Si tratta di una ipotesi, per così dire oggettiva di risoluzione, legata a vicende che coinvolgono la persona dell’appaltatore



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13.11.2018
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La risoluzione del contratto prevede come legittimati attivi il responsabile del procedimento nel caso di cui all’art. 135 e il direttore dei lavori nel caso di cui all’art. 136.

  • La risoluzione del contratto prevede come legittimati attivi il responsabile del procedimento nel caso di cui all’art. 135 e il direttore dei lavori nel caso di cui all’art. 136.



La prima disposizione attribuisce al responsabile la possibilità di risoluzione del contratto qualora siano stati accertati, nei confronti dell’appaltatore, comportamenti che mettano in dubbio la sua serietà e affidabilità o facciano presumere collegamenti con associazioni di tipo mafioso o camorristico e ciò attraverso un provvedimento di prevenzione o una sentenza di condanna per frode o violazione agli obblighi di sicurezza sul lavoro, e, a seguito di tanto, dopo una determinazione di risoluzione, l’Amministrazione committente scioglie direttamente e unilateralmente il rapporto contrattuale insorto con l’appaltatore.

  • La prima disposizione attribuisce al responsabile la possibilità di risoluzione del contratto qualora siano stati accertati, nei confronti dell’appaltatore, comportamenti che mettano in dubbio la sua serietà e affidabilità o facciano presumere collegamenti con associazioni di tipo mafioso o camorristico e ciò attraverso un provvedimento di prevenzione o una sentenza di condanna per frode o violazione agli obblighi di sicurezza sul lavoro, e, a seguito di tanto, dopo una determinazione di risoluzione, l’Amministrazione committente scioglie direttamente e unilateralmente il rapporto contrattuale insorto con l’appaltatore.



Si tratta di una ipotesi, per così dire oggettiva di risoluzione, legata a vicende che coinvolgono la persona dell’appaltatore.

  • Si tratta di una ipotesi, per così dire oggettiva di risoluzione, legata a vicende che coinvolgono la persona dell’appaltatore.



L’art. 136 del Codice regolamenta invece le fattispecie di risoluzione del contratto conseguenti a grave inadempimento o grave ritardo dell’ appaltatore nell’ esecuzione dei lavori pubblici, con intervento ad iniziativa del direttore dei lavori e, in seconda battuta, del responsabile unico e della stazione appaltante.

  • L’art. 136 del Codice regolamenta invece le fattispecie di risoluzione del contratto conseguenti a grave inadempimento o grave ritardo dell’ appaltatore nell’ esecuzione dei lavori pubblici, con intervento ad iniziativa del direttore dei lavori e, in seconda battuta, del responsabile unico e della stazione appaltante.



Si prevede che, quando il direttore dei lavori accerta gravi inadempimenti dell’ appaltatore tali da compromettere la buona riuscita dei lavori, avvia il procedimento.

  • Si prevede che, quando il direttore dei lavori accerta gravi inadempimenti dell’ appaltatore tali da compromettere la buona riuscita dei lavori, avvia il procedimento.



E’ chiaro che non è possibile individuare in astratto quando la condotta dell’ appaltatore possa essere connotata dal carattere della gravità, ma sarà sempre necessaria una valutazione ex post, da farsi caso per caso. Alla luce della casistica maturata nel tempo può dirsi, a titolo esemplificativo, che cause giustificative della determinazione di risoluzione possono essere: il mancato inizio dei lavori; la mancata ripresa degli stessi entro il termine fissato dalla stazione appaltante; la sospensione unilaterale dei lavori da parte dell’ appaltatore; il mancato pagamento delle maestranze (forse)

  • E’ chiaro che non è possibile individuare in astratto quando la condotta dell’ appaltatore possa essere connotata dal carattere della gravità, ma sarà sempre necessaria una valutazione ex post, da farsi caso per caso. Alla luce della casistica maturata nel tempo può dirsi, a titolo esemplificativo, che cause giustificative della determinazione di risoluzione possono essere: il mancato inizio dei lavori; la mancata ripresa degli stessi entro il termine fissato dalla stazione appaltante; la sospensione unilaterale dei lavori da parte dell’ appaltatore; il mancato pagamento delle maestranze (forse)



Quando il direttore dei lavori accerta che i comportamenti dell’appaltatore pregiudicano la buona riuscita dei lavori, invia al responsabile del procedimento una relazione analitica, supportata da idonea documentazione, contenente l’indicazione degli inadempimenti riscontrati e della loro incidenza sulla corretta e regolare esecuzione dei lavori, nonché la stima di quelli eseguiti dall’appaltatore a regola d’arte fino a quel momento.

