Sillabo nozionale-funzionale



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a. dal femminile singolare dell’aggettivo con l’aggiunta del suffisso –mente (che in latino

significa in maniera): lenta mente, dolce mente. Gli aggettivi che finiscono in –le/lo e in –re/ro,

perdono la e finale: gentil(e)mente, benevol(o)mente, celer(e)mente, legger(o)mente.

Eccezioni: alacremente e follemente, parimenti, altrimenti.



b. dalla radice di un nome o di un verbo con l’aggiunta del suffisso -oni : carponi, tentoni,

bocconi, ginocchioni, cavalcioni, penzoloni, eccetera.

4. Una locuzione avverbiale (tutt’a un tratto, a mano a mano, via via, di tanto in tanto, a malapena.

- Riguardo al significato, l’avverbio può essere:

1. di qualità: bene, male, lentamente, carponi

2. di tempo: adesso, fa, presto, tardi, ancora, già

3. di luogo: qui, qua, lì, là, dietro, altrove, quassù, quaggiù

4. di quantità: troppo, parecchio, poco, abbastanza, appena, sufficientemente

5. interrogativo: perché, dove, quando, quanto, come, come mai

6. esclamativo: quanto, come

7. indicativo: con l’unico caso di ecco: ‘Ecco quello che ho da dire’.
Le preposizioni

Ripresa


Riflessione sul fatto che le preposizioni per e con si accoppiano rarissimamente con l’articolo.
Le congiunzioni

Ripresa ed espansione.

L’interiezione

Riflessione sul valore affettivo delle interiezioni; esse trasmettono gioia, dolore, sorpresa, irritazione, sdegno, rabbia, preghiera, saluto, richiamo, incoraggiamento, noia, ecc.

Tipiche del parlato, quando si scrivono sono spesso seguite da una virgola o da un punto esclamativo (Oh, finalmente sei arrivato. Uffah!)

- Indipendenza grammaticale: non esistono legami di genere, di numero o di tempo fra le interiezioni e gli altri elementi della frase (Ah, dici che dobbiamo parlare…)


Analisi logica (o sintassi del periodo) delle tradizionali cinque parti del discorso: soggetto, predicato, complementi di espansione, attributo.
Ripresa.
La punteggiatura

Ripresa


/ la barra

[…] le parentesi quadre


Discorso diretto e discorso indiretto

Nozione di discorso indiretto: la riproduzione dal punto di partenza del parlante di ciò che qualcuno, in un momento qualunque, sente, dice, pensa o scrive, in un andamento ipotattico di frasi successive. Nel discorso indiretto, chi riproduce un discorso lo fa dalla propria posizione.

Trasformazione dal discorso diretto al discorso indiretto.
La fonetica sintattica

Il troncamento, cioè la caduta della parte finale di una parola anche davanti ad una parola che inizia per consonante: A caval donato non si guarda in bocca. Non voglio far niente, oggi. Non ho nessun programma.

Il troncamento può essere vocalico (quando cade solo una vocale): In cuor mio, sapevo la verità.

o sillabico (quando cade una sillaba): Fra’ Cristoforo parlò a Lucia.

Il troncamento vocalico non viene segnalato (Non ho voglia di far nulla). Solo le parole che restano monosillabiche sono seguite dall’apostrofo: po’, sta’, di’, da’, fa’, fra’.
La fonetica e la fonologia

Ripresa
Il testo

Ripresa
Il lessico

Ripresa
Grafica ed ortografia

Punteggiatura: punto, punto e virgola, due punti, punto esclamativo, punto interrogative, virgolette aperte e chiuse. La maiuscola on la punteggiatura. Andare a capo. Lineette e capoverso.

La punteggiatura nel discorso diretto



5.a elementare
L’articolo

Consolidamento di tutti gli aspetti e gli usi degli articoli.

Articolo partitivo.
Il nome

Ripresa


- Plurale invariabile dei nomi stranieri: film/film, blitz/blitz, star/star.

-Formazione del femminile dei nomi che finiscono in – tore e in -a: pittore/pittrice,

poeta/poetessa (il/la, un/una).

- Plurale dei nomi femminili in -ca, -ga, -cia, -gia, -cìa, -gìa, -ie , -cida, -iatra: barca, geologa,

camicia, ciliegia, farmacìa, bugìa, superficie, omicida, pediatra.

- Plurale dei nomi maschili in –co e in –go piani o sdruccioli: cuo co/chi; sim pa ti co/ci,

ma : greci, belgi.

