Risotto alla certosina con gamberetti, sogliola, funghi e curry codice ean



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Ricette di Gianfranco Vissani
per
Piccoli Lussi Quotidiani


RISOTTO ALLA CERTOSINA CON GAMBERETTI,

SOGLIOLA, FUNGHI E CURRY
CODICE EAN: 8001246900125

IT - Ingredienti: brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), riso carnaroli 19%, gamberetti 9%, sogliola 3%, burro, olio extra vergine di oliva, piselli, Parmigiano Reggiano DOP, cipolla, funghi trifolati 2% [funghi porcini 81% (Boletus edulis e relativo gruppo), olio extra vergine di oliva, sale, rosmarino, aglio], farina di grano tenero, olio di palma non idrogenato, olio di girasole , sale, curry.


Allergeni: sedano, glutine, crostacei, pesce, latte.

Piatto tipico della tradizione gastronomica Lombarda, un 'antica e gustosa ricetta “nata in convento”. Secondo la leggenda pare infatti che i frati della famosa Certosa di Pavia fossero soliti consumare questa saporitissima pietanza la sera della vigilia di Natale. Obbligati dalla regola a mangiare di magro e non disponendo del pesce come tradizione vuole, i frati cellerari, addetti al cellarium, dispensa e cucina, elaborarono la ricetta mettendo nel riso quello che offriva la campagna circostante ricca di risaie e canali ovvero gamberi di acqua dolce e rane vera e propria prelibatezza del tempo. Le signore non si preoccupino! Dall'antica ricetta sono nate svariate versioni, nella nostra le rane sono state sostituite da sogliole, gamberetti e un pizzico di curry. Meravigliosa!


Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Vini bianchi giovani, freschi, anche spumanti, con una buona struttura, buona sapidità e una discreta acidità a contrastare la tendenza dolce e la succulenza del piatto.

Per chi vuole restare in Lombardia consiglio un Oltrepò Pavese Pinot Nero; per gli intraprendenti invece un Cuveè Secrete Arnaldo Caprai del 2012 un vino dalla sorprendente complessità, fresco e delicatamente sapido.
Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Brunoise di frutta (semplice e veloce)

Il curry si abbina molto bene con la frutta quindi potete arricchire il vostro riso alla certosina con una brunoise di frutta: mela, pera, ananas, mango, banana etc, quello che più vi piace!

Per chi non lo sapesse con il termine brunoise si indica il taglio di frutta e verdura in cubetti che vanno da 1 a 3 mm. Per un buon equilibrio di cottura e una bella presentazione è importante che tutti i dadini abbiano lo stesso spessore.

Lavate e sbucciate la frutta, tagliatela in strisce sottili, dette julienne, e riducetele poi in cubetti.

Mettete i cubetti in una padella con un po' di burro e saltateli velocemente così che la frutta venga leggermente croccante e mantenga profumo e sapore.

Infine mettete la frutta sopra il vostro risotto alla certosina e buon appetito!


Pomodoro arrosto (semplice)

Tagliate i pomodori a metà, metteteli in una teglia e conditeli con aglio, mentuccia, origano, olio di oliva e sale poi infornate a 165 gradi e cuocete per circa due ore; il tempo di cottura dipende dal tipo di pomodoro utilizzato, quindi non abbandonateli al loro destino! Ogni tanto controllateli!

I pomodori sono pronti quando si abbronzano e i bordi si raggrinziscono.

Serviteli caldi come accompagnamento al risotto oppure mettete un po' di riso sopra al pomodoro, ovviamente in questo caso il pomodoro deve essere grosso!



Bocconcini di Pollo. (piatto unico) (elaborato)

Prendete petto o coscia, a gusto vostro, e tagliatelo a bocconcini.

Fate rosolare in una padella aglio, olio e rosmarino per circa 5 minuti poi aggiungete i bocconcini di pollo e cuoceteli velocemente, massimo cinque minuti, altrimenti la carne si indurisce e diventa stopposa.

