Relazione dell’incontro con IL prof



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26.03.2019
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RELAZIONE DELL’INCONTRO CON IL PROF. NORIS DEL 2 FEBBRAIO 2010
Il giorno 2 febbraio 2010 il professor Noris ha tenuto una speciale lezione per la nostra classe ed è stato un grande onore, dato che lui è una persona molto importante nel panorama artistico, essendo uno studioso di icone e un grande critico d’arte. Oltretutto ha organizzato la mostra “L’oro dell’anima”, una grande esposizione di icone originarie della Russia, precisamente dal museo “Tretryakov”.

Innanzitutto inizia il suo intervento aprendoci gli occhi sul fronte scolastico, affermando che chi studia è privilegiato e ogni studente deve esserne orgoglioso, felice e consapevole. La scuola, così dicono tutti, prepara per il futuro, ma in realtà è il presente. Un po’ come una mostra: se non la si vive momento per momento e pienamente, capendola ed entrando nell’ottica si rischia di non arricchirsi. Come ha detto un noto giornalista Luca Nesi: “L’arte è un incidente dal quale non si esce mai illesi” e purtroppo sono in pochi che cadono in un’esperienza del genere. Comunque l’arte non è un passatempo, ma un immedesimarsi in quello che l’artista ha cercato di esprimere. Molti eventi artistici contano sulle scolaresche per la quantità di visitatori, ma è del tutto sbagliato, perché i veri visitatori sono quelli che riescono a seguire e capire. Ad esempio le icone che noi abbiamo realizzato non sono riproduzioni, ma dipinti, che sanno avvicinare l’anima e il pensiero di chi le guarda; per quanto riguarda il lato spirituale non c’è alcun problema di religione ed è solo una ricerca del proprio io, dell’anima.

Noi ci siamo definiti “Giovani Iconografi” e il professore ci ha detto che ci siamo presi una grande responsabilità, perché ogni iconografo, prima di prendere in mano lo strumento, prega per far sì che possa essere coerente con ciò che vuole rappresentare. Ogni artista cerca di rendere visibile l’invisibile e quest’ultimo non è inesistente ma si materializza nell’ opera. Non sempre si può riuscire, quindi ci si aiuta con le opere di altri per avere anche un’ispirazione. Abbiamo trovato un aiuto nella mostra di maggio di come si può avvicinare l’inavvicinabile, l’invincibile, l’invisibile, E’ un’esperienza che dà forza, energia, spessore e fa capire che il mondo non è fatto solo di quello che si può percepire con i cinque sensi. Ma la domanda che l’esperto ci ha rivolto è: “Che cosa centra tutto questo con lo studio?” Sicuramente tutte e due necessitano di metodo, ma a scuola si necessita anche di contenuti per avere competenze e assieme a quelle anche la motivazione, così si hanno i risultati e il successo. La concentrazione è un altro fattore importantissimo che tende, come lo si può capire dal termine, a riportare al centro di se stesso tutti i fattori utili.

Il silenzio è un’altra cosa fondamentale, dato che l’icona è anche la più alta celebrazione del silenzio e molte persone oggi ne hanno paura, invece di apprezzarlo come cosa stupenda e rara da coltivare. Nel dipingere l’iconografo entra in questo segreto difficile da svelare. L’evangelista Giovanni è paragonabile ad un artista di dipinti sacri, perché proprio come loro è stato uno dei pochi a capire ed entrare nell’invisibile, cercando di materializzare l’idea così lontana e difficile del “Dio che si è fatto parola”.

Successivamente abbiamo posto al prof. Noris delle domande riguardanti i nostri dubbi sul mondo dell’iconografia:


  1. Come mai ci sono così tanti colori nelle icone?

Partendo dall’affermazione che ogni colore ha un suo significato, nei dipinti presi in esame prevalgono l’oro, segno di divinità e annullamento del tempo, il verde, indicazione della presenza dello spirito e il rosso, simbolo di potenza e divinità.

  1. Che differenza c’è tra icone grandi e piccole?

Le icone erano e sono strumento di preghiera e si possono trovare nelle iconostasi, pareti nelle chiese utilizzate per la venerazione dei Santi e delle figure più importanti della religione ortodossa, ma questo discorso vale per i dipinti di una certa grandezza, mentre quelle più piccole sono semplicemente da viaggio.

  1. Come mai l’incarnato è così scuro?

Su questo fatto ci sono due teorie che circolano: quella dei critici d’arte e quella del prof. Noris.

La prima sostiene che l’origine di queste figure rappresentate sia mediterranea e, quindi, si ha una pigmentazione più scura. La seconda invece afferma che, essendo rappresentazioni di Santi e divinità, bisognava distinguerle dalla gente comune e quindi creare immagini non naturali. Ma questa opinione può avere un’altra origine: la Venere Nera era ritenuta la vera madre di tutta la Chiesa, anche se prima è passata per la cultura egiziana, poi mediterranea e quindi è come un tributo, un omaggio a lei. Ovviamente la teoria n°2 è più attendibile.



  1. Perché alcune icone sono rivestite da una copertura d’argento?

Le icone sono rivestite da una patina d’argento per l’uso frequente di queste ultime (domestico, pubblico come le reliquie che passano di mano in mano e col tempo si consumano così vengono rispennellate di vernice). Ma venivano anche ricoperte con altri tipi di materiali, per simboleggiare la ricchezza di chi le possedeva.

  1. Perché le mani sono affusolate?

Ogni artista vuole smaterializzare la figura e renderla più geometrica proprio per distaccarla dal mondo reale. Molti utilizzavano anche la matematica per avvicinare il più possibile l’astratto e l’immateriale. Se si pensa un attimo anche la musica è astratta come le materie intellettuali.

  1. Le icone su vetro e su rame hanno distinzioni particolari?

Non ci sono differenze per quanto riguarda la preziosità, ma servono molto per la luminosità (rame) e gli effetti di luce (vetro) del dipinto.

  1. Quali sono le differenze tra icone greche e russe?

Hanno tutte e due una derivazione bizantina, ovvero dai mosaici (stesura di tessere su una superficie che non consente variazioni di luce e di colore ed è l’astratto per eccellenza, non avendo chiaroscuri). Nascono per l’appunto a Bisanzio fino a raggiungere l’Italia attorno al 1100 e diventano molto utilizzati.

Dopo le nostre questioni il professore è tornato all’argomento scuola, soffermandosi sulle mappe concettuali per l’esame che si terrà in giugno. Lui ne ha creata una con argomento centrale ovviamente le icone:






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