- Plurale dei nomi femminili terminanti con una doppia: goccia, roccia, spiaggia, ecc.

- Plurale dei nomi sovrabbondanti: il dito- i diti/le dita, il braccio- i bracci/le braccia, il filo- i fili/

le fila, il ginocchio-i ginocchi/le ginocchia, il grido-i gridi/le grida, eccetera. Riflessione sul

cambiamento di significato: ‘Le fondamenta della casa sono sicure; i fondamenti di questo

pensiero filosofico hanno le loro radici nell’illuminismo’.


Il verbo

- Nozione di coniugazione e di modalità.

- I verbi transitivi: Io mangio una mela.

- I verbi intransitivi: Io vado a teatro.

- I verbi irregolari: andare, venire, bere, fare, dire, dare, stare, rimanere.

- I verbi in –rre: durre, porre, trarre e loro composti (produrre, tradurre, comporre, disporre, contrarre, protrarre, ecc).

- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione.

- Il Modo Condizionale ossia il modo della cortesia, del desiderio.

I tempi: semplice e composto. La coniugazione.



- Il Modo Imperativo ossia il modo per dare ordini. La coniugazione e l’uso.

- Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.

- Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.

- Il Modo Participio e i suoi tempi: semplice e passato.

- I verbi nella forma passiva: La porta è (viene, con l’idea dell’azione in fieri; va, con l’idea del dovere) chiusa tutte le sere dal custode.
Il pronome

Ripresa.


- Funzioni del pronome: contributo all’economia linguistica (Prendo il giornale, lo sfoglio, lo leggo e poi lo lascio a mia sorella), alla deissi (déixis, cioè atto del mostrare, indicare: Non è questo il mio telefono!) e uso nella sintassi (Ho comprato una macchina che mi porta a Roma con 50 cent di carburante. Sai chi ha telefonato?).
Il possessivo, aggettivo e pronome

- La presenza costante dell’articolo davanti all’aggettivo e al pronome possessivo (Il mio cane mangia l’osso e il tuo?).

Il dimostrativo, aggettivo e pronome

Ripresa


Riflessione sul dimostrativo aggettivo o pronome.

- Quello, quella, quelli, quelle: indicano una persona o un oggetto lontano da chi parla e da chi ascolta.



Quello si comporta come una preposizione articolata davanti al nome: quell’albero (come l’albero), quel libro (come il libro), quello studente (come lo studente), quegli alberi (come gli alberi), quei libri (come i libri), quegli studenti (come gli studenti). Quell’asina di tua sorella ma Quelle amiche di Maria….

- Stesso e medesimo: ‘Abbiamo detto la stessa (o medesima) cosa’, aggettivo. ‘Quella persona è la stessa (o la medesima) che ho visto in casa di Mario, pronome.

Frequentemente stesso è un rafforzativo: ‘I nemici stessi (o gli stessi nemici) riconoscono il suo valore morale’. ‘Il sindaco stesso (o lo stesso sindaco) lo vuole premiare’ cioè: Il sindaco in persona…

- Tale (anche indefinito): ‘Non voglio sentire tali (questi) discorsi da te.’
L’indefinito, aggettivo e pronome

Il significato di indefinito: non delimitato, non sicuro, non chiaro.

Distinzione fra aggettivo e pronome indefinito. Osservazione delle forme più frequenti.

Ricognizione sugli indefiniti: a) che indicano una unità (ogni, ognuno, ciascuno) b) che indicano una quantità indeterminata (poco, tanto, molto) c) che indicano una qualità indeterminata (qualunque, qualsiasi).


Il pronome relativo

(in due o più momenti del 2° quadrimestre)

-Nozione di relativo: colui o ciò che mette in relazione due elementi (il pronome relativo mette in relazione un nome o una frase con un’altra frase: Mario, che lavora a Torino, conosce bene la città. Ho visto un uomo che correva verso la stazione).

-La forma implicita che, maschile e femminile, singolare e plurale:



Conosco un ragazzo che canta molto bene

Conosco una ragazza che canta molto bene

Conosco dei ragazzi che cantano molto bene

Conosco delle ragazze che cantano molto bene.

1. Il che soggetto: Il ragazzo che entra adesso è mio fratello.

2. Il che oggetto: Il ragazzo che ho conosciuto ieri sera mi piace molto.

- La forma esplicita il/la quale, i/le quali, maschile e femminile, singolare e plurale:



Conosco un ragazzo il quale canta molto bene

Conosco una ragazza la quale canta molto bene

Conosco dei ragazzi i quali cantano molto bene

Conosco delle ragazze le quali cantano molto bene.

