Sezione V penale



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§5 - LE SINGOLE POSIZIONI

(1) - RIINA. Il ricorso è infondato.

Il senso della motivazione è evidente. Nel torno di tempo di cui ci si occupa, solo il piccolo gruppetto, composto da Riina e da altri suoi fedelissimi, cui si riferiscono Cancemi e Brusca, decideva dei delitti eccellenti, ed ha deciso dell'omicidio Lima. Ciò significa che non vi è stata una riunione assembleare a cui hanno partecipato, o avrebbero dovuto partecipare, altri capi - mandamento, o i loro sostituti. E la sentenza non lo afferma. Dice che la regola della Commissione sarebbe stata rispettata indirettamente (colloqui, bigliettini, avvocati, sostituiti), ma non lo ha dimostrato. Ma tanto non giova a Riina e Ganci.

Difatti, la sentenza dimostra che quel novero ristretto di persone, di cui entrambi facevano parte, ed a cui fanno riferimento entrambi i dichiaranti, nel tomo di tempo indicato, ha discusso in più occasioni e deliberato l'omicidio. Brusca, che ha preso parte successivamente ai loro incontri, riscontra Cancemi ed entrambi trovano conferma nelle ragioni dell’omicidio, nel luogo di commissione, nel tempo e nei modi e nelle vicende di contorno, come ricostruite, anche attraverso altri dichiaranti. Sotto quest’ultimo profilo, il coinvolgimento di Lima con Cosa Nostra, ancorché da un certo punto in poi sia oggetto di illazioni (intorno alle quali soltanto si appuntano censure fondate, ma irrilevanti, nel ricorso), si è detto dimostrato in limiti incontroversi, attraverso riferimenti plurimi ed inconfutati.

E si è detto anche che è rilevante quanto in sentenza si dimostra ritenuto da coloro che hanno deciso l'omicidio in relazione agli eventi, limite nel quale la dimostrazione della

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linea strategica individuata risulta incensurabile. Da ultimo la sentenza fornisce il riscontro degli stessi uomini di mafia che non contestano l'attribuibilità a Riina, ed a chi gli era prossimo in quel torno di tempo, la decisione del delitto (a ben vedere su questo o, che concerne solo Ganci, l'incrocio tra Brusca e Cancemi ha riscontro logico, anche per la sua reiterata prossimità a Riina, ed all'intervento attribuitogli nelle riunioni avutesi dopo l'arresto di lui, cosa che risulta dei tutto incontestata in questa sede).

Ogni altra censura dei ricorso non è consentita (art. 606/3 CPP), in quanto prospetta valutazioni alternative di merito.

Non risulta proposta alcuna questione specifica circa il reato associativo.

(2) - MADONIA. Il ricorso è fondato (§ 2). Non risultano proposte questioni specifiche circa il reato associativo.

(3) - TROJA. Il ricorso è infondato (§3). Le questioni di improcedibilità per precedente giudicato e continuazione, inverificabili in questa, per genericità ed insufficienza dei riferimenti, ai sensi degli artt. 669 - 671 CPP, potranno essere proposte in sede esecutiva.

(4) - CALO'. Il ricorso è fondato (§2). Non vi sono questioni circa il reato associativo.

(5) - GRAVIANO. Il primo motivo è fondato (§2). E' Inammissibile il secondo motivo, in quanto propone scelte alternative di fatto (valutazioni di attendibilità e scelte riservate al giudice di merito). Sono manifestamento infondati il terzo ed il motivo nuovo, ed infondato il quarto (§1).

(6) - ROTOLO. Sono infondati i primi due motivi (e motivo nuovo) per le ragioni dette a proposto di (3) Troja, ferma la possibilità di proporre in sede esecutiva le questioni in punto di giudicato - continuazione, ed il quarto (§1). il terzo è inammissibile: propone valutazione alternativa di merito.

(7) - AGLIERI. Il primo motivo è infondato, non risultando la sostenuta contestazione chiusa nei suoi confronti circa il reato associativo. Il motivo 3° è fondato (§2), ed assorbe il 2°. Il quarto è infondato (§1).

(8) - MONTALTO S. Il ricorso è fondato (§2). Non risultano proposte questioni circa il reato associativo.

(9) MONLALTO G. Il ricorso è fondato negli stessi termini ritenuti per Montalto S..

