Saggezza come stile di vita nel pensiero di Raimon Panikkar



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Opere di Raimon Panikkar

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Conferenza “Ambiguità della scienza”, Città di Castello (PG), pro manuscripto.

Conferenza di Milano, Università Bicocca, 4 marzo 2004 (cui è seguito un incontro-dibattito con il pubblico).

“Deità e riflessione filosofica”, in R. Panikkar ed al., Quaderni di psicoterapia infantile, n° 21, Borla, Roma, pp. 28-100.

“Economia e senso della vita”, in R. Panikkar ed al., Come sopravvivere allo sviluppo, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1997, pp. 7-36.



Il “daimon” della politica: agonia e speranza, Centro editoriale dehoniano, Bologna, 1994.

The intra-religious Dialogue, Tavertet (Barcelona) [tr. it. Il dialogo intrareligioso, Cittadella, Assisi (PG), 1988].

El silencio del Dios, Guardiana de publicaciones, S.A., Madrid, 1970 [tr. it. Il silenzio di Dio. La risposta del Buddha, Borla s.r.l., Roma, 19922].

“Instead of a Foreword: An Open Letter”, in D. Veliath, Theological Approach and Understanding of Religions. Jean Daniélou and Raimundo Panikkar: a Study in Contrast, Kristu Jyoti College, Bangalore, 1988, pp. V-XIV.



The Vedic Experience – Mantramanjari, 1977 [tr. it. I Veda. Mantramanjari. Testi fondamentali della rivelazione vedica, voll. 2, RCS Libri s.p.a., Milano, 2001].

“L’arte dell’impossibile” in R. Panikkar ed al., Reinventare la politica, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1995, pp. 127-147.



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“La fede non è un’ideologia. Simbolica cristiana ed esperienza religiosa”, in AA.VV., Il centro è il confine. Interviste su cristianesimo e modernità, servitium, Gorle (BG), 2002, pp. 17-33.

“La filosofìa como estilo de vida”, in “Anthropos” 53-54 (1985), pp. 12-15 (traduzione dall’inglese di “Philosophy as Lyfe-Style” rivista dall’A.).

“La fine della storia: la triplice struttura della coscienza umana del tempo”, in R. Panikkar ed al., Quaderni di psicoterapia infantile, n° 10, Borla, Roma, pp. 17-109.



La nova innocencia [tr. it. La nuova innocenza, voll. 3, CENS s.r.l., Milano, 1993, 1994, 1996].

La pienezza dell’uomo. Una cristofania, Jaca Book s.p.a., Milano, 20002.

La realtà cosmoteandrica, Jaca Book s.p.a., Milano, 2004.

La torre di Babele. Pace e pluralismo, Cultura della pace, San Domenico di Fiesole (FI), 1990.

“La visione cosmoteandrica: il senso religioso emergente del terzo millennio”, in R. Caporale (a cura di), Vecchi e nuovi Dei, Valentino, Torino, 1976, pp. 521-544.

“La vittoria non porta mai alla pace”, in R. Panikkar ed al., Pace e disarmo culturale, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1987, pp. 5-24.

L’incontro indispensabile. Dialogo delle religioni, Jaca Book s.p.a., Milano, 2001.

“Logomitìa e pensiero occidentale”, in AA.VV., Rosmini e l’Illuminismo, Atti del XXI corso della “Cattedra Rosmini”, Centro internazionale di Studi Rosminiani, Stresa, 1987, pp. 63-79.



Maya e Apocalisse. L’incontro dell’induismo e del cristianesimo, Abete, Roma, 1966.

Myth, Faith and Hermeneutics, 1979 [tr. it. Mito, fede ed ermeneutica, Jaca Book s.p.a., Milano, 2000].

Pace e interculturalità. Una riflessione filosofica, Jaca Book s.p.a., Milano, 2002.

“Per una lettura transculturale del simbolo”, in R. Panikkar ed al., Quaderni di psicoterapia infantile, n° 5, Borla, Roma, pp. 35-123.

“Politica e interculturalità” in R. Panikkar ed al., Reinventare la politica, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1995, pp. 3-30.

