Relazione Nuove tecnologie dell'educazione e della formazione



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02.06.2018
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Relazione Nuove tecnologie dell'educazione e della formazione
In che modo le nuove tecnologie possono supportare lo sviluppo e l'erogazione di servizi socio-educativi? Formulare delle ipotesi e formulare degli esempi

Il XXI secolo è un'era caratterizzata da notevoli progressi in vari ambiti, ad esempio in campo medico, o anche a livello scientifico, ma un campo che in questo momento è sempre più in via di sviluppo è soprattutto quello della tecnologia. Oggi quasi tutte le persone utilizzano, chi più chi meno, apparecchi tecnologici, basta pensare agli smartphone, secondo uno studio di Eurispes in Italia il 93,1% dei cittadini ne possiede uno. Lo smartphone, proprio come dice la parola stessa è il telefono intelligente. Difatti è proprio grazie a questo che ci ricordiamo tutti gli appuntamenti, i compleanni ma anche le strade da percorrere senza problemi. Questo telefono, grazie alle applicazioni che possiamo scaricare riesce ad aiutarci con ogni nostra necessità, può ad esempio fungere da dietologo, personal trainer o anche da insegnante, infatti ci sono varie applicazioni che insegnano le lingue, la matematica.. ma ci può essere d'aiuto anche nell'organizzazione di un viaggio, confrontando tra i diversi siti quello che offre opportunità più vantaggiose. Praticamente è grazie a queste "app" che riusciamo a risolvere i problemi più velocemente e con meno fatica. Anche e soprattutto i bambini di oggi, che sono i nativi digitali, riescono fin da piccolissimi ad avere un ottimo rapporto con gli strumenti tecnologici: con il computer, la televisione, il tablet o le console che utilizzano per giocare virtualmente. Il bambino essendo nato in un mondo in cui la tecnologia era già presente riesce ad apprendere nozioni che un adulto e ancora di più un anziano per capirle e ricordarle hanno bisogno di molto più tempo. Una cosa che fa sorridere e al tempo stesso riflettere è quando si vede il nipotino che insegna al nonno come eliminare una foto o come inviare un messaggio. Si è formata questa educazione al contrario, infatti non è il nonno che insegna al nipote ma è il nipotino che insegna al nonno. Naturalmente anche in campo educativo possiamo trovare delle tecnologie che fungono da supporto per l'insegnante. In Italia, agli inizi degli anni 80 vengono introdotti i primi computer delle scuole, inizialmente soltanto nelle scuole secondarie di secondo grado con indirizzo tecnico e informatico, poi andando sempre più avanti siamo arrivati ad utilizzare le nuove tecnologie, come televisione, computer o radio anche all'interno delle scuole materne e degli asili nido. Per riuscire a far apprendere ai bambini specialmente ai più piccoli, un'istruzione interattiva è quella ottimale, per riuscire a ridurre le distrazioni che sono tipiche dei bambini. Oggi quasi ogni scuola mette a disposizione per le sue classi il computer e la lavagna interattiva multimediale. Questi strumenti per essere d'aiuto devono essere saputi utilizzare, i docenti quindi devono imparare ad usare le nuove tecnologie per riuscire a svolgere bene il loro lavoro. E' per questo che parliamo di una vera e propria alfabetizzazione informatica al computer per gli insegnanti. Se queste risorse non vengono usate correttamente infatti si rischia di fare un lavoro sbagliato e gli unici a rimetterci sono gli studenti. Al giorno d'oggi, comunque, chi più chi meno tutti noi viviamo a contatto con la tecnologia, che riesce a rendersi utile in diverse situazione. Nelle scuole ad esempio grazie a internet i bambini e i ragazzi possono riuscire a capire e vedere meglio un qualsiasi argomento senza il bisogno di uscire dalla classe. Attraverso le immagini o i video un alunno riesce a capire meglio di quanto possa arrivargli attraverso la sola spiegazione dell'insegnante.
