Repertorio P/P


PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE dell’Emilia-Romagna



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PIANO TERRITORIALE PAESISTICO REGIONALE dell’Emilia-Romagna



A

Inquadramento nel contesto europeo: non esiste un riferimento.


B
Collocazione nell’ambito nazionale: D.lgs 42/2004 e s.m.i.



C
Collocazione rispetto al distretto

D

Estratto cartografia, territorio oggetto del Piano





Criteri di analisi




1.

Contesto geografico del Piano/ Programma; estratto di cartografia

Localizzazione: Regione Emilia-Romagna.

Il PTPR concerne tutto il territorio della Regione Emilia-Romagna


Date di elaborazione/adozione

L’elaborazione del Piano Territoriale Paesistico Regionale della Regione Emilia Romagna iniziò nel 1986, fu adottato nel 1989 e definitivamente approvato nel 1993.


Estratto di cartografia:



2.

Tipologia di Piano (1) - soggetti istituzionali(2) – aspetti generali del Piano (3)

(1) Piano urbanistico territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici e ambientali (art. 1 bis della L. 431/85)

(2): Soggetto istituzionale: Regione Emilia-Romagna.
(3): Il PTPR detta prescrizioni e indirizzi direttamente efficaci nei confronti dei privati e dei Comuni: le prescrizioni devono considerarsi prevalenti rispetto alle diverse destinazioni d'uso contenute negli strumenti urbanistici vigenti o adottati. L'ambito di operatività del piano non è quindi limitata alle aree vincolate, ma è efficace su tutto il territorio regionale, proprio in considerazione degli interessi superiori di cui è portatore, relativi alla conservazione e difesa del patrimonio culturale e storico del paesaggio.

Il PTPR è costituito da:

-la relazione generale, corredata da idonei allegati, che motiva e sintetizza le scelte del Piano;

-47 tavole in scala 1:25.000 che indicano e/o delimitano zone ed elementi specificamente considerati dal Piano;

-una tavola in scala 1:250.000 contenente l'indicazione di sintesi dei sistemi, delle zone e degli elementi considerati dal Piano;

-78 tavole in scala 1:25.000, appartenenti alla carta dell'utilizzazione reale del suolo della Regione Emilia-Romagna, che indicano o delimitano zone ed elementi interessati da prescrizioni del Piano;

-45 tavole in scala 1:25.000, appartenenti alla carta del dissesto della Regione Emilia-Romagna che indicano e/o delimitano ulteriori zone ed elementi cui si riferiscono prescrizioni del Piano;

-una tavola in scala 1:250.000 che perimetra le Unità di paesaggio;

-un elaborato recante la descrizione delle caratteristiche delle Unità di paesaggio;

-l'elenco dei tratti di viabilità panoramica di interesse regionale;

-l'elenco delle località sede di insediamenti urbani storici o di strutture insediative storiche non-urbane;

-l'elenco degli abitati da consolidare o trasferire;

-l'elenco dei corsi d'acqua meritevoli di tutela non interessati dalle indicazioni e/o delimitazioni delle tavole del gruppo b);

-un regesto di alcune delle zone ed elementi considerati dal Piano e delimitati nelle tavole del gruppo b), necessario alla loro precisa individuazione;

-le norme e le relative appendici che ne costituiscono parte integrante.




3.

Approccio della VAS (interazione con il processo decisionale e operativo del piano, Tecniche di valutazione, Tipologie di indicatori -quantitativi, qualitativi, di settore, integrati- Struttura del monitoraggio).





4.

Tipologie di indicatori (quantitativi, qualitativi, di settore, integrati)

…………………………………………………………………………………………..

5.

Procedura di approvazione del Piano con particolare riferimento alle modalità e forme della partecipazione




6.

Modalità e forme di partecipazione nella procedura di formazione, adozione e approvazione del P/P e nella gestione dello stesso




7.

