Rischi fisici nell’ambiente di lavoro: illuminazione e microclima e illuminamento



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14.11.2018
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Rischi fisici nell’ambiente di lavoro: illuminazione e microclima


Microclima e illuminamento



Illuminazione





D.lgs 626 / 1994, art. 33, Titolo II, comma 8







Obbiettivi dell’ergonomia della visione nei posti di lavoro



Parametri che influenzano la prestazione visiva



Parametri che influenzano la visione



Definizioni di illuminotecnica

  • Intensità luminosa

  • quantità di energia luminosa emessa in una determinata direzione

  • (unità di misura:candela)

  • Flusso luminoso

  • quantità di energia luminosa emessa da una sorgente di luce nell’unità di tempo

  • (unità di misura: lumen)

  • Illuminamento

  • E’ la misura del flusso luminoso che investe una superficie. La luce può provenire dal sole, dalle lampade o da qualsiasi altra sorgente.

  • (unità di misura: lux; 1 lux= 1lumen/m2)

  • Luminanza

  • esprime la luminosità che una superficie produce, sia essa una superficie luminosa (sorgente primaria es: lampada) o illuminata (sorgente secondaria, es: piano di una tavolo che riflette la luce). Nel caso di superfici illuminate, la luminanza è molto influenzata dal fattore di riflessione di queste superfici.

  • (unità di misura: candela/m2)



Valori minimi di illuminamento riportati nel codice del lavoro





Rapporti di luminanza nel campo visivo

  • X: ambienti nei quali è possibile controllare le riflessioni

  • Y: ambienti nei quali è possibile controllare le riflessioni solo nelle zone vicine alle aree di lavoro, ma non nelle superfici più lontane

  • Z: ambienti nei quali il controllo delle riflessioni è impraticabile



Tipi di lampade



Lampade: caratteristiche





Tabella – illuminamento di esercizio, tonalità di colore e gruppo di resa del colore (uni 10380)















Valori di riferimento



Illuminamento

  • Valori di riferimento :

  • UNI 10380 per uffici generici, dattilografia, sale computer: valori compresi tra 300 e 750 lux

  • Norma DIN 5035 per ambienti di lavoro con VDT (per limitare l’abbagliamento diretto): valori compresi tra 200 e 500 lux e max 200 cd/m2



Illuminazione















Modalità per la determinazione dell’illuminamento medio degli ambienti di lavoro e dell’uniformità dell’illuminamento

  • Stabilizzazione delle lampade durata minima di funzionamento:

  • - 1 ora per lampade fluorescenti o lampade a scarica ad alta intensità (vapori di mercurio, sodio alta e bassa frequenza,ad alogenuri);

  • - nessun periodo di stabilizzazione per lampade ad incandescenza o alogene.

  • Schermatura della luce naturale

  • Le misurazione di illuminamento devono essere effettuate senza alcun contributo dovuto alla luce naturale; pertanto da eseguire nelle ore notturne o in quelle diurne dopo aver schermato finestre e lucernai con coperture aventi fattori di riflessione del 10% circa.

  • Posizione dei punti di misurazione

  • Quelle orizzontali vanno eseguite all’altezza di 0,85 m dal pavimento o a 0,2 m dal pavimento per le vie di passaggio.



Numero minimo dei punti di misura in ambienti vuoti

  • Posto K = a x b / h x (a+b)











Microclima



Microclima

  • La temperatura nei locali di lavoro deve

  • essere adeguata all' organismo umano

  • durante il tempo di lavoro, tenuto conto dei metodi di lavoro e degli sforzi fisici

  • imposti ai lavoratori

  • Nel giudizio sulla temperatura adeguata

  • per i lavoratori si deve tener conto della

  • influenza che possono esercitare sopra

  • di esso il grado di umidità ed il movimento

  • dell'aria concomitanti





Microclima

  • preferibile impianto di climatizzazione

  • nella stagione calda la temperatura non dovrebbe essere inferiore di oltre 7°C da quella esterna

  • nelle altre stagioni tra i 18 e i 20°C

  • umidità fra il 40 e il 60%

  • ricambio 32 mc per persona all’ora in assenza di fumatori



Benessere termico

  • Il comfort climatico è definibile come uno stato mentale che esprime soddisfazione per l'ambiente

  • Il benessere termico, dunque, esprime una condizione di neutralità, con dispersione integrale del calore prodotto senza aumento della temperatura corporea e senza evidente intervento del sistema termoregolatore















Per lavoro a t. ≤ -12°C il lavoratore deve essere tenuto a costante controllo a vista.

