Servizi on-line



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INDICE

INFORMATICA



ECONOMIA AZIENDALE

  • LA BORSA

  • LA BORSA ITALIANA S.P.A.

  • I SISTEMI TELEMATICI ALL'INTERNO DELLA BORSA



STORIA

  • LA CRISI DEL 1929



INGLESE

  • THE STOCK EXCHANGE

  • THE LONDON INTERNATIONAL STOCK EXCHANGE

  • INTERNET



SCIENZA DELLE FINANZE

  • LE IMPOSTE

INFORMATICA
INTERNET BANKING
Sulla scia della "New Economy" anche il sistema bancario ha dovuto adeguarsi alle nuove aspettative della clientela, sempre più colta ed esigente, la quale sta imparando che è possibile, più veloce, più facile e trasparente investire in borsa da casa o dall'ufficio.

Il fenomeno dell'E-BANKING coinvolge potenzialmente tutti noi, e non solo qualche appassionato, in quanto chiunque sia titolare di un conto in banca vorrebbe utilizzarlo nel modo più razionale e comodo. Proprio per questa crescente necessità dei clienti le banche stanno attualmente investendo grossi capitali sul Web. E' sempre meno necessario recarsi fisicamente presso gli sportelli bancari, anche per semplici operazioni, basta un personal computer, un modem ed un collegamento alla rete, oltre che uno specifico contratto con la propria banca con il quale si riceve un codice di accesso ed una password.

I servizi di Remote Banking sono dunque quelli che consentono ai clienti di collegarsi all'elaboratore della banca presso la quale intrattengono il conto corrente e di effettuare direttamente una serie d’operazioni bancarie o ricevere informazioni in tempo reale.

Più precisamente offrono la possibilità:



  • Di disporre immediatamente bonifici a favore di terzi, pagamenti d’utenze, compravendite di valori mobiliari;

  • D’avere informazioni globali e particolari sui diversi rapporti intrattenuti (il saldo di conto corrente, i tassi applicati, i movimenti effettuati ecc.);

  • Di conoscere le quotazioni della giornata o di giorni precedenti, relative ad un determinato titolo quotato o a determinate valute estere;

  • Di bloccare gli assegni smarriti o rubati;

  • Di accedere alle procedure elettroniche relative ai regolamenti dei rapporti clienti - fornitori e di conoscere il dettaglio degli insoluti;

  • Di prenotare abbonamenti, biglietti ecc. per convegni, spettacoli, viaggi;

  • Di scambiare messaggi di posta elettronica con la banca riguardanti i rapporti intrattenuti.

Il progressivo processo di informatizzazione ha consentito negli anni recenti alle banche di imprimere rapidità nelle operazioni, di liberare il personale da molti compiti ripetitivi, di ridurre i costi di esercizio e di disporre di un efficace strumento di marketing.

La banca virtuale, dunque, non ha bisogno di contatto fisico con il cliente e, al limite, potrebbe anche non esistere nella realtà. A questo proposito si pone il problema di capire come essa appaia ai clienti attuali e potenziali. Infatti il luogo di contatto non è più rappresentato dalla filiale tradizionale, ma dai canali in cui si prescinde dal rapporto face-to-face. La banca ora si modifica agli occhi del cliente, la sua immagine non potrà più identificarsi nell'aspetto degli edifici o nella disponibilità del personale.

Tale situazione genera inevitabilmente nella clientela un sentimento di sfiducia derivante dal fatto di dover interloquire con un soggetto virtuale che non esiste nella realtà. E' risaputo che il cliente resta legato alle abitudini, e dunque, a quell’atmosfera familiare e accogliente creatasi all'interno dei locali aperti al pubblico, a quel rapporto di fiducia sviluppatosi con gli impiegati di sportello.

Il REMOTE BANKING si distingue in HOME Banking e in CORPORATE Banking a seconda che si riferisca a clenti-privati oppure a clienti-imprese.

L'esigenza di accedere rapidamente ai propri conti bancari è sempre stata tipica delle aziende, infatti già da tempo queste hanno istituito collegamenti diretti con i propri istituti di credito, per lo più attraverso linee dedicate. Con i servizi di Corporate Banking è possibile per l'azienda ricevere ogni mattina un aggiornamento dell'estratto conto bancario o un riepilogo delle movimentazioni del giorno precedente.

