Schema su Georg W. F. Hegel



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Schema su Georg W. F. Hegel

(1770-1831)





Legenda

L’Idea prima di estraniarsi da sé (nella Natura) è astratta, ma essa in realtà rappresenta il punto 0, cioè il sapere assoluto nella stessa Idea che torna a sé dopo essersi inverata. Per questo l’idea è concreta, è il soggetto-oggetto; quindi c’è identità fra il razionale e il reale.

L’Idea allora nel suo percorso è lo stesso andamento dialettico (tesi, antitesi, sintesi) e se a questo andamento si aggiunge lo scorrere lineare del tempo si ha una spirale.

«§ 15 - Ciascuna delle parti della filosofia è un tutto filosofico, un circolo che si chiude in sé stesso [...] il tutto si pone perciò come un circolo di circoli di cui ciascuno è un momento necessario, cosicché il sistema dei suoi peculiari elementi adempie l’intera idea, la quale appare altresì in ciascuno di essi.»


«Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio - ad uso delle sue lezioni» (una dispensa universitaria1) è l’unica versione completa del sistema hegeliano via via precisato nelle tre edizioni (1817, 1827, 1830): un pensiero filosofico che voglia essere anche scientifico ha il compito della sistematicità2, infatti «un filosofare senza sistema non può essere niente di scientifico» per quanto il sistema possa diventare una prigione da cui non si riesce ad uscire. Proprio per questa sistematicità la filosofia è «enciclopedia filosofica» e non semplice «aggregato di scienze [... o] raccolta di conoscenze» fra cui non esiste una vera unità, ma solo un estrinseco e arbitrario ordinamento.

La filosofia non può «presupporre i propri oggetti come immediatamente dati dalla rappresentazione» né «il metodo del suo conoscere»; essa ha il suo oggetto in comune con la religione, cioè la verità (Dio): «il suo contenuto [è] quello che originariamente si è prodotto e si produce nel dominio dello spirito vivente divenuto mondo, mondo esterno e interno della coscienza», cioè la realtà. In altri termini, la filosofia «ha per suo punto di partenza l’esperienza, la coscienza immediata e raziocinante»: è evidente l’indirizzo idealista nell’identificare esperienza e coscienza.

Filosofia è la «considerazione pensante degli oggetti» e «lo spirito pensante, solo attraverso le rappresentazioni e lavorando sopra esse, progredisce alla conoscenza pensante e al concetto»; essa deve produrre «la conciliazione della ragione cosciente di sé con la ragione quale è immediatamente, con la realtà3»: ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale (totalità che si autorealizza nella storia tramite il divenire dialettico).

La giustificazione di queste affermazioni è ovviamente un conoscere filosofico: «Una spiegazione preliminare [del sistema] sarebbe quindi antifilosofia e non potrebbe consistere in altro che in un tessuto di presupposti [...] di affermazioni accidentali4 a cui con pari diritto se ne potrebbero opporre altre contrarie.»5 Allo stesso modo «la storia della filosofia mostra da un lato che le filosofie, che sembrano diverse, sono una medesima filosofia in diversi gradi di svolgimento; dall’altro, che i principi particolari, di cui ciascuno è a fondamento di un sistema, non sono altro che i rami di un solo e medesimo tutto. La filosofia che è ultima nel tempo è insieme il risultato di tutte le precedenti»: il vero è l’intero, ciò che si è inverato attraverso il processo dialettico e la storia, e che il sistema hegeliano riassume e rende esplicito fino a giungere all’ultima tappa dell’Assoluto come concretissimo.

«§ 14 - Lo stesso svolgimento del pensiero, rappresentato nella storia della filosofia, lo è anche nella filosofia ma libero da quelle esteriorità storiche, puro nell’elemento del pensiero. Il libero e vero pensiero è in sé concreto, e perciò è idea: e, in tutta la sua universalità, è l’Idea o l’Assoluto. La scienza di esso è essenzialmente sistema, perché il vero come concreto è solo in quanto si svolge in sé e si raccoglie e mantiene in unità, cioè come totalità, e solo mediante il differrenziarsi e la determinazione delle sue differenze sono possibili la necessità di esse e la libertà del tutto.»

