Senato della repubblica



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29.03.2019
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Lavoro agile

Con riferimento all’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro – e più in generale ad una migliore conciliazione tra vita privata e lavoro - ABI intende richiamare l’attenzione della Commissione su taluni profili concernenti la regolamentazione del lavoro agile (c.d. “smart working”), il nuovo modello di lavoro disciplinato dalla legge n. 81/2017, oggi piuttosto diffuso in vari settori, compreso quello del credito, teso a soddisfare le esigenze correlate alla quarta rivoluzione industriale e del lavoro e a contribuire al rilancio della occupazione delle nuove generazioni e al miglior contemperamento delle esigenze di vita e lavoro.

ABI ritiene opportuno che possa essere chiarito – preferibilmente in sede normativa – come, fermi naturalmente gli obblighi di valutazione dei rischi e di informazione dei lavoratori, la natura stessa del lavoro agile - caratterizzata per l’assenza di una postazione fissa per la parte di lavoro svolta all’esterno dei locali aziendali e indipendentemente dalla frequenza con cui viene svolta la prestazione in modalità “agile” – escluda che il datore di lavoro possa essere tenuto alla “vigilanza” su tale postazione di lavoro (che non esiste) ai sensi della normativa sul telelavoro: un tale chiarimento avrebbe l’effetto di liberare tutte le potenzialità del lavoro agile, sia in termini di lavoro giovanile sia di conciliazione vita privata e lavoro, di particolare interesse per le donne il cui coinvolgimento nel mondo del lavoro in Italia è ancora insufficiente.

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