Servite i bocconcini come accompagnamento al risotto, se volete fare un piatto unico oppure come secondo piatto in abbinamento con un' insalata o delle patate arrosto.

Buon appetito!


RISOTTO AL BLACK VELVET

CON SALSA DI CIPOLLE E GROVIERA
CODICE EAN: 8001246900118

IT - Ingredienti: brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), riso carnaroli 24%, cipolle 10%, black velvet 8% (birra scura, prosecco), burro, formaggio groviera (latte, sale, caglio), olio extra vergine di oliva, farina di grano tenero, olio di palma non idrogenato, sale.


Allergeni: sedano, solfiti, latte, glutine

Per chi ama scoprire nuovi sapori, cosa può esserci di meglio di questo fantastico risotto ideale per una romantica cenetta a due?

Vincete ogni pregiudizio e osate! Sarete conquistati da questo dolce e gustoso “velluto nero” dall'aroma particolarissimo conferitogli dal black Velvet, famoso cocktail pare inventato nel dicembre 1861 al Brooks's club di Londra e ottenuto da una sapiente quanto equilibrata unione tra Champagne e Stout Guinness, la celebre birra scura irlandese.

Leggenda narra infatti che quando morì il giovane principe Alberto di Sassonia, consorte della Regina Vittoria, il proprietario del club, sopraffatto dalla commozione, ordinò che, oltre agli arredi, anche lo champagne fosse listato a lutto; così uno dei barman ebbe la geniale intuizione di unire lo champagne, bevanda dei nobili, con la birra, bevanda del popolo, ottenendo un cocktail dal gusto eccellente che divenne subito famosissimo.


Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Andando incontro ai sapori del piatto, l'abbinamento ideale sarebbe un cocktail Black Velvet ma potete anche accompagnarlo con spumante, champagne, prosecco oppure una birra scura Stout.

Restando sulle bollicine, un ottimo abbinamento è con un bel Franciacorta, magari un Francesco Iacono riserva, vino di grande struttura, tondo al palato, con note dolci che si sposano alla perfezione con l'aroma dello champagne.

Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Fegato di vitella (elaborato)

Tagliate il fegato finemente e passatelo nel latte in modo da levargli l'odore e il sapore marcato del sangue.

Tagliate una cipolla a fettine sottili e mettetela ad appassire a fuoco lento in una padella con olio o burro girando ogni tanto per non farla attaccare. Quando le cipolle sono appassite aggiungete il fegato, la salvia e del rosmarino e fate cuocere per circa 5 minuti a fiamma alta.

Mi raccomando una spadellata veloce, il fegato deve rimanere rosa all'interno!

Infine componete il piatto affiancando al risotto il fegato oppure tagliate il fegato a straccetti e mettetelo direttamente sopra al riso. Bontà assoluta!
Coulis di fragole (semplice e veloce)

Suggerito per gli amanti del classico abbinamento fragole e champagne.

Cuolis è un termine francese che indica una salsa concentrata.

Lavate le fragole, eliminate il picciolo e tagliatele a pezzetti.

Mettete il tutto in un mixer e frullate fino ad ottenere una specie di purea. Filtrate il tutto con un colino per eliminare i semi.

Infine aggiungete la salsina ottenuta sul risotto. Fantastica!


Dadini di pane fritto al timo (semplice e veloce)

Tagliate il pane a dadini e saltatelo in padella con un po' di olio o burro fuso.

Aggiungete il timo e cuocete fino a quando il pane non prende un color nocciola. Chi gradisce può aggiungere anche un' acciughina.

Levate dalla padella e fate asciugare i dadini su carta assorbente in modo da eliminare l'eccesso di unto. Infine aggiungete i dadini a pioggia sul vostro risotto al Black Velvet.

Croccantezza assicurata!
Spezzatino con capocollo di maiale (piatto unico) (elaborato)

Ho scelto il capocollo perché c'è sia grasso che carne. Il grasso rende la carne più morbida e gustosa.

