Repertorio P/P



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Criteri di analisi




1.

Contesto geografico del Piano/ Programma; estratto di cartografia

Localizzazione:

Territorio della Provincia di Parma



Date di elaborazione/adozione

    Approvazione con deliberazione del Consiglio provinciale n. 118 del 22.12.2008

Estratto di cartografia:

- C.1 Tutela ambientale, paesistica e storico-culturale



scala 1:25.000 (18 tavole) - C.1.1/C.1.18

- Tavola 15

- Tavola C4 - “Carta dei rischi ambientali e dei principali interventi di difesa”



2.

Tipologia di Piano (1) - soggetti istituzionali(2) – aspetti generali del Piano (3)

(1) Il Piano costituisce variante del PTCP e quindi ai sensi della LR 20/2000 si configura come strumento di pianificazione territoriale ed urbanistica volto a tutelare il territorio ovvero a regolarne l’uso ed i processi di trasformazione, perfezionando i dispositivi del PTA ………………

(2) Provincia di Parma……………………………….

(3) Il Piano, per quanto riguarda le acque si compone di:

A QUADRO CONOSCITIVO

A.1 Approfondimento in materia di tutela delle acque con due elaborati di supporto tecnico:

− Elaborato 1 “Analisi e dettagli tecnici”

− Elaborato 2 “Indagine sociale quali-quantitativa sul territorio”

B RELAZIONE ILLUSTRATIVA

B.2 Approfondimento in materia di tutela delle acque con due elaborati di supporto:

− Elaborato 1 “Interventi infrastrutturali obbligatori del comparto fognario-depurativosuddivisi per Comune”

− Elaborato 2 “Monografia delle proposte di invasi ad uso plurimo”

C. ELABORATI CARTOGRAFICI……

D. NORME DI ATTUAZIONE

D.1. Articoli delle norme del PTCP variati a seguito dell’approfondimento in materia di tutela delle acque:

Art.2 Oggetti del Piano

Art. 3 Elaborati costitutivi

Art. 23 Zone di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei

Art. 37 Rischi ambientali e principali interventi di difesa

Art. 53 Dotazioni ecologiche

D.2 ALLEGATO 4 ALLE NORME - APPROFONDIMENTO IN MATERIA DI TUTELA DELLE ACQUE

E. VALSAT - VALUTAZIONE DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E TERRITORIALE

F. STUDIO DI INCIDENZA AMBIENTALE.


Il Piano costituisce anche adeguamento al Piano di bacino (PAI).

3.

Approccio della VAS (interazione con il processo decisionale e operativo del piano, Tecniche di valutazione, Tipologie di indicatori -quantitativi, qualitativi, di settore, integrati- Struttura del monitoraggio).

Valutazioni qualitative effettuate con l’ausilio di matrici in relazione a:

- potenziali effetti sull’ambiente da parte delle misure del P/P;

- incidenza delle aree di intervento in relazione agli scenari alternativi;

- processo di partecipazione e informazione;

Analisi di coerenza interna …………. ed esterna …………… prodotte all’interno del RA.


L’approccio seguito nel lavoro è consistito nella specificazione del disegno di valutazione attraverso quattro parti principali:

1. valutazione degli ambiti di riferimento per la Variante di PTCP “Approfondimento in materia di tutela delle acque”;

2. valutazione degli effetti ambientali della Variante di Piano;

3. valutazione della coerenza ambientale degli obiettivi della Variante di Piano;

4. controllo ambientale della Variante di Piano.

La valutazione degli ambiti di riferimento della Variante quale approfondimento in materia di tutela delle acque mira a sintetizzare le condizioni dello stato ambientale di riferimento, prescindendo dalle scelte che il Piano potrebbe mettere in campo. Valuta inoltre la coerenza interna delle scelte di piano.

Le questioni ambientali più rilevanti, su cui concentrare le valutazioni ed impostare le strategie della pianificazione provinciale, riguardano soprattutto gli aspetti relativi alla tutela quali-quantitativa dei corpi idrici superficiali e degli acquiferi (soprattutto nelle zone di ricarica e nelle aree vulnerabili), il principio dell’uso plurimo della risorsa, la gestione sostenibile delle risorse idriche e la prevenzione dei rischi idraulici.

La valutazione del sistema ambientale evidenzia le aree più vulnerabili o sensibili, per i delicati equilibri ecologici che le caratterizzano, su cui è necessario agire con più urgenza anche con interventi specifici, limitando il protrarsi di azioni di sfruttamento o ripristinando la capacità di carico di questi ambienti.

