Sana gestione, vincoli di finanza pubblica e controlli della Corte dei conti, tra sanzioni e meccanismi elusivi



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Sana gestione, vincoli di finanza pubblica e controlli della Corte dei conti, tra sanzioni e meccanismi elusivi 1

di Tiziano Tessaro

§1.Premessa introduttiva. Sana gestione ,buona amministrazione e principio di buon andamento 1

§2.I controlli sulla sana gestione e il superamento del carattere meramente collaborativo del controllo della Corte dei conti 2

2.1La previsione di controlli interdittivi :l’art. 148 bis, comma 3, del Tuel 3

2.1.1I controlli “cogenti” nella lettura della Corte Costituzionale e della Corte dei conti Sezione Veneto 5

2.2La previsione di controlli sanzionatori 7

2.2.1Le ipotesi previste dalla normativa vigente 7

2.2.2L’ipotesi di mancato funzionamento dei controlli interni e le conseguenti responsabilità. La norma dell’art. 148, comma 4, del Tuel e la nuova previsione dell’art. 33 del D.L. 91/2014 8

2.2.3Sana gestione e controlli sanzionatori. Le ipotesi di responsabilita’ tipizzata e la ricostruzione operata dalla Corte dei conti SS.RR 12/2007/QM 9

2.2.4La distinzione operata dalla Corte dei conti SSRR 12/2011 in seno alle ipotesi di responsabilità amministrativa c.d. tipizzata 10

2.2.5Sana gestione e sanzioni per i mancati tagli alla spesa :la posizione della Corte costituzionale e della Corte dei conti Sezione Veneto 11

§3.Sana gestione e patto di stabilita’: un’antinomia ?Il paradosso della tempestivita’ dei pagamenti 13

3.1L’evoluzione della normativa in tema di pagamenti della P.A. e i nuovi approdi a seguito della legge 89/2014 di conversione del d.l. 66/2014 13

3.2L’ordinanza Corte conti Lombardia 125/2009 e la sentenza Corte costituzionale 37/2011 16

3.2.1La certificazione dei pagamenti e le nuove disposizioni contenute nella legge 89/2014 19

§4.La sana gestione e la sanzionabilita’ dell’elusione del Patto di stabilita’ 20

4.1 I motivi e le conseguenze 20

4.2Le ipotesi concrete di elusione delle regole vincolistiche realizzate attraverso l’utilizzo dello strumento societario 22

4.2.1Considerazioni introduttive 22

4.2.2L’individuazione dei casi 23

4.2.3Le operazioni immobiliari tra ente e società 24

4.2.4Le alienazioni immobiliari infragruppo 24

4.2.5Il caso della fideiussione rilasciata a società 25

4.2.6La realizzazione di opere da parte di un organismo partecipato per conto dell’ente locale 27

4.2.7 Il caso dell’accollo dei debiti della società 27

4.2.8Considerazioni conclusive 28



§1.Premessa introduttiva. Sana gestione ,buona amministrazione e principio di buon andamento


Come noto, una delle conseguenze dell’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea è la richiesta rigorosa osservanza dei vincoli di finanza pubblica ,e segnatamente dell’equilibrio di bilancio, del contenimento dell’indebitamento, del rispetto del Patto di stabilita’ interna :ovverosia di quelli che rappresentano i capisaldi della c.d. sana gestione finanziaria.

Il principio della sana gestione finanziaria trae le proprie origini dall’ambito comunitario (cfr. art. 274 TCE, nonché Regolamento finanziario approvato dal Consiglio in data 25 giugno, pubblicato nella G.U.C.E. L 248 del 16 settembre 2002, n. 1605/02), e fa da endiadi nel nostro ordinamento, quale clausola con una valenza privilegiata, a quello della “buona amministrazione” (cfr. art. 41 della Carta di Nizza), che di esso costituisce un corollario necessario e appare naturalmente collegato al principio di “buon andamento dell’azione amministrativa” (art. 97 della Costituzione):principio che è ora ulteriormente connotato in chiave finanziaria dalla modifica ,operata dalla legge cost. 1/2012, nel corpo del medesimo art. 97 della Cost. ,secondo cui le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilita' del debito pubblico.

In questo rinnovato scenario, in cui il rispetto dei vincoli comunitari e nazionali del patto di stabilità, dell’equilibrio di bilancio e del divieto relativo di indebitamento orientano l’agire pubblico, alla Corte dei conti (ai sensi degli artt. 100, comma 2, e 103, comma 2, della Costituzione) è demandato il compito della verifica del buon utilizzo delle risorse pubbliche, sia sotto il profilo del controllo che della giurisdizione.

L’estensione del controllo a tutte le amministrazioni pubbliche, deriva del resto da una precisa volontà del legislatore della nuova legge 24 dicembre 2012, n. 243 (recante Disposizioni per l'attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell'articolo 81, sesto comma, della Costituzione) di accrescere la dimensione statale della finanza pubblica di cui all’art. 100 della Costituzione :il che permette di riconoscere alla Corte dei conti il ruolo di organo al servizio dello “Stato-comunità” (come già in precedenza affermato dalle sentenze 27.01.1995 n. 29, 30.12.1997 n. 470 e 29.01.2005 n. 64), che effettua tale controllo come organo esterno, neutrale, ausiliario, alla luce degli artt. 97, 28, 81 e 119 (nel testo originario) della Costituzione.

La tradizionale natura collaborativa del controllo affidato dalla legge alle Sezioni regionali della Corte dei conti consente pertanto agli organi di indirizzo politico di ricevere osservazioni di carattere gestionale finalizzate all’ottimizzazione dell’azione amministrativa nella più ampia funzione di ausiliarietà riconosciuta alla Corte a favore degli organi assembleari di tutti gli enti territoriali che, per disposizione esplicita (art. 7, comma 7, della legge 131/2003), sono gli esclusivi destinatari degli esiti delle verifiche (Corte dei conti Sezione reg. controllo Toscana n. 6/2005).

§2.I controlli sulla sana gestione e il superamento del carattere meramente collaborativo del controllo della Corte dei conti


E’ bene rimarcare ,tuttavia, quanto stia mutando e come si stia evolvendo, in considerazione della nuova realtà economico-sociale europea, il ruolo della Corte dei Conti italiana, considerato il garante della legittimità dell’ordinamento repubblicano, che -assicurando in modo imparziale l’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico”, nonché la “corretta gestione delle risorse collettive sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza e dell’economicità”- pone in essere (cfr. Corte Costituzionale 07.06.2007 n. 179) un riesame di legalità e regolarità peculiarmente orientato a finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all'adozione di effettive misure correttive.



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