  • Per lavoro a t. ≤ -12°C il lavoratore deve essere tenuto a costante controllo a vista.

  • TLV (parziali) per tempi di lavoro (t.lav.)/pause (10 min. in ambiente caldo) di riscaldamento per un turno di 4 ore. Lavoro moderato e pesante.

  • Temp. aria °C Con vento trascurabile

  • da a t. lav. max (minuti) n. pause

  • -26 -28 normale 1

  • -29 -31 normale 1

  • -32 -34 75 2

  • -35 -37 55 3

  • -38 -39 40 4 -40 -42 30 5 -43 in poi solo emergenza --



La temperatura corporea (t.c.) non deve scendere sotto i 36°C. Occorre proteggere le estremità (mani, piedi e testa).

  • La temperatura corporea (t.c.) non deve scendere sotto i 36°C. Occorre proteggere le estremità (mani, piedi e testa).

  • Una t.c. <36°C riduce la vigilanza, la capacità decisionale e può portare alla perdita di coscienza.

  • Sintomi da freddo: forte tremito, sensazione di freddo pungente, eccessivo affaticamento, irritabilità, euforia



In lavori a mani nude per più di 10-20 min. con temp. amb. <16°C mettere a disposizione mezzi per mantenere calde le mani (termoventilatori, piastre elettriche, ecc.)

  • In lavori a mani nude per più di 10-20 min. con temp. amb. <16°C mettere a disposizione mezzi per mantenere calde le mani (termoventilatori, piastre elettriche, ecc.)

  • Uso di guanti per temperatura:

  • < 16 °C lavoro sedentario

  • < 4 °C lavoro leggero

  • < -7 °C lavoro moderato

  • A temp. < -1°C ricoprire con materiale isolante termico le impugnature metalliche di utensili

  • Informare i lavoratori di non venire a contatto nemmeno accidentalmente con la pelle nuda con superfici fredde a t. < -7 °C



Fattori che influenzano la sensibilità della singola persona al calore

  • a) Individuali

  • Peso

  • Stato di preparazione fisica

  • Grado di acclimatazione

  • Metabolismo

  • Uso di alcool e di droghe

  • Patologie particolari (es.: ipertensione)

  • Tipo di vestiario

  • Precedenti colpi di calore

  • b) Ambientali

  • Temperatura dell’aria

  • Temperatura radiante

  • Movimento dell’aria

  • Umidità relativa dell’aria



Effetti del calore sulla salute

  • Colpo di calore (è un emergenza medica)

  • Primi sintomi

  • Confuzione

  • Comportamento irrazionale

  • Perdita di coscienza

  • Convulsioni

  • Mancanza di sudorazione (non sempre)

  • Pelle calda e secca

  • Temperatura del corpo abnorme

  • Trattamenti da praticare:

  • Porre il soggetto in zona ombreggiata e rimuovere i vestiti esterni

  • Inumidire la pelle

  • Incrementare la ventilazione intorno al soggetto

  • Reintegrare i liquidi dispersi il prima possibile

  • Abbassare la temperatura corporea con metodi professionali



Effetti del calore sulla salute

  • Esaurimento di calore (è un emergenza medica)

  • Primi sintomi (condizioni che rispondono rapidamente ad un tempestivo trattamento)

  • Mal di testa

  • Nausea

  • Vertigini

  • Debolezza

  • Sete

  • Capogiri

  • Interventi sul soggetto

  • Rimuoverlo dall’ambiente caldo

  • Dissetarlo



Effetti del calore sulla salute

  • Blocchi di calore

  • Causati da lavoro fisico molto intenso in ambiente caldo

  • Sono dovuti allo sbilanciamento della concentraione dei Sali minerali causato dalla sudorazione

  • Sono causati dalla mancanza di rifornimento di acqua

  • Non fare affidamento alla sete come guida per la necessità di acqua

  • In ambienti caldi l’acqua andrebbe bevuta ogni 15-20 minuti

  • L’utilizzo di bevande con alti contenuti di carboidrati e Sali minerali minimizza i disturbi fisiologici durante il recupero





L’ACGIH precisa che i TLV suggeriti sono basati sul presupposto che l’indice WBGT del posto di riposo sia uguale o molto simile a quello del posto di lavoro.

