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Circolare n. 1/2012 del 23/01/2012

Gentile Cliente,

con la presente desideriamo informarla delle novità nel Decreto Legge 06/12/2011, n. 201 manovra “SALVA ITALIA”. Lo Studio Bafunno propone un riassunto del presente D.L.

AIUTO ALLA CRESCITA ECONOMICA (ACE)

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 2011, per incentivare il finanziamento delle imprese con capitale proprio, è introdotta una deduzione dal reddito d’impresa pari al “rendimento nozionale” del nuovo capitale proprio.

Tale rendimento corrisponde all’importo risultante dall’applicazione, all’incremento del capitale proprio rispetto a quello esistente al 31.12.2010, di un’aliquota individuata con apposito Decreto da emanare entro il 31.1 di ogni anno.

Per il primo triennio (2011 – 2013) tale aliquota è fissata nella misura del 3%.

Il capitale proprio di riferimento, da raffrontare con quello delle successive annualità ai fini della determinazione degli incrementi agevolabili, è rappresentato dal patrimonio netto al 31.12.2010 al netto dell’utile 2010. L’agevolazione in esame, che presenta molti aspetti in comune con la precedente “DIT”, è riconosciuta anche alle ditte individuali, alle snc e sas in contabilità ordinaria.

Le imprese che entro il 31.12.2011 hanno aumentato il loro patrimonio netto potranno usufruire dell’incentivo già nel versamento Ires Irpef di giugno 2012. Ad esempio una società che ha aumentato il capitale di euro 100.000 a seguito di un versamento dei soci, potrà operare una variazione in diminuzione del reddito di euro 3.000 e con un risparmio di imposta Ires (27,5%) di euro 825 pari allo 0,825%. Difficilmente la capitalizzazione d’azienda sarà dettato da una convenienza fiscale in considerazione dei più vantaggiosi rendimenti oggi esistenti.



DEDUCIBILITÀ IRAP RELATIVA AL COSTO DEL LAVORO

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 2012 è possibile dedurre dal reddito d’impresa l’IRAP riferita alla quota imponibile del costo del personale dipendente ed assimilato al netto delle deduzioni ex art. 11, commi 1, lett. a), 1-bis, 4-bis e 4- bis1, D.Lgs. n. 446/97.

Tale deduzione:


  • spetta ai soggetti che determinano la base imponibile IRAP quale differenza tra componenti positivi e negativi del valore della produzione, ossia:

  • società di capitali ed enti commerciali;

  • società di persone e imprese individuali;

  • esercenti arti e professioni, in forma individuale e associata;

  • banche, società finanziarie e imprese di assicurazione;

  • va effettuata secondo il principio di cassa (imposta pagata).

DEDUZIONE IRAP PER DONNE E GIOVANI

Dal 2012 la deduzione IRAP per ciascun dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta ai sensi dell’art. 11, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 446/97 è aumentata:



  • da € 4.600 a € 10.600 se il dipendente è di sesso femminile o di età inferiore a 35 anni;

  • da € 9.200 a € 15.200 se il dipendente è di sesso femminile o di età inferiore a 35 anni ed è impiegato in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia.

RATEIZZAZIONE DEBITI TRIBUTARI

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Con riguardo alla rateazione delle somme dovute a seguito dei controlli automatizzati e formali delle

dichiarazioni ex art. 3-bis, D.Lgs. n. 462/97, già oggetto di intervento ad opera del DL n. 70/2011:


  • è stato soppresso l’obbligo di prestare un’idonea garanzia precedentemente previsto qualora l’importo complessivo delle rate successive alla prima fosse superiore a € 50.000.

Di conseguenza, ora, il pagamento di quanto dovuto può essere effettuato in un numero massimo di 6 rate trimestrali o, se superiore a € 5.000, in un numero massimo di 20 rate trimestrali, senza necessità di prestare alcuna garanzia.