Il discorso si presenta diverso per quanto riguarda l'Home Banking.

Spesso infatti anche chi è più attento alle novità tecnologiche non prende neppure in considerazione l'ipotesi di accedere da casa alla propria banca. Non è certo un servizio essenziale per chi non ha la necessità di effettuare un controllo costante sulle proprie disponibilità finanziarie e per chi utilizza la propria banca solo come una sorta di salvadanaio. Si rivolge dunque a chi ha poco tempo, perché è un imprenditore, un dirigente d'azienda, il quale potrà "andare in banca" seduto sulla propria scrivania o mentre è in viaggio, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno.

Importante è l'iniziativa realizzata da alcuni istituti di credito, grazie alla quale si può interagire con questi ultimi attraverso una semplice telefonata da un telefono fisso, impartendo i comandi o con la tastiera del telefono o con la voce. Le procedure sono estremamente semplici, infatti vi è un sistema automatico di risposta che guida il cliente con la massima chiarezza, passo dopo passo, fornendo tutte le indicazioni necessarie per utilizzare il servizio.

Grazie alla tecnologia WAP, ora i cellulari possono sopportare le funzioni interattive di Internet e questo rappresenta un gran passo avanti verso il lancio della banca virtuale. Infatti il mercato potenziale è enorme, basti pensare che gli utenti di telefonia mobile sono di gran lunga più numerosi rispetto agli utenti di Internet.

Tutte queste iniziative s’inquadrano nell'attuale strategia basata sull’integrazione dei canali distributivi, grazie alla quale il cliente può optare per il canale ritenuto di volta in volta più adeguato alle sue esigenze.

Nonostante le notevoli potenzialità offerte dai servizi di tipo Home Banking e Phone banking, questi stentano a decollare e dimostrano un interesse del tutto marginale da parte della clientela, basti pensare che i livelli di diffusione e utilizzo di nuove tecnologie di comunicazione che caratterizzano il nostro paese sono di gran lunga inferiori a quelli europei.

A questo punto si prevede che i servizi On-line avranno una funzione complementare piuttosto che sostitutiva, nel senso che si potrà semplicemente permettere, ad una clientela più esigente, di poter effettuare alcune operazioni da casa/ufficio e svincolate dal rispetto di un orario rigido senza modificare la centralità del negozio/sportello nella commercializzazione dei prodotti/servizi.

Occorre dunque analizzare quale è il vero motivo che "blocca" l'utente: la sicurezza delle transazioni.

A livello generale il problema delle banche virtuali e della fornitura di servizi bancari On-line comportano il rischio di intrusioni in vari modi, quali l'appropriazione del codice segreto d’accesso, l'intercettazione delle comunicazioni E-mail, gli acquisti e le vendite a nome altrui di titoli azionari. La tecnologia sarebbe in grado di assicurare la protezione completa dei dati personali degli operatori ma non si può contare su un buon livello di affidabilità sociale, nel senso che molti dei potenziali clienti temono la labilità delle protezioni offerte e l'intercettabilità dei dati trasmessi da parte di invasori del circuito, gli "hackers", o comunque da terzi estranei.

Molto dipende dai budget per la sicurezza informatica, dalla figura di un Security Manager specifico e dai contratti con aziende specializzate per l'aggiornamento e la verifica periodica della propria vulnerabilità.

Il processo di Security Management deve comprendere:



  • La realizzazione del sistema di sicurezza;

  • La manutenzione del sistema di sicurezza;

  • La capacità del sistema di sicurezza di adattarsi ai cambiamenti e all'evoluzione dell'ICT aziendale.

Sicuramente lo strumento più efficace per difendere il consumatore dalla criminalità On-line è rappresentato da tecnologie avanzate di crittografia e pertanto l'accesso a tali tecnologie deve essere garantito agli utenti, in modo tale che questi possano acquisire maggiore fiducia. Da parte loro, i clienti possono tutelarsi in un solo modo: puntando sul mancato rispetto della legge sulla privacy. L'eventuale mancata adozione da parte della banca delle misure di sicurezza previste da questa legge può essere un'arma molto potente nelle armi del consumatore, il quale può fare causa alla banca per chiedere un risarcimento dei danni.

In questo caso la banca dovrà fornire una rigorosa prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare l'evento, e non basterà certo addebitare i danni causati all'intervento di terzi.