«La dottrina che la dialettica sia la natura stessa del pensiero, che esso come intelletto debba impigliarsi nella negazione di sé medesimo, nella contraddizione, costituisce uno dei punti principali della Logica» e una descrizione dell’andamento dialettico si trova nei seguenti paragrafi dell’Enciclopedia:

«§ 79 - La logicità ha, considerata secondo la forma, tre aspetti: a) l’astratto o intellettuale; b) il dialettico o negativo-razionale; c) lo speculativo o positivo-razionale. Questi tre [...] sono momenti di ogni atto logico reale, cioè di ogni concetto o di ogni verità in genere [...]


§ 80 - a) Il pensiero, come intelletto, se ne sta alla determinazione rigida e alla differenza di questa verso altre: siffatta limitata astrazione vale per l’intelletto come cosa che è e sussiste per sé.
§ 81 - b) Il momento dialettico è il sopprimersi da sé di siffatte determinazioni finite e il loro passaggio nelle opposte [...]
§ 82 - c) Il momento speculativo concepisce l’unità delle determinazioni nella loro opposizione; ed è ciò che si ha di affermativo nella loro soluzione e nel loro passaggio [...]
§ 83 - La logica si divide in tre parti: dottrina dell’essere; dottrina dell’essenza; dottrina del concetto e dell’idea. Vale a dire, dottrina del pensiero: nella sua immediatezza (il concetto in sé); nella sua riflessione e mediazione (l’essere per sé e l’apparire del concetto); nel suo ritorno in se stesso e nel suo essere presso di sé completamente sviluppato (il concetto in sé e per sé).»

La Filosofia della Natura è un obbligato momento di passaggio che si divide in meccanica, fisica e fisica organica. Queste vengono definite, rispettivamente, Idea come natura nella determinazione della: esteriorità e dell’infinito isolamento6 (smembramento); della particolarità; della soggettività. Credo bastino questi pochi elementi a chiarire come in Hegel non vi sia una adeguata considerazione delle scienze empiriche: il loro oggetto (la natura7) è «Idea nella forma d’essere altro», particolarità e dispersione.

La Filosofia dello Spirito si sviluppa in spirito soggettivo (consapevolezza che lo Spirito ha di sé in quanto singolo individuo), oggettivo (la libertà si oggettiva nella comunità) e assoluto (lo Spirito ha consapevolezza come Assoluto, cioè come totalità, in forme diverse).
Lo spirito soggettivo contiene l’antropologia (studio dell’anima, intesa come principio vitale o «materia vitale», cioè spirito divenuto «verità della natura»); la fenomenologia con la sua tripartizione fra coscienza (consapevolezza dell’unità fra oggetto conosciuto e soggetto), autocoscienza (autoconsapevolezza) e ragione; lo spirito (teoretico, pratico e libero: è ancora spirito individuale che ha raggiunto l’identità tra sé e il proprio oggetto, tuttavia esso non è capace di realizzare interamente i fini della ragione, la libertà)8.

Lo spirito oggettivo si suddivide in diritto (proprietà, contratto, diritto contro il torto; cioè le occasioni in cui l’individuo si presenta come persona giuridica, titolare già di rapporti, tuttavia esteriori e determinati da leggi formali che garantiscono la libertà nella misura in cui è compatibile con l’altrui), moralità (universalità e idealità interiore, è la coscienza morale che ha la sua forma più alta nell’etica kantiana) e eticità (un ordine reale a livello sempre maggiore di aggregazione degli individui: famiglia, società civile, Stato). Nella famiglia c’è ancora un fondamento naturale (unione sessuale e generazione), tuttavia con essa non si hanno più individui ma gruppi; la società civile si organizza in base ai diversi ceti: agricoltori (lo «stato sostanziale» in cui sono assieme Junker e contadini), lo «stato industriale» (artigianato, industria, commercio), lo «stato generale» (funzionari pubblici); infine lo Stato è la manifestazione dell’Assoluto in un popolo e nelle sue istituzioni (spirito di un popolo), non è una serie di gruppi coi relativi interessi (come nella società civile) bensì l’insieme di tutti i cittadini che operano per fini generali9. La successione (discontinuità) di popoli dominanti nella storia non è allora altro che la progressiva manifestazione (continuità) dello spirito del mondo il cui carattere essenziale è la libertà.

