Sac. Pietro ricaldone don bosco educatore



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PARTE PRIMA DON BOSCO DI FRONTE AL PROBLEMA EDUCATIVO

Capitolo I. Don Bosco, Apostolo deli’cducazione.


1. Importanza e necessità dell'Educazione.

2. Il triste quadro.

3. Miserando stato delle fanciulle.

4. Le cause.

5. Dovere dei genitori.

6. La missione dei Cooperatori.

7. Ardore di Don Bosco per l'educazione della gioventù.

Capitolo II. Il concetto di educazione secondo Don Bosco.

1. Una domanda legittima.

2. Il primo professore di « Pedagogia Sacra ».

3. La definizione di « Educazione » data da Don Bosco.

4. Brevi considerazioni sulla definizione di Don Bosco.

5. Formazione integrale.

Appendice al Capitolo II. II concetto di educazione secondo San Tommaso.

a) L’anima è signora del corpo.

b) Il primato della volontà.

c) Dio e la pedagogia.

d) Natura e grazia.

e) Il procedimento educativo.

/) Educatore ed educando.

PARTE SECONDA IL SISTEMA PREVENTIVO

Premessa.

Sezione Prima.

Elementi Fondamentali dell’educazione. Capitolo I. Il sistema.

1. L'opuscolo sul Sistema Preventivo.

2. Dichiarazioni di Don Bosco sul suo sistema,

a) Alcune conversazioni.

1) Col Ministro Rattazzi.

2) Col Prefetto di Torino.

3) Col Maestro Bodrato.

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b) Una « Buona Notte » sul Sistema Preventivo.



c) Altri accenni del santo Educatore.

3. Il principio informatore del Sistema Preventivo.

a) Il fondamento dell’amore.

1) L’educazione, opera d’amore.

2) L’amore, essenza della vita cristiana.

3) San Francesco di Sales, Santo dell’amore.

4) Don Bosco e la sua missione d’amore.

b) L’amore, anima del Sistema Preventivo.

1) Il Sistema Preventivo nel pensiero di Don Bosco.

2) L’amore nel Sistema Preventivo.

3) Come ^Don Bosco amava i suoi giovani.

4) 2La lettera del 1884 da Roma.

c) Le manifestazioni della carità.

1) La dolcezza.

2) La confidenza.

I. Sua utilità.

II. Come avvicinare i giovani: esempi di Don Bosco.

A. All’inizio della sua missione.

B. Don Bosco in Trastevere.

C. Don Bosco in Piazza del Popolo.

D. Don Bosco e Michele Magone.

E. * Vada alla pompa! »

III. Mezzi per guadagnare la confidenza.

A. Le udienze particolari.

B. Le buone maniere.

Capitolo II. Gli educatori.

f

1. Il Direttore come Padre.



a) Vita di famiglia.

b) Eequisiti del Padre.

XIII

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c) Il Direttore come centro dell’autorità e della responsabilità.

d) Uffici del Direttore.

1) Dirigere.

2) Consigliare e correggere.

3) Vigilare.

4) Altri doveri del Direttore.

2. I collaboratori.

a) Il Prefetto.

b) Il Catechista.

c) Il Consigliere e gli altri Superiori.

3. Requisiti dell'Educatore.

a) La figura ideale dell’educatore secondo Don Bosco.

b) Doveri dell’educatore.

1) Amare i giovani.

2) Essere paziente.

3) Coltivare l’intesa reciproca.

4) Pregare per i giovani.

5) Operare con costanza e con rettitudine d’intenzione.

4) La ricompensa dell'Educatore.

Capitolo III. Gli educandi.

1. Importanza della conoscenza dei giovani.

2. Mezzi per conoscere i giovani.

3. L'indole dei giovani.

4. I giovani pericolosi.

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Sezione Seconda.



Il metodo.

Capitolo IY. La disciplina come mezzo generale di educazione.

1. Amorevolezza e disciplina.

a) Autorità educatrice e perciò amorevole.

b) La mancanza di amorevolezza.

c) Servire il Signore in letizia.

d) Costante allegria del Padre.

e) Sua allegria in mezzo ai giovani.

2. La disciplina educativa.

a) La disciplina all’Oratorio di Valdocco.

b) Concetto di Don Bosco sulla disciplina.

c) Importanza della disciplina.

d) Mezzi per ottenere la disciplina.

1) Rispetto al fanciullo.

2) Non eccedere.

3) Educare al rispetto verso i superiori.

4) Rispetto reciproco tra i Superiori.

Appendice al Capitolo IV. Un’esperienza disciplinare moderna: « Il villaggio dei ragazzi ».

a) Il nome.

b) Autogoverno1?

c) Princìpi informatori.

Capitolo Y. L’assistenza come mezzo fondamentale di disciplina.

1. Concetto délVassistenza,.

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2. Importanza dell'assistenza.