Nel corso degli anni i programmi e anche i metodi d'insegnamento nelle scuole, hanno subito varie modifiche. Inizialmente l'educazione scolastica era un lusso che in pochi potevano permettersi, infatti solamente i più ricchi potevano ricevere un'educazione scolastica, gli insegnamenti erano dei maestri privati molto rigidi e difficili da seguire per dei bambini, le materie che si svolgevano erano molto pesanti, gli insegnanti insegnavano agli studenti l'arte della dialettica, la matematica ma anche l'astronomia e le scienze. Andando avanti nel tempo riusciamo ad ottenere un'educazione libera a tutti, con i programmi pensati specificamente per le capacità dei bambini. Nel XVIII secolo con il filosofo, scrittore e musicista Jean-Jaques Rousseau, iniziamo a parlare di puerocentrismo, ovvero si inizia a mettere il fanciullo al centro dell'azione educativa, rivendicando anche il valore del bambino come persona, il quale deve aver diritto ad uno sviluppo armonico, basato sulle sue capacità e non sui rigidi programmi prestabiliti fino ad allora. I materiali didattici per aiutare gli scolari nell'apprendimento di qualsiasi argomento, prima dell'esistenza dei vecchi e dei nuovi media, erano i libri, le cartine geografiche, le mappe concettuali... Ma i bambini avendo una soglia d'attenzione bassa, usando questi strumenti, che richiedono un'attenzione lunga e continua, si distraggono molto facilmente. Ciò naturalmente non sta a significare che gli alunni non devono più leggere un libro o utilizzare una cartina geografica, deve essere l'insegnante capace di riuscire a non surriscaldare troppo la mente dei suoi alunni, quindi deve saper equilibrare l'utilizzo di strumenti più difficili da seguire con strumenti più semplici. Un compito che risulta molto arduo al giorno d'oggi è far appassionare le nuove generazioni a una cosa importante come la lettura, poiché i bambini e i ragazzi di oggi hanno molti intrattenimenti che giudicano assai più divertenti e meno impegnativi dei libri. Successivamente vengono introdotte nelle scuole come materiale didattico, televisioni e radio, oggi chiamati vecchi media, che, soprattutto la televisione, aiutano gli scolari, a capire meglio un argomento anche riducendo le distrazioni, dato che il materiale interattivo cattura maggiormente l'attenzione dei ragazzi. Negli ultimi decenni, grazie allo sviluppo delle nuove tecnologie, vengono inseriti nelle scuole i primi computer, che vengono definiti, sussidi didattici, questo perché il computer non è nato per sostituire l'insegnante e lavorare al posto suo, ma deve funzionare come supporto per il docente e quindi aiutarlo a far capire all'intera classe anche gli argomenti più complicati. Per far sì che ì sussidi didattici rimangano tali e non acquisiscano il ruolo di insegnante, gli educatori devono capire quale metodo è il migliore in un determinato contesto, ma anche quando è necessario utilizzare o meno la tecnologia all'interno del programma di studi, possono riuscire a capirlo solo se hanno imparato ad usare il materiale multimediale. Non esiste però un metodo migliore in assoluto, analizzando la specifica situazione l'insegnante adotterà il metodo che in quella situazione gli sembrerà il migliore, ma non sarà sempre lo stesso per tutti gli argomenti. Abusando di strumenti sofisticati quando la situazione non ne ha bisogno, ma potrebbe bastare uno strumento più semplice, il docente rischia di sfociare nella ipertrofia tecnologica, è una condizione che si presenta quando usiamo uno strumento complesso quando la situazione non lo richiede, ad esempio, se per svolgere un semplice calcolo matematico l'insegnante userà la calcolatrice anziché svolgerlo a mente. In questo modo gli alunni cresceranno pensando che per ogni minimo problema che gli si presenterà davanti nella vita, esiste un apparecchio che è capace di risolverlo.
Quindi un'insegnante dopo aver imparato ad utilizzare in modo corretto gli strumenti tecnologici dovrà assicurarsi di insegnare ai giovani l'uso pertinente di internet per non incorrere in alcun pericolo.
Questa evoluzione tecnologica ha portato con se molti cambiamenti all'interno del sistema scolastico, oggi molto più interattivo. Le tecnologie all'interno della scuola, hanno scatenato una grande disputa, tra gli studiosi di tutto il mondo, la domanda che ha scaturito tante opinioni diverse è la seguente:
Le tecnologie sono utili o danneggiano l'apprendimento?