Anche la semplice violazione di un sistema informatico costituisce un reato, il pirata informatico rischia infatti una condanna alla reclusione sino ai tre anni.

Recenti studi che hanno preso in esame l'attività commerciale delle aziende italiane hanno portato ad alcune conclusioni poco rosee nei confronti della rete e dei progetti sviluppati in Internet. Infatti le entrate derivanti dal Web sono inferiori alle aspettative, il 70% dei progetti commerciali sviluppati in rete non hanno dato buon esito e manca una visione strategica dell'uso di Internet nell'ottica aziendale e commerciale.

Il veloce sviluppo di Internet ha portato ad un proliferare di siti Web creati senza una logica commerciale e di marketing, ma secondo le regole di una moda: "Tutti sono in Internet, perché non dovrei esserci anch'io?".

Infatti spesso la realizzazione di un sito viene vista come un momento di arrivo, ma questo approccio alla rete si basa su una visione erronea di Internet, che sottovaluta le sue numerose potenzialità. Quando un'azienda decide di essere presente sul Web con un sito ha semplicemente compiuto il primo passo.

Ovviamente realizzare un sito aziendale prevede la pianificazione di strategie in grado di permettere il raggiungimento degli obiettivi che sono stati fissati precedentemente; quindi è il risultato di scelte prese principalmente in funzione del target di riferimento e del prodotto/servizio che l'azienda offre.

Con la diffusione di Internet e le sue modalità di comunicazione il centro dell'attenzione dei marketer si è focalizzato sul cliente e conoscere il profilo medio della propria utenza di riferimento è una meta ambita da ciascuna azienda, perché così facendo è possibile creare prodotti su misura in grado di soddisfare il cliente.

Il Web possiede numerosi strumenti che permettono di ottenere informazioni sui gusti e le esigenze di un utente medio, ma devono essere dosati nel tempo e ben "camuffati". Ad esempio le opt in Mailing List (insieme degli indirizzi E-mail che i visitatori hanno comunicato al sito per ricevere informazioni tramite E-mail), la compilazione di form che permette l'utilizzo gratuito di software o di giochi ecc.

In ogni caso, l'utente lascerà le sue informazioni solo se è convinto di avere trovato qualcosa che lo interessa o che lo diverte in modo considerevole.

L'identificazione del potenziale utente si sviluppa man mano dai dati ottenuti, dopo essere stati decifrati. Bisogna seguire il visitatore, interpretare i percorsi che svolge, creare un rapporto di fiducia che non lo deve mai deludere.

La sensazione che quell'informazione sia indirizzata solo a me (potenziale cliente) permette di conquistare la mia fiducia facendomi credere di essere unico. Così facendo si è passati dal marketing di massa (one to many) al marketing relazionale (one to one).

Occorre a questo punto definire il Web marketing come il complesso delle tecniche e degli strumenti che consentono di sviluppare i rapporti commerciali tramite la rete Internet.

Per occuparsi di Internet marketing non occorre certo essere dei tecnici, basta una conoscenza sufficiente da "utente", come non occorre essere un grafico programmatore. Infatti colui che in azienda si occupa di questo deve saper ideare il sito, pensarlo nei contenuti e nei servizi perché solo lui conosce a fondo l'azienda che intende promuovere.

L'Internet marketing poggia le basi sul marketing tradizionale, nel senso che consiste in un insieme di operazioni che mirano ad avvicinare il cliente. Ma la rete offre il vantaggio di disporre di uno strumento di marketing a 360° che permette di colloquiare con il singolo, per esempio attraverso il servizio di E-mail, o con la massa, per esempio attraverso i forum dove l'utente potrà lasciare le proprie impressioni.

Attualmente tra gli Istituti di credito cresce la competitività e ognuno di essi si sta preoccupando di ricercare nuove modalità di differenziazione in modo tale da sopravanzare i propri concorrenti nell'attirare e fidelizzare la clientela.

Ecco dunque l'offerta di numerosissimi servizi aggiuntivi gratuiti, quali telefonini, carte Bancomat, corsi di finanza, news. Oppure c'è chi ha deciso di puntare la propria strategia sull'offerta di remunerazioni più vantaggiose o di commissioni pressoché inesistenti, come nel caso di Fineco The New Bank o della Banca popolare di Lodi, riuscendo comunque a mantenersi in attivo grazie alla vendita di tanti altri prodotti-servizi, dai fondi alle assicurazioni. Bisogna anche tenere presente che un'iniziativa del genere produce gli effetti di una grossa campagna pubblicitaria, nel senso che attira un gran numero di clienti.