- Riflessioni sull’uso della forma esplicita:

1. Essa si usa solo quando è soggetto: La ragazza, la quale entra adesso…ma non : * La ragazza, la quale ho visto ieri…

2. Si usa per evitare un equivoco: Il fratello di Anna, la quale (o il quale) lavora in banca, …

- La forma implicita cui, indiretta, maschile e femminile, singolare e plurale:



E’ una persona con cui si sta bene.

E’ un uomo su cui si può contare.

Sono delle persone di cui parlano tutti bene.

Sono degli uomini a cui vogliono tutti bene.

E’ una persona per cui farei tutto.

Sono delle persone da cui non mi aspetto niente.

E’ una persona per cui la giustizia non esiste.

-La forma esplicita di, a , da, in, con, su, per, tra, fra + articolo + quale /quali:

E’ una persona con la quale si sta bene.

E’ un uomo sul quale si può contare.

Sono delle persone delle quali parlano tutti bene.

Sono degli uomini ai quali vogliono tutti bene.

E’ una persona per la quale farei tutto.

Sono delle persone dalle quali non mi aspetto niente.

E’ una persona per la quale la giustizia non esiste.

- Eccezione: l’unico caso nel quale cui può stare senza preposizione è al dativo: La ragazza cui (o a cui) voglio bene, si chiama Anna.

L’interrogativo e l’esclamativo, aggettivo e pronome



L’ aggettivo interrogativo

- Che, invariabile, per chiedere la qualità di cose e persone (Che libro leggi? Che macchina ha tuo fratello? Che sigarette fumi? Che fiori preferisci? Ma che persona sei?).

- Quale, quali, singolare e plurale. (Quale posto/sedia preferisci? Quali posti/spiagge conosci?)

- Quanto, quanta, quanti, quante, variabile (Quanto denaro ci vuole?Quanta pazienza devo avere con te? Quanti soldi vuoi? Quante cose devo comprare?).
L’aggettivo qualificativo

Ripresa


Aggettivi invariabili (pari, super)

Il superlativo assoluto:

1. con i suffissi –one, -occio, ecc. (belloccio, intelligentone, fanaticona)

2. con la ripetizione dell’aggettivo bello bello, buono buono;

3. con la giustapposizione di due aggettivi del tipo: stanco morto, ubriaco fradicio, pieno zeppo,

innamorato cotto, innamorato pazzo.

L’avverbio

Ripresa del punto 4 e successivi, in particolare.

- Nozione di avverbio (che sta ad verbum, cioè vicino alla parola, la quale può essere un verbo,

un aggettivo, un altro avverbio (1.Studio molto. 2.Sei molto gentile. 3.E’ arrivato molto tardi)


Le preposizioni

Ripresa, consolidamento ed espansione.


Le congiunzioni

Parte invariabile del discorso che serve a collegare due elementi all’interno di una proposizione (Mario ed Anna si sposano domani) o due o più proposizioni (Ti ho chiamato ma tu non ti sei girato) stabilendo fra loro un rapporto di volta in volta diverso:

Es. Ti regalo questi soldi perché hai tanti problemi economici.

affinché ti compri una giacca nuova.

a condizione che tu li spenda con parsimonia.

se ti laurei presto.

benché non te li meriti.

quando entri all’Università.
- Per la loro forma le congiunzioni si possono classificare in :

Congiunzioni proprie: e, ma, se, o, che, ecc.

Congiunzioni composte: giacché, affinché, ciononostante, ecc.

Locuzioni congiuntive: non appena, di modo che, dato che, ecc.

L’interiezione

Ripresa.
Analisi logica (o sintassi del periodo) delle tradizionali cinque parti del discorso: soggetto, predicato, complementi, attributo, apposizione.


Ripresa
La punteggiatura

Ripresa e consolidamento di tutte le forme.


Discorso diretto e discorso indiretto.

Il passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto e le problematiche che esso comporta.

- cambiamento dei segni di interpunzione (‘Disse: Buonasera!’ diventa: Disse buonasera).

- cambiamento dei pronomi soggetto (Dice sempre: ‘Io sono in gamba’ diventa: Dice sempre che lui è in gamba.); dei dimostrativi (Disse: E’ questo!’ diventa: Disse che era quello.); dei possessivi (Disse: E’ mio! Diventa: Disse che era suo’).
La fonetica sintattica

Ripresa


Il testo

Ripresa


Le forme del testo: (solo un accenno)

1. parlato

2. scritto

3. parlato scritto

4. parlato recitato

5. parlato parlato, ecc.


