Shema' Esperienze di ascolto della Parola di Dio per ragazzi



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Azione Cattolica dei Ragazzi




SHEMà
Esperienze di ascolto della Parola di Dio per ragazzi

2013-14

Sussidio per gli educatori


A cura dell’Ufficio Centrale ACR.
Hanno collaborato: don Mattia Cavazzoni, Stefano Cittadini, Andrea Fabiani, Cecilia Farina, Emanuela Romeo, Stefania Schettino, Cristina Pirulli

PRESENTAZIONE del SUSSIDio
«Nella fede, dono di Dio, virtù soprannaturale da Lui infusa, riconosciamo che un grande Amore ci è stato offerto, che una Parola buona ci è stata rivolta e che, accogliendo questa Parola, che è Gesù Cristo, Parola incarnata, lo Spirito Santo ci trasforma, illumina il cammino del futuro, e fa crescere in noi le ali della speranza per percorrerlo con gioia». 1

La comunità cristiana narra la Parola e narrandola se ne fa testimone ai piccoli. E’ nella trasparenza di questo racconto, nella sua accessibilità non “nonostante” bensì “attraverso” le categorie dell’infanzia che avviene quell’incontro dei ragazzi con la persona di Gesù Cristo. Trasmettere la fede ai piccoli significa allora favorirne l’incontro con la Parola – nella lettura condivisa con la comunità come in quella personale - perché ciascuno di loro possa rispondere con un abbraccio a quel «Tu che chiama per nome2».

Il sussidio Shemà, che ormai da alcuni anni l’Acr propone, vuole fornire degli strumenti per far sì che, nella familiarità con la Parola, i ragazzi costruiscano ed alimentino il proprio rapporto personale di amicizia e di fiducia con il Signore Gesù per appropriarsi dello stile di vita evangelico e conformare la loro vita a quella del Maestro.

Il sussidio è così articolato:

- nella prima parte sono presentate le scelte di metodo che l’Acr compie nell’accostare i ragazzi alla parola di Dio;

- nella seconda sono raccolte le tre esperienze che accompagnano e sostanziano il cammino formativo annuale: Betània – lectio divina sul brano biblico dell’anno, che mette in evidenza la bellezza di lasciarsi affascinare dall’essenziale, dallo stare con il Signore; Al pozzo di Sìcar – ritiro spirituale di Avvento, che ci fa rivivere l’esperienza della samaritana che trova nel pozzo della Parola l’acqua viva che disseta il suo desiderio di Dio; Tàbor – week-end di spiritualità di Quaresima per 12/14 che ci rimanda all’esperienza della contemplazione e dello “stare con Gesù”, vissuto dai discepoli nella trasfigurazione.

Si tratta di far maturare attraverso queste esperienze – che non costituiscono proposte aggiuntive al cammino formativo annuale ma ne completano l’itinerario in profondità – un approccio di tipo affettivo e relazionale nei confronti della Parola. In questa prospettiva Shemà opta per la significatività dell’esperienza, per una misura alta della vita spirituale, possibile anche ai piccoli.

Come per qualsiasi strumento posto nelle mani degli educatori, è fondamentale anche per questi itinerari di spiritualità il lavoro di mediazione tra ciò che è proposto nel sussidio e la realtà dei vostri gruppi ACR; fate in modo che la Parola entri davvero nella vita dei ragazzi che vi sono stati affidati!

Con l’augurio di un buon cammino,
L’Ufficio Centrale Acr
I RAGAZZI INCONTRANO LA PAROLA DI DIO