  • è previsto che il versamento delle rate successive alla prima entro il termine di pagamento della rata successiva (versamento tardivo), ancorché non comporti la decadenza dalla rateazione, determina l’iscrizione a ruolo, a titolo definitivo, della sanzione pari al 30% dell’importo della rata versata in ritardo e degli interessi legali. L’iscrizione a ruolo non è eseguita se il contribuente si avvale del ravvedimento operoso entro il termine di pagamento della rata successiva;

  • sono applicabili anche all’ipotesi di tardivo versamento delle rate successive le disposizioni di cui al comma 5 del citato art. 3-bis in materia di notificazione delle cartelle di pagamento conseguenti all’iscrizione a ruolo connessa all’omesso pagamento della prima rata o delle rate successive alla prima oltre il termine di pagamento della rata successiva (che comporta la decadenza della rateazione). Pertanto, la notificazione è effettuata entro il 31.12 del secondo anno successivo a quello di scadenza della rata non pagata ovvero pagata in ritardo.

Le novità in esame riguardanti la soppressione della prestazione della garanzia nonché le

conseguenze del tardivo versamento delle rate successive alla prima si applicano anche:



  • alle somme da versare in relazione ai redditi soggetti a tassazione separata;

  • alle rateazioni in corso al 28.12.2011.

NOVITÀ IN MATERIA DI STUDI DI SETTORE

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Con riferimento alle dichiarazioni relative al 2011 e annualità successive, a favore dei contribuenti soggetti agli studi di settore che:



  • assolvono regolarmente gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;

  • risultano congrui, anche a seguito di adeguamento;

  • risultano coerenti agli specifici indicatori previsti dallo studio di settore; è previsto il riconoscimento dei seguenti benefici:

  • preclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici ex art. 39, comma 1, lett. d), secondo periodo, DPR n. 600/73 e art. 54, comma 2, ultimo periodo, DPR n. 633/72;

  • riduzione di 1 anno dei termini di decadenza per l’attività di accertamento ex art. 43, comma 1, DPR n. 600/73 e art. 57, comma 1, DPR n. 633/72;

  • determinazione sintetica del reddito ex art. 38, DPR n. 600/73 solo se il reddito complessivo accertabile eccede di almeno 1/3 quello dichiarato.

È altresì disposto che i contribuenti soggetti agli studi di settore che:

  • non soddisfano le 3 condizioni sopra riportate (che consentono di fruire dei nuovi benefici) saranno oggetto di specifici piani di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate e della GdF;

  • risultano non congrui e sono privi di un c/c dedicato all’attività professionale / d’impresa saranno oggetto di controlli svolti prioritariamente con l’utilizzo dei poteri istruttori di cui all’art. 32, comma 1, nn. 6-bis e 7, DPR n. 600/73, e all’art. 51, comma 2, nn. 6-bis e 7, DPR n. 633/72.

IMU

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

L'istituzione dell'IMU è anticipata, in via sperimentale, a decorrere dall'anno 2012. La nuova tassa sostituisce l’ICI nonché l’IRPEF (e relative addizionali) dovute sugli immobili non locati. Per calcolare la base imponibile – come già per l’ICI – si guarda al valore catastale per i fabbricati ed i terreni, per le aree fabbricabili si fa riferimento al valore di mercato al 1 gennaio dell’anno di imposizione.

La struttura relativa agli immobili urbani è la seguente.

La base imponibile (Art. 13, cc. 3-5) è costituita applicando i seguenti moltiplicatori all'ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1.01 dell'anno di imposizione, rivalutate del 5%:

- 160 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/10;

- 140 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale B e nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

- 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale A/10;

- 80 per i fabbricati classificati nella categoria catastale D/5;

- 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione dei fabbricati classificati nella categoria catastale D/5 (tale moltiplicatore è elevato a 65 a decorrere dal 1.01.2013);

- 55 per i fabbricati classificati nella categoria catastale C/1.

• L'aliquota (Art. 13, cc. 6-9) di base dell'imposta è pari allo 0,76%. I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, l'aliquota di base sino a 0,3 punti percentuali.