Lo spirito assoluto vede l’arte (Assoluto come ideale colto nell’immediatezza, in un singolo oggetto sensibile: l’infinito è intuito come finito), la religione rivelata (Assoluto come rappresentazione intellettuale colta nella riflessione: Dio stesso si rivela alla coscienza come immanente ad essa, è unità di infinito e finito), la filosofia (Assoluto interamente consapevole di tutte le sue determinazioni e dello stesso processo dialettico che ne è all’origine: la filosofia hegeliana e il suo sistema realizzano l’identità fra filosofia e storia della filosofia superando e inverando ogni altra filosofia).

- note -


1. Tutte le citazioni dell’Enciclopedia sono dall’edizione della Laterza nella traduzione di B. Croce (prima edizione 1907).

2. Karl Rosenkranz (Vita di Hegel, Oscar Mondadori 1974, p. 65-66): «Già allo Stift [di Tubinga] era giunto a stabilire una analogia fra amore e ragione... Nel movimento dell’amore trovava la dialetticità, il poter trapassare da sé stesso in un Altro... l’essere presso di sé nell’altro e tornare in sé solo per alienarsi nuovamente in sé. La realizzazione assoluta, e tuttavia individuale e soggettiva dell’idea dell’amore egli la vide in Cristo come Uomo-Dio


Ovviamente non è ancora il sistema, ma è in nuce il motore del sistema, la dialettica: Aufhebung è ‘superare-conservando’.

3. La filosofia deve sia far sentire alla coscienza comune (quella i cui contenuti partono da sentimento, intuizione, rappresentazione) «il bisogno del suo modo peculiare di conoscenza», sia «giustificare le sue determinazioni diverse da» quelle religiose. La scienza speculativa «riconosce e adopera» il contenuto empirico delle altre scienze: «la logica speculativa contiene la logica antica e la metafisica, contiene le stesse forme di pensiero e le stesse leggi e oggetti, ma insieme le trasforma con categorie ulteriori.»

4. Questa è una impietosa critica alla filosofia kantiana che vuole preventivamente indagare la facoltà conoscitiva: «voler conoscere l’istrumento prima di intraprendere il lavoro [...] è assurdo, non meno del saggio proposito di quel tale Scolastico di imparare a nuotare prima di arrischiarsi nell’acqua.»

5. «§ 18 - [Sebbene] di una filosofia non può darsi una rappresentazione generale preliminare, perché solo il tutto della scienza è la rappresentazione dell’Idea, [...] la scienza si divide in tre parti: 1) la Logica, la scienza dell’idea in sé e per sé [l’in sé è l’implicito, il per sé è l’esplicito]; 2) la Filosofia della Natura, come scienza dell’Idea nel suo alienarsi da sé; 3) la Filosofia dello Spirito, come scienza dell’Idea che dal suo alienamento ritorna a sé [...]»

6. «§ 253 - La meccanica considera: A) l’esteriorità del tutto astratta, cioè lo spazio e il tempo; B) l’esteriorità isolata e la sua relazione in quella astrazione, cioè la materia e il movimento (è la meccanica finita); C) la materia nella libertà del suo concetto in sé, nel movimento libero (meccanica assoluta).»

7. Questo punto serve, però, a vedere quanto l’idealismo assoluto sia la filosofia dell’età del Romanticismo e non filosofia del Romanticismo: Hegel non accetta alcun carattere divino nella natura, né può condividere la posizione di Schelling che la fa convergere con lo Spirito; l’Assoluto non può essere quella «notte scura in cui tutte le vacche sono nere». Dunque, egli critica duramente le concezioni romantiche della natura anche se queste sono uno dei pilastri del Romanticismo.



8. Le ultime determinazioni (figure) della «Fenomenologia dello spirito» (Spirito, già di tipo oggettivo perché include eticità, cultura, moralità; religione: naturale, artistica [Kunstreligion], rivelata; e Sapere assoluto) sono state, ovviamente, spostate nella parte successiva dell’Enciclopedia: quella dello Spirito assoluto.

9. Una critica rivolta a Hegel è la divinizzazione dello Stato (prussiano); tuttavia egli qui, più che di istituzioni storiche concrete, sta parlando di funzioni filosofico-politiche come organizzazione della libertà.


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