Repertorio P/P



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Criteri di analisi




1.

Contesto geografico del Piano/ Programma; estratto di cartografia

Localizzazione: Regione Emilia-Romagna.

Territorio Regione Emilia-Romagna
Date di elaborazione/adozione

Il Piano di Tutela delle Acque è stato adottato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 633 del 22 dicembre 2004 ed approvato con deliberazione dell’Assemblea Legislativa n. 40 del 21 dicembre 2005

Estratto di cartografia: Territorio Regionale

2.

Tipologia di Piano (1) - soggetti istituzionali(2) – aspetti generali del Piano (3)

(1) Tipologia di piano:Il PTA costituisce piano stralcio di settore dei piani di bacino del Po, del Reno, del Marecchia-Conca e dei Bacini Regionali Romagnoli, ai sensi dell’art.17, comma 6 ter, della L.183/89. Al PTA, in quanto piano settoriale regionale riferito al settore della tutela delle acque, si applica il procedimento d’approvazione dell’art.25 della LR 20/2000.

(2): Soggetto istituzionale: Regione Emilia-Romagna



(3): Il Piano si compone: della Relazione generale; della Valutazione di Sostenibilità Ambientale e Territoriale (VALSAT); delle Norme; della Cartografia “Zone di protezione delle acque sotterranee: aree di ricarica” (TAV.1).

La Relazione Generale contiene:

• Il quadro conoscitivo


  • I corpi idrici significativi

  • La sintesi delle pressioni e degli impatti significativi esercitati dall’attività antropica sullo stato delle acque

  • L’elenco e rappresentazione cartografica delle aree indicate al Titolo III, Capo I, D.Lgs 152/99

  • La classificazione dei corpi idrici significativi

  • L’individuazione dei corpi idrici per specifica destinazione

• Gli obiettivi

• La sintesi dei programmi adottati

• L’analisi economica a supporto della pianificazione delle risorse idriche

• La modellistica a supporto della ricostruzione di situazioni in atto e della situazione di scenari di intervento

• Il programma di verifica dell’efficacia delle misure previste



3.

Approccio della VAS (interazione con il processo decisionale e operativo del piano, Tecniche di valutazione, Tipologie di indicatori -quantitativi, qualitativi, di settore, integrati- Struttura del monitoraggio).


Valutazioni qualitative effettuate con l’ausilio di matrici in relazione a:

- potenziali effetti sull’ambiente da parte delle misure del P/P;

- incidenza delle aree di intervento in relazione agli scenari alternativi;

- processo di partecipazione e informazione;

Analisi di coerenza interna …………. ed esterna …………… prodotte all’interno del RA.
Il piano , essendo stato adottato anteriormente al D.lgs. 152/06, non è stato sottoposto alla procedura di VAS, ma è corredato dalla valutazione preventiva della sostenibilità territoriale ed ambientale (Valsat) degli effetti derivanti dal Piano stesso, così come previsto dalla L.R. n. 20/2000 "Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio”.

Il documento contiene una valutazione dello stato di fatto, la descrizione degli obiettivi del piano e della coerenza rispetto agli obiettivi ambientali di sostenibilità ambientale e territoriale, di qualificazione paesaggistica e di protezione ambientale stabiliti dalla normativa e dalla pianificazione sovraordinata, la valutazione dei potenziali effetti sull’ ambiente e sull’assetto territoriale, il sistema di controllo del piano e il monitoraggio degli effetti ambientali, la sintesi non tecnica.

Vengono in particolare considerati gli effetti qualitativi e quantitativi sulle acque sotterrane e superficiali (interne e marine) e su SIC e ZPS.


4.

