Sezione quarta – L’organo giudiziario e gli atti processuali cap. 1 – IL giudice: indipendenza, costituzione, responsabilità civile


CAP. 5 – B) L’intervento principale



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CAP. 5 – B) L’intervento principale
L’intervento principale si ha quando un soggetto interviene in un processo tra altre persone per far valere nei confronti di tutte le parti o di alcune di esse un diritto relativo all’oggetto del diritto già controverso o dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo.

L’intervento principale ha questa caratteristica: il terzo interveniente fa valere, nel processo pendente, un diritto relativo all’oggetto del diritto già controverso nel processo medesimo, nei confronti sia, dell’attore che del convenuto; la sua domanda, quindi, sarà diretta nei confronti di tutte le parti in causa ed incompatibile con le posizioni e le conclusioni di entrambi, perciò non basata sullo stesso titolo dell’azione dell’attore.

L’ipotesi più semplice è quella del processo di accertamento del diritto di proprietà che Tizio abbia instaurato contro Caio e in cui interviene Sempronio per chiedere al giudice di accertare che il proprietario non è Tizio e nemmeno Caio, bensì egli stesso.

Un altro esempio si ha in tema di rivendica: vi è anche la possibilità che il convenuto Caio, possessore del bene la cui proprietà è controversa, quando si difende contro Tizio, affermi di non essere neppure lui il proprietario bensì semplicemente il possessore del bene e chieda il rigetto della domanda di Tizio sulla base del fatto che egli, possessore, non è tenuto a dimostrare la proprietà e che Tizio non ha offerto la prova del suo diritto compatibile con tale stato di fatto. In questo caso l’attore, Tizio, certo non avrà esperito contro il possessore solo un’azione di mero accertamento, ma una domanda di rivendica, vale a dire una domanda con la quale si chiede, sulla base dell’accertamento della proprietà di un bene a favore del soggetto che non ha il possesso, la condanna del convenuto possessore alla restituzione. Tenendo presente che per accertare un diritto uti dominus (esercitato da proprietario: reale e non personale, cioè non basato su un contratto) alla restituzione è necessario preliminarmente accertare la titolarità del diritto di proprietà, fonte del credito restitutorio. Si immagini che intervenga nel processo Sempronio chiedendo che sia accertato a suo favore il diritto di proprietà e quindi il suo diritto alla restituzione con condanna del possessore, oltre al fatto che quest’ultimo riconosca in Sempronio il vero proprietario. Nell’ipotesi più frequente, Caio non vorrà riconoscere neanche i titoli fatti valere da Sempronio, di modo che si avrà una lite trilatera che vede Tizio contro Caio, Sempronio contro Tizio, Sempronio contro Caio.

L’intervento principale è un intervento che si esperisce per contestare i diritti; tale contestazione avviene mediante l’affermazione, da parte del terzo, di un diritto la cui esistenza è incompatibile con quella del diritto controverso oggetto del giudizio pendente tra le parti originarie. Il terzo si afferma titolare di un diritto autonomo ma oggettivamente connesso, e riferendosi in via esclusiva allo stesso oggetto incompatibile, con quello fatto valere dalle altre parti.

L’intervento principale non riguarda solo i diritti assoluti; esso può anche riferirsi a processi aventi ad oggetto un diritto relativo (es. diritto di credito).

Es. Tizio agisce contro Caio chiedendo la condanna di quest’ultimo a versare la somma di 100.000 a titolo di pagamento del prezzo per un contratto di compravendita di un terreno. Sempronio interviene sostenendo di non essere stato parte del contratto di compravendita, ammettendo, quindi, che da quel negozio non è sorto credito alcuno a proprio favore; tuttavia, lo stesso afferma che nel frattempo Tizio ha ceduto a lui il credito e, dichiarando di essere il cessionario, ritiene che Tizio non abbia alcun diritto da vantare nei confronti di Caio. Quest’ultimo, a sua volta, nega di essere obbligato sia nei confronti di Tizio che di Sempronio.

L’intervento principale si tratta di un’opposizione anticipata, poiché il terzo titolare del diritto incompatibile vuole evitare che si formi una decisione che ignori il suo diritto e ne turbi il godimento. Se il terzo non interviene, il giudicato non si estenderà al suo diritto e, a fronte di quel pregiudizio di fatto, egli potrà proporre l’opposizione ordinaria di terzo, se lo vorrà ed in ogni tempo.

L’intervento principale ha in comune con quello litisconsortile il fatto di essere un intervento mediante il quale il terzo propone una domanda giudiziale che avrebbe potuto proporre in via autonoma in un separato processo e che, in quanto introdotta nell’ambito di un giudizio già pendente, allarga l’oggetto del contendere, realizzando un cumulo di domande. Proponendo una domanda giudiziale, il terzo diventa parte del processo in corso, con poteri propri e autonomi. Nel processo così realizzato, a seguito dell’intervento, occorrerà accertare non solo il diritto dell’attore, ma anche quello affermato dal terzo, che è un diritto con lo stesso oggetto.

Si realizza così una lite tra pretendenti, in quanto l’attore originario e l’interveniente principale controvertono sulla spettanza all’uno o all’altro della titolarità in ordine alla medesima situazione soggettiva attiva di credito o di diritto reale su un determinato bene.





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