Sezione quarta – L’organo giudiziario e gli atti processuali cap. 1 – IL giudice: indipendenza, costituzione, responsabilità civile


CAP. 5 – Delle comunicazioni e delle notificazioni



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CAP. 5 – Delle comunicazioni e delle notificazioni
Le comunicazioni sono compiute dal cancelliere d’ufficio al fine di informare le parti che si sono verificati determinati fatti rilevanti per il processo; principalmente che sono stati emanati dei provvedimenti dal giudice, di cui viene data notizia in forma abbreviata e non integrale. Così il cancelliere deve dare comunicazione alle parti del deposito della sentenza, nel termine di 5 giorni, mediante biglietto contenente il dispositivo; e deve altresì comunicare alle parti le ordinanze pronunciate fuori udienza, a meno che la legge ne prescriva la notificazione.

Le comunicazioni si eseguono con biglietto di cancelleria, che deve essere consegnato al destinatario o a lui trasmesso mediante raccomandata o tramite l’ufficiale giudiziario. Le comunicazioni non hanno l’effetto di far decorrere i termini per le impugnazioni, se non nei casi in cui la legge espressamente lo stabilisce, come ad esempio nel caso di regolamento di competenza.

La notificazione è un atto dell’ufficiale giudiziario con cui si porta a legale conoscenza di un soggetto l’atto processuale notificando. Essa è eseguita dall’ufficiale giudiziario mediante consegna al destinatario di copia conforme dell’originale dell’atto notificando. La notificazione non si esaurisce in un singolo atto: essa costituisce propriamente un procedimento che inizia con l’istanza del soggetto richiedente e si conclude con la consegna dell’atto. Le attività a tale proposito prescritte all’ufficiale giudiziario verranno da quest’ultimo documentate con una relazione di notifica, da lui datata e sottoscritta, redatta in calce sia dell’originale dell’atto sia della sua copia consegnata al destinatario. Poiché l’agente notificatore opera, in questa veste, quale pubblico ufficiale, tali indicazioni sono assistite dalla pubblica fede, fino a querela di falso; pubblica fede che compete in generale all’atto pubblico, e quindi anche alla relata di notifica, ma limitatamente ai fatti compiuti dallo stesso pubblico ufficiale o da lui direttamente percepiti. Quando l’attività notificatoria sia stata compiuta nei modi e nei luoghi previsti dalla legge o anche dal giudice ex art. 151, l’atto si presumerà portato a conoscenza del destinatario.

Non sono ammessi equipollenti della notificazione là dove essa sia prescritta. La conoscenza dell’atto o del provvedimento che l’interessato ricevesse con altro mezzo non potrebbe produrre lo stesso effetto. Con il compimento della procedura di notificazione da parte dell’ufficiale giudiziario, gli atti di natura recettizia che ne siano oggetto producono gli effetti, processuali e sostanziali, loro propri. Negli altri casi invece la notificazione ha effetti distinti da quelli dell’atto notificato, ma interni al procedimento nel quale l’atto stesso si inserisce: così la notificazione dei provvedimenti giudiziali ha principalmente l’effetto di far decorrere i termini per le impugnazioni. Nel caso delle sentenza decorre il termine breve (30 giorni per l’appello, 60 giorni per il ricorso per la cassazione), mentre se la sentenza non è stata notificata le impugnazioni si precludono decorsi 6 mesi dal suo deposito in cancelleria.

Le prescrizioni relative alla persona cui dev’essere consegnata la copia sono stabilite a pena di nullità, che si ha anche qualora dalla relata di notifica risulti assolutamente incerta la persona cui la notificazione è fatta o la data.

La nullità dell’atto di citazione può essere sanata, con effetti retroattivi, o in caso di costituzione del convenuto o di rinnovazione della notificazione stessa, da effettuarsi entro il termine perentorio dal giudice.

La notificazione in mani proprie, cioè eseguita mediante consegna personale al destinatario, è preferita ad ogni altra. Il rifiuto del destinatario di ricevere la copia equivale alla consegna della stessa.

Se non ha luogo in mani proprie, la notificazione va effettuata nel comune di residenza del destinatario ovvero, se essa è ignota, nel comune di dimora ovvero, se anche questa è ignota, nel comune di domicilio. Il destinatario deve essere ricercato nella casa di abitazione o dove ha l’ufficio o esercita l’industria o il commercio, ove non lo si rintracci in tali luoghi, dell’atto notificando va consegnata a una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda. In mancanza di queste persone, la copia dell’atto notificando va consegnata dal portiere dell’edificio ove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda, oppure, in mancanza, ad un vicino che accerti di riceverla. In quest’ultimo caso, l’ufficiale giudiziario dà notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata.

Se non può aver luogo con l’osservanza delle disposizioni citate, per irreperibilità o rifiuto a ricevere la copia da parte delle persone indicate dalla legge, la notificazione si esegue mediante deposito della copia dell’atto notificando presso la casa del Comune dove essa doveva avvenire, e consequenziale affissione di un avviso del deposito alla porta dell’abitazione, dell’ufficio o dell’azienda del destinatario, avvertimento al destinatario con raccomandata con ricevuta di ritorno.

La notificazione alle persone giuridiche si esegue presso la loro sede, mediante consegna al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede, o anche al portiere dello stabile, di copia dell’atto notificando. A partire dal 1° marzo 2006 la notificazione può essere anche eseguita alla persona fisica che rappresenta l’ente, purché nell’atto ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale.

