Rosanna Bonafede Monzuno, 23/7/2014



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Claudia Piccinno - IL SOFFITTO - Cortometraggi d'altrove Quante immagini possono prendere forma se lo sguardo che si posa sul soffitto è quello di un poeta! Possono addirittura sfilare cortometraggi di luoghi lontani, di un passato che torna con le sue fragilità a riempire altri scenari e altri pensieri. Claudia Piccinno, che pur è sintetica nel rapporto con le parole, sa dare a ciascuna di esse una densità che sottende una ricca cultura. E' una cultura conquistata con gli studi ("ho divorato chilometri di righe/ senza fare un passo") ma anche con la curiosità per il mondo, per ogni suo aspetto sia concreto che astratto sempre filtrato da una prospettiva speciale che è quella dell'anima e dunque capace di farsi sentimento ed emozione. "L'inchiostro fluente" della sua biro a cui dedica un'anaforica lode, diventa parola poetica quando riflette su molteplici aspetti del mondo, siano essi le "brulicanti lucciole" delle sue notti d'estate o il mare, armonioso "pentagramma di cori a più voci" spumeggiante e vivido nei versi che lo ritraggono. Le sue "stanze piene e voci nel cuore" sono la colonna sonora di immagini che la mente fervida ricrea nell'atto poetico: si guardi il girasole che nel componimento "A un convegno di fati madrine" viene colto quale"faro diurno" o "La nebbia nei binari" che "solletica viaggi immaginari". La traduzione in inglese dei testi, curata dalla stessa poetessa Claudia Piccinno, sa ben mantenere il ritmo e la musicalità delle parole ricercate una ad una, come fossero tessere per comporre quel multicolore mosaico che è la sua poesia.
Rosanna Bonafede Monzuno, 23/7/2014




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