Relazione tecnica specialistica



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RELAZIONE tecnica SPECIALISTICA DEGLI IMPIANTI

1relazione specialistica degli impianti di acclimazione

1.1denominazione, indirizzo e descrizione del complesso


L'intervento riguarda la realizzazione della nuova Piastra ambulatoriale Val Bisagno e Val Trebbia, in una porzione del complesso edilizio “ex IPAB Doria”.

Il compesso edilizio presenta un fronte principale con andamento est-ovest, costituito da tre edifici rispettivamente denominati “Corpo Est”, “Corpo Centrale” e “Corpo Ovest”, allineati e paralleli al corso del torrente Bisagno.

Dal fronte principale si staccano posteriormente altri tre edifici; i due laterali appartengono ad un altro Ente, mentre quello centrale ospita la chiesa del complesso. I tre suddetti edifici sono estranei al presente appalto, fatta eccezione per quanto riguarda gli impianti provvisori più avanti descritti.

Il Corpo Ovest del fronte principale appartiene ad un altro ente, ed è anch’esso estraneo al presente appalto, fatta eccezione per quanto riguarda gli impianti provvisori più avanti descritti.



La porzione dell’immobile “ex IPAB Doria” appartenente alla stazione appaltante ed interessata dall’intervento di ristrutturazione oggetto del presente appalto è costituita quindi da:

  • Corpo Est, a quattro piani fuori terra;

  • Corpo Centrale, a quattro piani fuori terra;

  • area esterna di pertinenza.

1.2elenco degli impianti


Sono previsti i seguenti impianti:

Impianti idrico sanitari:

  • messa in sicurezza, smantellamento degli impianti esistenti e realizzazione degli impianti provvisori;

  • tubazioni di adduzione dell’acqua, apparecchi sanitari, macchine;

  • collettori di scarico delle acque nere;

  • collettori di scarico delle acque bianche;

Impianti idrici antincendio:

  • rete interna a naspi uni 25 e idrante uni 45

Impianti di acclimazione:

  • messa in sicurezza, smantellamento degli impianti esistenti e realizzazione degli impianti provvisori;

  • impianto di ventilazione della radiologia e degli ambulatori;

  • impianto a radiatori e a pannelli radianti;

  • centrale termica;

  • collettori solari e relativi circuiti;

  • locali di accumulo e collettori per acqua di riscaldamento

  • centrale frigorifera e impianto ventilconvettori



1.3criteri di scelta e dimensionamento

1.3.1caratteristiche climatiche


  • provincia Genova

  • zona climatica D

  • gradi giorno 1435

  • temperatura esterna invernale 0 °C.

  • umidità esterna invernale 80 %.

  • temperatura esterna estiva. 30 °C.

  • umidità esterna estiva. 55%.



1.3.2caratteristiche microclimatiche da assicurare negli ambienti e relative condizioni di progetto

1.3.2.1Condizioni termoigrometriche da garantire negli ambienti


  • Ambulatori e locali con radiatori: inverno ta=20°C Ur: non controllata Estate non controllata Ur: non controllata

  • Radiologia: inverno ta=20 °C Ur: 50% Estate ta=26 °C Ur: 50%

  • CUP e Oncologia ambulatoriale inverno ta=20 °C Ur: non controllata Estate ta=26 °C Ur: deumidificazione

1.3.2.2Rinnovi dell’aria


  • Ambulatori: ricambi naturali

  • Radiologia: medio 8-10 vol/h filtrazione F9 (UNI 10339)

  • CUP e Oncologia ambulatoriale ricambi naturali

  • Ambulatorio odontotecnico >6 vol/h filtrazione F8 (UNI 10339)

  • Locale antiblastici >10 vol/h filtrazione F8 (UNI 10339)

  • Servizi senza finestre >6 vol/h

1.3.2.3Temperatura dei fluidi


  • Riscaldamento invernale radiatori max Tm=70 °C Tr=60°C variabile

  • Circuiti pannelli radianti max Tm=50 °C Tr=40 °C variabile

  • Alimentazione assorbitore Tm=90°C Tr=80 °C

  • Utenze estive acqua refrigerata Tm=7 °C Tr=12 °C

1.3.2.4Velocità dell'aria


In radiologia e nell’ambulatorio odontoiatrico, misurata tra 1,1 m e 1,5 m dal pavimento finito: non superiore a 0,12 m/s.