La lettera a firma della Commissione Episcopale per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della CEI, emessa nel quarantesimo del Documento base, ha ribadito la necessità di centrare gli itinerari di fede sull’incontro e la scoperta della persona di Gesù. «Il centro vivo della catechesi è la persona di Gesù e la catechesi ha lo scopo di farcelo conoscere, di educarci ad accoglierlo, a seguirlo, a entrare in comunione vitale con colui che ci introduce al mistero della Trinità, della Chiesa e dell’uomo rinnovato dallo Spirito3». Conoscere il Cristo presuppone il conoscere ciò che la Scrittura dice di lui. Incontrando la Parola incontriamo Cristo stesso, qui ed ora, nelle pieghe della storia di ogni giorno. La conoscenza, l’amore e la sequela del Maestro si intrecciano infatti in un circolo virtuoso in cui alla Parola si riconosce il valore di fonte inesauribile. E’ a partire dalla Parola e con la Parola che la nostra vita assume una fisionomia secondo il cuore di Dio. È proprio nella familiarità con la Parola che anche i ragazzi possono accogliere un’immagine di Dio sempre più vicina a quella che lui stesso ci ha rivelato nella vita e nella predicazione del suo Figlio.

Ma cosa significa questo concretamente? E’ davvero possibile aiutare i ragazzi a sentirsi a loro agio in un terreno – la Scrittura – che già a molti cristiani appare nel linguaggio e nei contenuti oscuro, complesso, riservato unicamente a chi possiede gli strumenti per la decodifica?

L’esperienza di relazione vissuta dai bambini con Dio è autentica, così come autentici sono l’ascolto e la comprensione della Parola di cui – seppur con le caratteristiche dell’età e le coordinate dell’infanzia - sono capaci. Si tratta di accompagnarli quindi, attraverso delle scelte adeguate, ad appropriarsi della dinamica che è alla base di una relazione solida con la Parola di Dio nella vita cristiana: l’ascolto, l’interiorizzazione, l’interpretazione e la conversione. Sono processi assimilabili ai gradi principali della lectio divina che ha aiutato al Chiesa fin dai primi secoli a nutrirsi della Parola e che l’Acr ha provato a tradurre nei quattro passaggi che guidano tutte e tre le proposte presenti in questo sussidio:

- cosa dice la Parola;

- cosa dice a me;

- cosa dico io;

- la regola di vita.


COSA DICE LA PAROLA

È il primo passo con cui i ragazzi si accostano alla Parola. È importante creare un clima di ascolto e far comprendere come il silenzio sia importante per cogliere il messaggio di Gesù. L’introduzione al brano attraverso una proposta di ambientazione consente ai ragazzi di prendere gradualmente consapevolezza dell’eccezionalità di quest’incontro, facilitando la successiva lettura del brano e la comprensione del significato dello stesso.


ENTRO NEL CONTESTO

È il momento in cui i ragazzi sono chiamati ad entrare nel brano attraverso la riproduzione di alcuni elementi dei luoghi (o dei temi) narrati nel Vangelo, provando ad immaginare dove e come si sono svolti gli eventi che si apprestano a leggere. Una semplice attività li aiuta a capire il significato profondo di alcuni elementi fondamentali per la comprensione del brano biblico scelto. L'ambientazione deve poi coinvolgere tutti i sensi (udito, odorato, vista...) tendendo a favorire l'immedesimarsi dei ragazzi nel racconto.


LEGGO

È il momento in cui il brano viene proclamato; i ragazzi devono essere aiutati a proiettare tutto se stessi nella scena. Si tratta di stimolarli ad usare la categoria del vedere/immaginare, di accompagnarli in un ascolto profondo ed attento che non trascuri i particolari. Il libro della Parola deve essere posto al centro dell'attenzione, introdotto con solennità (accensione di una lampada, invocazione allo Spirito...). La lettura poi può avvenire a più voci, mantenendo sempre uno stile che ne comunichi l’importanza.


CAPISCO

È il momento di contestualizzare il brano, di entrare in esso: quali sono le azioni che vengono compiute? Chi le compie? Dove? Qual è il tempo in cui si svolge il brano? È importante sottolineare i soggetti, i verbi, quale rapporto ha Gesù con gli altri personaggi del brano, come questi interagiscono tra loro.


