S. Lebovici)



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09.12.2017
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La Psicoanalisi non ha ragione di temere gli attuali, formidabili progressi delle neuroscienze. Anzi li attende con curiosità ed impazienza, perché essi non potranno che essere nuovi affinamenti e porte di ingresso per le nostre concezioni, necessariamente polifattoriali, di ogni situazione psicopatologica”. (S. Lebovici)

  • La Psicoanalisi non ha ragione di temere gli attuali, formidabili progressi delle neuroscienze. Anzi li attende con curiosità ed impazienza, perché essi non potranno che essere nuovi affinamenti e porte di ingresso per le nostre concezioni, necessariamente polifattoriali, di ogni situazione psicopatologica”. (S. Lebovici)



…come sarebbe bello se le cose fossero davvero così, come Lebovici auspicava….

  • …come sarebbe bello se le cose fossero davvero così, come Lebovici auspicava….

  • …purtroppo, nel caso dell’autismo (ma non solo in esso) la faccenda è andata diversamente

  • Ma, per capirci, è necessaria un po’ di storia….



Kanner (1943) fu il primo clinico a individuare e descrivere l’autismo. Le sue descrizioni sono rimaste classiche , e tuttora valide.

  • Kanner (1943) fu il primo clinico a individuare e descrivere l’autismo. Le sue descrizioni sono rimaste classiche , e tuttora valide.

  • Le descrizioni di Kanner furono seguite e confermate da quelle di Asperger (1944)



Il disturbo fondamentale più evidente, patognomico, in tutti questi bambini, è la loro incapacità a rapportarsi in modo usuale alla gente e alle situazioni sin dai primi momenti di vita…

  • Il disturbo fondamentale più evidente, patognomico, in tutti questi bambini, è la loro incapacità a rapportarsi in modo usuale alla gente e alle situazioni sin dai primi momenti di vita…

  • vi è fin dall’inizio un estremo isolamento autistico…hanno una buona relazione con gli oggetti…la relazione con la gente è del tutto differente…un profondo isolamento domina tutto il comportamento…ma questo isolamento è molto peculiare

  • la cosa che più impressiona di Charles è la sua inaccessibilità, il suo distacco. Cammina come stesse nella sua ombra, vive in un mondo tutto suo, dove non può essere raggiunto…” (Kanner 1943)



Sia Kanner che Asperger, da grandi clinici, intuirono che l’isolamento autistico, questa particolarissima evanescenza del sentimento di essere collegato all’altro, è, appunto, molto “peculiare”: qualcosa che solo apparentemente e superficialmente è simile ad un rifiuto del contatto umano; è qualcosa di “originario” (Kanner ripete il termine più volte), è un non riuscire ad essere sulla stessa lunghezza d’onda degli altri, una sorta di difficoltà di “sintonizzazione”.

  • Sia Kanner che Asperger, da grandi clinici, intuirono che l’isolamento autistico, questa particolarissima evanescenza del sentimento di essere collegato all’altro, è, appunto, molto “peculiare”: qualcosa che solo apparentemente e superficialmente è simile ad un rifiuto del contatto umano; è qualcosa di “originario” (Kanner ripete il termine più volte), è un non riuscire ad essere sulla stessa lunghezza d’onda degli altri, una sorta di difficoltà di “sintonizzazione”.



  • Tutto il comportamento del bambino è monotonamente ripetitivo quanto le sue espressioni verbali…è governato da un desiderio ansiosamente ossessivo di conservare la ripetitività

  • (Kanner 1943)

  • La “sameness”



L’insistenza ossessiva per la ripetitività si può esprimere in modi molto diversi: come movimenti ed espressioni stereotipiche, ma anche, nei casi più high functioning, come routines sempre più elaborate, spesso senza scopo apparente, o anche come concentrazione su un campo ristretto di interessi, nel quale magari il ragazzo autistico high functioning raggiunge risultati straordinari…

  • L’insistenza ossessiva per la ripetitività si può esprimere in modi molto diversi: come movimenti ed espressioni stereotipiche, ma anche, nei casi più high functioning, come routines sempre più elaborate, spesso senza scopo apparente, o anche come concentrazione su un campo ristretto di interessi, nel quale magari il ragazzo autistico high functioning raggiunge risultati straordinari…



  • Il sorprendente vocabolario di questi bambini che parlano, l’eccellente memoria per eventi accaduti anni prima, la fenomenale memoria meccanica per le poesie ed i nomi, il preciso ricordo di figure e sequenze complesse, sono l’indizio di una buona intelligenzaKanner 1943) indussero Kanner ad affermare che questi bambini avevano una buona intelligenza .



La geniale descrizione kanneriana individuava dunque tre caratteristiche nucleari o “fondamentali”: l’isolamento, la ripetitività ossessiva, gli isolotti di capacità.

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