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Criteri di analisi




1.

Contesto geografico del Piano/ Programma; estratto di cartografia

Localizzazione: Il territorio della Regione Emilia-Romagna

Date di elaborazione/adozione

Il Programma di sviluppo rurale (PSR) 2007-2013 è stato adottato dalla Regione Emilia-Romagna, ai sensi del Reg. (CE) 1698/05, con Delibera dell´Assemblea Consiliare 30 gennaio 2007, n. 99 è stato approvato con modifiche, dopo un´intensa negoziazione, dalla Commissione europea in data 12 settembre 2007 con Decisione C(2007) 4161.

Nel corso del 2008 sono state effettuate, in momenti successivi, due modifiche al Programma che non hanno richiesto l´approvazione con decisione da parte della Commissione europea, ma solo la comunicazione. La seconda versione del PSR ha avuto il parere favorevole della Commissione in data 13 ottobre 2008, mentre la terza è stata accettata a livello europeo il 15 aprile 2009.

Al PSR sono seguite l´adozione dei Programmi rurali integrati provinciali (PRIP), elaborati dalle Province insieme alle Comunità Montane, in cui si dettagliano le scelte strategiche regionali al fine di adattarle alle esigenze locali e, successivamente, la redazione dei Programmi operativi di Asse (POA) contenenti le disposizioni attuative per ciascuna Misura.

La Regione, con Delibera di Giunta 11 febbraio 2008, n. 168, ha approvato il primo stralcio del Programma Operativo dell´Asse 2 che comprende una parte generale recante disposizioni comuni, i Programmi operativi delle Misure da attuare attraverso bandi di livello territoriale sub-regionale.

Successivamente con Del. G.R. 17 marzo 2008, n. 363 ha approvato i criteri per la formazione delle graduatorie e per le zonizzazioni, le schede tecniche per le Misure 214 (tranne l´Azione 7) e 216 (Azione 3) nonchè i termini per la presentazione delle domande. La procedura operativa per la presentazione delle domande relative a tutte le Misure dell´Asse è stata approvata da AGREA con Determina Dirigenziale n. 1729/2008.



Estratto di cartografia:

2.

Tipologia di Piano (1) - soggetti istituzionali(2) – aspetti generali del Piano (3)

(1) Programma a valere su fondi comunitari FEASR per il settore agro silvo pastorale. Programma operativo Asse II: Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale

(2): Soggetto istituzionale: Regione Emilia-Romagna

(3): Il Programma, il cui obiettivo generale è quello di "favorire uno sviluppo sostenibile in termini ambientali tale da garantire una maggiore competitività del settore agricolo e la necessaria coesione sociale", è finanziato per il 44% dal nuovo Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e si articola in 4 Assi di intervento e 29 Misure. Asse II: Miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale

Il sostegno offerto dall´Asse 2 contribuisce allo sviluppo sostenibile delle attività agroforestali incoraggiando gli agricoltori e i proprietari di foreste a impiegare metodi di coltivazione compatibili con le esigenze di salvaguardia dell´ambiente e del paesaggio e di protezione delle risorse naturali.

Le Misure dell´Asse 2 hanno un´applicazione prioritaria nelle aree preferenziali, con particolare riferimento alle aree vulnerabili della Direttiva Nitrati e alle aree della Rete Natura 2000, ovvero quei territori che sono particolarmente sensibili agli impatti derivanti dall´attività agricola o che richiedono interventi specifici per la tutela dal degrado biologico, pedologico e idrogeologico.


3.

Approccio della VAS (interazione con il processo decisionale e operativo del piano, Tecniche di valutazione, Tipologie di indicatori -quantitativi, qualitativi, di settore, integrati- Struttura del monitoraggio).

Valutazioni qualitative effettuate con l’ausilio di matrici in relazione a:

- potenziali effetti sull’ambiente da parte delle misure del P/P;

- incidenza delle aree di intervento in relazione agli scenari alternativi;

- processo di partecipazione e informazione;

Analisi di coerenza interna …………. ed esterna …………… prodotte all’interno del RA.