Tipologie di indicatori (quantitativi, qualitativi, di settore, integrati)

Indicatori considerati prioritari per il controllo del Piano di Tutela delle Acque, suddivisi in ‘prestazionali’ (per cui esiste un obiettivo di Piano quantificato) e ‘descrittivi’. Il loro monitoraggio potrà fornire informazioni sul raggiungimento degli obiettivi del piano, oltre che ulteriori indicazioni sugli effetti del Piano sullo stato quali-quantitativo della risorsa idrica.
Indicatori prestazionali:

1. Percentuale di stazioni AS (su corpi idrici significativi) di monitoraggio della qualità delle acque dove si raggiunge stato ambientale buono (in relazione all’obiettivo al 2016) / stato ambientale sufficiente (in relazione all’obiettivo al 2008)

2. Percentuale di stazioni AS (su corpi idrici significativi) di monitoraggio della qualità delle acque dove si raggiunge uno stato ambientale buono (in relazione all’obiettivo al 2016) / stato ambientale sufficiente (in relazione all’obiettivo al 2008)

3. Percentuale di stazioni AS (su corpi idrici significativi) di monitoraggio della qualità delle acque degli invasi artificiali dove si registra uno stato ambientale buono (in relazione all’obiettivo al 2016) / stato ambientale sufficiente (in relazione all’obiettivo al 2008)

4. Percentuale di stazioni di monitoraggio delle acque di transizione il cui stato ambientale è buono (in relazione all’obiettivo al 2016) / stato ambientale sufficiente (in relazione all’obiettivo al 2008)

5. Percentuale di tratti di corpi idrici superficiali classificati in conformità alla designazione iniziale di idoneità alla vita dei pesci (salmonicoli/ciprinicoli)

6. Percentuale di punti di prelievo di acque dolci superficiali destinate alla produzione di acqua potabile in categoria A2.

7. Percentuale di AE da agglomerati >10000 AE che recapitano in area sensibile depurati con trattamento terziario. Frequenza di elaborazione da valutare in relazione all’evoluzione del sistema depurativo e alla disponibilità di aggiornamenti sul numero di residenti.

8. Percentuale di pozzi della rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee in cui si registrano valori di concentrazione di nitrati inferiori o uguali a 25mg/l (corrispondenti a uno stato ambientale buono).

9. Percentuale di pozzi della rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee in cui si registrano valori di concentrazione di organoclorurati totali inferiori o uguali a 10μg/l (corrispondenti a uno stato ambientale buono)

10. Percentuale di pozzi della rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee in cui si registra presenza di pesticidi

11. Percentuale di pozzi della rete di monitoraggio regionale delle acque sotterranee con classificazione di stato ambientale (SAAS) buono

12. Deficit idrico rispetto al DMV (Mmc/anno)

13. Perdite di rete

14. Deficit di falda (Mmc/anno)

15. Percentuale di stazioni di monitoraggio delle acque destinate alla vita dei molluschi in cui si sono registrate non conformità

16. Percentuale di stazioni di controllo delle acque di balneazione dichiarate idonee (con/senza deroghe)

17. Media regionale dell’indice TRIX


Indicatori descrittivi:

1. Percentuale di punti di prelievo a scopo potabile di acque superficiali la cui classificazione è migliorata / rimasta invariata / peggiorata rispetto al triennio precedente

2. Stima dei carichi di BOD5, azoto, fosforo sversati (totali e per settore)

3. Distribuzione delle stazioni di monitoraggio della qualità dei corsi d’acqua tra classi di LIM/IBE/SECA/SACA

4. Concentrazioni di BOD5, Ptot, N-NO3 e N-NH4 (mediana della media annuale per ciascuna stazione)

5. Percentuale di residenti in Emilia-Romagna i cui reflui sono depurati in totale e per tipo di trattamento (primario, secondario, terziario)

6. Percentuale di pozzi appartenenti alla rete di monitoraggio regionale il cui livello piezometrico è in crescita/in diminuzione/stabile

7. Prelievi idrici totali e per settore (Mmc/anno)

8. Prelievi da falda (Mmc/anno)

9. Indice di stress idrico complessivo (Water exploitation index) (Mmc/anno)

10. Concentrazione di fosforo totale e azoto inorganico disciolto (N-NH4 + N-NO3 + N-NO2) nelle acque marine costiere (media regionale)


5.