Prologo a J. M. Velasco, El fenómeno místico. Estudio comparado (parti terza e quarta), Editorial Trotta SA, Madrid, 1999 [tr. it. Il fenomeno mistico. Struttura del fenomeno e contemporaneità, vol. 2, Jaca Book s.p.a., Milano, 2003, pp. 9-14].



Saggezza stile di vita, Cultura della pace, San Domenico di Fiesole (FI), 1993.

La trinidad y la experiencia religiosa, Tavertet (Barcelona) [tr. it. Trinità ed esperienza religiosa dell’uomo, Cittadella, Assisi (PG), 1989].

“Verità-Errore-Bugia-Esperienza psicoanalitica”, in R. Panikkar ed al., Quaderni di psicoterapia infantile, n° 13, Borla, Roma, pp. 14-34.

R. Panikkar ed al., Pace e disarmo culturale, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1987.

Id., Pensare la scienza, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 2004.

R. Panikkar ed al., “Federalismo o pluralismo?”, in Id., Pace e disarmo culturale, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1987, pp. 181-186.

R. Panikkar-L. Cortesi, “La formica e l’elefante”, in Id., Pace e disarmo culturale, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 1987, pp. 147-153.



Opere su Raimon Panikkar

C. Baroncelli, “Limiti delle religioni. Verità e senso”, 1999, visibile in internet all’indirizzo http://www.estovest.net/ml/archivio/1999/novembre/006.htm.

C. Brutti, “Panikkar visto da vicino”, in “l’altrapagina”, n° 3, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), 2001, pp. 22-23.

E. Cacchione, “Intervista-Colloquio con Raimon Panikkar”, 2001, visibile in internet all’indirizzo http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/raimonpanikkar/colloquiopa.htm.

S. Calza, La contemplazione. Via privilegiata al dialogo cristiano-induista, Figlie di San Paolo, Milano, 2001.

A. Chieregatti, “Un’amicizia contagiosa”, in “l’altrapagina”, n° 3, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), 2001, pp. 27-28.

F. Comina, “Disarmare la ragione armata. Raimon Panikkar, uno dei più grandi pensatori viventi, a un convegno in Italia”, visibile in internet all’indirizzo http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/raimonpanikkar/comina.htm.

J. Dupuis [tr. it. dall’inglese, Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso, Queriniana, Brescia, 20034].

F. Gentiloni, “Contro il pensiero unico”, visibile in internet all’indirizzo http://www.ilmanifesto.it/g8/versogenova/3b52d72058754.html.

F. Gentiloni, “Panikkar, tra oriente e occidente”, 2001, visibile in internet all’indirizzo http://www.cestim.it/rassegna%20stampa/01/01/27/cultura-panikkar.htm.

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Id., “Un affascinante percorso alla scoperta di Gesù”, in “l’altrapagina”, n° 3, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), 2001, pp. 24-25.

Id., “Un artista del dialogo”, in “l’altrapagina”, n° 3, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), 2001, pp. 25-26.

Id., “L’arte di saper ascoltare”, in “l’altrapagina”, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), ottobre 2001, pp. 27-28.

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B. Sebaste, “La sfida del monaco”, visibile in internet all’indirizzo http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/010928c.htm.

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Intervista a Raimon Panikkar “Non devo difendere la mia verità ma viverla”, visibile in internet all’indirizzo http://www.altrapagina.it/public/ingrandimento_articolo.php?ID_Articolo=294.



Altre opere

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Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1992.

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Sentenza del Tribunale Permanente Dei Popoli, visibile su internet all’indirizzo http://www.grisnet.it/filb/nicarit.PDF.

N. Abbagnano, Dizionario di filosofia, TEA, Milano, 19931.

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Id., L’épreuve ou le tout petit livre de la divine douceur, Desclée de Brouwer, Paris, 1998 [tr. it. Il corpo alla prova o della divina tenerezza, servitium, Gorle (BG), 2000].

M. Cacciari, “Credere di non credere. Paradossi della filosofia e del cristianesimo”, in AA.VV., Il centro è il confine. Interviste su cristianesimo e modernità, servitium, Gorle (BG), 2002, pp. 15-33.