L’integrazione tra i processi di programmazione e valutazione è stata favorita dal continuo scambio di opinioni, riflessioni, elementi conoscitivi e di analisi, tra le strutture responsabili e tecniche della Regione e il gruppo di lavoro di un Valutatore Indipendente.
Il processo di valutazione ex-ante, ai sensi dell’art. 85 del Regolamento 1698/05, fa parte integrante dell´iter di elaborazione del Programma di Sviluppo Rurale ed "è inteso ad ottimizzare la ripartizione delle risorse finanziarie e a migliorare la qualità della programmazione”.

Nell´ambito del PSR 2007-2013 della regione Emilia-Romagna, l´incarico per la valutazione ex-ante è stato affidato, con Determinazione DGA n. 19147 del 28 dicembre 2005, al Valutatore indipendente.

Questa tipologia di analisi - che si compone di due parti: Analisi di contesto e Rapporto di valutazione - identifica e valuta: i fabbisogni a medio e lungo termine del settore agroalimentare e forestale, le mete e i risultati da raggiungere in tali settori, gli obiettivi quantificati, il valore aggiunto comunitario, la misura in cui si è tenuto in conto delle priorità comunitarie e delle esperienze precedenti, la qualità delle procedure di attuazione, sorveglianza, valutazione e gestione.

Come per ogni piano o programma finanziato con fondi comunitari, anche per il PSR 2007-2013 è stato necessario effettuare, ai sensi della Direttiva VAS 2001/42/CE, una valutazione di sostenibilità ambientale che definisca gli obiettivi di protezione ambientale, valuti lo stato dell´ambiente e gli effetti su di esso del Programma attraverso una serie di indicatori ambientali. Tale analisi è stata affidata, con Deliberazione G.R. n. 2095 del 12 dicembre 2005, all´Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna (ARPA).

Contestualmente a ciò è stato redatto un apposito studio di settore per valutare l´incidenza delle misure del Programma sulle zone (SIC e ZPS) della Rete Natura 2000 nel rispetto della Direttiva 92/43/CE.
Gli indicatori proposti nel programma di monitoraggio del PSR dovrebbero comprendere il sistema di indicatori di "baseline ambientali” prospettato all’interno delle linee guida della Commissione Europea per il monitoraggio e la valutazione (QCMV) dei programmi regionali di sviluppo rurale (nella versione italiana del regolamento applicativo e nel PSR questi indicatori sono anche chiamati "iniziali di contesto e di obiettivo"; la versione in italiano degli Indicatori definiti nel QCMV è stata ricavata dall’Allegato VIII della proposta di Regolamento di applicazione del regolamento CE 1698/2005).

Gli indicatori proposti sono stati utilizzati come base per l’analisi SWOT e per le conseguenti scelte strategiche di obiettivi e misure ambientali del programma.

E’ stata proposta l’integrazione del sistema di indicatori proposto dalla Commissione con un certo numero di “indicatori correlati”, scelti per meglio interpretare le dinamiche e le scelte locali, o perché considerati per il benchmarking tra le regioni dell’Unione Europea, (cfr Indicatori IRENA1) e di ordinarli avendo come riferimento il modello determinanti, pressioni, stato, impatti, risposte (DPSIR) che consente di strutturare ed organizzare in modo appropriato l’informazione ambientale, cogliendone i nessi causali.
L’impostazione tecnica e metodologica del sistema di sorveglianza e valutazione è normato dal titolo VII del Reg. (CE) 1698/2005, artt. 77-87.e deriva dalle Linee Guida del Quadro Comune di Monitoraggio e Valutazione (QCMV), in cui la Commissione e gli Stati Membri hanno definito un insieme minimo di indicatori omogenei per tutti i programmi, integrati da ulteriori indicatori aggiuntivi e specifici nel PSR dell’Emilia Romagna.

Gli indicatori previsti dal QCMV sono divisi in alcune categorie, definite con modalità non molto coerenti alle tipiche categorie degli indicatori ambientali.

- Indicatori di riferimento. Delineano la situazione di partenza del PSR, le caratteristiche del territorio su cui agisce il programma in termini statistici. Vengono usati nella valutazione exante e nella definizione della strategia. Ricadono in due sottocategorie: Gli indicatori di riferimento correlati agli obiettivi e indicatori di riferimento correlati al contesto.

- indicatori di prodotto: misurano gli andamenti nella spesa del programma e le realizzazioni effettuate direttamente. La loro funzione principale è il monitoraggio fisico e finanziario in itinere.

