"Scuola Calcio"



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21.12.2017
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"Scuola Calcio":

cosa insegnare ad allievi di 6-8 anni e soprattutto come insegnare. QUARTA PROPOSTA DI LAVORO.

Premessa – Nella scuola calcio è condizione necessaria per insegnare ai bambini dai sei agli otto anni, che gli istruttori abbiano una preparazione adeguata per allievi di quest’età.

Attrezzature – Come in qualsiasi campo è importante avere a disposizione materiale e attrezzature adeguate all’attività che si svolge; a maggior ragione nell’insegnamento della materia calcio è importantissimo che la società metta a disposizione degli istruttori il materiale didattico adeguato per lo svolgimento delle lezioni, soprattutto in relazione all’età del gruppo con cui si opera.

Una scuola calcio deve essere fornita del seguente materiale:


- Palloni di tutte le dimensioni, di più forme, di pesi diversi e di vari colori;
- Cerchi piccoli, medi, grandi, piatti, circolari e di vari colori;
- Bacchette di varie grandezze;
- Ceppi;
- Funicelle;
- Nastri (colorati);
- Evidenziatori di vari colori;
- Coni di varie grandezze e colori;
- Ostacoli di varie grandezze;
- Porticine;
- Porte triangolari;
- Porte bifrontali;
- Tappeti rigidi, morbidi ecc.
- Attrezzature che possono essere polivalenti (specifiche per l’educazione motoria);
- Attrezzature a richiesta dell’Istruttore.
Archivio fotografico di alcuni materiali didattici:



Siamo dell’opinione che più attrezzi si ha a disposizione, più proposte di lavoro si possono sviluppare e presentare agli allievi, aiutando i bambini alla loro educazione psicomotoria.




Requisiti degli Istruttori – Gli operatori che svolgono la loro attività presso una scuola calcio, devono avere dei prerequisiti di base, per esempio conoscenza approfondita sia scientifica che pratica di come s’insegna e si sviluppa la psicomotricità (educazione motoria), conoscenza della metodologia e didattica dell’insegnamento, presentare le lezioni sempre in modo diverso, avere fantasia, creatività, conoscere i bisogni e le motivazioni dei bambini.
Il programma di lavoro che l’istruttore porta avanti deve conferire ai bambini una base motoria multilaterale, creare un substrato sul quale costruire, mattone dopo mattone, quelle condotte motorie utili ad una coordinazione complessiva necessaria prima e all’insegnamento del giuoco del calcio poi.


Indicazioni metodologiche – L’istruttore non deve essere presuntuoso, deve calarsi subito nella realtà dell’ambiente dove svolge la lezione e soprattutto tenere in considerazione la fascia di età con cui lavora. Il bambino di 6 – 8 anni può essere visto sotto vari aspetti: c’è chi arriva al centro perché trascinato dai genitori, qualcun altro piange e più è coccolato più piange. Così facendo, si potrebbero elencare infinite tipologie di bambini che possono incontrarsi nei centri di scuola calcio. Il distacco dai genitori è inevitabile, il bambino deve passare dal mondo della famiglia ad un mondo più aperto, dall’ambiente della casa all’ambiente dei campi di calcio non avendo più quei punti di riferimento, non sa dove si trova, non conosce i riferimenti spaziali e temporali. Il suo è un mondo dove gioca da solo insieme agli altri che giocano da soli. Il bambino vuole giocare con il “suo” pallone, con i “suoi” attrezzi.
L’istruttore deve possedere una cura particolare, deve diventare, nel contesto dell’ambiente uno di loro. Egli deve saper fare tutto, deve saper dimostrare, deve saper saltare, deve saper rotolare, deve ridere assieme a loro, deve giocare assieme a loro, perché si apprende per imitazione.
Oltre a conoscere le fasi di “Turgor” (allargamento) e di “Proceritas” (allungamento) è importante non “caricare” eccessivamente i bambini (carico interno e esterno) perché bambini che sembrano avere 6 anni, potrebbero averne biologicamente 8 o 4. L’istruttore deve pertanto dare l’opportunità al bambino di riappropriarsi del proprio schema corporeo. E’ importante che l’istruttore sappia perché propone un certo gioco, a che cosa serve, quando deve essere fatto e come deve essere eseguito.
Se l’ambiente che si crea intorno al bambino è motivante, gratificante, divertente, piacevole, soddisfacente, allora nei bambini scatta la disponibilità a fare tutto ciò che viene proposto. Con i bambini di 6 / 8 anni si deve essere bravi a lavorare, la funzione dell’istruttore è quella di alfabetizzare i bambini dal punto di vista motorio, per cui se i messaggi sono trasmessi erroneamente, i bambini avranno grossi problemi motori, di percezione del proprio corpo, dello spazio, del tempo, ecc..
Bisogna proporre giochi di cammino, di corsa, di salto, di lancio, di rotolamento, dello strisciare, del salire, dell’arrampicarsi, dello scendere. Proporre giochi di pensiero, passaggio dal concreto all’astratto. E’ molto importante proporre giochi ad imitazione, “muoviamoci come gli animali”: imitare gli spostamenti del cane, del gatto, “ dei mezzi di locomozione” dell’aeroplano, ecc.. Far conoscere al bambino i termini: “prono”, “supino”, far conoscere: l’avanti, il dietro, il basso, l’alto, la sinistra, la destra e così via.