1.3.2.5Stato di filtrazione dell'aria esterna


L'aria esterna per essere ritenuta di qualità accettabile per la ventilazione dovrà essere filtrata con filtri aventi i valori di efficienza secondo il prospetto V filtrazione M4 + A8 (UNI 10339).

1.3.3riqualificazione energetica dell’involucro


In fase di progettazione sono stati concordati i seguenti interventi di riqualificazione dell’involucro edilizio, rilevanti ai fini del risparmio energetico e del dimensionamento dei nuovi impianti:

  • adeguato isolamento termico sul nuovo solaio del vespaio al piano terra tramite l’impiego di materiale isolante in lastre, da appoggiare direttamente sul solaio e da ricoprire con massetto/sottofondo;

  • accurato isolamento termico del solaio esistente al piano sottotetto tramite l’impiego di materiale isolante incombustibile in lastre;

  • la sostituzione dei serramenti in legno esistenti con nuovi serramenti: è necessario che i nuovi infissi abbiano forma e dimensioni idonee per il montaggio delle nuove vetrate, e caratteristiche tali da garantire, per ciascuna chiusura trasparente comprensiva dell’infisso, valori di trasmittanza termica U inferiori ai valori limite fissati dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n° 192 e s.m.i.

  • la sostituzione dei vetri esistenti con nuove vetrate ad elevate prestazioni termiche. Oltre a soddisfare il requisito sopra indicato per ciascuna chiusura trasparente comprensiva dell’infisso, è necessario che le nuove vetrate abbiano caratteristiche tali da garantire valori di trasmittanza termica U inferiori ai valori limite fissati dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n° 192.

  • l’installazione del controsoffitto a tutti i piani è rilevante ai fini energetici perché, con l’impiego di materiali idonei, consente di ridurre sensibilmente il volume da riscaldare.

  • In corrispondenza dei nuovi radiatori la muratura sarà isolata tramite l’inserimento di un pannello di coibente, con rete e intonaco finale.

Gli interventi a progetto migliorano le caratteristiche dell’involucro edilizio ed influiscono sul rendimento di emissione dei radiatori.


1.4metodologie di calcolo

1.4.1generalità


Il calcolo rigoroso di un circuito di ventilazione può essere affrontato partendo dalle equazioni unidimensionali della continuità e del moto, trattando il fluido come incomprimibile, date le piccole variazioni di pressione lungo i condotti rispetto al valore assoluto della pressione, e facendo riferimento ai valori medi della massa volumica e della viscosità dell’aria.

Lo studio del moto all’interno di un condotto viene effettuato partendo dall’equazione di Bernoulli:



essendo:


  • p la pressione statica,

  • v la velocità del fluido, mediata sulla sezione,

  • r la massa volumica,

  • g l’accelerazione di gravità,

  • z l’altezza,

  • H l’altezza totale.

La relazione scritta sopra si riferisce alle condizioni ideali, in assenza di attriti.

Introducendo le perdite presenti nel condotto reale, si può scrivere la relazione tra due sezioni generiche del sistema:



dove il termine Dpt rappresenta la perdita di pressione dovuta alle resistenze tra le due sezioni.



1.4.2perdite di pressione distribuite


Le perdite per attrito sono dovute essenzialmente alla viscosità del fluido e dipendono dal regime di moto considerato.

Nel caso di flusso laminare, con bassi valori del numero di Reynolds, il coefficiente di attrito dipende solo da tale parametro:



essendo:


  • v la velocità del fluido, mediata sulla sezione,

  • r la massa volumica,

  • m la viscosità dinamica,

  • D il diametro del condotto.

Nel caso in esame il moto del fluido è turbolento, per cui le perdite per attrito dipendono anche dal fattore di rugosità del materiale costituente il condotto.

Il termine dovuto a tali attriti di può esprimere, per metro lineare, con la seguente relazione di Darcy-Weisbach



in cui il termine fD rappresenta il fattore di attrito.

Tale termine, che racchiude in sé le condizioni di turbolenza e i fattori di instabilità dovuti al regime di transizione tra moto laminare e turbolento, nonché la rugosità assoluta del materiale, è rappresentato nella funzione di Colebrook

essendo e il fattore di rugosità assoluta del condotto.



