Sillabo nozionale-funzionale



Scaricare 0.87 Mb.
Pagina13/13
17.11.2017
Dimensione del file0.87 Mb.
1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   13

- Quanto è dimostrativo e relativo:

a. Farò quanto mi è possibile (tutto quello che…).

b. Quanti vogliano prenotarsi per la visita, lo possono fare on line (tutti quelli che..).

c. Penso a quanti soffrono la fame (a tutti quelli che…)


Il dimostrativo, aggettivo e pronome

Ripresa e consolidamento di tutte le forme incontrate.

L’interrogativo e l’esclamativo, aggettivo e pronome

Espressioni idiomatiche con pronomi interrogativi.

-‘Grazie!’ – ‘Non c’è di che’.

‘Non ha di che vivere’.

‘Queste parole potrebbe averle dette, che so, Garibaldi!’

‘Non voglio più avere a che fare con te!’


L’aggettivo qualificativo

- La sostantivazione dell’aggettivo: il bello della situazione, il brutto della situazione.

- L’aggettivo può avere la funzione di:

1. attributo: Un vecchio lento saliva il sentiero

2. predicato: Un vecchio era lento mentre saliva il sentiero

3. avverbio: Un vecchio saliva lento il sentiero.


L’avverbio

Ripresa


- Riguardo ai gradi, la maggior parte degli avverbi di qualità e alcuni di quantità, di tempo e di luogo, possono avere i tre gradi del comparativo e il superlativo assoluto.

Il comparativo di maggioranza e di minoranza si formano anteponendo più o meno all’avverbio: ‘Parla più velocemente, ho fretta’, ‘Firenze è meno lontana di Roma’. Di o che precedono il secondo termine di paragone con lo stesso criterio della comparazione aggettivale: Lui parla più lentamente di me; ma: Lui parla più lentamente che chiaramente. Per il comparativo di uguaglianza: Quell’avvocato parla tanto chiaramente quanto velocemente ( o così…come).

Il superlativo assoluto degli avverbi in –mente si forma con l’inserimento dell’infisso –issima fra la radice dell’avverbio e la desinenza: lent issima mente, dolc issima mente, chiar issima mente, ecc.

Ricordare gli avverbi che formano il comparativo e il superlativo secondo la forma latina:

Ieri stavo bene, oggi sto meglio, domani starò benissimo, anzi ottimamente.

Ieri stavo male, oggi sto peggio, domani starò malissimo, anzi pessimamente.

Ieri ho mangiato molto, oggi mangio più, domani mangerò moltissimo.

Ieri ho mangiato poco, oggi mangio meno, domani mangerò pochissimo.


Le preposizioni

Ripresa
Le congiunzioni

Ripresa
Analisi logica (o sintassi del periodo) delle tradizionali cinque parti del discorso: soggetto, predicato, complementi, attributo, apposizione.
2- Il predicato verbale (etimologia di predicato, da prae dicere: dire qualche cosa sull’azione o sullo stato del soggetto): Mario mangia. Mario è buono.

- Il verbo essere come predicato verbale (con il significate di stare, appartenere): ‘Il cappello è sul tavolo’, ‘Quell’uomo è della polizia’.



- I verbi copulativi (copula: coppia), essere, sembrare, apparire, mostrarsi, ecc.: Sembra giovane.

3 - Attributo (L’aggettivo riferito al nome è un attributo: Mario è un bravo atleta.)

4- Apposizione (Un nome riferito ad un altro nome è un’apposizione: Mario, il professore, arriva oggi, o: Mario, come professore, è molto bravo).

5 - Nozione di complemento.

- Complemento del predicato (nome o aggettivo o altra parte del discorso che completa il verbo: Sembri stanco. Sembri già un ometto. Sembri me. E’ nato ricco. Ti penso felice al mare.)



- Sintagma (dal greco, composizione, insieme) nominale: Il celebre tenore Luciano Pavarotti canta

- I complementi

- Complemento oggetto o diretto.

- Complemento predicativo del soggetto: Quel ragazzo cresce forte e sano.

- Complemento predicativo dell’oggetto: Considero Mario un amico..

- Complemento di vocazione.

- Complemento di specificazione.

- Complemento partitivo.

- Complemento di denominazione.

- Complemento di termine.

- Complemento di vantaggio e svantaggio.

- Complemento di agente e di causa efficiente.

- Complementi di tempo determinato e continuato.

- Complementi di stato in luogo, moto a luogo, moto da luogo, moto per luogo.

- Complementi di luogo figurato (E’ fuori di testa. Mi entra da un’orecchia e mi esce da un’altra’).

- Complemento di origine o provenienza.

- Complemento di separazione o allontanamento.

- Complemento di compagnia e unione.

- Complemento di mezzo o strumento.

- Complemento di modo (Parlava a vanvera, alla rinfusa).