C. Cuenot, Teilhard de Chardin, Il Saggiatore, Milano, 1964.

R. Descartes, Discours de la méthode (a cura di E. Gilson) [tr. It. Discorso sul metodo, RCS Libri s.p.a., Milano, 1996].

H. Diels, I Presocratici. Testimonianze e frammenti, Gius. Laterza e Figli s.p.a., Roma-Bari.

A. Drago ed al., “Scienza, tecnologia, potere” in Pensare la scienza, l’altrapagina, Città di Castello (PG), 2004

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Giovanni Paolo II, Lettera enciclica “Redemptoris missio”, 1990.

G. Giuliano, “Sulla verità”, estratto da Teologia e vita, n° 2, Quaderni dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “G. Duns Scoto” di Nola (NA).

J. et H. Goss, La non-violence, c’est la vie, Editions du Cerf, Paris, 1981 [tr. it. La nonviolenza è la vita, Cittadella, Assisi, 1984].

Jin Si Yan-M. Bellet, Le Reve, Desclée de Brouwer, Paris, 1999 [tr. it. Il sogno, servitium, Sotto il Monte (BG), 2000].

L. Mazzocchi e A. Tallarico, Il vangelo e lo zen. Dialogo come cammino religioso, Centro editoriale dehoniano, Bologna, 1994.

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Platone, Tutti gli scritti, Bompiani, Milano, 2000, p. 1820.

Plotino, Breviario, Rusconi Libri s.r.l., Milano, 1997.

Radhakrishnan, Indian Philosophy, voll. 2, George Allen & Unwin Ltd., London, 1923 [tr. it. La filosofia indiana, voll. 2, Asram Vidya, Roma, 1993].

A. Rossi, Il mito del mercato, l’altrapagina s.r.l., Città di Castello (PG), 2002.



Teilhard de Chardin, Le phénomène humain, Éditions du Seuil, Paris, 1955 [tr. it. Il fenomeno umano, Queriniana, Brescia, 20012].

1 Al fine di non appesantire la lettura, si è preferito segnalare nelle note che seguiranno il riferimento del solo testo da cui si cita (spesso in traduzione italiana), riportando in bibliografia i riferimenti per esteso. Le traduzioni riportate nel testo o in nota (ove non diversamente specificato) sono di chi scrive.

2 R. Panikkar ed al., “Federalismo o pluralismo?”, p. 185.

3 Sentenza del Tribunale Permanente Dei Popoli.

4 Per una presentazione puntuale della letteratura inerente lo stato della questione si può far riferimento alla bibliografia finale.

5 All’epoca in cui Marsilio Ficino scrive ha ancora pieno vigore la teoria dell’anima mundi, che ci parla della terra come di un organismo vivo; mito per il quale non solo pure le pietre hanno un’anima (ciò che qualcuno chiama energia, come Panikkar non manca di annotare), ma la terra nel suo insieme è un animale, un essere animato. Cfr. ad esempio Platone, Timeo, XXXIV ed anche Plotino, Enneadi, IV 3, 4, cit. in Breviario, p. 32: «L’anima dell’universo è simile all’anima di un grande albero che, senza fatica e in silenzio, governa la pianta». Per Marsilio Ficino il mondo è «un animale, anzi il più perfetto» (Sulla vita, III, 2, p. 193), è «ovunque vivo» perché «da ogni parte genera da sé esseri viventi» (Sulla vita, III, 3, p. 197) e questa vita non risparmia le pietre, i metalli, i denti e le ossa (Sulla vita, III, 11, pp. 220-221). Del resto, «chi è sì semplice che dica la parte vivere, e il tutto non vivere? Vive adunque tutto il corpo del Mondo. [...] Chi negherà viver la Terra, e la Acqua, le quali danno vita agli animali generati da loro?» (Sopra lo amore ovvero Convito di Platone, p. 92).

6 Non è un caso che, ai nostri giorni, lo slogan più alla moda del neoliberismo (che non conosce nient’altro che “produttori” e “consumatori”) sia “bisogna sapersi vendere”, che, come osserva Bellet (“L’economia in un vicolo cieco”, p. 16), è il motto della prostituzione.