- Indicatori di risultato: misurano gli effetti diretti ed immediati degli interventi, danno informazioni sui cambiamenti nel comportamento dei beneficiari, sugli effetti ambientali e socio economici. Determinano la quantificazione degli obiettivi specifici di Asse.

- Indicatori di impatto: misurano l’effetto degli interventi sul contesto socio-economico, oltre i risultati sui diretti beneficiari. Riguardano l’impatto complessivo dell’intero piano.


Partendo da questa base metodologica e normativa, la Regione ha costruito il sistema monitoraggio e valutazione, utilizzando l'esperienza della programmazione precedente. Il sistema di monitoraggio gestisce in modo integrato tutti i dati finanziari e fisici di attuazione. In particolare il monitoraggio acquisisce le informazioni attraverso il sistema informatizzato di gestione del PSR, a livello di singola domanda, dal momento della loro presentazione e in tutte le successive fasi procedurali. Il monitoraggio finanziario: che permette di verificare la quantità di risorse impegna te e/o spese per Misura e per Asse, dovrebbe consentire una contabilità ambientale del PSR, cioè con riguardo alle strategie di tutela ambientale. Il monitoraggio fisico dovrebbe raccogliere indicatori ambientali aggregati per misura.

L’attività di monitoraggio prevede la produzione di relazioni periodiche, tra cui dovrebbero essere compresi anche rapporti ambientali sugli effetti del PSR. Tali rapporti ambientali sono necessari per seguire in tempo reale l’andamento del programma e divulgare i risultati al sistema di sorveglianza e al pubblico. Diffusione delle informazioni: le informazioni ambientali derivanti dal sistema di monitoraggio verranno divulgate attraverso gli strumenti specifici ,ad es. sistema di sorveglianza regionale, e tramite le iniziative proprie del piano di comunicazione del programma.


Fasi principali del monitoraggio ambientale del programma

Le fasi cicliche del programma di controllo ambientale del PSR sono tre: la preparazione, il monitoraggio e la verifica. L’approccio ciclico è volto sia ad analizzare gli effetti ambientali degli interventi sia a migliorare i modi in cui si affrontano i problemi.

Nella fase di preparazione, posta all'inizio del ciclo di verifica, gli attori stabiliscono periodicamente un programma generale di monitoraggio. Elemento fondamentale è l’individuazione dei destinatari del monitoraggio. Le strutture che interverranno direttamente nel processo di monitoraggio ambientale del PSR dovranno essere modulate in modo multi-disciplinare. I ruoli tipici, come già visto, sono tre: l'alta direzione di verifica, il management ed i beneficiari.

E’ proposto uno schema a matrice di monitoraggio ambientale basato su schede di misura, indicatori ambientali, nonché sull'esplicitazione di responsabilità, tempi e modalità del monitoraggio. Nella definizione degli indicatori di verifica occorrerà integrare il sistema di indicatori definiti nel presente rapporto ambientale (coerenti con le linee guida della Commissione, indicatori di baseline, di prodotto, di risultato, di impatto) con altri indicatori specifici, vicini ai contesti ed alle priorità delle comunità locali. Nella seconda fase del monitoraggio si ha la raccolta dei dati e la quantificazione degli indicatori (misure dirette, calcoli e stime sulla generazione degli inquinanti, sui consumi di risorse, ecc). La scelta, la misura e la stima degli indicatori deve integrarsi con le procedure ordinarie di controllo ambientale.

Nell’individuazione delle fonti e delle modalità di raccolta dati, secondo i principi di sussidiarietà informativa in campo ambientale, ciascun ente responsabile di misure o interventi programmati è responsabilizzato anche nel produrre le informazioni del monitoraggio. Perciò si giustifica anche un’attività di auto -monitoraggio per i beneficiari del programma. La terza fase del ciclo di verifica è quella finalizzata alla sintesi, alla comunicazione dei risultati ambientali ed a scoprire eventuali esigenze di correzione del processo di monitoraggio.


4.