Importante è anche l'iniziativa intrapresa dalla BNL, che l'autunno scorso ha aperto il portale

E-FAMILY, grazie al quale il cliente può fare molto di più di quello che normalmente fa recandosi ad una banca tradizionale:


  • Gestire le finanze personali e i rapporti bancari;

  • Ottenere consulenze personalizzate e puntuali sulle principali aree del vivere quotidiano;

  • Acquistare beni di consumo e servizi di utilità a elevata qualità e ai migliori prezzi.

Finora i risultati ottenuti sono molto soddisfacenti, tanto che si prevede un aumento di utenti registrati dai 41.000 attuali ai 200.000 entro la fine dell'anno.

Sicuramente vincente è stata la strategia imperniata da Bipop-Carire, che ha ben pensato di dare il via ad una raccolta punti: più precisamente si distribuiscono punti, a chi acquista un prodotto o un servizio in più e, raggiunto un certo numero, il cliente potrà ricevere un benefit.

In questo modo si vuole spronare il cliente a cambiare le sue abitudini acquistando un prodotto nuovo, impresa molto difficile con metodi tradizionali.

La sfida di Internet non è un gioco da ragazzi per le banche, in quanto le costringe a revisionare tutte le funzioni aziendali alla luce delle nuove tecnologie e della nuova realtà.

L'obiettivo è di combinare questi tre elementi:


  • Segmento (fascia di clientela);

  • Canale di distribuzione;

  • Prodotto.

Più precisamente, l'obiettivo è di spostare la clientela di fascia bassa verso canali che richiedono costi bassi, quali Internet, call center telefonici; per il segmento alto, e cioè per i benestanti, si tratta di studiare nuovi prodotti e nuovi tipi di approccio.

All'interno delle Banche tradizionali si sta rilevando il problema di riconvertire parte del personale spostandolo da un segmento all'altro, infatti si hanno troppe persone allo sportello e negli uffici amministrativi e poche invece specializzate nella creazione di nuove offerte di prodotti-servizi.

Concludendo, in tutti i casi, indifferentemente dallo strumento utilizzato, la fiducia del navigatore si conquista con il tempo, dimostrando dinamicità, velocità di risposta, chiarezza, e offrendo contenuti aggiornati ed interessanti.

Sarà molto interessante assistere alle innovazioni che nei prossimi anni le banche on line saranno in grado di proporre ai clienti.



ECONOMIA AZIENDALE
LA BORSA
In Italia la costituzione della borsa viene fatta risalire al 1807. Le prime borse furono costituite da Camere di Commercio italiane, su modello delle borse francesi. Le borse in Italia nacquero più tardi rispetto ad altri paesi europei perché non esisteva uno stato unitario che immettesse sul mercato una grande quantità di titoli pubblici e non esistevano iniziative coloniali, che in altri paesi costituivano il centro di cospicui interessi finanziari. Sempre per quanto riguarda l’Italia nel 1808 sia a Milano che a Napoli sorsero le prime borse, in seguito nacquero poi quelle di Firenze e di Livorno e nel 1812 quella di Roma. Alla fine dell’800 operavano in Italia 22 borse di commercio che favorivano lo sviluppo economico del paese. Dopo la parentesi della prima guerra mondiale l’attività borsistica riprese nel marzo del 1921 e si sviluppò rapidamente fino al 1929 per poi diminuire gradatamente.

Fino al 1996/1997 in Italia esistevano dieci borse valori. Il mercato regolamentato ha avuto soprattutto dal 1991 al 1996, un ciclo di trasformazioni che lo ha modernizzato, sia da un punto di vista operativo sia da un punto di vista istituzionale le tappe più importanti di questo ciclo sono state determinate da tre disposizioni:



  • Legge 2 gennaio 1991, n. 1; riguardante la disciplina dell’attività di intermediazione mobiliare che viene riservata alle Società di Intermediazione Mobiliare (SIM) e alle banche;

  • Legge 17 maggio 1991, n. 157; con la quale sono state emanate norme sull’uso di notizie riservate nelle operazioni di mercato (legge contro l’insider trading). La legge ha stabilito il divieto di acquistare o vendere valori mobiliari nel caso in cui si è a conoscenza di informazioni riservate;

  • Decreto legislativo n. 415, del 23 luglio 1996 che enuncia che i compiti organizzativi e di gestione del mercato sono riservati all’iniziativa privata.

