“Semel in anno licet insanire”…Purchè ad andarci di mezzo non siano i diritti della persona



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Il danno non patrimoniale ed i diritti inviolabili dell’uomo secondo la recente giurisprudenza delle Sezioni Unite, in Dir. com. sc. intern., n. 4/2009, in corso di stampa; e Id., Il nuovo volto del danno non patrimoniale ed il “diritto inquieto”, in corso di pubblicazione in Nuova giur. civ. comm.

3 Cfr. F. D. Busnelli, …E venne l’estate di San Martino, in AA. VV., Il danno non patrimoniale, Milano, 2009, p. 91.

4 M. Di Marzio, A momentary lapse of reason, in AA.VV., Il danno non patrimoniale, cit., p. 173 ss.

5 La sentenza è reperibile sul sito www.personaedanno.it, con nota di A. Negro, Danno esistenziale da demansionamento ed onere della prova; e di N. Sapone, Il danno non patrimoniale torna ad essere un regno a tre.

6 La decisione del 24 marzo 2006 è stata pubblicata in Giur. it., 2006, p. 1359 ss., con nota di R. Bordon, L’imprimatur delle Sezione Unite al danno esistenziale; in Corr. giur., 2006, p. 791 ss., con nota di P. G. Monateri, Sezioni Unite: le nuove regole del danno esistenziale e il futuro della responsabilità civile; in Resp. civ., 2006, p. 1051 ss., con nota di F. Bilotta, Attraverso il danno esistenziale, oltre il danno esistenziale; e in Riv. it. dir. lav., 2006, II, p. 687 ss., con nota di R. Scognamiglio, Le Sezioni Unite sull’allegazione e la prova dei danni cagionati da demansionamento o dequalificazione.

7 Per un’ampia panoramica sulle diverse posizioni dottrinali rispetto alle sentenze delle Sezioni Unite, si rinvia a P. Rescigno (a cura di), Dottrina e attualità giuridica, in Giur. it., 2009, p. 1023 ss., nonché all’opera AA.VV., Il danno non patrimoniale, cit.

8 Le pronunce sono reperibili sul sito web http://lider-lab.sssup.it/joomla/.

9 Così nel punto 2.13 della sentenza n. 26972 del novembre 2008.

10 Sul tema si rinvia a G. Ponzanelli (a cura di), Il risarcimento integrale senza il danno esistenziale, Padova, 2007.

11 Questo è quanto si legge nel par. 3.9 della sentenza n. 26972/2008.

12 Così nel par. 3.2. della pronuncia n. 26972/2008.

13 Così nel citato par. 3.9 della pronuncia delle Sezioni Unite.

14 La lettura che limita il risarcimento del danno non patrimoniale contrattuale alle sole ipotesi di violazione di diritti inviolabili non ha, invero, convinto molto gli studiosi. Cfr., ex multis, C. Amato, Nozione unitaria di danno non patrimoniale e autonomia negoziale, in AA. VV., Il danno non patrimoniale, cit., p. 19 ss.

15 Così nel punto 2.8. della sentenza n. 26972/2008.

16 Così nel par. 2.7 della pronuncia in commento.

17 A rilevarlo è R. Del Punta, Il danno non patrimoniale dopo le Sezioni Unite del 2008: riflessioni di sistema e ricadute lavoristiche, in Giur. it., n. 4/2009, p. 1040.

18 La Consulta, intervenendo in materia di danno non patrimoniale, e rifacendosi alle sentenze nn. 8827 e 8828 del 2003 della Corte di Cassazione, sottolineò <<l’indubbio pregio>> delle pronunce in questione <<di ricondurre a razionalità e coerenza il tormentato capitolo della tutela risarcitoria del danno alla persona>> mediante una corretta <<interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 2059 cod. civ., tesa a ricomprendere nell’astratta previsione della norma ogni danno di natura non patrimoniale derivante da lesione di valori inerenti alla persona>>. Così nel par. 3.4. della pronuncia del 2003.

19 Sul tema si rinvia a F. Manganaro, Il potere amministrativo nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, in corso di pubblicazione in Dir. process. Ammin.

20 Cfr., sull’argomento, le notazioni critiche di F. Galgano, Danno non patrimoniale e diritti dell’uomo, in Contr. impr., 2009, p. 891 ss.

