Rinati dall’Acqua e dallo Spirito Otranto 2013


Il ministro del Battesimo



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1. Il ministro del Battesimo
Ne tratta il Codice di Diritto canonico nei cc. 861 - 863.

In particolare, si fa presente che l'amministrazione del Battesimo è affidato in modo speciale al Parroco nella propria parrocchia (cf. can. 530 § 1).

In conseguenza, nessun altro sacerdote né diacono potrà amministrare lecitamente il Battesimo senza la licenza, almeno verbale, del Parroco. Tale disciplina, del resto, favorisce l'accompagnamento pastorale della famiglia del battezzato sia prima che dopo la celebrazione del Sacramento.

E' dovere e sollecitudine del Parroco del luogo registrare senza indugio e con diligenza nel Libro parrocchiale dei Battesimi i nomi dei battezzati, del ministro, dei genitori, dei padrini, così come il luogo e la data del battesimo e il luogo e la data della nascita.



2. Le famiglie dei bambini da battezzare
a) Appartenenti a famiglie cattoliche: ci si attenga ai canoni 867 e 868 del Codice di Diritto canonico.

b) In caso di richiesta da parte di genitori poco credenti e praticanti solo occasionalmente, si cerchi “con un colloquio perspicace e pieno di comprensione di suscitare il loro interesse per il sacramento che chiedono. La Chiesa, infatti, non può venire incontro al desiderio di questi genitori, se essi non danno garanzia che, una volta battezzato, il bambino riceverà l'educazione cattolica richiesta dal sacramento; essa deve avere la fondata speranza che il battesimo porterà i suoi frutti”27.

c) In caso di richiesta di battesimo di bambini figli di una coppia interconfessionale (un genitore cattolico e l'altro non cattolico) o di genitori entrambi non cattolici, si ponga la massima diligenza nel valutare ogni singola situazione. In ogni caso, è indispensabile che uno dei genitori (o anche uno o entrambi i nonni cattolici) o almeno il padrino/madrina con serietà si assuma l'impegno di assicurare che il battezzando riceva l'educazione cattolica, per consentire che il germe di vita cristiana ricevuto con il battesimo possa produrre spiritualmente i suoi frutti. In tali casi, è opportuno consultare preventivamente l'Ordinario diocesano.

3. I padrini
a) La normativa canonica è espressa nei canoni 872 - 874 del Codice di Diritto canonico.

La ragione ecclesiologica della loro presenza è bene descritta dall'Introduzione generale ai Riti del Battesimo (cf. Cap. II, paragrafi 6 - 7, pag. 27 - 28).

Il Codice di Diritto canonico delinea e precisa che è compito del padrino "assistere il battezzando adulto nell'Iniziazione cristiana, e presentare al battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché il battezzato conduca una vita cristiana conforme al battesimo e adempia fedelmente agli obblighi ad esso inerenti" (can. 872).

b) Il successivo can. 873 prescrive di ammettere "un solo padrino o una madrina soltanto, oppure un padrino e una madrina".

L'ufficio di padrino/madrina si mostra nella sua maggiore evidenza nel battesimo di un adulto. Nel battesimo di un bambino la sua presenza appare ancora più importante quando vengono a mancare i genitori o il padrino /madrina sia l'unica persona in grado di offrire sufficienti garanzie per l'educazione cristiana del bimbo.

Non ha giustificazione fondata quella di sostituire i padrini con i genitori (del resto, positivamente escluso nel can 874 § 1, 5°). Si tratta, infatti, di due compiti totalmente distinti e dalla Chiesa sempre considerati tali.

Il compito dei genitori è preminente su quello dei padrini e, perciò, i primi hanno la priorità sui secondi.

La presenza dei padrini, a sua volta, permette che si realizzino le finalità di accompagnamento educativo inerente al loro compito. Oggi, in particolare, la presenza del padrino torna ad essere davvero rilevante come sostegno alla famiglia per l'educazione cristiana dei figli. La famiglia, infatti, oggi si trova a far fronte a difficoltà inedite rispetto al passato.


c) I requisiti perché uno possa essere ammesso al compito di padrino sono stabiliti nel can. 874 § 1.

Nella individuazione del padrino, che lo stesso battezzando (se adulto) o i suoi genitori preferibilmente in dialogo con il parroco designano, si guardi soprattutto alle sue qualità umane e morali, abbia già ricevuto i sacramenti dell'Iniziazione cristiana (battesimo, confermazione, eucaristia) e "conduca una vita conforme alla fede e all'incarico che assume". Pertanto, tra coloro che non sono ammessi al compito di padrino vanno annoverati coloro che vivono in situazione matrimoniale irregolare, conviventi di fatto, cattolici sposati solo civilmente, cattolici divorziati risposati civilmente.

Padrino può essere solo un battezzato cattolico; eventualmente un battezzato non cattolico potrà essere presente soltanto come testimone del battesimo (cf. can. 874 § 2).