3. L'assistenza come dev'essere.

a) Assistenza positiva.

b) L’assistenza, opera di amore.

c) Assistenza solidale.

d) Altre qualità dell’assistenza.

e) Cose da evitare durante l’assistenza.

/) Particolare vigilanza sulle letture cattive.

1) I libri.

2) Riviste e giornali.

4. Besponsabilità degli assistenti.

5. Don Bosco, assistente modello.

6. L'assistenza negli ambienti particolari.

a) In Chiesa.

b) Nello studio.

c) Nei laboratori e nei reparti agricoli.

d) Nel refettorio.

e) In ricreazione.

/) Durante il passeggio e nelle file.

g) In portineria.

h) In dormitorio.

i) Nell’infermeria.

Capitolo VI. Correzione e castighi.

1. La funzione educativa della legge.

a) Par conoscere la legge.

b) Mezzi per far conoscere la legge.

2. L'amorevole correzione negli esempi e nelle parole di Don Bosco.

XVI

a) Come correggeva Don Bosco.



1) Sua delicatezza.

2) La parolina all’orecchio.

3) Nella « Buona Notte ».

4) Nel cortile.

5) Efficacia correttiva dello sguardo di Don Bosco.

6) Aspettava la calma.

7) Esortava a ricever bene le correzioni.

b) Come Don Bosco insegnava a correggere.

1) La correzione è un dovere per tutti.

2) Correggere in privato.

3) Longanimità, fermezza e imparzialità nella correzione.

4) Saper dimenticare.

3. I castighi.

a) L’amorevolezza e i castighi.

;

1) Prima di punire si adoperino tutti gli altri mezzi di correzione.

2) Si aspetti il momento opportuno.

3) Si eviti anche l’apparenza di passionalità.

4) Si lasci sempre la speranza del perdono.

5) Quali castighi adoperare.

6) A chi spetta castigare.

c) Altre norme di Don Bosco riguardo ai castighi.

d) Come Don Bosco castigava.

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I-

Capitolo VII. La scuola come palestra d’educazione.

Premessa.

1. Come Don Bosco usava Vistruzione ai fini educativi.

2. La scuola.

a) Funzione educativa della scuola.

b) Scuola cristiana.

c) L’ambiente della scuola.

d) La scuola in azione.

1) Don Bosco, maestro modello.

2) Preparazione remota.

3) Preparazione prossima.

4) Puntualità, ordine, pulizia.

5) La disciplina nella scuola.

6) La spiegazione.

7) Il metodo induttivo.

8) Il Metodo deduttivo.

9) Doti dell’insegnamento.

10) L’interrogazione. t

11) Assegnazione dei lavori.

12) Correzione dei lavori.

13) I voti.

14) Lo studio del latino.

15) Per le vacanze.

16) Fuori classe.

e) Come promuovere l’applicazione allo studio.

1) All’Oratorio si studiava.

2) Esortazioni agli studenti.

3) Nove mezzi per studiare con profitto.

4) Industrie di Don Bosco per ottenere lo studio e la buona condotta.

5) Emulazione e incoraggiamento.

Capitolo Vili. L’esemplarità fattore supremo di educazione.

1. Necessità del buon esempio.

a) Valore educativo dell’esempio nel pensiero e nella pratica di Don Bosco.

b) L’esempio, coefficiente di moralità.

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2. La moralità degli educatori.

a) Come ne parlava Don Bosco.

b) Importanza della virtù della castità per 1 educatore Salesiano.

c) La scelta degli educatori.

d) Mezzi per la moralità degli educatori.

1) Mezzi negativi.

I. Dignitoso riserbo.

II. Come trattare le varie persone.

III. Fuga delle occasioni e tentazioni.

2) I mezzi positivi.

e) Il primo responsabile della moralità.

/) Il modello dell’educatore Salesiano. g) Santità è Purezza.

Capitolo IX. Il Sistema Preventivo, sistema di Santità.

PARTE TERZA L’EDUCAZIONE IN ATTO

Premessa.

Capitolo I. L’educazione fisica.

1. Il corpo nel pensiero di Don Bosco.

2. Cura della salute.

a) Preoccupazioni di Don Bosco per la salute dei giovani.

b) L’ambiente e la persona.

c) Alimenti e vestimenta.

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3. Il giuoco nel sistema di Don Bosco.

a) Necessità e fine della ricreazione.

b) Ricreazione piacevole.

c) Il giuoco come elemento educativo.

d) La ginnastica.

e) Giuochi passionali e antieducativi.

/) Musica e spettacoli.

Capitolo II. L’educazione estetica.

1. Alla scuola della mamma...

2. Educazione estetica per mezzo della liturgia.

3. Educazione estetica nelle scuole classiche e professionali.

4. La musica e lo spettacolo come mezzi di educazione estetica.

a) La musica.

b) Il teatrino.