21 Così nel punto 2.14. della sentenza n. 26972 del 2008. Le parti non in corsivo sono state aggiunte.

22 Cfr. F. Gazzoni, L’art. 2059 c.c. e la Corte costituzionale: la maledizione colpisce ancora, in Resp. civ., 2003, p. 1298.

23 A. Viglianisi Ferraro, Il nuovo volto del danno non patrimoniale…, cit., passim.

24 Così nel par. 2.11 della sentenza n. 26972 del 2008, in cui viene richiamata anche la pronuncia della Corte costituzionale n. 87/1979.

25 Ovviamente, le Sezioni Unite, pur citando per due volte nella sentenza n. 26972/2008 la legge n. 88 del 1955, intendono riferirsi alla legge n. 848 del 4 agosto 1955 (sic!).

26 Così nel punto 2.11, cit., della sentenza 26972/2008. Le Sezioni Unite, precisano, peraltro, nel par. 3.4.1, della stessa pronuncia, che, viceversa, <<in presenza di reato…anche il pregiudizio non patrimoniale…è risarcibile…se…sia conseguenza della lesione almeno di un interesse giuridicamente protetto, desunto dall’ordinamento positivo, ivi comprese le convenzioni internazionali (come la già citata Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo…), e cioè purché sussista il requisito dell’ingiustizia generica secondo l’art. 2043 c.c.>>.

27 Sia consentito rinviare ad A. Ferraro, Recenti sviluppi in tema di tutela dei diritti fondamentali, tra illegittima espropriazione della funzione propria della CEDU ed irragionevole durata di uno scontro giudiziario, in Riv. it. dir. pubbl. com., n. 3-4-/2008, p. 651 ss.

28 Pur non potendosi parlare di fonte costituzionale in senso stretto, la CEDU (al pari, del resto, di altri qualsiasi altro trattato internazionale) assume nell’ordinamento italiano il ruolo di “fonte interposta”, e, pertanto, quantunque collocata (discutibilmente) ad un livello sub-costituzionale (e non sub-legale, come sembrerebbe suggerire l’impostazione dei giudici supremi!), risulta essere in ogni caso prevalente (almeno in linea di principio) rispetto alla legge ordinaria. Non va dimenticato, del resto, che, una volta esaurite le vie di ricorso interne, i privati potranno comunque rivolgersi direttamente alla Corte di Strasburgo ed ottenere quanto gli è stato negato nei precedenti gradi di giudizio, con la conseguenza di nuove (e diseconomiche) condanne dell’Italia per violazione dei diritti dell’uomo.

29 Favorevole ad una simile visione appare M. Comporti, La giusta indennità espropriativa tra giurisprudenza europea e giurisprudenza italiana, in Riv. giur. edil., 2007, II, p. 48 ss.

30 R. Romboli, nella sua nota di commento alle sentenze 348 e 349/2007, in Foro it., I, 2008, op. cit., p. 40, riferendosi al Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007 (ed entrato in vigore il 1° dicembre 2009), ha proprio invitato a riflettere sugli inevitabili risvolti che avrà la <>.

31 Per un’analisi della norma in questione e delle problematiche ad essa connesse, cfr. H. C. Krüger e J. Polakiewicz, Proposals for a Coherent Human Rights Protection System in Europe. The European Convention on Human Rights and the UE Charter of Fundamental Rights, in Human Rights Law Journal, 2001, p. 1 ss.

32 Sul tema sia consentito rinviare ad A. Ferraro, Le disposizioni finali della Carta di Nizza e la multiforme tutela dei diritti dell’uomo nello spazio giuridico europeo, in Riv. ital. dir. pubbl. com., n. 2/2005, p. 531 ss. e 563 ss.

33 Così nel par. 3.11. della sentenza n. 26972 del 2008.

34 Cfr., sul tema, E. Navarretta, Il danno alla persona tra solidarietà e tolleranza, in Resp. civ. prev., 2001, p. 794. Assai critico nei confronti di tale scelta delle Sezioni Unite è apparso, tra gli altri, R. Del Punta, Il nuovo regime del danno non patrimoniale: indicazioni di sistema e riflessi lavoristici, in Riv. it. dir. lav., 2009, II parte, p. 520.