Esempio:
È essenziale aiutare i ragazzi a calarsi nella situazione in cui quella Parola è stata annunciata. Si tratta di fotografare e di far rivivere ai ragazzi quel momento di annuncio a partire dalla loro vita. Questo permette poi di far venir fuori le nostre logiche, i nostri modi di vedere le cose per poterli modificare secondo ciò che Dio vede.
COSA DICE A ME

Il Signore mi parla attraverso la sua Parola. Mi chiedo pertanto cosa Gesù vuol dire alla mia vita con questo brano? Che indicazioni mi dà? I ragazzi sono invitati ad accostarsi al brano personalmente, nel silenzio, per rintracciare quali elementi la Parola suggerisca per una conversione profonda della propria vita. Alcune provocazioni loro affidate e opportunamente commisurate possono sostenerne e stimolarne la riflessione.


COSA DICO IO

A ciascuno Dio rivela una verità per la sua vita. Condividere significa manifestare, con semplicità di cuore, la risonanza interiore che ha avuto la Parola ascoltata-meditata-pregata personalmente. La condivisione di ciò che personalmente il Signore ha comunicato contribuisce ad edificare tutta la comunità ed a maturare un atteggiamento di sincera accoglienza reciproca con la convinzione che l’altro può illuminarmi, può aiutarmi a comprendere maggiormente il significato di quella Parola.

Dopo l’ascolto è il momento della risposta: nella preghiera i ragazzi esprimono tutto ciò che sta loro a cuore e che Gesù ha suggerito durante il tempo di meditazione. Questo momento si conclude con un impegno personale e di gruppo da prendere e a cui restare fedeli.
PER UNA REGOLA DI VITA

Gli itinerari di spiritualità si propongono di aiutare i ragazzi a costruire sempre meglio la propria regola di vita. Già il sussidio del campo scuola contiene questa attenzione che lo strumento Tutto in regola concretizza attraverso otto verbi. Andare, vedere, seguire, restare, ascoltare, rendere grazie, cercare, prendersi cura tracciano infatti una strada per aiutare i ragazzi a leggere la propria esistenza a partire dalla Parola ascoltata nella vita della Chiesa, ad alimentare la relazione con Cristo sviluppando la propria interiorità, a crescere nella capacità di stare con se stessi, con gli altri e con Dio.

Non si tratta di dare delle regole, ma di «assumere un progetto di vita cristiana che ne costituisca la sintesi, ne indichi lo stile, ne esprima le intenzioni profonde4». Le semplici domande poste alla fine di ogni proposta facilitano i ragazzi nella sintesi del percorso fatto spingendo a rilanciare nella vita quotidiana gli atteggiamenti da custodire. Il quaderno associato agli itinerari può essere un utile strumento da far usare ai ragazzi per questo lavoro personale così come anche gli eventuali strumenti già usati per la costruzione della regola di vita durante il campo scuola.
ALCUNE ATTENZIONI PER UN’ESPERIENZA SIGNIFICATIVA

Il luogo

È necessario creare un ambientazione che aiuti i ragazzi ad entrare “dentro” il brano, nel tempo di Gesù, nei luoghi percorsi da lui. Bisogna insomma garantire un contesto in cui i ragazzi possano sentirsi a loro agio, sottratti a possibili ed inutili distrazioni. Qualora l’esperienza venga vissuta nella consueta stanza in cui si svolge l’incontro Acr è bene prepararla e connotarla diversamente.


Il materiale

È importante fare in modo che i ragazzi abbiano con sé la propria Bibbia oltre al programma dettagliato dell’iniziativa. In mancanza si mettano a disposizione dei Vangeli o – al limite – le fotocopie con il testo della Scrittura. A ciascuno siano poi dati fogli, matite e pennarelli per scrivere riflessioni e sottolineare parole.


Il silenzio

E’ preferibile limitare al minimo le distrazioni possibili; se lo si ritiene opportuno sarebbe meglio che i ragazzi lascino in una cesta il proprio telefono, l’orologio e tutto ciò che possa distrarli. Gli effetti personali vengono poi riconsegnati al termine dell'incontro.


Il ruolo di chi guida la meditazione

Durante l’esperienza di ascolto della Parola è fondamentale il ruolo di chi guida la meditazione, sia che sia il sacerdote assistente, l’educatore, una religiosa o un altro laico. Chi guida infatti, conduce i ragazzi attraverso un itinerario che lui conosce molto bene; solo così può accompagnare il gruppo a vivere bene questo momento. È poi ovviamente sostanziale anche il compito degli educatori, chiamati ad aiutare i ragazzi ad accostarsi con semplicità ma anche con verità al testo sacro. È importante che ci sia un buon lavoro d’equipe che coinvolga tutti coloro che devono poi condurre l’incontro. Ciascuno deve sapere bene cosa deve fare e come deve svolgere il suo compito!