1.4.3perdite di pressione concentrate


Le perdite dovute a resistenze concentrate vengono calcolate utilizzando il termine della velocità, contenuto dell’equazione di Bernoulli, moltiplicato per opportuni coefficienti che tengono conto del tipo di resistenza concentrata.

La relazione utilizzata è quindi la seguente:



essendo k il coefficiente di perdita localizzata.



1.4.4caratteristiche generali


  • Tipo di condotto: canale in lamiera

  • Altitudine: 253 m

  • Pressione atmosferica: 100 kPa

  • Coefficiente di altitudine: 1

  • Rugosità assoluta: 0,9

  • Densità dell’aria: 1,2 kg/m³

  • Coefficiente K di correzione delle perdite di carico: 1



1.4.5calcolo del diametro delle tubazioni per acqua

1.4.5.1perdite di carico continue


Le perdite di carico continue sono calcolate con la seguente relazione:

r = Fa * 1/D *  * (v*v)/2

essendo:


  • r perdita di carico unitaria, Pa/m

  • Fa fattore di attrito, adimensionale

  • D diametro interno del condotto, m

  •  massa volumica del fluido, kg/m³

  • v velocità media del fluido, m/s

Il termine Fa varia in relazione al regime di moto del fluido.

Il tipo di moto si valuta attraverso il numero di Reynolds (Re), così definito:

Re = (v * D)/

essendo:


  • D diametro interno del condotto, m

  • v velocità media del fluido, m/s

  •  viscosità cinematica del fluido, m²/s

Il regime di moto considerato per gli impianti è quello turbolento, in cui le particelle si muovono in modo irregolare.

Nel regime turbolento il fattore di attrito Fa dipende non solo dal numero di Reynolds, ma anche dalla configurazione geometrica del condotto e dallo stato della sua superficie interna.

In un condotto circolare, tale dipendenza è esprimibile con la formula di Colebrook:

1/Fa^0.5 = - 2 log [(k/3.7 * D) + (2.51/Re * Fa^0.5)]

dove k rappresenta la rugosità del condotto espressa in metri.

1.4.5.2perdite di carico localizzate


Le perdite di carico continue localizzate dipendono dalle resistenze accidentali che un fluido incontra durante il suo percorso.

Esse sono sostanzialmente dovute a riduzioni, allargamenti, curve, valvole, organi di regolazione, apparecchiature, ecc.

Le perdite di carico localizzate si calcolano con la formula:

z =  *  * (v*v)/2

essendo:


  • z perdita di carico localizzata, Pa

  •  coefficiente di perdita localizzata

  •  massa volumica del fluido, kg/m³

  • v velocità media del fluido, m/s

Il coefficiente  dipende soprattutto dalla forma della resistenza localizzata ed è, con buona approssimazione, indipendente da altri fattori come il peso specifico, la viscosità e la velocità del fluido.

1.4.5.3portata di bilanciamento


La portata di bilanciamento è quella che si ottiene variando la prevalenza applicata ad un circuito.

La portata di bilanciamento si può calcolare, con buona approssimazione, mediante la formula:

G1 = G * (H1/H)^0.525

essendo:


  • G1 portata di bilanciamento

  • H1 nuova prevalenza del circuito

  • G1 portata del circuito da bilanciare

  • H prevalenza del circuito da bilanciare

La formula precedente si ricava dalla dinamica dei fluidi e si basa sull’ipotesi che, in un circuito idraulico, le perdite di carico totali risultino mediamente dipendenti dalla porata secondo un esponente pari a 1.9.

Il rapporto tra la nuova portata G1 e quella del circuito da bilanciare determina il valore del fattore moltiplicativo F:

F = G1/G

che serve per calcolare la portata di ogni derivazione del circuito dopo il bilanciamento.



1.5dimensionamenti


Per quanto riguarda i carichi termici invernali ed i dimensionamenti dei componenti principali impiantistici si rimanda al fascicolo "Calcoli preliminari degli impianti".

1.5.1unità di trattamento dell'aria RADIOLOGIA


UTA Radiologia

  • Portata 10000 mc/h, in immissione ed estrazione, con recuperatore aria/aria a flussi incrociati; ventilatori di mandata e ripresa dotati di inverter per la regolazione della portata; batteria preriscaldo, batteria fredda e post riscaldo a canale in ambiente.

