Sede di Reggio Emilia: Progetto per bambini: “A caccia di Mostrischio” IL progetto



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29.12.2017
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Sede di Reggio Emilia:

Progetto per bambini: “A caccia di Mostrischio”

Il progetto

“A caccia di Mostrischio” è un progetto per bambini delle scuole elementari (classi 3°) finalizzato a sensibilizzarli ai temi del rischio e del pericolo, e dei comportamenti che occorre tenere per evitarli.

Poiché rischio e pericolo sono concetti astratti difficilmente comprensibili ai bambini, si è voluto “materializzarli” in un piccolo mostro, Mostrischio appunto, che infesta la casa, la scuola, la strada e l’ambiente di lavoro, e va pertanto prima individuato, e poi “catturato” e chiuso in gabbia.

Sono stati a tal fine inventati la Famiglia Pericoloni e i suoi componenti, Gillo e Tilla, (fratello e sorella) e i genitori, perché i bambini potessero identificarsi in loro e nei loro rapporti con “Mostrischio” in base alla propria realtà di vita.


Il progetto consiste nello svolgimento di 4 incontri per ciascuna classe, ognuno dedicato ad un tema diverso: il rischio nell’ambiente domestico, a scuola, sulla strada e sul lavoro (che tocca i bimbi attraverso le esperienze dei genitori).

Non si tratta di vere e proprie “lezioni”, ma di incontri molto interattivi che utilizzano strumenti divertenti e accattivanti come il gioco, i quiz a squadre, l’esperienza diretta con mezzi di prevenzione (ad es. le cinture per l’auto, i guanti ecc)

Al termine del percorso è sempre previsto un momento di festa, con la presenza possibilmente dei genitori, per far si che i bambini associno l’idea della sicurezza con un momento “bello”, e la consegna ufficiale del “diploma di cacciatore di Mostrischio” (insieme a qualche gadget di prevenzione, ad es. giubbetti catarifrangenti, i braccialetti INAIL ecc.) da parte di qualche “autorità” (il Sindaco del paese, il dirigente scolastico, un funzionario INAIL) per dare ai bambini il senso dell’importanza dell’esperienza e solennità al momento.

Il progetto prevede che gli incontri con i bambini siano gestiti da un genitore – opportunamente individuato e “motivato” – con il supporto delle maestre della classe. Ciò anche al fine di coinvolgere maggiormente le famiglie.


Ideatore del progetto: il dott. Roberto Gentilini, formatore di professione in materia di sicurezza sul lavoro ed RSPP di diverse aziende del territorio reggiano e modenese, che ha avuto l’idea centrale del progetto e svolto le prime lezioni di prova nella scuola del proprio figlio. Ha operato del tutto gratuitamente, sia nella ideazione del progetto, che per le prime “lezioni” condotte personalmente nella scuola.
Nel 2008 il dott. Gentilini ha contattato la Sede INAIL di Reggio Emilia proponendo una collaborazione volta sia a definire più compiutamente il progetto, sia ad affidarne ad INAIL la divulgazione nelle scuole del territorio.

Fin dalla prima valutazione di massima, la Sede ha intuito che il progetto era interessante, ben articolato, e intravvedendone diverse potenzialità di sviluppo, ha deciso di patrocinarlo e finanziarlo.

In seguito il progetto è stato meglio definito, nei contenuti e nelle modalità didattiche, ed è così nato” il Manuale del formatore”, una sorta di “linee guida” ad uso dei docenti e genitori che illustra dettagliatamente lo svolgimento di ciascun incontro coi bambini, indicando “le cose da dire”, la sequenza degli argomenti, i giochi da fare, creando una “traccia di lezione” estremamente precisa in ogni sua parte.

Per illustrare anche visivamente ai bambini le varie situazioni di rischio che possono presentarsi nella scuola, in casa e sulla strada si pensato di rappresentarle graficamente, inserendovi i personaggi della “famiglia Pericoloni”, nei quali i bambini possono identificarsi.

Pertanto la Sede ha affidato ad uno studio grafico, Officina Fantastica di Parma (individuato tra 3 candidati) la realizzazione grafica di 8 “scene” contenenti la rappresentazione di situazioni di pericolo nella scuola, a casa e sulla strada aventi a protagonisti i suddetti personaggi: il tutto sia su supporto informatico che attraverso grandi cartelloni a colori da appendere e una duplice copia di tavole più piccole (formato A3), una a colori e l’altra no (per la colorazione), da consegnare ai bambini.
Stato di attuazione:

Tra febbraio e marzo 2010 il progetto è stato sperimentato presso l’Istituto Comprensivo Munari di S.Ilario d’Enza in due classi terze, utilizzando il materiale predisposto.