Il lessico

Ripresa
Grafica ed ortografia

L’uso ragionato della maiuscola e della minuscola in frasi come : ‘Si crede un dio’ e ‘Dio, aiutami tu!’ o ‘Domani è la festa della Repubblica’ o ‘Mario fa sempre repubblica per conto suo’ o ‘Le scuole sono sotto il controllo della Provincia’ o ‘Mi piace la vita di provincia’.

1.a media
L’articolo

- Considerazioni sull’assenza dell’articolo in frasi negative assolute del tipo: ‘non ho voglia’,

‘non ho idea’ o ‘non ho soldi’ in confronto a frasi come ‘non ho neanche la voglia di alzare un

braccio’ o ‘non ho l’idea giusta per aprire il tema’ o ‘non ho i soldi necessari per comprare la

macchina’.

- Riflessioni sull’importanza che assumono nella frase e nel registro la presenza o l’assenza

dell’articolo (Mi ha detto la Maria che non vieni stasera. O ‘Maria mi ha detto che non vieni

stasera’).


Il nome

A partire dal testo, consolidamento di tutte le forme incontrate.

- Maiuscola di riverenza nei nomi: ‘Il due giugno è la festa della Repubblica Italiana’; ma ‘Mario

sta sempre da solo, fa repubblica per conto suo’; ‘Ho incontrato Diamante con la madre’, ma

‘Per la festa di fidanzamento mi ha regalato un diamante’.

- Nomi primitivi e nomi derivati.

- Nomi composti, (nome +nome, capostazione; nome +aggettivo, granduca; avverbio+verbo,

benestare; verbo+ nome, perditempo; nome +complemento, pomodoro; formazione del plurale.

- Nomi collettivi, accordo dell’aggettivo e del verbo: ‘Un gruppo di ragazzi è entrato/sono entrati’;

‘Una moltitudine di ragazzi festosa/festosi’).
Il verbo

- Nozione di verbo (dal latino verbum che significa la parola, cioè quella parola fondamentale senza la quale non c’è contenuto o significato chiaro nella frase: mia madre banca*, il cane osso*).

. - I verbi in –care, -gare, -ciare. –giare e il problema della comparsa dell’acca e della scomparsa della i davanti ad alcune desinenze.

- I verbi incoativi che al presente indicativo prendono l’infisso –sc: fini sc o, puli sc o, spedi sc o.

- I verbi transitivi: Io mangio una mela.

- I verbi intransitivi: Io vado a teatro.
- Il Modo Indicativo ossia il modo della certezza.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, passato remoto, trapassato remoto, trapassato, futuro semplice, futuro anteriore. La coniugazione.



L’uso.

-Il presente per il presente abitudinario, per il passato vicino e lontano e per il futuro semplice e composto. (Faccio sempre colazione con la Nutella. Indovina chi incontro ieri? L’Unità d’Italia avviene nel 1860. Fra due anni vado all’Università. Quando finisco, ti telefono).

-Il passato composto per un’azione vicina all’interesse attuale (I miei si sono sposati 25 anni fa).

-Il passato remoto per un’azione lontana dall’interesse attuale. (I miei bisnonni emigrarono al nord alla fine della prima guerra mondiale). Il trapassato remoto solo in relazione di tempo con il passato remoto (Dopo che fu uscito, tutti scoppiarono a ridere).

- L’imperfetto per un’azione passata di tipo narrativo e descrittivo(Da bambina leggevo le favole. Da bambina ero biondissima.)

-Il trapassato per un’azione anteriore ad un’azione passata (Ieri Paolo mi ha detto che il giorno prima aveva comprato il motorino).

-Il futuro semplice per un’azione futura (Domenica prossima forse andrò al mare con i miei).

-Il futuro anteriore per un’azione futura precedente ad un’altra azione futura (Mia madre mi farà uscire a giocare solo dopo che avrò finito i compiti).


- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione.

- L’uso. Il Congiuntivo come modo verbale alle dipendenze di verbi, congiunzioni o espressioni che indicano l’opinione, la paura o la speranza del soggetto ma mai un’azione reale. (Penso che Mario stia poco bene, da due giorni non viene a scuola. E’ possibile che abbia l’influenza. Non dico che l’italiano sia difficile, certo è complicato).

