Sezione quarta – L’organo giudiziario e gli atti processuali cap. 1 – IL giudice: indipendenza, costituzione, responsabilità civile


CAP. 10 – Litisconsorzio necessario



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CAP. 10 – Litisconsorzio necessario
È previsto dall’art. 102 cpc, secondo cui, se la decisione non può essere pronunciata che in confronto di più parti, queste debbono agire (litisconsorzio necessario attivo) o essere convenute (litisconsorzio necessario passivo) nello stesso processo, e se questo è promosso da alcune o contro alcune di esse, il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio entro un termine perentorio da lui stabilito.

Ove ciò non accada, si avrà l’estinzione del giudizio, sanzione più grave rispetto alla cancellazione della causa dal ruolo, in quanto non consente la riassunzione della causa, rendendo necessaria la riproposizione del giudizio.

La differenza tra l’art. 102 e l’art. 107 (intervento per ordine del giudice) sta nel fatto che nel primo caso l’integrazione del contraddittorio è una necessità, essendo in difetto la sentenza inutiliter data, mentre nel secondo caso vi è soltanto un’opportunità di chiamata, che viene valutata discrezionalmente dal giudice, mentre nell’art. 102 la presenza del terzo nel processo prescinde da una scelta del giudice, e scaturisce direttamente dalla legge.

Vediamo ora qual è il presupposto sostanziale del litisconsorzio necessario, che è ovviamente diverso rispetto alla mera comunanza.

L’art. 102 è previsto per quelle ipotesi in cui la legge esplicitamente o implicitamente richiede la presenza di più parti, tutte litisconsorti necessarie, in mancanza delle quali il processo non può validamente svolgersi e concludersi: se il giudice non si accorge della mancanza di un litisconsorte, si perverrà ad una sentenza, ma sarà nulla.

Se la sentenza resa a contraddittorio non integro non viene impugnata nel termine, essa diviene definitiva come atto ma si ritiene che tendenzialmente nei suoi confronti non opererà la regola della conversione dei motivi di nullità in motivi di gravame e così che la sentenza stessa sarà inidonea a dar luogo al giudicato sostanziale sia a qualsivoglia effetto, rimanendo inutiler data.



Ci si chiede quale sia la ratio del litisconsorzio necessario; al riguardo occorre preliminarmente delineare tre modelli costruttivi, a ciascuno dei quali corrispondono varie previsioni esplicite di legge che non possono tuttavia reputarsi tassativamente esaurienti:

  1. sovente ciò può derivare da ragioni di diritto sostanziale inerenti alla plurisoggettività del rapporto litigioso (es. art. 784 cpc, sentenza costitutiva di divisione di una comunione), in quanto la sentenza ha natura costitutiva, estintiva o modificativa del rapporto plurilaterale

  2. in altri casi ciò può dipendere da ragioni prettamente processuali, e ciò accade quando un rapporto giuridico normalmente bilaterale viene azionato da un terzo che fa valere in nome proprio il diritto litigioso al posto del soggetto che è il vero titolare attivo del rapporto: in questi casi il sostituito processuale deve essere anch’egli citato in causa come litisconsorte necessario (ciò accade nel caso di cui all’art. 2900 cc, in cui nei giudizi instaurati in via di esercizio del potere di azione surrogatoria il surrogato è litisconsorte necessario, ed ancora nel caso di cui all’art. 1012 cc, che nel conferire una legittimazione straordinaria all’usufruttuario di un immobile nell’esercitare un’actio confessoria o negatoria servitutis, precisa che il nudo proprietario è litisconsorte necessario)

  3. eccezionalmente, il litisconsorzio necessario può derivare da ragioni di semplice opportunità nei casi previsti dalla legge con previsioni tassative e non suscettibili di estensione analogica. Ad esempio, nel giudizio di divisione ex art. 784 cc, sono litisconsorti necessari, oltre i condividenti, anche i rispettivi creditori, ove si siano opposti alla divisione. In quest’ultimo caso, l’eventuale vizio della sentenza resa a contraddittorio non integro deve essere fatto valere con l’appello, a pena di formazione del giudicato anche sostanziale, e quindi in tal caso la sentenza non è radicalmente nulla, né inutiliter data.

Approfondiamo ora l’ipotesi del litisconsorzio necessario per ragioni di diritto sostanziale, che è quello di maggior rilievo e ampiezza. Al riguardo, occorre operare una distinzione:
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