Procedura di approvazione del Piano con particolare riferimento alle modalità e forme della partecipazione

Per giungere ad un’applicazione omogenea e coerente tra i dispositivi del D.Lgs.152/99, della L.R. 3/99 e L.R.20/00 che dispone che nella formazione degli strumenti di pianificazione territoriale gli Enti conformino la propria attività al metodo della concertazione istituzionale, si sono costituiti dal dicembre 2001 quattro Gruppi di lavoro, coordinati dal Servizio Tutela e Risanamento Risorsa Acqua, uno per ogni Autorità di bacino, costituiti dai referenti indicati dalle singole Autorità di bacino, i referenti indicati dalle province territorialmente appartenenti all’area; tali Gruppi di lavoro hanno operato con il supporto tecnico-scientifico dell’Agenzia Regionale per la prevenzione e l’ambiente (ARPA) dell’Emilia-Romagna.

- La Giunta regionale ha approvato con deliberazione 2239 del 10 novembre 2003 il Documento Preliminare del Piano di tutela delle acque regionale, che ha trasmesso al Consiglio, alle Province e ai Comuni per la successiva fase di indizione delle conferenze di Pianificazione.

- Le Province della Regione Emilia-Romagna hanno convocato le conferenze di pianificazione

- Il processo di partecipazione, informazione e concertazione previsto dalla L.R. 20/00 si è svolto in modo molto soddisfacente, consentendo un confronto con la società regionale in sostanza inedito per altri strumenti di Pianificazione delle acque e tale da prefigurare quei processi d’ascolto e concertazione previsti dalla Direttiva europea 2000/60/CE. Alle conferenze ha sempre partecipato la Regione con più dirigenti e funzionari ed Arpa con i tecnici che hanno collaborato al lavoro di redazione del Documento preliminare illustrando le varie tematiche trattate. Questo ha consentito un confronto nel merito per il tempo concesso e per la possibilità per tutti di disporre, anche tramite Internet, di tutta la documentazione del piano.

- Sulla base delle osservazioni pervenute e delle modifiche apportate su proposta della Giunta il Consiglio ha adottato, con Deliberazione 633 del 22 dicembre 2004 il Piano di Tutela delle acque della Regione Emilia-Romagna costituito dagli elaborati: Relazione Generale, Valsat, Norme e cartografia costituita dalla Tav.1.

- Il Piano adottato è stato depositato presso le sedi del Consiglio Regionale e degli enti territoriali di cui al comma 4 dell’art. 25 della L.R. 20/2000 per i sessanta giorni previsti dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dell’avviso dell’avvenuta adozione, avviso pubblicato il 2 febbraio 2005.

L’avviso, ai sensi della L.R. 20/2000, conteneva l’indicazione degli enti territoriali presso i quali il piano era depositato e i termini entro i quali chiunque poteva prenderne visione. L’avviso è stato pubblicato inoltre su un quotidiano a diffusione regionale; la Regione inoltre ha dato ampia divulgazione del deposito anche sul sito internet regionale dove il Piano adottato poteva essere scaricato.

- tutte le osservazioni e i pareri pervenuti sono stati attentamente esaminati e presi in considerazione, anche quelli pervenuti oltre i termini o da Organo non qualificato ad esprimere le osservazioni e i pareri stessi.



6.

Modalità e forme di partecipazione nella procedura di formazione, adozione e approvazione del P/P e nella gestione dello stesso

Conferenze di pianificazione e recepimento contributi e osservazioni.

Il processo di partecipazione, informazione e concertazione previsto dalla L.R. 20/00 si è svolto in modo molto soddisfacente.

Come previsto dalla L.R. 20/00 all’art. 25, Terzo comma, le Province della Regione Emilia-Romagna hanno convocato le conferenze di pianificazione alle quali la Regione ha sempre partecipato con più dirigenti e funzionari ed Arpa con i tecnici che hanno collaborato al lavoro di redazione del Documento preliminare illustrando le varie tematiche trattate.