  • Quando il direttore dei lavori accerta che i comportamenti dell’appaltatore pregiudicano la buona riuscita dei lavori, invia al responsabile del procedimento una relazione analitica, supportata da idonea documentazione, contenente l’indicazione degli inadempimenti riscontrati e della loro incidenza sulla corretta e regolare esecuzione dei lavori, nonché la stima di quelli eseguiti dall’appaltatore a regola d’arte fino a quel momento.



Il responsabile del procedimento, esaminata la relazione del direttore dei lavori, e sempre che la ritenga fondata, indica a quest’ultimo di contestare gli addebiti all’appaltatore. Il direttore dei lavori provvede, quindi, ad assegnare all’esecutore dei lavori un termine non inferiore a 15 giorni per presentare le proprie controdeduzioni al responsabile del procedimento.

  • Il responsabile del procedimento, esaminata la relazione del direttore dei lavori, e sempre che la ritenga fondata, indica a quest’ultimo di contestare gli addebiti all’appaltatore. Il direttore dei lavori provvede, quindi, ad assegnare all’esecutore dei lavori un termine non inferiore a 15 giorni per presentare le proprie controdeduzioni al responsabile del procedimento.



Una volta acquisite le giustificazioni all’appaltatore o in mancanza del deposito delle stesse entro il termine fissato, il responsabile del procedimento, se sussistono i presupposti previsti, formula alla stazione appaltante la proposta di risoluzione.

  • Una volta acquisite le giustificazioni all’appaltatore o in mancanza del deposito delle stesse entro il termine fissato, il responsabile del procedimento, se sussistono i presupposti previsti, formula alla stazione appaltante la proposta di risoluzione.



Se l’organo deliberante dell’Amministrazione condivide quanto dedotto dal R.U.P. dispone la risoluzione del contratto, altrimenti potrà decidere anche in senso opposto e far proseguire il rapporto contrattuale.

  • Se l’organo deliberante dell’Amministrazione condivide quanto dedotto dal R.U.P. dispone la risoluzione del contratto, altrimenti potrà decidere anche in senso opposto e far proseguire il rapporto contrattuale.



Comma 4 art. 136, ritardo imputabile all’appaltatore

  • Comma 4 art. 136, ritardo imputabile all’appaltatore

  • Direttore lavori assegna un termine (non inferiore a 10 giorni)

  • Scadenza del termine e verifica in contraddittorio (o con due testimoni) la esecuzione opere



Si riferisce al RUP che a sua volta riferisce alla stazione appaltante che delibera la risoluzione

  • Si riferisce al RUP che a sua volta riferisce alla stazione appaltante che delibera la risoluzione



La legge afferma testualmente che qualora l’esecuzione dei lavori ritardi per negligenza dell’appaltatore, ma non stabilisce il quantum della negligenza o del ritardo

  • La legge afferma testualmente che qualora l’esecuzione dei lavori ritardi per negligenza dell’appaltatore, ma non stabilisce il quantum della negligenza o del ritardo

  • Spetta al direttore e poi al RUP la quantificazione all’interno della intera economia dell’opera



Il comma 1 dell’art. 138 prevede che il responsabile del procedimento comunichi all’appaltatore il provvedimento di risoluzione del contratto e, contestualmente, incarichi il direttore dei lavori di redigere lo stato di consistenza dei lavori già eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera e la relativa presa in consegna.

  • Il comma 1 dell’art. 138 prevede che il responsabile del procedimento comunichi all’appaltatore il provvedimento di risoluzione del contratto e, contestualmente, incarichi il direttore dei lavori di redigere lo stato di consistenza dei lavori già eseguiti, l’inventario di materiali, macchine e mezzi d’opera e la relativa presa in consegna.



Vi potrebbe essere il caso, però, non solo di verificare lo stato di consistenza, ma di cristallizzare il dato di fatto esistente in cantiere al momento dell’inadempimento, al fine di evitare richieste risarcitorie esose da parte dell’appaltatore

  • Vi potrebbe essere il caso, però, non solo di verificare lo stato di consistenza, ma di cristallizzare il dato di fatto esistente in cantiere al momento dell’inadempimento, al fine di evitare richieste risarcitorie esose da parte dell’appaltatore



Ecco, allora, che su iniziativa del responsabile del procedimento si potrebbe attivare lo strumento dell’accertamento tecnico preventivo, previsto dagli art. 696 e ss del c.p.c. dato che la pubblica amministrazione, nell’esercizio di attività non autoritativa (e la gestione del contratto è attività, per dirla con la dottrina amministrativa di un tempo, paritetica) agisce secondo le regole del diritto privato. Sarebbe, pertanto, perfettamente lecito il ricorso al sistema di accertamento di stato di fatto e di eventuali danni da parte della pubblica amministrazione, tenuto conto anche dei poteri che il nuovo processo civile assegna al consulente il quale deve provocare e ricercare, per quanto possibile, l’accordo delle parti.