La comunità pedagogica si è divisa in due gruppi. Il primo più numeroso, è contrario alla tecnologia nel sistema scolastico, in quanto, gli studiosi, credono che la tecnologia, oltre al fatto che possa essere una fonte di distrazione per gli scolari, induca anche tutti i ragazzi a pensare nello stesso modo, senza più opinioni personali. L'altro gruppo invece è favorevole e appoggia l'introduzione dei media all'interno dell'apprendimento, ma solo se le tecnologie verranno adattate al sistema scolastico ed educativo. Secondo i loro pareri è solo in questo modo che il rendimento degli alunni non calerà, ma anzi, potrebbe migliorare. Alcuni studiosi hanno fatto addirittura alcuni esperimento, per quanto riguarda questo argomento, per cercare di riuscire a capire se le tecnologie danneggiassero o meno l'apprendimento dei ragazzi. Seymour Papert, grande pedagogista, matematico e informatico sudafricano ( Pretoria 1928 - Blue Hill 2016 ) agli inizi degli anni 80 definisce i primi computer "ali per la mente", con questo termine ci vuole far capire che i new media sono in grado di dare maggiore libertà ai ragazzi, continuando a stare in classe ognuno seduto al proprio banco possono ammirare la statua della libertà o riuscire a studiare le specie più esotiche di animali. Anche Burrhus Frederic Skinner, noto psicologo statunitense ( Susquehanna 1904 - Cambridge 1990 ) crede che l'insegnamento attraverso le macchine sia migliore in quanto, tra insegnante e alunno si può instaurare un legame, troppo personale che può addirittura offuscare il giudizio del docente che dovrebbe essere imparziale. Le tecnologie d'altra parte riescono sempre a mantenere le distanze dagli studenti, e quindi saranno sempre completamente neutre anche nei giudizi, riuscendo a non farsi influenzare da fattori esterni. Skinner conduce uno studio nel quale mette a confronto due diversi metodi educativi: l'istruzione tradizionale e l'istruzione interattiva. Questo studio lo svolge all'interno delle scuole analizzando classi di diverso grado e istituto. Alla fine dell'indagine scopre che l'una non è migliore dell'altra e quindi non ce n'è una più valida, se usate correttamente in entrambi i casi potranno presentarsi dei miglioramenti da parte degli alunni. Quindi è proprio in funzione a come viene usata che la tecnologia può essere utile o danneggiare gli studenti.
Secondo Mayer, gli obiettivi principali dell'apprendimento multimediale devono essere: il ricordo, ovvero la capacità di riconoscere il materiale che viene presentato, e la comprensione, che sarebbe l'abilità di capire ciò che si è studiato e riadattarlo per situazioni nuove, questa abilità è chiamata transfer. L'apprendimento alle tecnologie non è un qualcosa di astratto, anzi i suoi insegnamenti sono del tutto pratici, infatti dopo aver acquisito una conoscenza è necessario metterla in pratica sul mezzo, questo è un motivo per il quale i bambini sono più interessati a questo tipo di apprendimento, non essendo solo teorico permette allo studente di mettere in pratica tutto ciò che ha imparato e questo aumenterà l'attenzione e la voglia verso l'apprendimento. Infatti il computer visto con gli occhi di un bambino è uno strumento affascinante e inusuale, e proprio per questo, l'alunno cercherà di applicarsi il più possibile per riuscire a svolgere correttamente le funzioni richieste dall'insegnante. Un'altra importante osservazione è quanto sia semplice per i bambini di oggi capire procedimenti anche complessi degli strumenti tecnologici, questo deriva dal fatto che la nuova generazione è nata con la tecnologia e sta crescendo assieme a lei, quindi per loro è molto più facile da capire. Ci sono molti nuovi metodi educativi che possono aiutare i docenti nel difficile compito di insegnare alle nuove generazioni. I metodi educativi con il passare del tempo hanno subito vari cambiamenti, infatti come in ogni altro ambito anche quello in educativo è presente un progresso continuo, si sta sviluppando sempre di più. Al giorno d'oggi nelle aule scolastiche gli insegnanti cercano di far apprendere anche attraverso i media, sia quelli più vecchi che quelli nuovi, cercando anche di farli interagire per poter dare ai giovani la migliore istruzione possibile. L'educazione attraverso i media si evolve con il passare del tempo, ed è proprio questa evoluzione che riesce ad offrire sempre più nuove opportunità educative. I "new media" sono riusciti ad integrarsi molto bene all'interno dell'ambiente scolastico, portando con se diverse trasformazioni in ambito socio-culturale, i nuovi e i vecchi media si scontrano tra loro, e sempre più spesso le nuove tecnologie prendono il posto di quelle più vecchie. Ad esempio, oggi giorno, vediamo circolare sempre meno giornali, dato che, grazie ad internet possiamo essere sempre informati in tempo reale di ciò che accade in qualsiasi parte del mondo. I contenuti mediali che sono utilizzati nelle scuole vengono ideati per essere compatibili con i diversi programmi scolastici.