Tipologie di indicatori (quantitativi, qualitativi, di settore, integrati)

INDICATORI DI RIFERIMENTO

Si riportano gli ind. essenziali come riferimento per la valutazione degli impatti del programma sulle tre aree “tematiche” definite come prioritarie, per l’Asse 2, negli Orientamenti Strategici Comunitari per lo sviluppo rurale (Decisione 2006/144/CE): la biodiversità e la preservazione e lo sviluppo dell’attività agricola e di sistemi forestali ad elevata valenza naturale e dei paesaggi agrari tradizionali; il regime delle acque; il cambiamento climatico. Ad esse si ritiene debba essere aggiunto uno specifico profilo di analisi dedicato agli effetti degli interventi rispetto all’obiettivo di difesa del suolo dai fenomeni di erosione; tema per il quale il QCMV propone lo specifico Indicatore di riferimento n.22 (aree a rischio di erosione) ma non un corrispondente Indicatore comune di impatto.

Baseline (I) 17 Tendenza dell'indice della popolazione di uccelli (indice 2000=100)

Baseline (I) 18 ha di SAU ricompresa in aree ad elevato valore naturalistico

Baseline (I) 19 Distribuzione % delle specie forestali

Baseline (I) 20 Surplus di azoto (kg/ha)

Baseline (I) 21 Trend annuali delle concentrazioni di nitrati (mg/l) e pesticidi (nanog/l) nelle acque superficiali e sotterranee

Baseline (I) 22 Aree a rischio di erosione del suolo (t/ha/anno)

Baseline (I) 23 SAU ad agricoltura biologica (ha)

Baseline (I) 24 Produzione di energia rinnovabile da agricoltura e foreste (ktep)

Baseline (I) 25 SAU dedicata a colture energetiche (ha)

Baseline (I) 26 Emissioni climalteranti dall'agricoltura (kt di CO2 equivalente)


INDICATORI DI IMPATTO

4 – Ripristino della Biodiversità

5 - Conservazione di habitat agricoli e forestali di alto pregio naturale

6 - Miglioramento della qualità dell'acqua

7.a – Contributo all’attenuazione dei cambiamenti climatici - effetto serra

ISR 1 - Protezione del suolo dall'erosione

ISR 2 – Miglioramento del benessere animale

ISR 3 – Mantenimento e valorizzazione dei paesaggi

ISR 4 – Miglioramento della qualità dei suoli

ISR 5 – Riduzione degli indici di rilascio degli inputs agricoli

ISR 6- Riduzione dei prodotti fitosanitari nocivi per la salute e per gli operatori
INDICATORI DI RISULTATO

6) Superficie soggetta a una gestione efficace del territorio che ha contribuito con successo:

- alla biodiversità e la salvaguardia di habitat agricoli e forestali di alto pregio naturale

- a migliorare la qualità dell’acqua

- a migliorare la qualità del suolo

- ad attenuare i cambiamenti climatici

- a evitare la marginalizzazione e l’abbandono delle terre

ISR 12 – Analisi critica dei criteri di ammissibilità, selezione e priorità in rapporto all’utenza potenziale e alle domande presentate


INDICATORI DI PRODOTTO

Indennità compensative degli svantaggi naturali a favore degli agricoltori delle zone montane

Indennità a favore degli agricoltori delle zone caratterizzate da svantaggi naturali diverse dalle zone montane

Pagamenti agro ambientali

Pagamenti per il benessere degli animali

Investimenti non produttivi

Imboschimento di superfici agricole

Interventi per la riduzione del rischio di Tipo impegno incendio

Investimenti forestali non produttivi


5.

Procedura di approvazione del Piano con particolare riferimento alle modalità e forme della partecipazione

La Regione, con Delibera di Giunta 11 febbraio 2008, n. 168, ha approvato il primo stralcio del Programma Operativo dell´Asse 2 che comprende una parte generale recante disposizioni comuni, i Programmi operativi delle Misure da attuare attraverso bandi di livello territoriale sub-regionale.
L’atto di delibera richiama in particolare, oltre alla normativa di riferimento, :

- la deliberazione dell´Assemblea Legislativa n. 99 del 30 gennaio 2007, con la quale è stato adottato il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Emilia-Romagna per il periodo 2007-2013 attuativo del Reg. (CE) n. 1698/2005;

- la Decisione della Commissione europea C(2007)4161 del 12 settembre 2007, di approvazione del Programma medesimo;

- la propria deliberazione n. 1439 in data 1 ottobre 2007, con la quale si è preso atto della predetta decisione comunitaria di approvazione del P.S.R., nella formulazione acquisita agli atti d'ufficio della Direzione Generale Agricoltura al n. PG/2007/0238108 di protocollo in data 21 settembre 2007.