  • L’ACGIH precisa che i TLV suggeriti sono basati sul presupposto che l’indice WBGT del posto di riposo sia uguale o molto simile a quello del posto di lavoro.

  • Quando il WBGT del posto di lavoro è diverso da quello del posto di riposo, si dovrà usare un valore medio ponderato nel tempo sia per il WBGT sia per il calore metabolico (carico di lavoro).

  • Per esposizioni continuative nell’arco della giornata lavorativa a condizioni ambientali calde, le medie ponderate rispetto al tempo si calcolano come media ponderata in un’ora, se invece le esposizioni sono intermittenti la media ponderata si esegue su 2 ore.





Confronto con i valori limite dello stress termico (da freddo o da caldo). Il superamento di questi valori può determinare un concreto danno alla salute

  • Confronto con i valori limite dello stress termico (da freddo o da caldo). Il superamento di questi valori può determinare un concreto danno alla salute

  • Confronto con indici del "benessere termico". Permette di valutare l'esistenza o meno di condizioni microclimatiche confortevoli



temperatura (°C)

  • temperatura (°C)

  • umidità relativa (%)

  • ventilazione (m/s)

  • si misurano con più termometri e con un anemometro

  • (in totale 5 misure)











Dispendio energetico (W/m2) si stima con l’aiuto di valori tabellati

  • Dispendio energetico (W/m2) si stima con l’aiuto di valori tabellati

  • Resistenza termica del vestiario (m2C/W) si calcola sommando valori tabellati per singoli indumenti













Benessere termico









+ 3 molto caldo

      • + 3 molto caldo
      • + 2 caldo
      • + 1 leggermente caldo
      • 0 neutralità termica o benessere
      • - 1 leggermente freddo
      • - 2 freddo
      • - 3 molto freddo


E' da tener presente che la velocità dell'aria non può esser variata a piacimento in quanto, per velocità troppo basse, minori di 0,05 m/s l'aria diventa stagnante e non c'è nell'ambiente una sufficiente diluizione degli inquinanti aerodispersi.

  • E' da tener presente che la velocità dell'aria non può esser variata a piacimento in quanto, per velocità troppo basse, minori di 0,05 m/s l'aria diventa stagnante e non c'è nell'ambiente una sufficiente diluizione degli inquinanti aerodispersi.

  • Per contro, anche con velocità dell'aria troppo elevate, un soggetto, anche se in condizioni termiche neutrali, può aver problemi di discomfort. Le raccomandazioni ISO 7730 e ASHRAE 55-81, facendo riferimento alla velocità media dell'aria, indicano per le attività sedentarie i seguenti valori:

  • V ≤ 0,15 m/s durante il periodo invernale con temperature tra i 20 e i 24 °C;

  • V ≤ 0,25 m/s durante il periodo estivo, con temperature tra i 23 e 26 °C.



Gli impianti di immissione d’aria, soprattutto se condizionata, possono creare disuniformità di temperatura e di velocità dell’aria sia nelle varie zone dello stesso ambiente sia sulla verticale della stessa zona.

  • Gli impianti di immissione d’aria, soprattutto se condizionata, possono creare disuniformità di temperatura e di velocità dell’aria sia nelle varie zone dello stesso ambiente sia sulla verticale della stessa zona.

  • Per tali situazioni è stato messo a punto un particolare indice q (Effective Draft Temperature) che tiene conto, nella valutazione del benessere microclimatico, soltanto della temperatura e della velocità dell’aria, ed è quindi indipendente dall’umidità relativa dell’aria.





















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