7 Panikkar non demonizza né rifiuta senza appello la scienza moderna e tutti i suoi risultati, e al tempo stesso non indulge ingenuamente all’idealizzazione di un fiabesco mondo orientale – contrapposto a quello occidentale – in cui tutti si amano e sono felici: «La cultura dell’Occidente deve essere ammirata per la ricchezza, la varietà e il senso di autocritica che la contraddistingue e che autorizza molte speranze. [...] Anche l’Oriente è in crisi». A. Rossi, sintesi dell’intervento di Panikkar al convegno “Pensare la scienza”, p. 25. Panikkar aveva già messo in evidenza la reciprocità del senso di insoddisfazione a livello planetario: «Le direzioni emergenti sono complementari in modo sorprendente: il ricco cerca la povertà e il povero la ricchezza; colui che è tecnicamente progredito cerca la salvezza spirituale, e colui che è spiritualmente progredito cerca soluzioni tecniche. Il Salvatore, il Messia è sempre una figura esogena, viene sempre da fuori. Interpreteremmo in modo errato l’attrattiva esercitata dalle religioni orientali sull’Occidente se trascurassimo l’attrattiva che le religioni occidentali rappresentano per l’Oriente». R. Panikkar, “La visione cosmoteandrica: il senso religioso emergente del terzo millennio”, p. 543.

8 R. Panikkar, “Politica e interculturalità”, pp. 19-20.

9 «La democratizzazione della coscienza moderna, il livellarsi della struttura gerarchica dell’universo distrugge il credo che la salvezza o la realizzazione sia un privilegio. L’Uomo vuole il compimento della vita non solo qui ed ora per pochi eletti, ma per tutti. Questo significa che sta ora emergendo un nuovo mito per cui la pienezza della vita o, più semplicemente, il suo significato, deve essere raggiunto non solo in questo mondo, come i mistici hanno sempre proclamato, ma per tutti, in senso egualitario. Questa salvezza, intesa come compimento umano, non può essere legata, o appartenere, a una razza, a una cultura, o a una religione. La coscienza moderna sente che il raggiungimento della salvezza deve essere universale, alla portata di ognuno». R. Panikkar, “La fine della storia: la triplice struttura della coscienza umana del tempo”, p. 85. Un ulteriore esempio, tratto da un’esperienza personale che Panikkar riporta spesso, e che potrà aiutarci a chiarire la questione, è il seguente: «Il cugino di un mio studente, negli anni ’70, da buon rivoluzionario andò in Africa a insegnare ai bambini. Siccome era già sufficientemente prevenuto dai suoi professori, non voleva essere colonialista, insegnare a quella gente tutte le nostre scienze, le nostre conoscenze. L’unica cosa veramente neutra era la ginnastica. In questa maniera non si sentiva colonialista, tutti erano contentissimi e anche lui era felice. Un bel giorno arriva con una scatola di cioccolatini in un gruppo di 9 o 10 bambini, spiega loro che al “tre” devono correre per arrivare all’albero che si trova a 150 metri. Lui conta: uno, due, tre… e tutti i bambini spontaneamente si danno la mano e corrono insieme. Questa è la solidarietà, questa è la vita normale, questo è il cuore umano, questa è la natura dell’essere umano, quando non è caduto nell’isolamento dell’individualismo che ci obbliga ad essere egoisti per sopravvivere». Id., “Economia e senso della vita”, p. 21.