Silenziatori a canale su mandata e ripresa.

Umidificazione invernale a vapore con produttore a gas in centrale termica.



Regolazione digitale dei parametri climatici basata sulle caratteristiche dell’aria di ritorno dagli ambienti climatizzati e portata d’aria variabile in funzione dello sporcamento dei filtri.

1.6descrizione degli impianti di acclimazione


Per la descrizione dettagliata degli impianti di acclimazione si rimanda al documento "Capitolato specifiche tecniche".

1.7principali riferimenti normativi


Strutture sanitarie

  • D.P.R. del 14 gennaio 1997: requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi che devono essere posseduti dalle strutture pubbliche e private per l’esercizio delle attività sanitarie, con lo scopo di garantire all’utente prestazioni e servizi di buona qualità.

  • Legge Regione Liguria 30 luglio 1999 n. 20.

Sicurezza dei lavoratori

  • DPR 547 del 27-04-1955 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ed aggiornamenti successivi.

  • D. Lgs. n. 494 del 14 agosto 1996: prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.

  • D. Lgs. 626 del 19-09-1994 Attuazione delle direttive CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e successive integrazioni D. Lgs. 242 del 19-1-03-0-1996.

Impianti in genere

  • Legge n. 46 del 5 marzo 1990: norme per la sicurezza degli impianti.

  • DPR 447 del 06-12-1991 Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990 n.46, in materia di sicurezza degli impianti.

Rumore

  • D.P.C.M. 1 marzo 1991: limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.

  • Legge n. 447 del 26 ottobre 1995: legge quadro sull’inquinamento acustico.

  • D.P.C.M. 14 novembre 1997: valori limite delle sorgenti sonore.

  • Norma UNI 8199 “Misura in opera e valutazione del rumore prodotto negli ambienti dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione”.

Impianti di acclimazione

  • Legge n. 615 del 13 luglio 1966: provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico e successivi regolamenti di esecuzione.

  • D.M. 1 dicembre 1975: norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione e successivi aggiornamenti.

  • Legge n. 319 del 10 marzo 1976: norme per la tutela delle acque dall'inquinamento.

  • Leggi n. 9 e n. 10 del 9 gennaio 1991: norme per l'attuazione del piano energetico nazionale e successivi regolamenti di esecuzione.

  • Decreto legislativo 19 agosto 2005 n. 192 (g.u. 23-9-2005, n. 222 - suppl.): attuazione della direttiva 2002/91/ce relativa al rendimento energetico nell’edilizia.

  • D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993: progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici e successivi regolamenti di esecuzione.

  • Direttiva PED 97/23/CE: ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di attrezzature a pressione.

  • Norma UNI 10339 e norme correlate.

  • Circolari applicative ISPESL.

  • Specifiche ASHRAE per il calcolo del carico termico estivo degli edifici.

  • Norme UNI-CIG.

  • Decreto Presidente Giunta Regione Liguria 16 aprile 2003 N. 8/REG (regolamento di attuazione della legge regionale 2 luglio 2002, n. 24 - Disciplina per la costruzione, installazione, manutenzione e pulizia degli impianti aeraulici).

Impianti idrico sanitari e antincendio

  • Legge n. 319 del 10 marzo 1976: norme per la tutela delle acque dall'inquinamento.

  • D.P.R. n. 236 del 24 maggio 1988: qualità delle acque destinate al consumo umano.

  • D.M. Sanità n. 443 del 21 dicembre 1990: disposizioni tecniche concernenti apparecchiature per il trattamento domestico di acque potabili.

  • Legge n. 36 del 5 gennaio 1994: disposizioni in materia di risorse idriche.

  • Norme UNI-CIG.

  • Norme UNI-VVF.

  • Concordato Italiano Incendi.

  • Normativa e legislazione antincendio e regolamenti specifici dei comandi locali dei VV.FF.