Tagliate la carne a pezzetti. In una padella fate soffriggere sedano, carote, cipolla, aglio, rosmarino, olio e sale. Quando la cipolla si abbronza aggiungete i bocconcini di carne e cuocete ancora per una decina di minuti.

Potete accompagnare lo spezzatino al riso come piatto unico oppure abbinarlo come secondo piatto con delle patate in umido. Buon appetito.




ZUPPA DI PATATE CON PORCINI
CODICE EAN: 8001246900026

IT - Ingredienti: brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), patate 20%, funghi trifolati 4% [funghi porcini 81% (Boletus edulis e relativo gruppo), olio extra vergine di oliva, sale, rosmarino, aglio], olio extra vergine di oliva, sedano, carota, cipolla, sale, rosmarino, pepe bianco.


Allergeni: sedano, glutine, uovo, latte.

Una deliziosa zuppa rustica adatta ai freddi mesi invernali con la quale i nostri nonni scaldavano lo stomaco, il cuore e facevano il pieno di energia.

Una ricetta della tradizione contadina che sposa vecchio e nuovo mondo.

Se il fungo infatti era già noto e apprezzato nell'antica Roma diversa è la storia della patata che, originaria del sud America, si diffuse in Italia intorno al 1550 grazie ai padri Carmelitani scalzi. Un cronista dell'epoca suggeriva di mangiare le patate “in fette, a guisa di tartufi e di funghi, fritte ed impanate, o nel tegame con agresto”. Molti vollero assaggiare la novità ma invece dei tuberi mangiarono le foglie e i frutti velenosi con conseguente intossicazione.

Le patate conquistarono così una fama negativa e furono dimenticate fino alla fine del 1700 quando il farmacista ed agronomo francese Parmentier Antoine-Augustin, “riscoprì” le gustose qualità del tubero presentandolo come un pane già fatto che non richiedeva ne mugnaio ne fornaio. L’alimento suscitò grande interesse e sfamò milioni di persone.

All'inizio dell'ottocento la "plebea" patata trovò la sua consacrazione anche nella “Haute Cuisine” con le celebri crocchette inventate dal grande cuoco francese Antoin Careme.

Oggi, la patata, grazie alla sua versatilità, è il vegetale al quale sono dedicate il maggior numero di preparazioni.

Ricordate che la patata va conservata al fresco e al buio oppure tagliata a fette e immersa in acqua in frigorifero per non più di due giorni. Sconsiglio invece la conservazione dopo la cottura perchè sviluppa una leggera tossicità!


Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Vini bianchi non troppo giovani, di media struttura e ridotta acidità che sposano i sapori aromatici del piatto derivanti dalla presenza dei funghi.

Ottimi i bianchi friulani tra cui, da provare, il Cialla bianco di Ronchi di Cialla un vino morbido e tondo al palato in grado di riflettere ed esaltare i profumi della vostra zuppa.

Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Pecorino grattugiato (semplice e veloce)

Anche se è uso comune non mettere formaggio sui funghi qui lo consiglio: oltre al solito parmigiano potete provare ad insaporire la zuppa con dell' asiago anche se il top è con il pecorino.


Salmone affumicato o marinato (semplice e veloce/elaborato)

Prendete del salmone affumicato, tagliatelo a striscioline e mettetele sulla zuppa.

Se invece avete tempo e voglia potete marinare il salmone: prendete un po' di zucchero, sale, pepe nero macinato, un po' di finocchio selvatico, mentuccia, menta, spezie a gusto vostro e coprire interamente il salmone.

Mettete sopra qualcosa a fare da peso e lasciate riposare in frigo: 12 ore per chi vuole una marinatura più leggera, 24 ore per chi preferisce un sapore più forte e intenso.

Trascorso il tempo prendete il salmone, lo sciacquate, lo tagliate a striscioline e lo mettete sulla vostra zuppa. Una goduria!
Mirtilli o liquore di mirtilli (semplice e veloce)

Qualcuno storcerà il naso lo so, però i funghi hanno un sapore minerale che si sposa alla perfezione con il sapore del mirtillo in una combinazione leggermente asprodolce fantastica!