Uno strumento che attualmente è sempre più presente nelle aule scolastiche è la lavagna interattiva. La lavagna interattiva multimediale detta anche lavagna elettronica o L.I.M. è uno strumento molto simile al proiettore, solo che a differenza di quest'ultimo gli alunni e gli insegnanti possono lavorarci usandola anche come una normalissima lavagna, questo fa si che lo studente si senta molto più coinvolto nella lezione, poiché partecipa attivamente, mettendo le mani direttamente sulla superficie di lavoro, partecipando maggiormente si ridurranno notevolmente le disattenzioni. La lavagna elettronica è anche collegata ad il computer, e questo le permette di poter navigare in internet, gli insegnanti potranno, quindi, elaborare lezioni non più solamente teoriche, cercando immagini, video ma anche articoli sul web, possono svolgere lezioni interattive, aiutando anche gli alunni a capire meglio gli argomenti proposti. Grazie alla lavagna interattiva quindi si crea un collegamentotra la classe e il mondo esterno, questo permette rapidità e immediatezza durante le spiegazioni. Secondo una statistica oltre il 95% degli insegnanti intervistati da Otic, evidenziano un notevole aumento della motivazione sia da parte degli alunni che da parte dei docenti stessi. Hanno anche notato che lavorando sulla lavagna multimediale, molti studenti abbiano migliorato la loro capacità espositiva. Dal 2001 al 2006 le L.I.M. installate nelle aule scolastiche passano da poche decine di migliaia fino ad arrivare a oltre un milione. In Italia la lavagna elettronica è stata introdotta nelle scuole nel 2006, ora 1 classe su 4 ne possiede una. La L.I.M. però presenta anche alcuni svantaggi; ha infatti un costo eccessivo, proprio per questo non la troviamo in tutte le classi di ogni istituto. Per di più non tutti sono favorevoli perché i ragazzi di oggi sono troppo assuefatti dalla tecnologia, e introducendola anche a scuola si teme che riuscirebbe solo a far peggiorare la loro vera e propria dipendenza. Ma le complicazioni che presenta la lavagna interattiva non finiscono qua, è infatti un grande problema l'incapacità di alcuni insegnanti di utilizzarla nonostante i numerosi corsi di aggiornamento che seguono, gli studenti sono più capaci ad usarla, dato che assendo nati e cresciuti con la tecnologia hanno abilità maggiori di un adulto. Ma anche i roblemi tecnici che alcune volte la L.I.M può avere rappresentano un vero e proprio problema per la lezione che si sta svolgendo poichè i docenti non sono i grado di risolverli da soli e quindi viene interrotta la spiegazione aumentando le distrazioni dei ragazzi.
Negli ultimi anni si è sviluppato l'E-learning, apprendimento multimediale per mezzo di internet. L'e-learning è utile soprattutto per le persone che non possono frequentare il regolare svolgimento delle lezioni, per motivi diversi, come il lavoro o per altri impegni personali, avendo loro la motivazione e il desiderio di studiare, utilizzano il sistema di apprendimento multimediale a distanza. Infatti grazie a questo approccio tutte le persone impossibilitate a una regolare frequentazione dei corsi riescono comunque a continuare gli studi. Un'altra nota positiva di questo approccio è il fatto che, se connesso a una linea internet, l'individuo può studiare ovunque. Naturalmente l'e-learning nelle scuole primarie e secondarie non è molto utilizzato, dato che gli alunni sono obbligati a frequentare la scuola, è una tecnica che è più frequente nelle facoltà universitarie, dato che molto spesso i ragazzi devono iniziare a lavorare per potersi mantenere gli studi. Adesso però, anche se con un diverso obiettivo, anche nelle scuole primarie e secondarie, si può riscontrare un apprendimento multimediale a distanza, ad esempio può capitare che il professore dia come compito a casa una ricerca, i ragazzi allora dovranno impegnarsi per cercare tutte le informazioni necessarie, che quasi sempre arrivano dal web. Gli insegnanti di ora devono insegnare ai ragazzi come usare internet, come ricavare informazioni ma anche come poterle cercare, proprio per farli esercitare per un futuro, andando avanti nel tempo, infatti, gli approcci multimediali aumenteranno sempre di più, gli studenti quindi dovranno riuscire a gestire gli strumenti interattivi nel miglior modo possibile, dato che più si va avanti più questi approcci multimediali fanno parte dell'istruzione scolastica.