Le notificazioni a società non aventi personalità giuridica, alle associazioni e ai comitati non riconosciuti si esegue invece nel luogo in cui detti organismi svolgono la loro attività in modo continuativo o, se ciò non è possibile, alla persona fisica che rappresenta l’ente.

Ricordiamo inoltre che è prevista la notificazione per via telematica e a mezzo PEC.

Le notificazioni alle amministrazioni dello Stato devono essere effettuate mediante consegna presso gli uffici dell’Avvocatura dello Stato nel cui distretto ha sede l’autorità giudiziaria davanti alla quale pende la causa, e dev’essere rivolta all’amministrazione nella persona del Ministro in carica competente. (TU Avvocatura dello Stato – R.D. 1611/1933).

Oltre che con un’attività diretta dell’ufficiale giudiziario, la notificazione può essere eseguita anche per tramite del servizio postale. Forma che è anzi prevista come normale quando la notificazione deve avvenire fuori dalla residenza dell’ufficiale giudiziario. Quest’ultimo deve avvalersi del servizio postale per la notificazione da eseguirsi fuori dal comune di sua residenza, se la parte non richiede che la notificazione sia eseguita di persona; può comunque avvalersi di questo mezzo in ogni caso, sempre purché la parte non richieda la notificazione personale.

La notificazione a mezzo servizio postale si perfeziona per il notificante già alla data della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario.

Per il destinatario la notificazione continua a ritenersi compiuta solo con la sottoscrizione dell’avviso di ricevimento, che deve essere unito all’originale e costituisce prova dell’avvenuta notificazione. In quest’ultima ipotesi i termini per il notificando si computano dalla data di consegna della raccomandata risultante dall’avviso di ricevimento.

La Corte Costituzionale ha di recente fatto del principio in forza del quale la notifica deve considerarsi perfezionata, per il richiedente, al momento della consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario, un principio generale, applicabile a tutti i casi in cui la notificazione, richiesta dall’avvocato in un certo giorno, sia eseguita in un giorno successivo, indipendentemente dalle modalità con cui la notificazione è attuata. La consegna potrà qui essere utilmente provata con la produzione della ricevuta rilasciata dall’ufficiale giudiziario.

Nel silenzio del legislatore, dottrina e giurisprudenza ritengono che la notificazione possa dirsi perfezionata per il notificante solo allo scopo di evitare una decadenza, mentre ad ogni altro effetto occorre la conclusione del relativo procedimento da parte dell’ufficiale giudiziario.

La notificazione si considera eseguita anche ove il destinatario o le persone alle quali può farsi la consegna rifiutino di firmare l’avviso di ricevimento ovvero il destinatario rifiuti il piego raccomandato. Nel caso di notifica a mezzo posta non andata a buon fine e di deposito del piego presso l’ufficio postale, l’agente postale deve darne notizia al destinatario mediante avviso con raccomandata A/R, che deve essere affisso alla porta d’ingresso o immesso nella cassetta delle lettere. In tal caso, la notifica è perfezionata 10 giorni dal compimento di tali operazioni, senza che il destinatario abbia ritirato l’atto.

Forme anomale di notificazione sono la notificazione per pubblici proclami e quelle previste dall’art. 151, le cui modalità sono lasciate in gran parte alla discrezionalità del giudice. La notificazione per pubblici proclami è disciplinata con riguardo all’atto introduttivo del giudizio. In presenza di troppo numerosi destinatari e/o di destinatari di non facile identificazione, qualora ciò renda eccessivamente difficile la notificazione nei modi ordinari, il capo dell’ufficio giudiziario (Presidente del Tribunale): può autorizzare, su istanza della parte interessata e sentito il PM, la notificazione per pubblici proclami. Tale autorizzazione avverrà con decreto steso in calce all’atto da notificare; decreto che indicherà i modi per portare l’atto a conoscenza dei vari interessati nonché quelli, tra i destinatari, cui la notificazione andrà fatta nelle forme ordinarie.

Per esigenze di particolare celerità o per altro motivo, il giudice può prescrivere altre forme di notificazione e particolarmente la notificazione telegrafica, ma anche via fax: queste forme eccezionali potranno essere più facilmente utilizzate per la notificazione di atti minori del procedimento, ovvero quando le ragioni d’urgenza non consentano il ricorso alle forme ordinarie di notificazione. Tale forma di notifica non è però ammessa nei casi di notifica all’estero, in cui si applicano specifiche modalità prescritte da convenzioni internazionali, pena l’inesistenza della notifica.

Dal luglio 1994, in forza della l. 53/1994, anche gli avvocati possono direttamente eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa, stragiudiziale. Per far ciò, gli avvocati devono essere stati autorizzati dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, e di regola la notifica dovrà essere effettuata attraverso il servizio postale. La notificazione personale è possibile soltanto se il destinatario sia un altro avvocato.

Nel corso del processo di cognizione le notificazioni e le comunicazioni alle parti costituite si fanno presso il loro avvocato; se la parte si è costituita personalmente le notifiche andranno fatte nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto.

Dopo la riforma del 2009, essa va effettuata, ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, mediante consegna di una sola copia all’avvocato costituito nel precedente grado di giudizio per più parti.

Analogamente, l’impugnazione di una sentenza può essere fatta attraverso la notifica di un’unica copia del relativo atto al difensore costituito per più parti nel precedente grado del giudizio.

Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano di regola mediante deposito in cancelleria. Modalità alternative sono la notificazione, lo scambio documentato con l’apposizione sull’originale del visto dell’avvocato ricevente, ed ora anche la trasmissione a mezzo telefax o posta elettronica.





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