ABITAZIONE PRINCIPALE

L'aliquota è ridotta allo 0,4% per l'abitazione principale e per le relative pertinenze (massimo 1 pertinenza per categoria catastale). I Comuni possono modificare, in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino a 0,2 punti percentuali.



DETRAZIONE IMU PER ABITAZIONE PRINCIPALE

Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo e per le relative pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00 rapportati al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica. Per gli anni 2012 e 2013 la detrazione è maggiorata di € 50,00 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, purché dimorante abitualmente e residente anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L’importo complessivo della maggiorazione, al netto della detrazione di base, non può superare l’importo massimo di € 400,00.



PRELIEVO SU SCUDO FISCALE

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Le attività finanziarie oggetto di emersione (art. 13-bis D.L. 78/2009 e artt. 12 e 15 D.L. 350/2001) sono soggette a un’imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille. Per gli anni 2012 e 2013 l’aliquota è stabilita, rispettivamente, nella misura del 10 per mille e del 13,5 per mille.

Gli intermediari provvedono a trattenere l’imposta dal conto del soggetto che ha effettuato l’emersione o ricevono provvista dallo stesso contribuente, e procedono al versamento, entro il 16.02 di ciascun anno, con riferimento al valore delle attività ancora segretate al 31.12 dell’anno precedente. Per il solo versamento da effettuare nel 2012 il valore delle attività segretate è quello al 6.12.2011. Gli intermediari segnalano all’Agenzia delle Entrate i contribuenti nei confronti dei quali non è stata applicata e versata l’imposta. Nei confronti dei predetti contribuenti l’imposta è riscossa mediante iscrizione a ruolo. Per l’omesso versamento dell’imposta si applica una sanzione pari all’importo non versato. Per le attività finanziarie oggetto di emersione che, alla data del 6.12.2011, sono state, in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto della procedura di emersione, ovvero comunque dismesse, è dovuta, per il solo anno 2012, una imposta straordinaria pari al 10 per mille.

TASSAZIONE PER AUTO DI LUSSO, IMBARCAZIONI E AEROMOBILI

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Super bolloauto

Il c.d. “super bollo”, introdotto dall’art. 23, comma 21, DL n. 98/2011, per le autovetture e autoveicoli per il trasposto promiscuo di persone, a decorrere dal 2012, è dovuto se la potenza è superiore a 185 Kw nella misura di € 20 per ciascun kW eccedente i 185. Tale tassa:


  • non è dovuta decorsi 20 anni dalla data di costruzione del veicolo;

  • è dovuta in misura ridotta a seconda della data di costruzione del veicolo (60% dopo 5 anni dalla costruzione, 30% dopo 10 anni dalla costruzione, 15% dopo 15 anni dalla costruzione).

Imbarcazioni

È istituita, dall’1.5.2012, la tassa annuale di stazionamento a carico dei proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio o utilizzatori a titolo di leasing di unità da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, calcolata per ogni giorno o frazione di esso



Aeromobili

È istituita un’imposta erariale a carico dei proprietari, usufruttuari, acquirenti con patto di riservato dominio o utilizzatori in leasing di aeromobili privati di cui all’art. 744, Codice della navigazione, immatricolati nel registro aereonautico nazionale.



PATRIMONIALE SU IMMOBILI E ATTIVITÀ FINANZIARIE ESTERI

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 2011 è introdotta un’imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti. La nuova imposta:

• è a carico del proprietario dell’immobile ovvero del titolare di altro diritto reale sullo stesso;

• è dovuta in misura proporzionale alla quota e ai mesi di possesso, tenendo presente che il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno 15 giorni è computato per intero;

• è pari allo 0,76% del valore degli immobili.

Il valore dell’immobile è individuato nel costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, nel valore di mercato rilevabile nel luogo in cui lo stesso è situato.

Dal 2011 è istituita altresì un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti. La nuova imposta:

• è dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione;

• è pari all’1‰ per il 2011 e il 2012, e all’1,5‰ dal 2013, del valore delle attività finanziarie.