4. Battesimo e Matrimonio: due celebrazioni distinte
Se una coppia di sposi richiedesse al parroco di amministrare il sacramento del battesimo di un figlio/a, nata dai due in precedenza, nella stessa celebrazione del sacramento del matrimonio, con carità pastorale si faccia presente che ciò non è liturgicamente né previsto né consentito senza ingenerare grave confusione. Infatti, si tratta di due riti della Chiesa, nel loro complesso (eucologie, letture bibliche, segni esplicativi, ecc.), chiaramente distinti. Anche i Vescovi italiani, recentemente, hanno disposto che “non si inserisca il Battesimo dei figli nella stessa celebrazione delle nozze”28.

Se la coppia desidera proprio conservare il legame temporale tra i due eventi e vi sono delle ragioni valide, si offra loro di celebrare il battesimo del proprio figlio/a nelle ore pomeridiane o serali del giorno precedente le nozze.



Documenti di riferimento

1. Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Pastoralis actio (20 ottobre 1980).

2. Giovanni Paolo II, Esortazione Familiaris consortio (22 novembre 1981).

3. Codice di Diritto Canonico (25 gennaio 1983), Il Battesimo (cc. 849 - 878).

4. Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana (11 ottobre 1992).

5. Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo (25 marzo 1993).

6. CEI, Direttorio di Pastorale Familiare per la Chiesa in Italia (25 luglio 1993), in particolare il Cap. VII La pastorale delle famiglie in situazione difficile o irregolare (pp. 165 - 188).

7. CEI, Ufficio Nazionale per L'Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso e Ufficio Nazionale per i problemi giuridici, Vademecum per la pastorale delle Parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici (23 febbraio 2010).

8. CEI, Orientamenti pastorali Educare alla vita buona del Vangelo (4 ottobre 2010).
Agnosce, o christiane, dignitatem tuam”.
(San Leone Magno)

Conclusione

Il percorso compiuto ci ha condotto a tracciare i punti fondamentali e le ragioni della pastorale battesimale nella nostra Diocesi.

Concentrare l’azione delle parrocchie sul sacramento del Battesimo è una formidabile opportunità per riscoprire la nostra identità di figli di Dio e meditare sul dono della vocazione cristiana.

Sin dall’inizio dell’evento cristiano il Battesimo si è imposto come costitutivo della comunità ecclesiale: assieme alla Parola, che in esso si attua per poi compiersi nella pienezza dell’Eucaristia, il santo lavacro struttura l’identità e la missione della Chiesa, significando, ad un tempo, chi siamo e cosa dobbiamo fare. Radicando la nostra esistenza nella novità escatologica che è in Gesù Cristo, inscrive i nostri nomi nelle pagine aperte della storia della salvezza e dilata i confini della Chiesa secondo il mandato progettuale del Risorto: “Andate e fate discepole tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 19).

Riecheggia con forza nel nostro animo la parola dei Padri della Chiesa: Battezzato, diventa ciò che sei, che mi piace tradurre così: cristiano, che muovi i tuoi passi nel terzo millennio, apri il tuo cuore e accogli e vivi in pienezza la grazia battesimale, porta a compimento quello che hai ricevuto, manifesta nelle opere quello che ti è stato donato nel sacramento della fede. Non lasciarti ingabbiare da fragili esperienze devozionali, né da fascinosi, nebulosi e vuoti spiritualismi che spesso ti impediscono di concentrare la tua esperienza cristiana in quello che è essenziale, la vita in Cristo e nella Chiesa, con tutte le sue ricchezze.


Sono convinto che una rinnovata pastorale battesimale possa dare slancio all’annuncio, moltiplicare la nostra comune passione per il Regno e aiutarci a camminare con maggiore entusiasmo “in novità di vita” (Rm 6, 4).

Che lo Spirito doni energia nuova e faccia rinverdire tra noi la speranza in Colui che “nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce” (1 Pt 1, 3-4).


La Vergine Maria, che con amore di madre coopera alla rigenerazione e alla formazione dei cristiani29, accompagni e sostenga il nostro servizio pastorale.

Otranto, 8 settembre 2013



Festa della Natività della Beata Vergine Maria

 Donato Negro



Arcivescovo

Introduzione

1. Il Battesimo nel cammino della nostra Chiesa p.

2. Presentazione del testo p.

3. “Per aquam in verbo” p.
PARTE PRIMA

Prospettiva biblico - Teologica

I. Partecipi della morte e risurrezione del Signore p.

II. Radunati nella comunione ecclesiale p.

III. Chiamati a testimoniare la vita nuova p.
Parte seconda

Il rito battesimale

1. Tempo per il Battesimo p.

2. Riti di accoglienza p.

3. Liturgia della Parola p.

4. La liturgia del Sacramento p.

5. Riti conclusivi p.
Parte terza

Linee di pastorale battesimale


Parte quarta

Brevi richiami giuridico – pastorali

1. Il ministro del Battesimo p.

2. Le famiglie dei bambini da battezzare p.

3. I padrini p.

4. Battesimo e Matrimonio: due celebrazioni distinte p.



Documenti di riferimento p.
Conclusione p.
indice p.