I numeri

Pur tenendo conto delle esigenze delle diverse realtà è bene sapere che un numero di partecipanti non troppo alto può aiutare a vivere bene l’esperienza proposta favorendo l’ascolto, la meditazione ed un clima disteso nelle relazioni e nella condivisione.



TRE ESPERIENZE POSSIBILI

Sono tante le esperienze fattibili per aiutare i ragazzi ad accostarsi alla Parola. In questo sussidio ne vengono proposte tre che, tra le esperienze vissute nelle diocesi e nelle parrocchie fino ad oggi, possono essere facilmente fruibili. L’intento, al di là dell’itinerario in sé, è quello di provare a tradurre uno stile nell’approccio alla Parola che dovrebbe contraddistinguere tutti gli itinerari formativi e le esperienze proposte dall’Acr.

Gli itinerari proposti possono essere, per i gruppi di 12/14, l’occasione per condividere con i gruppi giovanissimi un tratto di strada. L’accompagnamento ai passaggi evolutivi nella vita dei ragazzi passa innanzitutto attraverso delle esperienze concrete. L’esperienza di intimità con la Parola li aiuta a riscoprire costantemente «quel legame fraterno impresso in noi dal gesto creatore di Dio» (ACI, Perché sia formato Cristo in voi. Progetto formativo, Roma 2004, p. 41).

Ecco l’essenziale perché la vita associativa possa essere davvero «rivolta alla crescita della comunità cristiana nella comunione e nella testimonianza evangelica».



Betania

È una lectio divina sull’icona biblica che l’associazione sceglie annualmente per il cammino associativo. Si tratta si un’esperienza da poter vivere nel gruppo durante il normale svolgimento degli incontri settimanali, oppure durante una giornata di ritiro organizzata per i ragazzi o per tutta l’associazione, nella settimana dello Spirito, all’interno di una proposta di più giorni. L’icona biblica che dà il nome a questo strumento - Betània - richiama non solo il legame di amicizia con Gesù che va custodito e alimentato (come Marta, Maria e Lazzaro), ma soprattutto richiama al cuore della vita del cristiano: “una sola è la cosa necessaria” (cf. Lc 10,42), l’ascolto di Cristo e l’alimentare la propria fede in lui perché diventi una fede matura.


Al pozzo di Sìcar

Si tratta di un ritiro spirituale per i ragazzi, un momento di ascolto prolungato della Parola, che prova a coniugare il silenzio e la riflessione personale con la dimensione della condivisione e della fraternità, così da fare esperienza di Dio all’interno di un cammino di fede condiviso. La Parola è il pozzo a cui attingere per cogliere il significato profondo che il Signore vuole dare alla nostra vita. Il tempo pensato per questo ritiro è il tempo di Avvento/Natale. L’immagine del pozzo a cui la Samaritana si è accostata per bere l’acqua che disseta per sempre è particolarmente significativo e ci fa già pregustare il significato che vogliamo dare a questo momento.






Tabor

È la proposta di un’esperienza residenziale di due giorni realizzabile, sia a livello parrocchiale che diocesano, con i 12/14 ed i giovanissimi. È un tempo prolungato di conoscenza di se stessi alla luce della Parola di Dio, nel quale sperimentare un’iniziazione alla preghiera liturgica della Chiesa, vivere momenti di silenzio personale sempre però nello spirito di una condivisione della Parola, spezzata per tutta la comunità cristiana e non solo per il singolo.

Il Tabor è il monte sul quale Cristo si trasfigura. I discepoli contemplano questa grande realtà prima di tornare all’ordinarietà, rinnovati da un incontro che svela il progetto di Dio su suo figlio e su ciascuno di loro. La stessa esperienza è possibile per noi discepoli dell’oggi se sappiamo contemplare Dio e tornare alla nostra vita di ogni giorno rinnovati e rafforzarti dalla sua presenza, per essere contemplattivi.