1.8elenco dei documenti di progetto


DOCUMENTI

  • Capitolato speciale d’appalto degli impianti;

  • La presente Relazione tecnica specialistica degli impianti;

  • Calcoli preliminari degli impianti meccanici;

  • Computo metrico estimativo degli impianti;

  • Elenco prezzi unitari degli impianti

  • Quadro percentuale della manodopera degli impianti

ELABORATI GRAFICI:

Impianti di acclimazione



  • AC01 Riscaldamento: schema funzionale

  • AC02 Locali tecnici e reti principali

  • AC03 Riscaldamento: planimetria piano terra e rialzato

  • AC04 Riscaldamento: planimetria piano primo e secondo

  • AC05 Riscaldamento: planimetria copertura

  • AC06 Riscaldamento: schema altimetrico

  • AC07 Ventilazione: schema funzionale macchine

  • AC08 ventilazione: planimetria piano terra rialzato e secondo

  • AC09 Planimetria generale allacci (gas, acqua)

Impianti idrico sanitari ed antincendio

  • IS01 Idrico sanitario e antincendio: planimetria piano terra e rialzato

  • IS02 Idrico sanitario e antincendio: planimetria piano primo e secondo

  • IS03 Scarichi bianchi e neri: planimetria piano terra e rialzato

  • IS04 Scarichi bianchi e neri: planimetria piano primo e secondo

  • IS05 Scarichi bianchi e neri: planimetria reti esterne


2relazione specialistica degli impianti elettrici

2.1denominazione, indirizzo e descrizione del complesso


L'intervento riguarda la realizzazione della nuova Piastra ambulatoriale Val Bisagno e Val Trebbia, in una porzione del complesso edilizio “ex IPAB Doria”.

Il compesso edilizio presenta un fronte principale con andamento est-ovest, costituito da tre edifici rispettivamente denominati “Corpo Est”, “Corpo Centrale” e “Corpo Ovest”, allineati e paralleli al corso del torrente Bisagno.

Dal fronte principale si staccano posteriormente altri tre edifici; i due laterali appartengono ad un altro Ente, mentre quello centrale ospita la chiesa del complesso. I tre suddetti edifici sono estranei al presente appalto, fatta eccezione per quanto riguarda gli impianti provvisori più avanti descritti.

Il Corpo Ovest del fronte principale appartiene ad un altro ente, ed è anch’esso estraneo al presente appalto, fatta eccezione per quanto riguarda gli impianti provvisori più avanti descritti.

La porzione dell’immobile “ex IPAB Doria” appartenente alla stazione appaltante ed interessata dall’intervento di ristrutturazione oggetto del presente appalto è costituita quindi da:


  • Corpo Est, a quattro piani fuori terra;

  • Corpo Centrale, a quattro piani fuori terra;

  • area esterna di pertinenza.



2.2elenco degli impianti


Sono previsti i seguenti impianti elettrici e speciali:

  • messa in sicurezza, smantellamento degli impianti esistenti e realizzazione degli impianti provvisori;

  • cabina elettrica di trasformazione e gruppo elettrogeno;

  • rete di canalizzazioni per energia e correnti deboli;

  • linee elettriche principali;

  • quadri elettrici secondari;

  • dorsali, quadretti di locale, distribuzione terminale, ups;

  • impianto d’illuminazione normale e d’emergenza;

  • impianto forza motrice;

  • impianto di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche;

  • impianto telefonico e trasmissione dati (TD);

  • impianto manuale e automatico allarme incendio;

  • impianti diffusione sonora;

  • impianto di chiamata d’emergenza reparto salute mentale;

  • impianto di chiamata zona preparazione antiblastici;

  • impianti citofonici;

  • impianto TV;

  • impianto regolacode per il centro prelievi (CUP).



2.3criteri di scelta e dimensionamento

2.3.1classificazione dei luoghi ai fini della sicurezza


Nel complesso sono presenti locali ad uso medico soggetti alla normativa specifica.

Conformemente alle modalità d'impiego dei locali, sono stati classificati di gruppo 1:



  • palestre;

  • attività specialistiche;

  • attività ambulatoriali;

Agli effetti del tempo massimo d'interruzione, i locali di gruppo 1 saranno sottesi a gruppo elettrogeno.

Sono previsti locali per bagno o doccia, nei quali si applicheranno le prescrizioni specifiche.

Nel presente intervento non è prevista l'installazione di generatori di calore alimentati a combustibile.

2.3.2scelta dei materiali in relazione al rischio d’incendio


Tutti i materiali saranno marchiati IMQ o equivalente europeo.