Mettete direttamente nella zuppa dei mirtilli interi freschi oppure irrorate con un goccio di liquore ai mirtilli. Strepitosa!

ZUPPA DI TOPINAMBUR AL CAFFE'

CODICE EAN: 8001246900019

IT - Ingredienti: brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), topinambur 16%, porri, spaghetti spezzati (semola di grano duro, acqua), caffè 3% (acqua, caffè solubile), lenticchie, olio extra vergine di oliva, sedano, farina di grano tenero, olio di palma non idrogenato, carote, sale, salvia, rosmarino.


Allergeni: sedano, glutine, latte

Per una cena autunnale non c' è niente di meglio di una deliziosa zuppa a base di topinambur aromatizzato al caffè. Lasciatevi sorprendere dal profumo unico e dal sapore eccezionalmente delicato di questa zuppa naturalmente dietetica!

Per chi non lo sapesse il topinambur, detto anche carciofo d' America, patata del Canada, pera di terra, tartufo di canna, tartufala bastarda, è un prezioso tubero che aiuta a perdere peso; ha un sapore delicato che ricorda il fondo del carciofo e una consistenza simile alla patata anche se può essere consumato crudo come se fosse un ravanello.

Portato dall'America nei primi anni del ‘600 il topinambur ebbe subito un grande successo in Europa per poi essere soppiantato dalla patata a partire dall’Ottocento.

La sua riscoperta è abbastanza recente ed è dovuta alle sue virtù nutritive, salutistiche e dietetiche che hanno del miracoloso!

Il topinambur infatti, ricco di vitamine, di fibre e a basso contenuto calorico, è ottimo per riequilibrare la flora intestinale ed è ritenuto un killer naturale del colesterolo e della gotta. Ricco di potassio e povero di sodio, aiuta a stimolare l’eliminazione dei grassi ed è quindi adatto a diete ipocaloriche, praticate per ridurre il peso. E’ chiamato anche “patata dei diabetici” per la ricchezza di inulina, una sostanza che contrasta la glicemia.

Non a caso il fiore del topinambur è simbolo di gioia e di felicità perenne, come è perenne è la pianta e la bontà di questa zuppa!
Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Un vino rosso, tondo e delicato al palato, non troppo giovane quindi con tannino smorzato, per evitare di sovrastare sui delicati aromi del piatto.

Qui il top è un Brunello di Montalcino Poggio all'oro del 1997. Annata storica! Un rosso datato, ricco di sentori particolari dati dall'affinamento in botte che possono ricordare l'aroma del caffè.

Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Nocciole (semplice e veloce)

Come tutti sanno la nocciola si sposa bene con il caffè.

Prendete delle nocciole tostate, tritatele o pestatele infine mettetele a pioggia sulla zuppa calda.

Una meraviglia!


Speck croccante (semplice e veloce)

Tagliate lo speck a striscioline sottili lunghe circa 3-4 cm.

Mettetele poi a cuocere per circa 5-6 minuti in una padella di ferro o antiaderente senza olio.

Schiacciate di tanto in tanto le striscioline con una forchetta per evitare che si arriccino.

Devono venire belle dritte e croccanti!

Infine mettete le striscioline di speck sulla vostra zuppa. Che vi mangiate!


Scarola, uvetta, pinoli e acciughe (semplice)

Tagliate la scarola a pezzetti e mettetela in una casseruola con acciuga sotto sale e aglio.

Cuocete per qualche minuto poi aggiungete uvetta e pinoli e fateli leggermente ammosciare.

Infine aggiungete il tutto alla zuppa.


Burro di acciughe (semplice/elaborato)

Il topinambur si sposa bene con il sapore dell'acciuga.

Potete aggiungere nella zuppa un po' di pasta di acciughe in tubetto oppure potete prendere delle acciughe sottosale, le dissalate, le setacciate e le unite al burro nella proporzione di circa 100 grammi di burro e 15 grammi di acciughe.