BETANIALectio divina per bambini e ragazzi
INVITATI ALLE NOZZE
Lectio divina per bambini e ragazzi

sull’icona biblica dell’anno Mt 22,1-14
INTRODUZIONE

L’icona biblica pregata e meditata nella lectio divina proposta, vuole aiutare i bambini e i ragazzi ad approfondire il brano di riferimento per questo anno associativo. Gesù maestro parla spesso ai suoi discepoli utilizzando le parabole. Queste non costituiscono un insegnamento di minore rilevanza, né si riducono ad un semplice racconto edificante, alla stregua delle favole. Con le parabole Gesù trasmette qualcosa di molto più profondo: insegna la novità assoluta del regno di Dio.

In particolare, attraverso questa parabola, Gesù presenta alla folla il Regno dei cieli, definendolo come un banchetto di nozze al quale tutti sono invitati. Il banchetto è un momento di festa, di convivialità, nel quale il festeggiato ha desiderio di condividere tutto se stesso con le persone a lui più care. La venuta del Regno allora, richiamata più volte nel vangelo di Matteo, diventa la promessa di una grande gioia che non fa distinzioni fra buoni e cattivi. Non tutti però sanno recepire questa promessa: alcuni la allontanano, altri non se ne curano, altri ancora la accolgono senza mettersi in gioco completamente e per questo non possono prendere pienamente parte con Cristo.

Attraverso questa lectio divina i bambini e i ragazzi vengono aiutati a capire e ad accogliere le grandi promesse che Dio fa alla loro vita: promesse di gioia e di festa che derivano dallo stargli accanto. Come gli invitati alle nozze del passo di Matteo, comprendono che il Signore li attende alla sua tavola e si interrogano sul proprio modo di rispondere all’invito ricevuto. Il cuore della parabola è poi rappresentato dal momento in cui il re scorge un uomo che non indossa l’abito nuziale, quella stessa veste che tutti abbiamo ricevuto nel giorno del battesimo.

Facendo memoria delle parole pronunciate nel Rito del battesimo, i bambini ed i ragazzi scoprono così di aver ricevuto in quel giorno l’abito della festa, segno della nuova dignità di figli di Dio; sono stati quindi chiamati a portarlo «senza macchia per la vita eterna» (Rito del battesimo, 119) rivestendosi dell’amore smisurato e incondizionato di Cristo.

I bambini ed i ragazzi si confrontano infine con gli altri protagonisti di questa parabola – i servi – domandandosi cosa significa e come è possibile per loro spingersi fino ai «crocicchi delle strade». Come fare in modo che ogni persona sia raggiunta dall’invito al banchetto del re?

La lectio divina è un tempo privilegiato di incontro con Gesù, in cui i ragazzi hanno la possibilità di sperimentare la bellezza di accostarsi alla Parola di Dio, di lasciarsi incuriosire, interpellare ed istruire da essa. Per offrire ai protagonisti di questa proposta «una lettura calma, attenta e accogliente, nel rispetto della Parola e dell’azione dello Spirito che ce la fa comprendere» è bene essersi in precedenza soffermati sul brano personalmente, avervi riflettuto nel gruppo di appartenenza e con il gruppo educatori, accompagnati nella lettura dall’assistente.

ICONA BIBLICA (Mt 22,1-14)
1Gesù riprese a parlare loro con parabole e disse: 2"Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. 3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. 4Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: "Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". 5Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. 7Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; 9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". 10Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. 11Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. 12Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. 13Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". 14Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti".
COSA DICE LA PAROLA
ENTRO NEL CONTESTO

Per aiutare i bambini ed i ragazzi ad entrare in relazione con la Parola, è importante che l’ambiente, predisposto per l’esperienza della lectio divina, li aiuti a partecipare attraverso tutto sé stessi: il loro corpo, i loro sensi, la loro intelligenza, la loro grande capacità di immaginazione e di immedesimazione nel contesto. In particolar modo l’ambientazione deve aiutarli a sentire che la Parola che leggono e pregano è rivolta direttamente alla loro vita, qui ed ora.