Particolare attenzione è stata posta nella valutazione delle interferenze fra la pianificazione provinciale delle acque e la gestione delle aree della Rete Natura 2000, che sono innervate e connesse dalla rete idrica superficiale, alla luce di ciò è stato condotto complessivamente anche apposito studio di incidenza.

La valutazione di coerenza degli obiettivi sintetizza la coerenza tra gli obiettivi della Variante del PTCP quale approfondimento in materia di tutela delle acque e quelli propri dello sviluppo sostenibile. Serve anche ad affrontare e gestire eventuali contrasti tra gli attori interessati al Piano.

Gli obiettivi sono tutti volti alla tutela quali-quantitativa delle acque superficiali e sotterranee, alla tutela degli habitat fluviali e alla gestione dei rischi da piene: sono dunque intrinsecamente coerenti con quelli di sostenibilità della gestione delle risorse idriche definiti a livello internazionale e comunitario (in primis con la Direttiva Quadro sulle acque) e a livello nazionale e regionale. Sono inoltre coerenti con la pianificazione di settore a livello provinciale e mostrano forti sinergie in particolare con la pianificazione del settore estrattivo. Si pone in coerenza anche con le finalità di riduzione del rischio idraulico poste dalla pianificazione di bacino e dal PTCP.

Questa Variante, in materia di tutela delle acque, potrebbe permettere di coordinare le strategie formulate in differenti piani settoriali che in maniere diversa, direttamente ed indirettamente, coinvolgono la gestione delle acque. Tra queste, le più importanti sono le scelte effettuate dalla pianificazione territoriale, dal Piano di sviluppo rurale, dalla Politica Agricola Comune, dalla politica e pianificazione energetica, dalla pianificazione delle attività estrattive.

La predisposizione del sistema di indicatori prestazionali per il controllo ambientale della variante è finalizzata al monitoraggio delle condizioni che porteranno al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il controllo periodico di questi indicatori, almeno uno per obiettivo, servirà a monitorare, e dove necessario a correggere, le misure di Piano, ove queste mostrino una tendenza non in linea con gli obiettivi o i target prestabiliti.


4.

Tipologie di indicatori (quantitativi, qualitativi, di settore, integrati)

Analisi SWOT del sistema provinciale delle acque

Qualitativi: SECA, SACA, BOD5, Azoto, Fosforo, carichi sversati

Integrati – di qualità ambientale – incrociando qualitativi e quantitativi

Giudizi sintetici incrociando indicatori (qualitativi e quantitativi (SECA, Nitrati, Deficit idrico) con gli obiettivi di tutela e miglioramento

Prevalentemente vengono usati indicatori descrittivi

Prestazionali, per il raggiungimento degli obiettivi, organizzati in matrici diacroniche di confronto tra i valori di Piano e futuri



5.

Procedura di approvazione del Piano con particolare riferimento alle modalità e forme della partecipazione

L’Amministrazione Provinciale di Parma ha programmato il processo di costruzione della Variante in un’ottica di partecipazione e concertazione allargata, prevedendo quattro fasi principali:

a) una fase cognitiva finalizzata alla raccolta e sistematizzazione di tutte le informazioni utili per lacostruzione del quadro conoscitivo;

b) una fase costruttiva, di predisposizione degli elaborati;

c) una fase di confronto con i principali soggetti istituzionali e con i cittadini

La Provincia, in sede di Conferenza di Pianificazione, ha effettuato la concertazione con gli enti pubblici e con le associazioni socio-economiche, acquisendo valutazioni e proposte, nonché condivisione degli obiettivi e delle scelte sul Documento preliminare.

Successivamente ha acquisito le riserve regionali e le osservazioni sul il Piano adottato e pubblicato.

La Provincia ha approvato il Piano tenendo conto delle riserve e delle osservazioni ed acquisendo l’intesa della Regione.

La Regione ha condotto l’istruttoria del Piano grazie ad un gruppo di lavoro tra Direzioni generali.

d) una fase adottiva/approvativi


6.