Lavorate burro e acciuga con una frusta in modo da fondere bene i due ingredienti.

Mettete il tutto nella carta trasparente e conservate in frigo.

Al momento di mangiare la zuppa, la scaldate, aggiungete un pezzetto del vostro burro alle acciughe e girate fino a farlo fondere del tutto.

Potete anche scaldare il vostro burro alle acciughe in una padella con un po' brodo vegetale, montate poi il tutto con una frusta in modo da ottenere un composto cremoso. Irrorate la vostra zuppa e sentite che bontà!!


CRESPELLE AL CAVOLO NERO

CON SALSA ALLE BANANE E CURRY ROSSO
CODICE EAN: 8001246900224

IT - Ingredienti: crespelle ripiene 50% [Ripieno: cavolo nero 30% sul totale, crema di formaggi (Pecorino Toscano DOP, Gorgonzola DOP, Parmigiano Reggiano DOP, latte intero, panna, acqua, olio di girasole, burro, amido modificato di mais, sale, estratto di lievito, pepe. Acidificante: acido lattico E270. Conservante: acido sorbico E200), olio extra vergine di oliva, sale, aglio, peperoncino. Crespelle: farina di grano tenero , uova di gallina pastorizzate, latte intero], brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), burro, banane 6%, farina di grano tenero, olio di palma non idrogenato, sale, curry rosso 0,1%.


Allergeni: uova, glutine, latte, sedano
La ricetta che nobilita il cavolo nero facendolo sposare con una morbida crespella! E se dico cavolo nero e crespelle dico Toscana! Sì perchè entrambi gli ingredienti sono due classici della gastronomia di questa bellissima terra anche se fino ad ora non si erano mai incontrati.

Il cavolo nero, ortaggio diffuso e da sempre molto apprezzato in regione, è ricco di potassio, vitamina A e vitamina C, elementi che aiutano a combattere affaticamento e sindromi influenzali.

Per chi non lo sapesse però anche le crespelle, sono toscanissime, nonostante qualcuno di voi possa pensare che siano nate in Francia. Tutto l'opposto!

Il nome si pensa derivi dal latino crispus (arricciato, ondulato); nel medioevo erano preparate con il vino al posto del latte.

Fu nel rinascimento che Caterina De Medici, amante della sua città e della cucina toscana, sposatasi con Enrico D'Orleans, si trasferì a Parigi portandosi dietro cuochi e ricette che diventeranno colonne portanti di quella cucina francese che oggi tutti conosciamo e apprezziamo. Così la salsa bianca fatta con latte e farina fu chiamata “béchamel”, l’anatra cucinata con l’arancia dolce assunse il nome di “canard à l’orange”, la popolare zuppa di cipolla, “soupe à l’oignon” e le Crespelle alla fiorentina? “crêpes à la Florentine”.
Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Se volete andare incontro al curry suggerirei un vino rosso non giovane meglio un barricato ricco di note speziate come per esempio un bell'Amarone o un Aglianico del Vulture.

Se invece volete riprendere le note fruttate della banana e del limone allora optate per un bianco strutturato con una gradazione alcolica abbastanza alta che pulisce dal palato l'untuosità del burro.

Personalmente vedo bene un Furore Fiorduva delle Cantine Marisa Cuomo, un vino morbido dai sentori fruttati che riprende e completa la struttura del piatto.


Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Baccalà (elaborato)

Il baccalà lo potete fare in tanti modi diversi: in padella, al forno, in umido, impanato!



In padella:

Tagliate il baccalà, lavato e dissalato, a pezzi e mettetelo in una padella con olio e aglio; non mettete sale perchè il baccalà è già salato di suo! Se volete potete aggiungere del pepe. Fate cuocere per circa 30 minuti poi servitelo o al fianco delle crespelle, come piatto unico, oppure come secondo piatto.