Gli interruttori ed i quadri elettrici saranno corredati dalla documentazione, dalle certificazioni e dalle marchiature prescritte.

Le condutture ordinarie saranno costituite da conduttori isolati unipolari di tipo non propagante l'incendio N07G9-K e da cavi isolati multipolari FG7OM1 0,6/1kV posati rispettivamente in tubazioni di PVC pesante a vista e incassate, ed entro canalizzazioni di acciaio zincato posate a vista.

Le alimentazioni dei circuiti di sicurezza saranno realizzate con cavi FG10OM1R 0,6/1kV resistenti al fuoco.

Gli attraversamenti di compartimentazioni antincendio saranno dotati di setti taglia fuoco con caratteristiche REI certificate non inferiori a quelle della compartimentazione.

2.3.3scelta dei sistemi di alimentazione dei servizi di sicurezza


Gli apparecchi d’illuminazione di sicurezza saranno autoalimentati, con autonomia superiore a due ore; nei vari locali, l’alimentazione a 230V per la carica delle batterie presenti a bordo di ciascun apparecchio sarà derivata dallo stesso circuito che alimenta l’impianto di illuminazione normale, avendo cura di prelevare il conduttore di fase a monte degli apparecchi di comando.

I circuiti di sicurezza per l'alimentazione dei locali ad uso medico di gruppo 1 saranno alimentati da gruppo elettrogeno ad avviamento automatico, atto a garantire la ripresa dell'alimentazione entro 15 secondi.


2.3.4criteri di protezione contro i contatti diretti ed indiretti


La protezione contro i contatti diretti sarà realizzata mediante isolamento delle parti attive (cavi) o mediante protezione delle parti attive con involucri o barriere (apparecchi di comando, protezione, manovra, morsettiere, utilizzatori).

La protezione contro i contatti indiretti sarà realizzata con interruzione automatica del circuito, con riferimento al disposto della norma CEI 64.8 per i sistemi TN-S.

Gli interruttori differenziali saranno impiegati su tutti i circuiti terminali, e su qualunque altra protezione se ciò fosse necessario per garantire i tempi d’intervento prescritti dalle norme citate.

Nei locali ad uso medico di gruppo 1 saranno impiegati interruttori differenziali di classe A, e saranno adottati gli specifici provvedimenti per l'egualizzazione del potenziale.


2.3.5protezione contro le scariche atmosferiche


Sarà realizzato un impianto LPS di classe IV sui due edifici del corpo centrale e del corpo est, con captatore e calate tondo di acciaio zincato, il tutto con caratteristiche conformi alle prescrizioni della nuova norma CEI 81-10.

Saranno installati inoltre idonei scaricatori di sovratensione sulle linee entranti e sui quadri, In modo da realizzare un impianto SPD di livello II.


2.3.6modalità di effettuazione dei comandi di emergenza


Sono previsti pulsanti di sgancio disposti secondo le prescrizioni della regola tecnica di prevenzione incendi applicabile al caso specifico.

2.3.7alimentazione


I parametri elettrici dell'impiantosono i seguenti:

  • alimentazione da propria cabina di trasformazione, sistema TN-S;

  • sistema trifase con neutro, tensione concatenata 400 V;

  • frequenza 50 Hz;

  • corrente di corto circuito: v. calcoli.

2.3.8caduta di tensione


La caduta di tensione sarà contenuta nel valore dei 4% all'utenza in posizione più sfavorevole; all'avviamento dei motori è tollerata una caduta di tensione del 20%.

2.3.9livelli d'illuminamento


I livelli d'illuminamento minimo sul piano di lavoro saranno i seguenti:

  • ambulatori e uffici 500 lux

  • corridoi 200 lux

  • bagni, locali tecnici 200 lux

2.4modalità di calcolo


Il dimensionamento della rete elettrica deriva dalla scelta delle dotazioni impiantistiche e dall'analisi dei conseguenti carichi.

Dopo aver conteggiato la potenza installata, per ogni utilizzo si determina il reale utilizzo nelle normali condizioni d'impiego, ricavando il coefficiente di utilizzazione. Si analizzano quindi la quantità di utilizzi contemporaneamente impiegati, oltre al fattore di intermittenza dei vari carichi, ricavando così il coefficiente di contemporaneità.