35 Secondo l’impostazione suggerita (ma con riguardo alla determinazione dell’ammontare della somma da corrispondere come risarcimento del danno morale) da M. Franzoni, Il danno risarcibile, Milano, 2004, p. 570 ss.

36 Cfr. P. Ziviz, Il danno non patrimoniale: istruzioni per l’uso, in Resp. civ. prev., 2009, p. 110 ss.

37 I giudici di legittimità ricordano, ancòra, che <<pregiudizi connotati da futilità ogni persona inserita nel complesso contesto sociale li deve accettare in virtù del dovere della tolleranza che la convivenza impone (art. 2 Cost.)>>, concludendo che spetta al giudice effettuare al riguardo un’opportuna opera di accertamento e bilanciamento, da realizzare <<secondo il parametro costituito dalla coscienza sociale in un determinato momento storico>>.

38 Cfr. G. Ponzanelli, Sezioni Unite: il <> del danno non patrimoniale, in Foro it., 2009, I, p. 136; G. Reynaud, Il danno non patrimoniale dopo l’intervento della Cassazione a Sezioni Unite: qualche incertezza e molti dubbi, in AA. VV., Il danno non patrimoniale, p. 379. Di <> ha parlato M. Franzoni, op. cit., p. 569 ss., mettendo in luce la necessità di <
>. All’adeguatezza del quantum rispetto all’atto lesivo ed al bene violato sembrano riferirsi anche G. Bonilini, voce “Danno morale”, in Dig. disc. priv., sez. civ., V, Torino, 1989 e M. Barcellona, Il danno non patrimoniale, Milano, 2008, p. 100 ss.

39 Sul punto, servirà segnalare la posizione di qualche autore, per il quale appare ovvio immaginare che <in re ipsa di un danno risarcibile>>. Così S. Delle Monache, Alla ricerca del danno esistenziale, in Nuova giur. civ. comm, II, 2009, p. 317.

40 Cfr. il par. 4.9. della sent. n. 26972/2008. I giudici supremi richiamano sul punto la sentenza n. 9834/2002. Sembra più che legittimo chiedersi, anzitutto, se effettivamente ogni autorità giurisdizionale possa avere le competenze tecniche e scientifiche adeguate per rispondere a questo più ampio compito assegnato dalle Sezioni Unite. Cfr. M. Rodolfi, Il “nuovo” danno non patrimoniale, in AA. VV., Il danno non patrimoniale, cit., p. 397 ss., il quale ha asserito che <>.

41 Per convincersene è sufficiente leggere l’ampia rassegna giurisprudenziale curata da P. Cendon, La giurisprudenza “esistenzialista” post 26972/08, in www.personaedanno.it; e F. Bilotta, Le sentenze di merito dopo le Sezioni Unite del 2008 sul danno non patrimoniale, in Resp. civ. prev., 2009, p. 1499 ss.

42 Cfr. P. Cendon, L’urlo e la furia, in Nuova giur. civ. comm., 2009, parte II, p. 80.

43 Così nel par. 3.9 della sentenza n. 26972 del 2008.

44 Si tratta, rispettivamente, delle pronunce, entrambe della III Sez. Civ., 4 giugno 2009, n. 12885 e 9 aprile 2009, n. 8703.

45 Cfr. in senso analogo la sentenza n. 18356 del 19 agosto 2009, reperibile, con la nota di C. Vantaggiato, Il danno non patrimoniale e le c.d. liti bagatellari, in La Resp. Civ., 2009, p. 984 ss.

46 Così la Corte di Cassazione nella sent. n. 2491 del 1° marzo 1993. Cfr. sul tema F. Galgano, I fatti illeciti, Padova, p. 170; M. Paradiso, op. cit., p. 28; e C. Castronovo, La nuova responsabilità civile, Milano, 2006, p. 837 ss.

47 Non si dimentichi, a tal proposito, che, come è stato acutamente evidenziato in dottrina, <potrebbe essere considerata un’offesa più che un ristoro>>. Così M. Costanza, Qualche riflessione sul danno esistenziale a margine di una sentenza del tribunale di Milano, in Giur. it., 2003, p. 1062. Corsivi aggiunti. Non sono, infatti, infrequenti i casi in cui <>. Ad evidenziarlo è M. Franzoni, op. cit., p. 645.


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