Il valore dell’attività finanziaria è costituito dal valore di mercato, rilevato al 31.12 di ciascun anno nel luogo in cui è detenuta, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso. Dalle predette imposte è deducibile, fino a concorrenza, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata allo Stato in cui in cui è ubicato l’immobile / sono detenute le attività finanziarie.

Il versamento delle nuove imposte va effettuato entro il termine previsto per il saldo IRPEF (16.6 o 16.7.2012 con la maggiorazione dello 0,40%).

IMPOSTA DI BOLLO STRUMENTI FINANZIARI

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 1.1.2012 scompare il bollo progressivo sui depositi titoli. Al suo posto viene istituito un prelievo proporzionale esteso a tutti i prodotti finanziari (azioni, obbligazioni, buoni postali, fondi comuni e polizze assicurative a contenuto finanziario, pronti contro termine), pari allo 0,10% (non si applicherà soltanto ai fondi pensione e ai fondi sanitari).

L’aliquota del prelievo sarà innalzata allo 0,15% per l’anno 2013. Per gli estratti conto, inviati dalle banche ai clienti, nonché estratti di conto corrente postale e rendiconti dei libretti di risparmio, anche postali, per ogni esemplare con periodicità annuale, si applica l’imposta di bollo pari a: (i) € 34,20 se il cliente è persona fisica (sempreché il valore medio di giacenza annuo sia complessivamente superiore a € 5.000,00); (ii) € 100,00 se il cliente è soggetto diverso da persona fisica.

UTILIZZO DI CONTANTE

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 6.12.2011 le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore (art. 49, cc. 1, 5, 8, 12 e 13, D. Lgs. 231/2007), sono applicate all’importo di 1.000 euro. L’utilizzo del contante è ammesso quindi fino a 999,99 euro. Gli assegni bancari e postali di importo pari o superiori a 1.000 euro devono riportare il nome del beneficiario e la clausola “non trasferibile”.

L’adeguamento dei libretti al portatore alla nuova soglia potrà essere effettuato entro il 31.03.2012. Non costituisce infrazione la violazione delle disposizioni commessa nel periodo dal 6.12.2011 al 31.01.2012 e riferita alle limitazioni di importo introdotte dalla nuova disposizione.

L’inosservanza delle norme di cui sopra è soggetta ad una sanzione amministrativa tra l’1 e il 40% dell’importo con un minimo di 3.000 euro. Per i trasferimenti oltre 50.000 euro l’importo minimo è quintuplicato. Per le violazioni che riguardano libretti al portatore, la sanzione varia dal 10 al 20% del saldo stesso. Per quelli con saldo inferiore a 3.000,00 euro la sanzione è pari al saldo del libretto stesso.



DETRAZIONE 36%

(D.L. n. 201 del 6 Dicembre 2011)

Dal 1.01.2012 diventa definitiva l’agevolazione relativa alla detrazione del 36% per le spese sul recupero edilizio.

Resta invariato il tetto dei 48.000 euro per unità immobiliare e la detrazione in 10 anni. Soppressa la possibilità del frazionamento in 5 anni per i contribuenti con età superiore ai 75 anni. Nell’ipotesi di cessione dell’immobile, la detrazione passerà all’acquirente, salva diversa pattuizione fra le parti.

Diventa strutturale anche la detrazione 36% che spetta nel caso di interventi di restauro e risanamento non conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano, entro 6 mesi dalla data di termine dei lavori, alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile



DETRAZIONE 55%

È prorogata fino al 31.12.2012 la detrazione del 55% delle spese sostenute per la riqualificazione energetica degli edifici. Dal 1.01.2013 le spese per il risparmio energetico potranno beneficiare della detrazione del 36%. La detrazione, pertanto, da tale data non potrà più essere fruita dai soggetti Ires.


Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento e cogliamo l’occasione per porgerVi i nostri più cordiali saluti.


STUDIO BAFUNNO


Articolo a cura dello Staff dello Studio Bafunno

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