La sperimentazione ha avuto grande successo, raccogliendo un entusiastico consenso sia presso i bambini che hanno partecipato, sia da parte di insegnanti e genitori.
Visto il risultato più che positivo della sperimentazione, negli anni successivi si è deciso, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale, di allargare l’adozione del progetto ad altre numerose scuole primarie del territorio.

Nell’anno scolastico 2013/2014 il progetto è stato esteso a livello regionale, a tutte le Province.


Numeri attualmente disponibili circa lo stato di realizzazione di Mostrischio 2008 - 2017
2008/2009: 2 classi (prima sperimentazione a S.Ilario d’Enza)

2009/2010: 20 classi (RE)

2010/2011: 40 classi (RE)

2011/2012: 51 classi (RE)

2012/2013 : 70 classi (RE)

2013/2014: 368 classi (a livello regionale)

2014/2015: 90 classi (RE)

2015/2016: 104 classi (RE)

2016/2017: 107 classi (RE)

2017/2018: 110 classi (in via di realizzazione)


Calcolando una media di circa 22 bambini per classe, nei 9 anni di realizzazione del progetto 2008-2017 sono state coinvolte complessivamente 852 classi e circa 18.744 bambini, oltre a 852 insegnanti (uno per classe) e 1.704 genitori (2 per classe).
Il progetto – a parte la prima edizione sperimentale – in tutte le altre è stato svolto in collaborazione con AUSL di RE, che ha fornito supporto logistico nei contatti con le scuole e compartecipazione finanziaria.

Per incentivare le scuole ad aderire infatti, è fornito alle scuole un incentivo di tipo economico consistente in un contributo forfettario di 300 euro per ciascuna classe partecipante.


Anche nelle edizioni precedenti del progetto (nella provincia di RE) i media locali, informati della iniziativa e invitati a partecipare alle giornate conclusive, hanno dato ampio risalto alla realizzazione del progetto nelle diverse scuole: l’emittente locale Telereggio ha realizzato un lungo servizio con riprese di una delle premiazioni e interviste ai bambini e ai docenti, i quotidiani locali hanno pubblicato diversi articoli in merito.

In tutte le scuole che hanno partecipato il progetto è stato giudicato ottimo e veramente formativo, e ha suscitato condivisione ed entusiasmo a tutti i livelli: genitori, docenti e bambini.


Leggendo della iniziativa sul sito dell’INAIL, altre Sedi hanno preso contatto con quella di Reggio Emilia chiedendo supporto per la realizzazione e il materiale approntato. A tutt’oggi Mostrischio è stato realizzato o è in via di realizzazione:

  • In alcune scuole elementari di Roma

  • in alcune scuole elementari di Savona

  • Per il terzo anno consecutivo in diverse scuole elementari di Pesaro

  • in alcune scuole elementari di Livorno


Pregi del Progetto Mostrischio:

La ragione per la quale si ritiene che il progetto particolarmente meritevole è racchiusa in tre sue doti fondamentali:




  • Esportabilità: è un progetto sostanzialmente semplice, e quindi facilmente riproducibile, perché articolato in una serie di incontri con i bambini che qualunque Scuola può realizzare, seguendo le Linee guida e utilizzando il materiale grafico già realizzato dalla Sede di Reggio Emilia e che può essere fornito dall’INAIL in formato elettronico;

  • Economicità: è un progetto che ha costi limitatissimi per la scuola che lo adotta (praticamente solo il poco materiale didattico necessario, illustrato nelle Linee guida, e la riproduzione cartacea dei cartelloni e delle tavole da colorare, comunque non indispensabile poiché è possibile avvalersi anche solo di videoproiettore).

  • Efficacia: è un progetto di grande impatto formativo per i bambini, che utilizza mezzi, immagini, concetti particolarmente adeguati che vengono facilmente interiorizzati dai piccoli.


Per queste ragioni nel 2016 il progetto è stato ufficialmente “adottato” dall’INAIL nazione che vi ha apposto il proprio logo e ne ha curato la diffusione a livello nazionale attraverso la pubblicazione sul sito dell’INAIL www.inail.it.



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