  • Ecco, allora, che su iniziativa del responsabile del procedimento si potrebbe attivare lo strumento dell’accertamento tecnico preventivo, previsto dagli art. 696 e ss del c.p.c. dato che la pubblica amministrazione, nell’esercizio di attività non autoritativa (e la gestione del contratto è attività, per dirla con la dottrina amministrativa di un tempo, paritetica) agisce secondo le regole del diritto privato. Sarebbe, pertanto, perfettamente lecito il ricorso al sistema di accertamento di stato di fatto e di eventuali danni da parte della pubblica amministrazione, tenuto conto anche dei poteri che il nuovo processo civile assegna al consulente il quale deve provocare e ricercare, per quanto possibile, l’accordo delle parti.





Quando il direttore dei lavori accerta che comportamenti dell'appaltatore concretano grave inadempimento alle obbligazioni di contratto tale da compromettere la buona riuscita dei lavori, invia al responsabile del procedimento una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori eseguiti regolarmente e che devono essere accreditati all'appaltatore

  • Quando il direttore dei lavori accerta che comportamenti dell'appaltatore concretano grave inadempimento alle obbligazioni di contratto tale da compromettere la buona riuscita dei lavori, invia al responsabile del procedimento una relazione particolareggiata, corredata dei documenti necessari, indicando la stima dei lavori eseguiti regolarmente e che devono essere accreditati all'appaltatore



il contratto non può risolversi se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse delle parti.

  • il contratto non può risolversi se l’inadempimento di una delle parti ha scarsa importanza, avuto riguardo all’interesse delle parti.



La questione riveste grande importanza tenuto conto del richiamo che effettua la legge nr,. 241 del 1990 al codice civile e alle norme in tema di contratti. Se la legge fondamentale della attività amministrativa richiama, con una espressione che riecheggia l’art. 1372 del codice civile, allora nel caso di contratti pubblici, si potrà recedere (id est risolvere), nel caso di inadempimento dell’appaltatore, sia azionando il rimedio di cui all’art. 135 del dlgs nr. 163 del 2006 sia attraverso le norme sulla risoluzione per inadempimento previste dal codice civile

  • La questione riveste grande importanza tenuto conto del richiamo che effettua la legge nr,. 241 del 1990 al codice civile e alle norme in tema di contratti. Se la legge fondamentale della attività amministrativa richiama, con una espressione che riecheggia l’art. 1372 del codice civile, allora nel caso di contratti pubblici, si potrà recedere (id est risolvere), nel caso di inadempimento dell’appaltatore, sia azionando il rimedio di cui all’art. 135 del dlgs nr. 163 del 2006 sia attraverso le norme sulla risoluzione per inadempimento previste dal codice civile

  • Art. 21 sexies il recesso unilaterale dai contratti della pubblica amministrazione è ammesso nei casi previsti dalla legge o dal contratto.



Come è noto l’art. 38 del codice prevede una serie di requisiti per la partecipazione alle gare, la cui mancanza è causa di esclusione.

  • Come è noto l’art. 38 del codice prevede una serie di requisiti per la partecipazione alle gare, la cui mancanza è causa di esclusione.



Ammissione alla gara e poi realizzazione della esistenza dei requisiti dopo la aggiudicazione.

  • Ammissione alla gara e poi realizzazione della esistenza dei requisiti dopo la aggiudicazione.

  • SICURAMENTE permane il potere della p.a., ma come va esercitato?

  • Articolo 7 legge nr. 241 del 1990 a cura del RUP



Decisione nr. 5030 del 2010 del CdS

  • Decisione nr. 5030 del 2010 del CdS

  • Sentenza nr. 2313 del 2012 della Cassazione (sulla stessa questione)



La stazione appaltante si accorge della assenza dei requisiti a contratto stipulati

  • La stazione appaltante si accorge della assenza dei requisiti a contratto stipulati



E’ evidente che vi devono essere differenze tra recesso e risoluzione, anche perché il primo è un diritto potestativo, il secondo una facoltà (grave inadempimento) che può essere esercitata in caso di deceptio da parte del committente

  • E’ evidente che vi devono essere differenze tra recesso e risoluzione, anche perché il primo è un diritto potestativo, il secondo una facoltà (grave inadempimento) che può essere esercitata in caso di deceptio da parte del committente





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