Dopo il processo di privatizzazione, la borsa valori viene esercitata dalla Borsa Italiana S. p. A.
LA BORSA ITALIANA S.P.A.
La Borsa Italiana S.p.A., operativa dal 2 gennaio 1998, è la società privata responsabile dell'organizzazione e della gestione del mercato borsistico.

L’obiettivo principale della Borsa italiana è assicurare lo sviluppo dei mercati, massimizzare le possibilità di negoziare alle migliori condizioni di liquidità e perseguire la più alta efficienza gestionale e la remunerazione del capitale. Grazie al potenziamento delle proprie competenze, la Borsa Italiana è in grado oggi di migliorare continuamente la qualità del mercato e di competere su un piano di parità con le altre società-mercato internazionali. La Borsa è un punto di riferimento dell’intero sistema, un valore importante da trasmettere sia al grande pubblico dei risparmiatori sia all’insieme degli stakeholders del mercato. La Borsa Italiana S.p.A. organizza e gestisce i mercati mobiliari italiani.

Le sue competenze sono:


  • Definizione dell'organizzazione e del funzionamento dei mercati;

  • Disciplina dei requisiti e delle procedure d'ammissione e permanenza sul mercato per le società emittenti e per gli operatori;

  • Vigilanza e gestione del mercato;

  • Gestione dell'informativa societaria.

Svolge attività organizzative, produttive, commerciali e promozionali per assicurare la competitività e lo sviluppo dei mercati da essa gestiti, con l'obiettivo di massimizzare nel tempo la possibilità per i vari attori di negoziare alle migliori condizioni di liquidità, trasparenza e competitività e di sviluppare servizi ad elevato valore aggiunto per la comunità finanziaria, perseguendo la massima efficienza e redditività.

La Borsa Italiana è un'impresa professionale che garantisce un mercato liquido, trasparente, e competitivo ad emittenti, intermediari e investitori, in grado di interpretare le loro esigenze assicurando prodotti e servizi sempre più avanzati e completi.

La Borsa Italiana gestisce:


  • Il Mercato di Borsa, formato da:

  • Mercato telematico azionario - MTA;

  • Mercato telematico delle obbligazioni e dei titoli di Stato; - MOT, EuroMOT;

  • Mercato telematico dei premi - MPR;

  • Il Nuovo Mercato;

  • Il Mercato Ristretto;

  • Il Mercato italiano degli strumenti derivati azionari (IDEM) che comprende:

  • Il Mercato degli strumenti derivati sui tassi d’interesse (MIF);

  • Il Mercato telematico delle opzioni (MTO).

La borsa valori è il principale mercato secondario regolamentato per la negoziazione degli strumenti finanziari e delle valute ed accoglie la maggior parte degli scambi che danno vita al mercato; la sua funzione essenziale è creare l’incontro tra la domanda e l’offerta di capitali, rendendo liquidi gli investimenti e favorendo l’afflusso del risparmio agli enti e alle società che emettono i titoli attraverso il loro classamento.

La borsa valori moltiplica le opportunità d’acquisto e di vendita dei valori mobiliari, i suoi caratteri essenziali possono essere così elencati:



Efficienza, perché l’esercizio professionale dell’intermediazione è affidato a soggetti ben definiti;

Concentrazione, in quanto le operazioni sui titoli quotati devono affluire in borsa;

Rapidità, perché l’utilizzo delle più moderne apparecchiature informatiche e telematiche consentono un veloce abbinamento delle proposte;

Omogeneità, perché i contratti vengono stipulati a condizioni uniformi, secondo regole standardizzate e per quantitativi non inferiori ai minimi di contrattazione stabiliti; quest’omogeneità delle operazioni rende confrontabili le quotazioni di borsa;

Trasparenza, in quanto esistono numerosi servizi che consentono la rilevazione e la diffusione in tempo reale, di tutte le informazioni riguardanti l’andamento del mercato, i quantitativi trattati e i relativi prezzi. La borsa deve offrire agli investitori istituzionali e ai risparmiatori ampie possibilità di scelta; pertanto è opportuno uno sviluppo quantitativo e qualitativo dei titoli trattati, sia per quanto riguarda i valori a reddito fisso o predeterminato sia per quanto riguarda i valori azionari.