L’invito a partecipare al banchetto di nozze, richiama il sentirci convocati alla mensa della Parola e dell’eucaristia. Per questo motivo, il brano si presta molto bene a presentare ai ragazzi questi elementi dell’aula liturgica attorno ai quali ci ritroviamo ogni domenica, talvolta senza conoscerne il significato. La lectio si svolge quindi intorno all’ambone e all’altare di una chiesa o di una cappella, in modo da formare – se lo si ritiene opportuno – un unico cerchio intorno a questi due elementi.

I ragazzi si ritrovano davanti all’ingresso del luogo in cui viene vissuta la lectio. Ognuno dei presenti riceve un invito per prendere parte ad un grande banchetto di nozze. L’invito (realizzato attraverso un foglio A4, piegato in tre parti) imbustato e rigorosamente nominativo, può riportare le seguenti parole:




N., amico mio,

sono felice di invitarti a prendere parte al grande banchetto di nozze che si terrà questo pomeriggio proprio qui, nella tua parrocchia.
La festa è pronta, non mancare!

PS. Se desideri partecipare, indossa l’abito giusto!

E’ bene che l’invito sia applicato su una delle sei facciate foglio, meglio se staccabile. All’interno della busta i ragazzi trovano anche il disegno di una veste bianca (o una stoffa che ne richiami la forma), corredata di una spilla da balia. I ragazzi sono invitati a leggere l’invito e a lasciarsi interrogare da alcune provocazioni che trovano sul retro.



  • Ti incuriosisce questo invito? Chi lo ha mandato secondo te? E’ la prima volta che ricevi da Lui un invito del genere?

  • Cosa/chi non può mancare perché una festa sia davvero bella?

  • Cosa ti aspetti?

Viene a questo punto mostrato ai ragazzi un tableau mariage in cui i nomi di tutti i presenti sono raccolti in corrispondenza di tanti tavoli bianchi (staccabili dal cartellone). Ciascun tavolo rappresenta il gruppo in cui ogni ragazzo viene rispettivamente invitato a condividere quanto suscitato in lui dalle provocazioni scoperte sull’invito. I ragazzi controllano il tavolo a cui sono associati e si riuniscono nel proprio gruppo per riflettere sulle provocazioni. Quanto emerso può venire annotato sul tavolo bianco del gruppo, staccato dal tableau da uno dei ragazzi o dall’educatore.

Al termine della discussione i ragazzi sono invitati a prepararsi alla festa indossando l’abito nuziale, ovvero appuntando alla propria maglietta la veste bianca trovata nella busta.

Una volta entrati si dirigono in maniera ordinata (come per ricevere l’eucaristia) verso l’altare dove il sacerdote li accoglie con queste parole (cfr. Rito del battesimo,40):

«Caro N.,

con grande gioia

sei accolto in questo banchetto.

Così come nel giorno del battesimo,

io ti segno con il segno di croce».



(traccia sulla fronte del ragazzo il segno di croce)
Dopo il gesto, ogni ragazzo si dispone attorno all’altare o, se lo si preferisce, nei posti dell’aula liturgica.

Prima della proclamazione del brano i ragazzi siano guidati a comprendere la disposizione assunta ripartendo proprio dal secondo interrogativo presente nell’invito.

In una festa che si rispetti non può mancare il cibo, che noi consumiamo insieme alla mensa dell’altare; il dialogo fra gli invitati, che viviamo in particolar modo nella liturgia della Parola (ambone); gli invitati stessi, senza i quali non c’è possibilità di festeggiare… anche se tutto il resto è pronto! Infine non può di certo mancare il festeggiato, che ci dà il motivo di essere lì e a cui noi facciamo onore con il canto, i gesti e gli atteggiamenti del corpo5, gli strumenti attraverso i quali esprimiamo la lode al Signore. Si fa quindi notare ai ragazzi che il posto del festeggiato è ancora vuoto: sull’ambone infatti non è ancora stato posto il libro della Parola.



Entro nel contesto - ambientazione
Padre nostro week end
T. e con il tuo spirito



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