Proposte di lavoro - Giochi popolari, giochi tradizionali, giochi sportivi e quant’altro

Giochi popolari


Giochi popolari: Nel gioco di movimento il bambino ha la possibilità di ampliare quella conoscenza pratica della realtà che gli deriva da un affinamento dei mezzi strumentali motori necessari a prendere contatto con l’ambiente e strutturando la propria psicomotricità.
Il gioco della campana è un esempio di gioco popolare con un alto grado di potere strutturante.
Il gioco delle belle statuine, il gioco dell’acchiappino rialzato, il gioco dei quattro cantoni, il gioco del ruba bandiera ecc.. sono tutti giochi che hanno una grande rilevanza sulla educazione motoria del bambino.


- Giochi tradizionali


Giochi che si manifestano in modi diversi a seconda delle singole fasi che i bambini attraversano lungo il percorso dell’età evolutiva. Alcuni esempi di giochi tradizionali sono: Palla sopra la corda, palla al capitano, palla prigioniera, ecc..

- Giochi presportivi


Il gioco presportivo non è avviamento allo sport, o almeno lo è solo in parte: esso si inserisce naturalmente nell’attività del bambino che arrivato alla età dei fine otto anni – nove/dieci anni si indirizza spontaneamente verso i giochi di gruppo. Esempi di giochi presportivi: minibasket, minivolley, rugby educativo, ecc..

Per l’evoluzione delle condotte motorie, si possono utilizzare varie metodiche: giochi con la palla, orientamento nello spazio, cromatizzazione dei colori, giocare con gli altri, giocare con i cerchi, giocare con la funicella (disegnando per esempio delle forme o facendo dei percorsi con altri attrezzi.), giocare con la bacchetta, proporre giochi sotto forma di scoperta guidata, conoscere lo spazio e gli attrezzi, educazione respiratoria. ecc. ecc..


Se l’istruttore presenta le lezioni in modo sereno e divertente, il bambino non si annoierà mai. I giochi devono essere proposti sempre in forma globale: < vediamo chi riesce a… >, < guardiamo chi è più bravo a…>, < proviamo a…>.
Nel programmare il lavoro annuale, bisogna porsi degli obiettivi da perseguire: educare le capacità senso percettive; educare gli schemi corporei; educare gli schemi motori; educare gli schemi posturali; educare il tempo; educare il rapporto spazio-tempo; ecc. Un altro scopo principale per chi lavora con i bambini è quello di porsi come obiettivo generale quello di aiutare ciascun bambino a strutturarsi una personalità più evoluta possibile.
Il nostro scopo è quello di aiutare ciascun individuo bambino a strutturarsi una capacità motoria di base, la più evoluta possibile.
All’istruttore specialistico si deve sostituire, per queste età, l’operatore di base che partendo da una conoscenza globale delle esigenze tecniche future, sappia operare correttamente dal punto di vista pedagogico oltre che tecnico sportivo.
Tornando a riflettere su quanto precedentemente esposto, bisogna creare un substrato sul quale costruire, mattone dopo mattone, quelle condotte motorie utili ad una coordinazione complessiva necessaria necessaria all’insegnamento del giuoco del calcio.

elenco: Programmi -> Scuola%20calcio
Programmi -> Liceo scientifico statale “sandro pertini” di Ladispoli anno scolastico 2016-2017
Programmi -> Roma – Via delle Sette Chiese, 259 – Tel. 065123106 –fax. 0651882892 Distretto 19 – Cod. Mec. Rmis01600N – C. F
Programmi -> Sandro pertini
Programmi -> Ufficio legislativo indicazioni nazionali per I Piani di studio personalizzati nella Scuola Secondaria di 1° grado
Programmi -> Liceo classico "Campana" Osimo. Percorso formativo di storia dell'arte 2016-2017 classe vac prof ssa Donatella Discepoli Obiettivi
Programmi -> I. I. S. “G. Brotzu” liceo scientifico quartu sant’elena programma classe 1° sez. C materia: Disegno e Storia dell’Arte Anno scolastico: 2015 – 2016 Insegnante: prof. Antonio Curreli argomenti tecnico-espressivi
Programmi -> Istituto tecnico commerciale statale “G
Programmi -> Programma di Storia dell’arte Anno scolastico 2013-2014
Scuola%20calcio -> Sesta proposta didattica
Scuola%20calcio -> Progetto di programmazione didattica annuale


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