Nella borsa valori italiana sono quotate poche centinaia di titoli contro le migliaia delle maggiori borse del mondo.

Si ricordano inoltre i presupposti necessari per un funzionamento efficiente del mercato di borsa, che sono i seguenti:

L’AMPIEZZA: consiste nella presenza costante sul mercato di numerosi acquirenti e venditori che effettuano un intenso e ininterrotto volume giornaliero di scambi.

L’ELASTICITA’: consiste nella prontezza con la quale la domanda e l’offerta reagiscono ad ogni variazione dei prezzi.

LO SPESSORE: è dato dalla presenza di richieste e d’offerte non solo al prezzo espresso dal mercato ma anche a livelli superiori e inferiori a tale prezzo;

L’attuale impianto giuridico della borsa valori italiana e degli altri mercati regolamentati di strumenti finanziari è stabilito dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria nel quale sono state trasferite varie disposizioni contenute nel decreto di reperimento della direttiva europea sui servizi di investimento. Queste nuove norme hanno cancellato il carattere pubblicistico dei mercati degli strumenti finanziari, attribuendo loro una natura privata e aprendoli alla concorrenza internazionale, che ora può svilupparsi sia tra i mercati sia tra intermediari.
IL MERCATO AZIONARIO (MTA)
Il Mercato Azionario è dal 1991 un mercato telematico (MTA). La contrattazione di tutti i titoli avviene cioè attraverso il Sistema Telematico che provvede al matching automatico degli ordini in acquisto e in vendita. La capitalizzazione totale della Borsa è cresciuta raggiungendo il 55,6% del PIL e gli scambi azionari sono aumentati fino a portare la Borsa Italiana al quinto posto in Europa per volume di scambi. Oggi un gran numero di scambi sono realizzati da investitori stranieri.

I prodotti negoziati all'interno dell'MTA sono:



  • Azioni ordinarie

  • Azioni privilegiate

  • Azioni di risparmio

  • Obbligazioni convertibili

  • Diritti di opzione

  • Warrant

  • Covered Warrant (certificati rappresentativi di quote di fondi mobiliari e fondi immobiliari chiusi)

MERCATO OBBLIGAZIONARIO E DEI TITOLI DI STATO (MOT)
Il MOT è nato come mercato al dettaglio nel luglio del 1994 dall'unificazione in un unico mercato telematico delle 10 borse valori italiane. Tutte le transazioni vengono effettuate da banche, imprese d’investimento ed agenti di cambio autorizzati ai sensi del Testo Unico della Finanza.

Il MOT è un comparto del mercato di Borsa dove vengono negoziati contratti di compravendita relativi a titoli di Stato e obbligazioni non convertibili.

La Borsa Italiana stabilisce i quantitativi minimi negoziabili tenendo conto sia delle esigenze di funzionalità del mercato, di agevole accesso al mercato da parte degli investitori istituzionali sia dell'economicità nell'esecuzione degli ordini.

Le categorie di valori mobiliari negoziati nel MOT si differenziano in base alla natura dell'emittente (ente pubblico o privato) e alla modalità di remunerazione:



  • Titoli di Stato:

  • A tasso fisso: BTP (Buoni del Tesoro Poliennali)

  • A tasso variabile: CCT (Certificati di credito del tesoro)

  • Di puro sconto: BOT (Buoni Ordinari del Tesoro)

  • Di puro sconto: CTZ (Certificati di Credito del Tesoro Zero Coupon)

  • Obbligazioni:

  • A tasso variabile (emessi da società o enti pubblici)

  • A tasso fisso

  • Indicizzate

Il MTO: la volontà di completare il nostro mercato mobiliare con nuovi tipi di contratti ha portato anche all'istituzione del mercato dei contratti uniformi a termine di opzioni sui contratti futures in titoli di Stato, denominato comunemente mercato telematico delle opzioni. Il MTO si avvale dello stesso circuito telematico, della stessa organizzazione, delle stesse categorie di soggetti aderenti e della medesima cassa di composizione e garanzia utilizzati dal MIF. In questo mercato sono attualmente quotati le opzioni call e put su BTP futures a dieci anni.



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