Al forno:

Lavate il baccalà, asciugatelo e tagliatelo a pezzi. Sistematelo in un recipiente aggiungendo mezzo bicchiere di olio con aglio sbucciato e tritato.

Mescolate bene il tutto poi trasferite il baccalà in una pirofila da forno, aggiungete pepe ed infornate a 180° per circa 50 minuti. A cottura ultimata servite caldo come accompagnamento alle crespelle o come secondo piatto.

In umido:

Fate soffriggere a fuoco basso cipolla tagliata finemente con aglio, olio, basilico, aromi a gusto vostro, per 5 minuti. Aggiungete i pezzi di baccalà con mezzo bicchiere di acqua. Cuocete ancora per circa 5-6 minuti e infine aggiungete una cucchiaiata di pomodoro fresco tagliato a pezzetti.

Servite come accompagnamento o secondo piatto.

Impanato:

Passate il baccalà nell'uovo e pan grattato poi mettetelo in una padella con olio ben caldo e cuocetelo come se fosse una cotoletta. Infine fate asciugare i pezzi su carta assorbente e serviteli caldi con le crespelle o come secondo. Buonissimo!


Lenticchie (semplice e veloce)

Lessate le lenticchie e mettetele a pioggia sopra le crespelle.


Salsiccia (semplice e veloce)

Arrostite la salsiccia in padella, su una griglia o al forno poi sbriciolatela sulle crespelle.

Se volete esagerare potete anche unire lenticchie e salsiccia. Belle cariche ma strepitose!


LASAGNE AI CARCIOFI CON CREMA DI PISTACCHI
CODICE EAN: 8001246900217

IT - Ingredienti: latte intero, pasta all'uovo (semola di grano duro, uova di gallina pastorizzate 20%), carciofi 15%, Parmigiano Reggiano DOP, buccia di limone, farina di grano tenero, olio di palma non idrogenato, olio extra vergine di oliva, salsa di pistacchi 1% (pistacchi, olio di girasole, sale), sale, succo d'arancia, prezzemolo, aglio, liquore Grand Marnier.


Allergeni: glutine, uovo, latte, frutta a guscio
Una ricetta che unisce nord e sud Italia, l' Emilia Romagna, patria della lasagna e la Sicilia con i suoi eccezionali pistacchi di Bronte vero Eden di questa pianta che da secoli ci dona i suoi piccoli e pregiati frutti utilizzati in pasticceria e gastronomia per le loro elevate proprietà organolettiche.

Un piatto che esalta la consistenza carnosa del carciofo con il croccante del pistacchio il tutto avvolto da questo mantello di pasta calda e saporita. La lasagna! Da sempre il piatto tradizionale della domenica, una pasta molto antica, diretta discendente dei laganon, timballi e pasticci creati da Apicio, il celebre chef dell'antica Roma. I romani ne erano ghiottissimi e non solo loro! Sentite cosa scrisse intorno alla metà del 1200 Fra’ Salimbene da Parma parlando di un monaco confratello: “Non vidi mai nessuno che come lui
si abbuffasse tanto volentieri di lasagne!”


Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Un vino bianco ben strutturato, ideale uno Chardonnay che abbia passato qualche tempo ad affinarsi in barrique in grado di contrastare il ferroso e l'amarognolo del carciofo.

Assolutamente no vini giovani che invece accentuerebbero questi sapori sballando l'equilibrio organolettico del piatto.

Abbinamento perfetto un Gaja Rey grande vino piemontese delle Langhe oppure un Franciacorta come il Curte Franca Ca' del Bosco.


Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Crudo di gamberi (semplice e veloce)

Vanno bene anche gamberoni, mazzancolle e scampi a gusto vostro.

Una leggera scottata in padella ed eccoli pronti per guarnire la vostra lasagna ai carciofi.
Salsa di pomodoro arrosto (semplice e veloce)

Tagliate i pomodori a metà, metteteli in una teglia e conditeli con aglio, mentuccia, origano, olio di oliva e sale poi infornate a 165 gradi e cuocete per circa due ore. Appena cotti passate i pomodori al setaccio così da ottenere una saporita salsina rosata che userete per irrorare la vostra lasagna.