10 Id., La torre di Babele, p. 140.

11 A. Rossi, Pluralismo e armonia, p. 22. Val la pena soffermarsi sul fatto che se si pone la ragione come lo strumento più adeguato alla conoscenza della realtà, l’unico risultato sarà che, al termine dell’indagine, la realtà apparirà come qualcosa di esclusivamente razionale. Non potrebbe essere diversamente: con questa impostazione, tutto ciò che eccede la limitata sensibilità dello strumento scelto non potrà essere da questi rilevato. Tutto ciò che vedo con chiarezza è certamente vero. Questo è un criterio corretto, ma non va assolutizzato: «Perché devo infatti affermare che la verità è solo ciò che io posso accettare come vero? Chi ci dice che la verità non ci sorpassa o che la nostra mente (mens) è la misura di ogni cosa invece che lo specchio (la riflessione) della “misurabilità” dell’essere? E perché, poi, dovrei accettare solo ciò che mi si presenta in modo chiaro e distinto? Forse che la mia mente è sensibile solo all’evidenza razionale? Io devo – naturalmente – accettare come chiaro e distinto ciò che io vedo chiaramente e distintamente; né d’altronde sono tenuto ad accettare come evidente ciò che non mi appare come tale; ma perché dopo tutto dovrei rifiutare ciò che ascolto, per esempio, o ciò che vedo con minore evidenza? Non lo accetterò come “chiaro”, ma potrò sempre accettarlo nel modo in cui mi viene offerto. E non può darsi il caso che precisamente le cose “supreme” e le più importanti siano al di là del campo visivo proprio al mio occhio nudo e limitato? Se io identifico la verità con ciò che vedo chiaramente come vero, io escludo con questo atto tutto quanto sta al di sopra o al di sotto o al di là di un elemento particolarissimo della mia facoltà conoscitiva, della mia ragione». R. Panikkar, Maya e Apocalisse, pp. 56-57.

12 R. Panikkar, L’esperienza filosofica dell’India, p. 94.

13 Id., “Economia e senso della vita”, p. 20.

14 «». CLEM. ALEX. strom. VI 23, [II 440, 12], in H. Diels, I Presocratici. Testimonianze e frammenti, p. 271.

15 R. Panikkar, “Per una lettura transculturale del simbolo”, p. 56.

16 Id., trascrizione della conferenza “Ambiguità della scienza”, p. 7. Cfr. Id., La pienezza dell’uomo. Una cristofania, p. 38: «Il tutto non è la somma delle sue parti. E ci dobbiamo guardare bene dal dire “uguali”, perché cadremmo allora nel pensiero algebrico o meramente calcolatore. Per esempio, 3 = 1 + 1 + 1, ma questa equazione non può essere applicata alla Trinità». Questa critica di Panikkar non implica un rifiuto netto e totale del metodo scientifico, né il disconoscimento dei suoi risultati positivi o della sua validità per scopi particolari; se pur Panikkar critica la gravitazione come “legge”, prescrittiva per la realtà, non propone certo una filosofia che neghi la caduta dei gravi. Su questo tema, cfr. Radhakrishnan, La filosofia indiana, vol. II, pp. 817-818: «Logica e scienza, filosofia e religione sono in intima relazione. [...] Anche se la fisica e la metafisica sono chiaramente distinte e non possono essere confuse, tuttavia uno schema filosofico deve essere in armonia con i risultati della scienza naturale. Ma estendere all’universo in genere ciò che vale nel mondo fisico equivarrebbe a commettere l’errore della metafisica scientifica. [...] I mezzi della natura non possono generare la coscienza. Non possiamo ridurre la natura alla coscienza e viceversa, come tentano di fare la metafisica scientifica e psicologica. La realtà non appare soltanto nella scienza e nella vita umana, ma anche nell’esperienza religiosa. [...] Nessuno schema dell’universo può essere considerato completo se non comprende i diversi aspetti della logica e della fisica, della psicologia e dell’etica, della metafisica e della religione. [...] La nostra conoscenza dell’universo è cresciuta enormemente sotto la guida delle scienze naturali, e non possiamo permetterci di essere soddisfatti di una visione ristretta della vita. I futuri sforzi di costruzione filosofica dovranno riferirsi ai recenti progressi della scienza naturale e della psicologia».

17 R. Panikkar, “Politica e interculturalità”, pp. 9-10.

18 Id., L’esperienza filosofica dell’India, pp. 109-110.

19 Id., Il daimôn della politica, pp. 26-27.

20 «Se la realtà è realtà non permette che io mi stacchi da essa per vederla o per ritornarci sopra». Id., “Politica e interculturalità”, p. 25.

21 Id.,


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