(10) BUSCEMI. Il secondo motivo è fondato (§2). Il primo motivo di ricorso è infondato (§3), con la precisazione che sono inammissibili, in quanto non consentite in questa sede, per come argomentate, le questioni circa le implicazioni, per sostenute ragioni di salute, della sua costituzione in carcere, e il mantenimento della carica, nonché la ricostruzione diversa da quella svolta in sentenza intorno alla sua posizione nell'organizzazione. Il terzo, corollario dei precedenti, del pari propone valutazioni alternative di merito.

(11) GERACI. Il ricorso è fondato (§2). Non vi sono questioni di reato associativo.

(12) PALAZZOLO. Il primo motivo è infondato, risultando conseguente la motivazione con la quale la sentenza perviene alla conferma di responsabilità. Oltre il ricorso (valutazione di attendibilità dei dichiaranti è inammissibile (in quanto ripropone questioni di fatto, che implicherebbero la rivalutazione attraverso gli atti dei materiale probatorio). Il secondo è generico. L'assenza di puntuali riferimenti impedisce la verifica. Tuttavia, come si è già detto in casi analoghi, la questione può essere proposta in sede esecutiva, ove vi sia un diverso giudicato intorno agli stessi fatti, comunque qualificati.

(13) BONO. Il ricorso risulta fondato nella parte relativa alla mancata valutazione dei

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termini del giudicato relativo alla condanna precedente, pure tenuta da conto in sentenza, e puntualizzata sufficientemente in questa sede, ed intorno a cui ruota ogni altra argomentazione, e conseguentemente all’incompiuta valutazione della sua vicenda personale, che non risulta valutata, come contestato in appello, anche circa la reale incidenza storica dei riferimenti dei collaboranti. Ogni altra questione, pertanto, è da ritenersi assorbita.

(14) PORCELLI. Il ricorso è infondato. Tutte le questioni vanno risolte negli stessi termini di quanto si è detto circa il ricorso per Rotolo (6).

(15) CUSIMANO. I primi quattro motivi di ricorso sono fondati (§4), il 5° assorbito. Il 6° è inammissibile, perché propone valutazioni di fatto circa la sua prossimità all’associazione. Il settimo è infondato (§1).

(16) GANCI. Il ricorso è infondato, per le ragioni già spiegate, trattando di (1) Riina.

(17) FARINELLA. Il ricorso è fondato (§2). Non risultano specificate questioni circa il reato associativo.

(18) SPERA. Il ricorso è fondato per quanto concerne il delitto di omicidio (§2) e connessi. Circa l’altro reato, in sede di determinazione eventuale di pena, dovrebbe valutarsi l’incidenza parziale del precedente giudicato, onde allo stato la questione è assorbita.

(19) LA BARBERA. Il ricorso è fondato (§2). Non risultano proposte questioni specifiche in punto di reato associativo.

(2O) SCALICI. Il primo motivo è fondato ed assorbe il secondo (§4). L’ultimo è infondato, per quanto ritenuto in via preliminare.

(21) BIONDO. Il primo motivo è fondato (§4). Il secondo infondato (§1).

(22) CANCEMI. Il primo motivo è infondato (§1). Il secondo è inammissibile, dal momento che la scelta degli indici pena e della sua attenuazione è esclusiva del giudice di merito, ed incensurabile in Cassazione.


p.q.m.

annulla la sentenza impugnata nei confronti di Madonia Francesco, Calò Giuseppe, Graviano Giuseppe, Aglieri Pietro, Montalto Salvatore, Montalto Giuseppe, Buscemi Salvatore, Geraci Antonino, Cusimano Giovanni, Farinella Giuseppe, Spera Benedetto, La Barbera Michelangelo, Scalici Simone e Biondo Salvatore, limitatamente ai reati di omicidio, detenzione e porto di armi e furto, e in punto di determinazione della pena per il reato associativo, nonché nei confronti di Bono Giuseppe per il reato a lui ascritto; con rinvio, ad altra sezioni della Corte di Assise di Appello di Palermo, per nuovo esame.



Rigetta, nel resto, i ricorsi dei predetti imputati, ad eccezione di quello di Bono Giuseppe. Rigetta i ricorsi di Riina Salvatore, Ganci Raffaele e Cancemi Salvatore, nonché di Troia Mariano Tullio, Rotolo Antonino, Palazzolo Vito e Porcelli Antonino, che condanna, il solido, al pagamento delle spese processuali.
Roma, 27.04.01


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