Carrè di agnello (elaborato)

Carciofi e agnello sono un altro grande classico abbinamento.

Prendete dei pezzetti di lardo e metteteli a marinare in un battuto di aglio, timo e rosmarino.

Lardellate la carne d'agnello con il lardo e il battuto poi mettetela a rosolare in una padella con olio sale e pepe per circa 20 minuti.

Tagliate la carne e presentate la lasagna accompagnata a due pezzetti di agnello.
Squacquerone (semplice e veloce)

Un formaggio fresco e cremoso che ci riporta alla regionalità della lasagna!

Mettete un cucchiaio di squacquerone sopra la lasagna appena scaldata e lasciatelo fondere lentamente. Squisito!


LASAGNE ALL'ASTICE
CODICE EAN: 8001246900224

IT - Ingredienti: salsa di curcuma [panna, latte intero, brodo vegetale (acqua, cipolla, sedano, carota, burro, olio extra vergine di oliva, sale, estratto di lievito, olio di girasole, buccia di arancia, buccia di limone, timo, maggiorana, mentuccia, erba cipollina, pepe nero), melanzane, pasta all'uovo (semola di grano duro, uova di gallina pastorizzate 20%), astice, acqua, olio extra vergine di oliva, limone, farina di grano tenero, grasso vegetale non idrogenato, sale, origano.


Allergeni: glutine, uovo, latte, crostacei
Sicuramente questa lasagna è il piatto più raffinato della linea “piccoli lussi quotidiani.

Lasagna all' astice, il re del Mediterraneo, detto anche Elefante di mare, Lupicante, Lupo di mare per via delle grandi dimensioni, astice è infatti il crostaceo più grosso del Mare Nostrum, pensate che può raggiungere dimensioni superiori a 60 cm ed un peso di 6 kg, nella media si trovano quelli di 30-40 cm.

Già apprezzato sulle tavole dell'antica Roma tanto che veniva allevato nelle piscine e ninfei delle ville patrizie assieme a scampi, gamberi, murene, polpi, ostriche, aragoste e molluschi vari.

Astice, melanzane e salsa di curcuma, lo zafferano delle Indie! Che altro dire!? Un piatto elegante e raffinato, una prelibatezza degna dei migliori ristoranti direttamente sulla vostra tavola.


Suggerimenti...
Vino. Lo Chef consiglia...

Per questo piatto dalla tendenza dolce ci vuole un bianco ben strutturato.

Ottimo un Sauvignon della zona carsica del Friuli, territorio che dona vini molto sapidi, con una buona mineralità ideali per sposarsi perfettamente con i sapori raffinati del piatto.

Per chi vuole osare suggerisco un vino delle mie terre, un Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna, un bianco molto strutturato, morbido al palato, con sentori aromatici e buona mineralità che si equilibrano con la tendenza dolce dell'astice.



Il tocco in più di Gianfranco Vissani
Liquirizia (semplice e veloce)

Versate un po' di liquore alla liquirizia in una padella e fate sobbollire per eliminare l'alcol.

Quando è evaporato versate la salsina ottenuta sulla vostra lasagna all'astice. Sorprendetevi!
Restrizione di Moscato (semplice e veloce)

Versate del vino Moscato in una padella e fate restringere.

Eliminato l'alcol, versate la salsina ottenuta sopra la lasagna.
Zucchine secche (semplice e veloce)

Se non avete le zucchine potete usare la zucca, le patate, la mela, quello che più vi piace.

Lavate le zucchine, tagliatele a strisce, sottili ma non troppo, e stendetele sulla carta forno.

Aggiungete un pizzico di sale e infornate a 80° per circa 5 minuti.



In questo modo le zucchine non cuociono ma perdono umidità e rinsecchiscono divenendo croccanti. Il risultato? Chips di zucchine da mettere sopra la vostra lasagna! Da leccarsi le dita!



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