritti. Sarebbe stato difficile portare avanti il compito di ministro senza avere una persona al proprio fianco che condivide l’amore e la passione per la propria fraternità.

Sicuramente di errori ne sono stati fatti e ne ho fatti, ma in buona fede. Le decisioni, le scelte, i progetti, tutto ciò che ho detto o fatto è sempre stato rivolto al bene della fraternità, alla sua unità, alla sua crescita.

Che Maria, Francesco e Chiara possano sempre guidarci e condurci nel cammino verso Dio.
Pace e bene.

Napoli, 27 giugno 2009 Il Ministro









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