- la Provincia di Piacenza ha avviato la conferenza in data 3 febbraio 2004. Gli incontri sono stati complessivamente sei. L’incontro conclusivo è avvenuto il 30 marzo;

-la Provincia di Parma ha avviato la conferenza il 2 dicembre 2003. Gli incontri si sono tenuti nell’ambito di un percorso intrecciato con i processi d’Agenda 21, complessivamente sono stati otto. La Provincia fin dalla prima seduta, ha realizzato un vero e proprio Forum su Internet sul sito provinciale. L’incontro conclusivo è avvenuto il 29 marzo;

- la Provincia di Reggio Emilia ha avviato la conferenza il 22 gennaio 2004, l’incontro conclusivo si è tenuto il 17 marzo e complessivamente si sono realizzati quattro incontri. Anche la Provincia di Reggio Emilia ha realizzato un sito Internet per accompagnare gli incontri della Conferenza di pianificazione per permettere di scaricare i testi del Documento preliminare e un inquadramento normativo;

- la Provincia di Modena ha avviato la conferenza in data 12 febbraio 2004 e la seduta conclusiva si è tenuta in data 25 marzo, per complessivamente tre incontri. Anche la Provincia di Modena ha realizzato un sito Internet per favorire l’accesso e l’informazione;

- la Provincia di Ferrara ha avviato la conferenza in data 9 febbraio 2004 e il 31 marzo 2004 è stato realizzato l’incontro conclusivo svolgendo complessivamente quattro incontri. Anche la Provincia di Ferrara ha realizzato un sito Internet per favorire l’accesso e l’informazione;

- la Provincia di Bologna ha avviato la Conferenza l’8 gennaio 2004 e ha tenuto la seduta conclusiva l’8 marzo sviluppando complessivamente nove incontri. Il 23 gennaio si è tenuta una seduta specifica a Imola, riguardante il Circondario di Imola. Anche la Provincia di Bologna ha realizzato un sito da dove è possibile scaricare i documenti di piano e i Documenti finali. La Provincia di Bologna ha inoltre svolto un convegno specifico sull’artificialità del fiume Reno, riportando gli interventi nella documentazione;

- la Provincia di Ravenna ha avviato la conferenza il 29 gennaio 2004 e ha tenuto la seduta conclusiva il 15 marzo svolgendo complessivamente cinque incontri. Anche la Provincia di Ravenna ha realizzato un sito da dove è possibile scaricare i documenti di piano e gli interventi e le relazioni presentate;

- la Provincia di Forlì-Cesena ha avviato la Conferenza il 15 gennaio 2004 e ha tenuto la seduta conclusiva il 22 marzo svolgendo complessivamente cinque conferenze. Anche la Provincia di Forlì-Cesena ha realizzato un sito da cui è possibile scaricare le relazioni, gli interventi e le osservazioni presentate dai vari soggetti presenti agli incontri e i verbali delle sedute compresi gli interventi, le relazioni e il verbale della seduta congiunta del 10 marzo sulle acque costiere;

- la Provincia di Rimini ha avviato la conferenza di pianificazione il 4 febbraio 2004, il 24 marzo 2004 ha tenuto la conferenza conclusiva, tenendo complessivamente quattro sedute. Anche la Provincia di Rimini ha realizzato un sito da cui è possibile scaricare i verbali delle sedute e anche della seduta congiunta del 10 marzo sulle acque costiere;

- le Province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini in data 10 marzo 2004 hanno tenuto in seduta congiunta a Forlì una Conferenza sulle Acque marino–costiere, per approfondire le tematiche legate al mare;

E’ stato organizzato un apposito Forum dalla Direzione Ambiente difesa del suolo e della costa per favorire ulteriormente un processo di concertazione e di informazione con le associazioni regionali rappresentative degli interessi economici e sociali e le organizzazioni del mondo ecologico che si è svolto il 19 marzo presso l’aula magna della Regione e concluso dall’Assessore competente Guido Tampieri.


Il Piano Adottato è stato depositato presso le sedi del Consiglio Regionale e degli enti territoriali per i sessanta giorni previsti dalla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione dell’avviso dell’avvenuta adozione, avviso pubblicato il 2 febbraio 2005. L’avviso è stato pubblicato inoltre su un quotidiano a diffusione regionale.

La Regione inoltre ha dato ampia divulgazione del deposito anche sul sito internet regionale dove il Piano adottato poteva essere scaricato.

Tutte le osservazioni e i pareri pervenuti sono stati attentamente esaminati e presi in considerazione, anche quelli pervenuti oltre i termini o da Organo non qualificato ad esprimere le osservazioni e i pareri stessi.


7.

Definizione degli obiettivi generali e livello di integrazione con gli obiettivi esterni al P/P


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