I quattro tempi del Congiuntivo e la loro relazione con il tempo della frase principale secondo le regole della Consecutio Temporum.

- Il congiuntivo dipendente dai verba voluntatis (Voglio che tu venga ma Vorrei che tu venissi).

- Le frasi dipendenti che vogliono il congiuntivo: finali (affinché, perché, acciocché, ecc.), concessive (benché, sebbene ecc.), interrogative (Non so chi sia né che cosa voglia da me), indefinite (Non aprire, chiunque sia), relative (Cerco una ragazza che sappia bene l’inglese),

temporali (Prima che lui parta, ci voglio parlare. Il giorno in cui tu decidessi di vendere, fammelo sapere), condizionali (Ti presto i soldi a condizione che tu me li restituisca presto), eccettuative (Chiamami, a meno che tu non abbia un impegno), limitative (Per quello che io sappia, è un bravo medico), consecutive (E’ l’unica persona che ti possa aiutare).
- Il Modo Imperativo ossia il modo per dare ordini. La coniugazione e l’uso. (ripresa)

I verbi bisillabi e il raddoppiamento consonantico, enclisi del pronome (Dimmi, dammi, vammi, fammi, stammi. Prendilo, diglielo).


- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare. Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire).

- Verbi a esponente (o valenza o argomenti) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. )

- I verbi nella forma passiva: La porta è (viene, con l’idea dell’azione in fieri; va, con l’idea del dovere) chiusa tutte le sere dal custode.


Il pronome

Nozione di pronome (pro nomen, una parola che sta al posto o sostituisce altre forme della lingua: il nome, l’aggettivo, il verbo, un avverbio, una frase intera: ‘Mario? Lo conosco!’. ‘Belli, lo sono veramente!’. ‘Camminare, lo faccio tutti i giorni’. ‘Velocemente, grazie, lo preferisco’. ‘Mario ha trovato lavoro a Milano, lo sapevi?).

Ripresa:

- Funzioni del pronome: contributo all’economia linguistica (Prendo il giornale, lo sfoglio, lo leggo e poi lo lascio a mia sorella), alla deissi (déixis atto del mostrare, indicare: Non è questo il mio telefono!) e uso nella sintassi (Ho comprato una macchina che mi porta a Roma con 50 cent di carburante. Sai chi ha telefonato?).



Funzione deittica: E’ lui che ha cercato di rubarmi la borsa!

Funzione anaforica: Il mio professore di latino era molto preparato; oggi che anche io insegno, devo riconoscere che lui è il mio riferimento.

Funzione cataforica: Tu sei l’unica persona che riesce a farmi saltare i nervi.

Rinforzo del pronome con stesso: Io stesso l’ho aiutato più volte.



Presenza/ assenza del pronome soggetto e l’enfasi (‘Che lavoro fai? Lavoro in banca’. ‘Tu che ci fai qui? Io ci lavoro, qui’).

- Competenza diacronica nell’uso di egli/ella-lui/lei- Voi/Lei.

Usi regionali: (‘Qua, il padrone sono me!’ (Nord Italia) ‘Se te non mi aiuti, non ce la faccio da solo’ (Toscana).

- Lo e la forme neutre ( ‘Ho avuto una discussione con lui, lo sapevate?’ ‘Maria si crede tanto intelligente, ma non lo è’. ‘E’ pesante questo mobile, non ce la faccio a spostarlo da sola’).

- I pronomi combinati: mi, ti, gli, le, ci vi + lo, la, li, le, ne. Trasformazione della i in e: (me lo, te la, glielo, glieli, gliene, ecc.).

- Posizione del pronome atono. Ricordare che nella lingua italiana il pronome atono precede sempre il verbo, tranne che in cinque casi nei quali lo segue. 1. L’ infinito semplice (‘ Sono qui per aiutarti.’ ‘ Dopo averlo salutato, me ne sono andata’.) 2. Il gerundio semplice (‘ Guardandolo, mi sono innamorata’ ‘Avendolo seguito, mi sono accorta che scappava’.) 3. Il participio assoluto (Vistolo, ho capito che era l’uomo giusto.) 4. L’imperativo (‘ Guardami!’) 5. L’avverbio ecco (Eccolo!)

- In presenza di un verbo servile e di un infinito, il pronome serve tutte e due i verbi: (‘Puoi aiutarmi? o Mi puoi aiutare? Non dirmelo, o Non me lo dire!)




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