- le proprie deliberazioni regionali:

- n. 1441 dell'1 ottobre 2007 con la quale è stata definita l’articolazione della spesa pubblica per asse a livello territoriale e la ripartizione per Misura delle risorse destinate ad interventi di competenza della Regione;

- n. 1559 del 22 ottobre 2007 con la quale sono state definite le strategie finanziarie, le modalità di attribuzione della riserva di premialità e di applicazione delle eventuali compensazioni finanziarie a livello territoriale;

- n. 2177 del 27 dicembre 2007 e n. 27 del 14 gennaio 2008 relative all'approvazione dei Programmi Rurali Integrati Provinciali;

- n. 101 del 28 gennaio 2008 con la quale si è provveduto ad apportare modificazioni alla pianificazione finanziaria per Misura, ad aggiornare conseguentemente le citate deliberazioni 1441/2007 e n. 1559/2007 nonché a definire gli obiettivi finanziari per territorio;
Sui contenuti del Programma approvato è stata effettuata la necessaria consultazione con i livelli istituzionali territoriali interessati e con i rappresentanti delle Organizzazioni professionali presenti in seno alla Consulta Agricola regionale.
Successivamente con Del. G.R. 17 marzo 2008, n. 363 ha approvato i criteri per la formazione delle graduatorie e per le zonizzazioni, le schede tecniche per le Misure 214 (tranne l´Azione 7) e 216 (Azione 3) nonchè i termini per la presentazione delle domande. La procedura operativa per la presentazione delle domande relative a tutte le Misure dell´Asse è stata approvata da AGREA con Determina Dirigenziale n. 1729/2008.


6.

Modalità e forme di partecipazione nella procedura di formazione, adozione e approvazione del P/P e nella gestione dello stesso

Sui contenuti del Programma approvato è stata effettuata la necessaria consultazione con i livelli istituzionali territoriali interessati e con i rappresentanti delle Organizzazioni professionali presenti in seno alla Consulta Agricola regionale.


7.

Definizione degli obiettivi generali e livello di integrazione con gli obiettivi esterni al P/P

Orientamenti Strategici Comunitari: priorità comunitarie

Biodiversità e preservazione dell'attività agricola e di sistemi forestali ad elevata valenza naturale e dei paesaggi agrari

Regime delle acque

Cambiamento climatico


Orientamenti derivanti dal Piano Strategico Nazionale (Asse II)

Obiettivi prioritari

Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturale

Tutela e miglioramento quali-quantitativo della risorse idriche superficiali e profonde

Riduzione dei gas serra

Tutela del territorio.

Obiettivi specifici

Salvaguardare e valorizzare la biodiversità di specie ed habitat dei territori agricoli, favorire una corretta gestione delle aree Natura 2000, tutelare e sviluppare i sistemi agricoli e forestali ad alto valore naturalistico

Salvaguardare la diversità genetica di specie animali e vegetali

Favorire metodi e condizioni di allevamento ottimali per il benessere degli animali

Tutelare la risorsa acqua sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo

Contribuire all’attenuazione del cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell’aria

Mantenere attività agricole sostenibili nelle aree svantaggiate

Salvaguardare e valorizzare il paesaggio agrario

Tutelare la risorsa suolo ostacolando il dissesto idrogeologico, l'erosione e la contaminazione chimica

La corrispondenza del PSR con gli Orientamenti Strategici Comunitari (OSC) viene assicurata, in primo luogo, dalla assunzione nello stesso degli obiettivi prioritari definiti dal PSN il quale, come indicato all’art.11, paragrafo e del Reg.(CE 1698/05) “garantisce la coerenza tra il sostegno comunitario allo sviluppo rurale e gli orientamenti strategici comunitari….”.

Nell’Asse 2 si evidenzia come le priorità regionali includano anche quelle comunitarie, inerenti la tutela delle acque, la biodiversità e la preservazione e lo sviluppo dell’attività agricola e dei sistemi forestali ad elevata valenza naturale e dei paesaggi agrari tradizionali, la mitigazione del cambiamento climatico. Il PSR individua altresì, quali ulteriori priorità (non incluse negli OSC) la Tutela della risorsa suolo e il benessere degli animali, in risposta specifiche problematiche presenti nel contesto rurale della regione.


8.


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