1 D. Negro, La porta aperta, Galatina 2000, pp. 12-13.

2 D. Negro, Radicati nella carità e lanciati nella storia, Galatina 2003, p. 7.

3 D. Negro, Acqua nelle giare. Fare discernimento come Chiesa di Otranto in un mondo che cambia, Otranto 2002, p. 18.

4 D. Negro, Vide e … gioì. Lettera di ‘restituzione’ a conclusione della Visita Pastorale, Galatina 2009, p. 11.

5 D. Negro, In ascolto della Parola, Galatina 2007, p. 12.

6 D. Negro, Una sola Speranza, Otranto 2006, p. 12.

7 D. Negro, Testimoni della Fede nella società e nella Chiesa. Lettera sull’Azione Cattolica, Galatina 2012.

8 D. Negro, “Si alzò da tavola, depose le vesti…”. Orientamenti pastorali 2005-2006, Galatina 2005, p. 10.

9 Come veniva richiamato dal Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona nella individuazione degli ambiti esistenziali e pastorali: la vita affettiva, il lavoro e la festa, la fragilità umana, la tradizione, la cittadinanza.

10 Catechismo Romano, 2, 2, 5: “Baptismus est sacramentum regenerationis per aquam in verbo”.

11 “È dunque il Signore, il nostro Dio Gesù Cristo, questa sorgente di acqua di vita che ci invita a sé, perché di Lui beviamo. Beve di Lui chi lo ama”. S. Colombano, Istruzione Spirituale, 13, 2.

12 Catechismo della Chiesa Cattolica, Città del Vaticano 1992, n. 1213.

13 Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1213.

14 Concilio di Trento, Decreto sui sacramenti, can. 6. (cf. Denzinger, 1606).

15 Rito dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA), 4.

16 cf. RICA, 2.

17 Benedetto XVI, Angelus del 22 gennaio 2012.

18 “Egli stesso [Dio onnipotente] vi consacra con il crisma di salvezza, perché inseriti in Cristo, sacerdote, re e profeta, siate sempre membra del suo corpo per la vita eterna”. RBB, 71.

19 LG, 10.

20 Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 47.

21 Giovanni Paolo II, Christifideles laici, 17.

22 Benedetto XVI, Deus caritas est, 25.

23 CEI, Il volto missionario della parrocchia in un mondo che cambia, 9.

24 Cf. DONATO NEGRO, In mezzo alle case, Galatina 2004, pp. 116-119.

25 Il sussidio Rinascere in Cristo è composto da due volumetti, uno per gli animatori e l’altro da consegnare alle famiglie; quello per gli animatori, oltre agli incontri, possiede una parte introduttiva e indicazioni di metodo. Vengono proposti quattro incontri, da vivere in casa o in parrocchia. Il percorso va dall’evento gioioso della nascita, alla richiesta della fede e del dono del Battesimo, al significato del dare il nome, al rito della celebrazione. Al quarto incontro si propone la presenza anche dei padrini e il suo svolgimento in parrocchia insieme al parroco. Gli incontri sono pensati nella logica del dialogo, del confronto e dell’accoglienza; non manca la narrazione di esperienze adeguate, l’ascolto della Parola, la preghiera.

Il sussidio Crescere nel Signore è invece costituito da un testo per gli animatori, con introduzioni e note di metodo, e da schede, facilmente fotocopiabili per i genitori. Rivisita alcune schede dell’ottimo testo di G. BIADER – S .NOCETI - S. SPINELLI, A piccoli passi (citato nella nota successiva) organizzandole in itinerari e arricchendole in più punti. Il risultato è così di tre o quattro incontri all’anno per sei anni, cioè dai zero ai sei anni del bambino. Anche questi incontri vivono molto nella logica del dialogo e dell’arricchimento vicendevole. Negli incontri dai tre ai sei anni è prevista sia l’attività dei genitori che quella dei bambini. Vi è anche una consegna da vivere in famiglia (tra genitori, tutti i figli, i nonni). Si snoda in modo progressivo l’ingresso nei segni principali della fede (preghiere, feste, piccoli riti, Parola di Dio). È valorizzato il catechismo della CEI Lasciate che i bambini vengano a me.



26 Cf. G. BIADER-S.NOCETI-S.SPINELLI, A piccoli passi. Itinerari post-battesimali per genitori e bambini 0-6 anni, EDB, Bologna 2007, p. 129.


27 Congregazione per la Dottrina della Fede, Istruzione Pastoralis actio (20 ottobre 1980), 30: EV VII/623.

28 Conferenza Episcopale Italiana. Commissione Episcopale per la Famiglia e la Vita. Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia (22 ottobre 2012), 26.

29 Cf. Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen Gentium, n. 63.



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