Per riuscire a capire se effettivamente l'educazione attraverso i media sia veramente un qualcosa di positivo, per lo sviluppo socio-educativo del bambino, gli studiosi hanno svolto diverse indagini ed esempi su questo argomento. L'istituto "Baccio da Montelupo", unico polo scolastico del Comune di Montelupo Fiorentino, è costituito da due scuole dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola secondaria di I grado. Gloria Bernardi, dirigente dell'Istituto Comprensivo, cerca di mettere in pratica, grazie all'aiuto di vari pedagogisti e altri insegnanti, un diverso modo di insegnare, cercando di proporre iniziative diffondendo le tecnologie nell'uso didattico. Per prima cosa un gruppo di addetti crea un modello didattico su misura per le classi interessate. Il modello proposto dovrà essere valutato e quello che viene scelto dovrà essere studiato nei minimi particolari prima di inserirlo nelle classi, poiché è di primaria importanza che sia adatto infatti con il sistema sbagliato l'esperimento fallirà sicuramente.
Una volta accertata la validità del modello, viene inserito all'interno dell'ambito scolastico. Gli insegnanti dell'istituto dovranno imparare ad utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione prima di iniziare le lezioni nelle classi, quindi si svolgeranno dei corsi appositi per i docenti con persone preparate che spiegheranno come fare ad usare in modo corretto ogni strumento del nuovo modello educativo.
Nella scuola "Baccio da Montelupo" il progetto che dopo un'attenta valutazione viene scelto è ArdesiaTech, che mette al centro della nuova ipotesi di scuola i bambini e le tecnologie. Questo nuovo approccio educativo ha apportato molte modifiche nella scuola, prima di tutto richiedendo strumenti appropriati e specifici, in ogni classe troviamo la lavagna interattiva multimediale, un banco interattivo, una tavoletta smart e ogni bambino ha anche un pc personale, il tutto naturalmente deve avere accesso ad internet. I tanti e nuovi materiali richiedono una nuova formazione per i docenti che una volta nella classe dovranno spiegare agli alunni come utilizzare correttamente tutti gli strumenti. Il modello proposto vuole essere un inizio per un cambiamento a livello nazionale, l'educazione attraverso le tecnologie proietta e aiuta i bambini di oggi a orientarsi meglio nel mondo di domani. Dopo tutto l'anno scolastico multimediale viene chiesto agli insegnanti se le tecnologie aiutano l'apprendimento o lo penalizzano, quasi la totalità del corpo docente si afferma favorevole all'approccio multimediale nella scuola. La stessa domanda è stata posta ai genitori degli studenti, il 29% si è rivelato molto d'accordo sull'utilizzo dei media, il 47,7% è d'accordo e il 24% è in disaccordo. I bambini rispondono a questo approccio molto positivamente, soprattutto per il fatto che con l'introduzione delle tecnologie la classe ha la possibilità di condividere maggiormente con il resto dei compagni, viene quindi apprezzato in modo particolare il lavoro di gruppo. Come ha detto un bambino nel focus group dell'aprile 2011: " Col quaderno non potevamo guardare tutti assieme. Ora anche quando si lavora da soli poi si guarda tutti insieme. Ci si può correggere". Il lavoro di gruppo per il bambino è un momento di forte apprendimento, dato che essendo un gruppo di pari non hanno problemi a confrontarsi e si sentono liberi anche di chiedersi aiuto tra di loro, l'aiuto tra i compagni è molto favorevole per i bambini poiché hanno meno timore di fare domande e riescono a spiegare concetti in modo semplice e chiaro. Quindi alla fine dell’anno scolastico, l’esperienza vissuta è risultata nella maggior parte dei casi positiva, da questo esperimento possiamo capire che un programma ben organizzato e pensato su misura per una classe di studenti può aiutare i docenti nell’insegnamento, solo se gli strumenti multimediali sono usati con criterio. Ad esempio, se durante la lezione di scienze l’insegnante sta spiegando alla classe il sistema solare, per farglielo capire meglio può far vedere agli studenti dei video o delle immagini che si trovano facilmente su internet, per ridurre le difficoltà e per far si che apprendano meglio e più velocemente. Digiscuola, è una piattaforma virtuale che cerca di favorire il processo di apprendimento, introducendo nell'ambiente scolastico le nuove tecnologie. Ogni scuola amministra la propria piattaforma occupandosi di quali contenuti digitali deve acquistare indicando poi ai docenti quale potranno usare