I calcoli elettrici sono stati eseguiti con specifici programmi informatici, e hanno permesso di dimensionare le linee e le protezioni con riferimento alla norma CEI 64-8.

2.5principali riferimenti normativi


Strutture sanitarie

  • D.P.R. del 14 gennaio 1997: requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi che devono essere posseduti dalle strutture pubbliche e private per l’esercizio delle attività sanitarie, con lo scopo di garantire all’utente prestazioni e servizi di buona qualità.

  • Legge Regione Liguria 30 luglio 1999 n. 20.

Sicurezza dei lavoratori

  • DPR 547 del 27-04-1955 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro ed aggiornamenti successivi.

  • D. Lgs. n. 494 del 14 agosto 1996: prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili.

  • D. Lgs. 626 del 19-09-1994 Attuazione delle direttive CEE, riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e successive integrazioni D. Lgs. 242 del 19-1-03-0-1996.

Impianti in genere

  • Legge n. 46 del 5 marzo 1990: norme per la sicurezza degli impianti.

  • DPR 447 del 06-12-1991 Regolamento di attuazione della legge 5 marzo 1990 n.46, in materia di sicurezza degli impianti.

Rumore

  • D.P.C.M. 1 marzo 1991: limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.

  • Legge n. 447 del 26 ottobre 1995: legge quadro sull’inquinamento acustico.

  • D.P.C.M. 14 novembre 1997: valori limite delle sorgenti sonore.

  • Norma UNI 8199 “Misura in opera e valutazione del rumore prodotto negli ambienti dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione”.

Impianti elettrici e speciali

  • Legge n. 186 del 1 marzo 1968: disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici.

  • Tutte le Norme del comitato elettrotecnico Italiano (CEI), In particolare la Norma CEI 64-8/7;V2 3° edizione: impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000V in corrente alternata e a 1500V in corrente continua - parte 7: ambienti e applicazioni particolari - sezione 710: locali ad uso medico.

  • legge 791 Attuazione della direttiva del consiglio delle Comunità europee (n.73/23/CEE) relativa alle garanzie di sicurezza che devono possedere il materiale elettrico destinato ad essere utilizzato entro alcuni limiti di tensione.

  • DLgs 493 del 14.08.1996 Attuazione della direttiva 92/58 della Segnaletica di Sicurezza.

  • Norma Europea EN 50173 sulla tecnologia dell’informazione e sui sistemi di cablaggio generici.

  • Norma UNI 9795: Sistemi fissi di segnalazione manuale e di allarme incendi.

  • Norma EN 12464-1: Illuminazione posti lavoro interni.

  • Norma UNI 1838: Illuminazione di emergenza.

2.6descrizione degli impianti elettrici e speciali


Per la descrizione dettagliata degli impianti elettrici e speciali si rimanda al documento "Capitolato speciale d’appalto degli impianti".

2.7elenco dei documenti di progetto


DOCUMENTI

  • Capitolato speciale d’appalto degli impianti;

  • La presente Relazione tecnica specialistica degli impianti;

  • Calcoli preliminari degli impianti elettrici;

  • Computo metrico estimativo degli impianti;

  • Elenco prezzi unitari degli impianti

  • Quadro percentuale della manodopera degli impianti

DISEGNI

  • EL01 Schema Elettrico Generale Di Sistema

  • EL02 Schema quadri elettrci

  • EL03 Piano terra e piano rialzato - Canalizzazioni impianto FM e impianti speciali

  • EL04 Piano primo e piano secondo - Canalizzazioni impianto FM e impiantispeciali

  • EL05 Piano terra e piano rialzato - Impianto di illuminazione normale e di sicurezza

  • EL06 Piano primo e piano secondo - Impianto di illuminazione normale e di sicurezza

  • EL07 Tipici di locale - Impianto fm e impianti speciali

  • EL08 Schema generale di sistema telefonia e dati

  • EL09 Planimetria dei piani con indicazione delle zone di appartenenza dei quadri elettrici

  • EL10 Dettagli di installazione

  • EL11 Impianto di terra e LPS



Relazione tecnica specialistica degli impianti

E' costituita dal Capitolo 2 della presente Relazione specialistica degli impianti.



Schema elettrico generale

Si veda il disegno n° EL01 Schema elettrico generale di sistema.