Modalità e forme di partecipazione nella procedura di formazione, adozione e approvazione del P/P e nella gestione dello stesso

Per conoscere in maniera più approfondita i punti di vista (grado di percezione delle problematiche del settore, esigenze, obiettivi, ecc.) di cittadini e soggetti potenzialmente interessati alla costruzione dell’approfondimento in materia di tutela delle acque, sono stati messi in campo altri strumenti, tipicamente utilizzati nei processi di Agenda XXI, su vari livelli:

· indagini a campione (rivolte a più di 800 cittadini),

· un'indagine on-line su un campione di amministratori locali,

· un focus group realizzato con alcuni cittadini e

· un focus group sulla VALSAT della Variante di Piano

A livello procedimentale sono stati svolti:

- Conferenza di pianificazione e recepimento contributi e valutazioni;

- Pubblicazione del Piano Adottato

- Recepimento ed esame delle riserve e delle osservazioni pervenuti


7.

Definizione degli obiettivi generali e livello di integrazione con gli obiettivi esterni al P/P

Gli articoli 37 quater e 53 delle NTA della parte generale del PTCP, assicurano la protezione del processo di ricarica delle falde dai fenomeni di impermeabilizzazione e la sostenibilità dei nuovi insediamenti previsti dagli strumenti urbanistici comunali rispetto alla tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei. L’articolazione degli obiettivi trova un’articolazione analoga negli indicatori, utili per valutarne l’efficacia.

Le finalità della Variante del PTCP sono mutuate da quelle regionali, ma vengono specificate ed approfondite sulla base delle esigenze di tutela locali. In particolare, accanto al programma di misure più urgenti, di riqualificazione delle infrastrutture e degli impianti fognari ed acquedottistici, vagliati in seguito ad una diagnosi delle maggiori criticità puntali, procede parallelamente alla predisposizione di schemi sovracomunali più complessi ed a lungo termine, finalizzati sia alla riqualificazione ed al potenziamento dell’intero sistema di depurazione, sia alla tutela delle aree più vulnerabili del territorio, riducendo e allontanando scarichi puntuali e diffusi. Altre significative linee di intervento riguardano la tutela delle aree importanti per il prelievo delle acque ad uso potabile o per la ricarica delle falde, con la previsione di zone a differenti livelli di protezione e con il conseguente coordinamento con gli altri sistemi di pianificazione e specificatamente con i PSC comunali, il recupero del potere autodepurativo dei corsi d’acqua anche attraverso la rinaturalizzazione delle fasce riparie, ecc.. Dal punto di vista della tutela quantitativa della risorsa, finalizzata al rispetto del DMV e della riduzione del deficit di falda, oltre allo sviluppo dei piani di conservazione della risorsa, si spinge soprattutto nella direzione del risparmio nei tre settori, attraverso incentivi all’introduzione di sistemi d’uso più efficienti (p.e. applicazione delle migliori tecniche disponibili e riuso di acque depurate nell’industria e agrozootecnia, e diffusione di dispositivi per il risparmio nel civile), al controllo delle derivazioni, all’approvvigionamento d’acqua in invasi ad uso plurimo.

Ai sensi dell’art 11 e dell’art. 48 comma 2 del PTA adempie rispettivamente alla salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano di cui all’art. 21 del DLgs 152/99 ed alla delimitazione delle aree di ricarica delle zone di protezione delle acque sotterranee in territorio collinare e montano ed alla delimitazione delle emergenze naturali della falda e delle zone di riserva.

L’approfondimento in materia di tutela delle acque contiene due elaborati di supporto:

− Elaborato 1 “Interventi infrastrutturali obbligatori del comparto fognario-depurativo suddivisi per Comune”

− Elaborato 2 “Monografia delle proposte di invasi ad uso plurimo”

e le tavole:

- C.1 Tutela ambientale, paesistica e storico-culturale (18 tavole) - C.1.1/C.1.18

- tavola 15

- Tavola C4 - “Carta dei rischi ambientali e dei principali interventi di difesa”

Per le zone di tutela dei corpi idrici superficiali e sotterranei, caratterizzate da elevata permeabilità dei terreni con ricchezza di falde idriche, ricomprese nel perimetro definito nelle tavole C.1 il Piano definisce disposizioni specifiche contenute nell’allegato 4 “Approfondimenti in materia di tutela delle acque” finalizzate alla tutela qualitativa e quantitativa delle risorse idriche sotterranee, in riferimento all’utilizzo idropotabile delle medesime e al valore ecologico – ambientale dei fontanili..

La Tavola C4 individua gli ambiti territoriali soggetti a rischio di inquinamento degli acquiferi principali, rischio ambientale da attività antropiche.

Per i Comuni ad elevato grado di crisi ambientale, individuati sulla Tavola C4, sia dichiarati che proposti, si applicano le disposizioni previste dall’allegato 4 del PTCP “Approfondimenti in materia di tutela delle acque”.


8.


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