per i propri corsi. Naturalmente non è detto che il metodo multimediale sia il migliore, ma in alcuni casi può aiutare gli studenti ad apprendere con meno fatica e difficoltà. Pensiamo ora ai ragazzi con disturbi di apprendimento,  i bambini con DSA apprendono diversamente dagli altri, hanno delle caratteristiche che non gli permettono di assimilare le informazioni nello stesso modo con cui le recepiscono i loro coetanei. Facendo fatica a capire e seguire le spiegazioni degli insegnanti, devono trovare un metodo di studio che li aiuti nella comprensione degli argomenti che vengono spiegati. Oggi, si possono trovare varie soluzioni per i ragazzi che hanno bisogno di maggiore aiuto. Anche le tecnologie possono offrire preziosi aiuti per i ragazzi che hanno questi disturbi, il software didattico può essere una valida alternativa allo studio di supporto cartaceo, ci sono infatti diversi siti, ma anche alcuni programmi che cercano di aiutare questi studenti a trovare il metodo migliore per farli riuscire ad apprendere. Il programma OCR, ad esempio riesce, attraverso uno scanner, a trasformare i testi cartacei in testi digitali, così facendo il ragazzo avrà la possibilità di utilizzare una sintesi vocale che legga al posto del soggetto. Inoltre consente un apprendimento "esplicito", in cui il contenuto è mostrato direttamente e non descritto, Esiste poi la possibilità di avvicinare i ragazzi alla lettura, facendo ascoltare i diversi romanzi in forma registrata. E' anche utile consentire ai ragazzi di registrare le lezioni, proprio per aiutarli a comprendere meglio le spiegazioni. Quindi come abbiamo potuto osservare in questi pochi esempi, l'approccio interattivo ha la possibilità di aiutare tutti gli studenti cercando di codificare gli argomenti in un linguaggio più semplice da capire per un ragazzo, le tecnologie rendono la spiegazione più interessante agli occhi degli scolari, utilizzare strumenti così inusuali, in un contesto scolastico, riesce a catturare maggiormente l'attenzione degli studenti. La multimedialità è la somministrazione di materiale in diversi formati, testi scritti, immagini, suoni. Anche, ad esempio, un semplice libro, che presenta testo e figure adotta un formato multimediale. Le diverse teorie, si vari studiosi, descrivono l'apprendimento multimedial come un'elaborazione attiva di informazioni che vengono mostrate in diversi formati. Allan Paivio ( Thunder bay 29 marzo 1925 - 19 giugni 2016 ), professore di psicologia all'University of Western Ontario, elabora una sua teoria su questo argomento, la teoria della doppia codifica ( 1991 ) . In questo suo elaborato, afferma che, ci sono due sistemi di codifica per la rappresentazione e per l'elaborazione delle informazioni: il sistema verbale e il sistema non verbale, una parola, ad esempio, viene codificata attraverso il solo sistema verbale, mentre un'immagine viene codificate da entrambi i sistemi, ed è proprio per questo motivo che l'immagine viene ricordata di più rispetto ad una parola. Secondo i dati finali del suo studio la memoria trae vantaggio dalla teoria della doppia codifica. Oggi è quasi impossibile, escludere completamente dall’insegnamento gli strumenti tecnologici, dato che, soprattutto gli adolescenti e anche i bambini, sono sempre più abituati a vivere a contatto con la tecnologia. Purché non ne venga abusato, i new media sono veramente in grado di aiutare i docenti nel difficile compito dell’insegnamento. Infatti, se gli strumenti vengono utilizzati nel modo giusto, possono risultare delle risorse molto utili per gli insegnanti, per svolgere una lezione molto più rapida e meno noiosa. Infatti, se ad esempio l’insegnante cerca di descrivere “Primavera” di Botticelli, è più veloce e più semplice cercare su internet l’immagine in questione, attraverso una codifica visiva, gli studenti riusciranno con meno difficoltà a seguire la spiegazione del docente. Le tecnologie , sono davvero utili all'apprendimento? La disputa sta ancora continuando tra chi approva le tecnologie in ambito scolastico, pensando che siano positive per l’apprendimento della classe e chi invece le disprezza, definendole svantaggiose e poco produttive per gli studenti. Ancora, infatti, non abbiamo una risposta assolutamente certa per questa difficile domanda, ma sicuramente attraverso queste, li allievi, riescono ad arrivare a risultati migliori con meno ostacoli e sopratutto con molta più voglia di continuare ad apprendere.





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