Definizione degli obiettivi generali e livello di integrazione con gli obiettivi esterni al P/P

    1. Tutela dell’identità culturale del territorio regionale, cioè delle caratteristiche essenziali ed intrinseche dei sistemi, di zone e di elementi di cui è riconoscibile l’interesse per ragioni ambientali, paesaggistiche, naturalistiche, geomorfologiche, paleontologiche, storico-archeologiche, storico-artistiche, storico-testimoniali;

    2. tutela dell’integrità fisica del territorio regionale.

Il PTPR è stato impostato assumendo il paesaggio come espressione visibile dei processi e degli equilibri ambientali che si sviluppano e che nel tempo si sono sedimentati sul territorio. Questa impostazione ha permesso al piano di integrare, all’interno della pianificazione paesistica anche gli aspetti ambientali,

posti alla base delle espressioni fisiche, biologiche e antropiche del paesaggio.

Il PTPR si articola in sistemi, zone, elementi ed unità di paesaggio a cui sono associate disposizioni (prescrizioni, direttive ed indirizzi):

- il sistema collinare, forestale e boschivo, delle aree agricole, costiero, delle acque superficiali;

- le zone di riqualificazione della costa e dell'arenile, urbanizzate in ambito costiero, di tutela della costa e dell'arenile, di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi d'acqua, di particolare interesse paesaggistico-ambientale, di interesse storico-archeologico, di interesse storico-testimoniale, di tutela naturalistica, caratterizzate da fenomeni di dissesto e instabilità, di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei.

- elementi aventi una propria definita ed inconfondibile identità quali le colonie marine, invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi d'acqua, dossi di pianura e calanchi, elementi di interesse storico-archeologico, insediamenti urbani storico e strutture insediative storiche non urbane, elementi di interesse storico-testimoniale, elementi caratterizzati da fenomeni di dissesto e instabilità, elementi caratterizzati da potenziale instabilità, abitati da consolidare e trasferire, parchi nazionali e regionali.




8.

Modalità di aggiornamento

Il PTPR è successivamente approfondito e sviluppato nei PTCP e nei PSC. Ad oggi la componente cartografica del PTPR è costituita dal mosaico dei nove PTCP.

Attualmente la Regione ha iniziato il processo di adeguamento del PTPR al “Codice dei Beni culturali e del paesaggio” D.Lgs. n.42/2004 e s.m.i.



II livello

10.

Processo di attuazione, modalità di verifica del P/P;

4. Modalità di riorientamento delle misure;



Ad oltre dieci anni dall’entrata in vigore del Piano, ed in attuazione di quanto previsto dall’art. 8 dell’Accordo Stato-Regioni del 19/4/2001, è stata svolta nel 2003 la verifica degli effetti prodotti dallo strumento di pianificazione paesistica,

attraverso una ricerca ad hoc. Dallo studio si rivela la scarsa efficacia delle forme tradizionali di piano, attuati attraverso strumenti di tutela passiva, come i vincoli. Le relazioni tra le politiche del paesaggio e le politiche di settore si fondano su un rapporto di parziale integrazione attuata secondo la forma convenzionale delle valutazioni di sostenibilità ambientale e inserimento paesaggistico delle opere.




11.

Misure per l’attuazione degli obiettivi e modalità di riorientamento delle misure stesse


Il P.T.P.R. prevede esplicitamente che gli strumenti pianificatori sott’ordinati provvedano, ciascuno per il proprio livello territoriale, a specificare, approfondire e attuarne i contenuti e le disposizioni, nonché alla loro applicazione alle specifiche situazioni locali. Attraverso quindi un'attuazione concepita come un approfondimento ed uno sviluppo del Piano regionale. Province e Comuni hanno infatti la facoltà di precisare, modificare ed articolare motivatamente zone e norme al fine di adattarle alle effettive caratteristiche ed alle esigenze di tutela e valorizzazione locali, estendendone l'applicazione anche a tipologie e ambiti non considerati dal P.T.P.R.


12.

Misure adottate in materia di informazione





Comparazione con il Progetto di Piano di Gestione

14.

Cfr criteri per la definizione degli obiettivi




15.

Cfr obiettivi generali e specifici




16.

Confronto sulle misure e Qualificazione in relazione al livello di coerenza




17.

……………………..




18.

…………………………







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