Potenze installate, potenze assorbite e relativi dimensionamenti
Tabelle e diagrammi di coordinamento delle protezioni
Calcoli elettrici

L'elenco dettagliato dei carichi, le potenze installate, le potenze assorbite, i coefficienti di utilizzazione e di contemporaneità applicati sono indicati nell'Analisi dei carichi facente parte del fascicolo "Calcoli preliminari degli impianti".

I dimensionamenti e le caratteristiche delle protezioni sono integrate nelle tabelle inserite negli schemi elettrici dei quadri e riportano almeno:


  • Potenza installata

  • Coefficienti di utilizzo e di contemporaneità

  • Ib (che deriva dalla tabella delle potenze)

  • scelta del dispositivo (tipo, relè termico, taratura termico, taratura differenziale) e determinazione Ia

  • dimensionamento della linea con determinazione Iz e K2S2

  • in base ai calcoli delle correnti di corto circuito, scelta del potere d’interruzione Ics del dispositivo, indicazione corrente di corto circuito Ik

  • verifica Ics>Ik e verifica K2S2>I2t

  • verifica della protezione contro il sovraccarico

  • verifica della protezione contro i contatti indiretti

Elenco delle condutture elettriche

E' integrato nelle tabelle degli Schemi elettrici.



Schemi dei quadri elettrici

Si veda il disegno EL02 Schemi dei quadri elettrici.



Disegni d’installazione impianti elettrici e speciali

Si vedano i disegni:



  • EL03 Piano terra e piano rialzato - Canalizzazioni impianto FM e impianti speciali

  • EL04 Piano primo e piano secondo - Canalizzazioni impianto FM e impiantispeciali

  • EL05 Piano terra e piano rialzato - Impianto di illuminazione normale e di sicurezza

  • EL06 Piano primo e piano secondo - Impianto di illuminazione normale e di sicurezza

  • EL07 Tipici di locale - Impianto fm e impianti speciali

  • EL08 Schema generale di sistema telefonia e dati

  • EL09 Planimetria dei piani con indicazione delle zone di appartenenza dei quadri elettrici

  • EL10 Dettagli di installazione

  • EL11 Impianto di terra e LPS

Calcolo della probabilità di fulminazione

Si veda il fascicolo “Calcoli preliminari degli impianti”



Computo metrico estimativo

Si veda il fascicolo "Computo metrico estimativo".


INDICE

1 relazione specialistica degli impianti di acclimazione 2

1.1 denominazione, indirizzo e descrizione del complesso 2

1.2 elenco degli impianti 2

1.3 criteri di scelta e dimensionamento 3

1.3.1 caratteristiche climatiche 3

1.3.2 caratteristiche microclimatiche da assicurare negli ambienti e relative condizioni di progetto 3

1.3.3 riqualificazione energetica dell’involucro 4

1.4 metodologie di calcolo 5

1.4.1 generalità 5

1.4.2 perdite di pressione distribuite 5

1.4.3 perdite di pressione concentrate 6

1.4.4 caratteristiche generali 6

1.4.5 calcolo del diametro delle tubazioni per acqua 6

1.5 dimensionamenti 8

1.5.1 unità di trattamento dell'aria RADIOLOGIA 8

1.6 descrizione degli impianti di acclimazione 8

1.7 principali riferimenti normativi 8

1.8 elenco dei documenti di progetto 9

2 relazione specialistica degli impianti elettrici 11

2.1 denominazione, indirizzo e descrizione del complesso 11

2.2 elenco degli impianti 11

2.3 criteri di scelta e dimensionamento 12

2.3.1 classificazione dei luoghi ai fini della sicurezza 12

2.3.2 scelta dei materiali in relazione al rischio d’incendio 12

2.3.3 scelta dei sistemi di alimentazione dei servizi di sicurezza 12

2.3.4 criteri di protezione contro i contatti diretti ed indiretti 12

2.3.5 protezione contro le scariche atmosferiche 13

2.3.6 modalità di effettuazione dei comandi di emergenza 13

2.3.7 alimentazione 13

2.3.8 caduta di tensione 13

2.3.9 livelli d'illuminamento 13

2.4 modalità di calcolo 13

2.5 principali riferimenti normativi 13

2.6 descrizione degli impianti elettrici e speciali 14



2.7 elenco dei documenti di progetto 15





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