1) Sua origine e sviluppo all’Oratorio.

2) Suoi scopi.

3) La materia del teatrino.

4) Cose da escludersi.

c) Il cinematografo.

d) La radio.

Capitolo III. L’educazione intellettuale.

1. L'ingegno di Don Bosco e la sua prodigiosa memoria.

2. Importanza e fine dell'educazione intellettuale.

3. Scuole in funzione di vita.

4. Scuole domenicali e serali.

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5. Scuole elementari, diurne ed estive.



6. Scuole interne per gli studenti.

7. Scuole professionali interne.

8. Non svilire il lavoro.

9. La preparazione dei maestri.

10. Libri e testi adatti.

a) « Biblioteca della Gioventù Italiana ».

b) « Selecta ex scriptoribus latinis Cbristianis

c) I vocabolari.

d) La Collana Drammatica.

11. Don Bosco, scrittore-educatore.

12. Gli scritti di Don Bosco e i loro pregi.

a) « La Storia d’Italia ».

b) « La Storia Ecclesiastica ».

c) « La Storia Sacra ».

d) « Le Letture Cattoliche ».

13. Don Bosco, formatore di scrittori.

Capitolo IV. L’educazione sociale.

1. Vita di collegio, vita di famiglia.

a) Il pensiero di Don Bosco.

b) Valore sociale della vita di collegio.

c) Spirito di economia e di risparmio.

d) Paternità di Don Bosco.

e) Spirito di famiglia degli Ex-Allievi.

2. Educazione sociale dei primi collaboratori.

3. Le Compagnie Religiose.

4. Società di mutuo soccorso.

5. Relazioni sociali.

a) Compagni cattivi.

b) Compagni buoni.

c) Apostolato sociale.

d) Il fattore sociale del gioco.

6. La buona educazione.

a) Dovere di essere ben educati.

b) Don Bosco, perfetto gentiluomo.

c) Urbanità dei Superiori e degli educatori.

Capitolo V. L’educazione morale.

1. Formazione della coscienza.

a) Gli insegnamenti del Padre.

b) Formazione al senso del dovere.

c) Formazione al senso della responsabilità.

2. Formazione del cuore.

a) Come la voleva Don Bosco.

b) Un pericolo.

c) Distacco dalle cose.

d) Santo amore fraterno.

3. Formazione della volontà.

a) Come la voleva Don Bosco.

b) Mezzi per la formazione della volontà.

1) Mortificare la volontà

2) Vincere il rispetto umano.

3) Frenare l’indole.

4) Soggiogare le passioni.

5) Pensare, parlare, agire rettamente.

c) Scritti e parole di Don Bosco intorno alla formazione della volontà.

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4. Formazione alla virtù.



a) Abiti buoni e virtù.

b) Virtù particolari.

1) L’obbedienza.

2) L’umiltà.

3) La moralità degli educandi.

I. Purezza, Grazia, Santità.

II. Preziosità della virtù angelica.

III. Bruttezza del peccato contrario alla purezza.

IV. Mezzi per coltivare la moralità tra i giovani.

A. L’assistenza.

B. L’occupazione continua.

C. La mortificazione del cuore e dei sensi.

D. La preghiera.

E. La frequenza ai Sacramenti.

V. Contro lo scandalo.

A. L’allontanamento degli scandalosi.

B. Prassi di Don Bosco contro gli scandalosi.

C. Correzione pubblica.

D. Come impedire lo scandalo.

5. Formazione del carattere.

6. Formazione della personalità.

Capitolo VI. L’educazione religiosa.

1. Valore educativo della religione nel pensiero di Fon Bosco.

2. Istruzione religiosa.

3. Religione e Pietà.

4. Il santo timor di Dio.

5. Le pratiche religiose, a) I Santi Sacramenti.

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b) La Confessione.

1) Sua necessità.

2) Il Confessore stabile e la direzione spirituale.

3) Efficacia educativa della confessione.

4) Norme ai confessori e agli educatori.

c) La Comunione.

d) La Santa Messa e la visita al SS. Sacramento.

e) La devozione alla SS. Vergine.

/) La devozione al Papa.

g) L’imitazione dei Santi.

h) L’Esercizio della Buona Morte.

i) Ritiri Spirituali.

I) Il ciclo delle ricorrenze religiose.

6. Il soprannaturale nel!educazione.

Capitolo VII. L’educazione per la vita.

1. L'orientamento professionale.

a) Sua natura.

b) Fattori e mezzi dell’orientamento professionale.

2. La vocazione.

a) La vocazione, chiamata divina.

b) Obbligo di seguire la vocazione.

c) Mezzi per conoscere la vocazione.

d) Necessità di una guida in fatto di vocazione.

e) Libertà nella scelta dello stato.

Conclusione.



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