- Complemento di qualità (Uomo di grande intelligenza. Tessuto di qualità).

- Complemento di fine.

- Complemento di causa.

- Complemento di argomento.

- Complemento di materia.

-Complemento di paragone.

- Complemento di quantità (Ho alzato un peso da venti chili).

- Complemento di età (Mi sono diplomata a diciotto anni).

- Complemento di limitazione (Il tuo tema è buono nel contenuto ma insufficiente nella forma).

- Complemento distributivo (Camminavamo due per due).

- Complemento etico (Ma che mi dici! Come te la passi?)

- Complemento di abbondanza o privazione.

- Complemento di colpa.

- Complemento di pena.

- Complemento di esclusione.

- Complemento di sostituzione (Io pago per tutti. Lavora per tre).
Discorso diretto e indiretto

- Il passaggio dal discorso diretto al discorso indiretto e le problematiche che esso comporta:

- cambiamento degli elementi deitttici (questo diventa quello; ieri diventa il giorno prima, ecc.)

- cambiamento degli indicativi temporali (ieri, domani, fra, dopo)

- cambiamento dell’imperativo (‘Esci subito!’mi ordinò’ Diventa: Mi ordinò di uscire subito o… che uscissi subito).

- cambiamento del futuro semplice che diventa condizionale composto o imperfetto (‘Ti sposerò’ mi disse. Diventa: Mi disse che mi avrebbe sposata o che mi sposava)

- cambiamento dei tempi del verbo (Disse: ‘Ieri sono stato a Roma’ diventa: Disse che il giorno prima era stato a Roma, ecc.)


Il testo

Ripresa


- Definizione di testo.

- Testi scritti, parlati, iconici, musicali, ecc.

- Per costruire un testo ci vuole: un’idea o un argomento di fondo→ un inizio → uno svolgimento→ una conclusione. Ci vogliono: le parole e i princìpi che le regolano, i nessi che le collegano e che collegano le frasi e i periodi fra loro.

3.a media


L’articolo

- Riflessioni sull’etimologia della parola articolo: art ic ol o = piccolo arto che serve al corpo (il nome).


Il nome

- Nomi difettivi del plurale o del singolare: il burro, i dintorni, le nozze.

- Sostantivazione: del verbo (Fumare fa male), della congiunzione (I tuoi se e i tuoi ma non mi

interessano) e di altre parti del discorso.

- Sigle e acronimi: (Mi è la targa di Milano), (Lavora all’ONU).

- Riflessioni sull’importanza del nome nel testo.
Il verbo
-I valori modali dell’Imperfetto Indicativo al passato, al presente e al futuro( Quando l’ho visto, gli volevo spaccare la faccia (avrei voluto…). Scusi, volevo sapere che ore sono. L’anno prossimo volevo andare in Inghilterra).

-I valori modali del futuro semplice e anteriore: dubbio, ordine, approssimazione, intenzione, previsione (‘Che farà mio figlio in questo momento?’ ‘Tu mi dirai subito la verità!’. ‘Costerà un occhio della testa la nuova Ferrari!’. ‘Troverò un lavoro e poi mi sposerò’ . ‘Incontrerai l’uomo della tua vita a venti anni, lo leggo nella tua mano’.)

- La dislocazione (Tutti sanno che Mario è un artista o Che Mario sia un artista, lo sanno tutti).

Le frasi indipendenti che vogliono il congiuntivo e il diverso uso dei tempi (presente e imperfetto per il presente; passato e trapassato per il passato): ipotetiche (Ah, se potessi partire adesso! Possa il cielo proteggerti sempre!), dubitative (Che Mario non abbia capito l’ora dell’appuntamento?), ottative (Che vada a quel paese!), iussive (Stia fermo con le mani!), concessive (Avessi anche detto queste cose, dov’è il problema?).

- Il Modo Congiuntivo ossia il modo della soggettività.

I tempi: presente, passato composto, imperfetto, trapassato. La coniugazione e l’uso.

Ripresa:

- Il Modo Condizionale ossia il modo della cortesia, del desiderio.

I suoi tempi: semplice e composto. La coniugazione.

- L’uso:

-Il condizionale composto (come l’imperfetto) nel futuro del passato (Paolo ha detto che sarebbe arrivato, o che arrivava, prima delle due).

- Nell’ipotesi assurda per il passato, il presente e il futuro. Ieri, oggi, domani, sarei venuto (venivo) al mare con te, ma non mi è stato/è/sarà possibile.)

Ripresa:

Il Modo Infinito e i suoi tempi: semplice e composto.



Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Telefonai/telefono/telefonerò per sapere dove andare. Dopo aver preso la laurea iniziò/inizia/inizierà a lavorare). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.

Ripresa:


Il Modo Gerundio e i suoi tempi: semplice e composto.

Morfologia, idea di contemporaneità e anteriorità (Sciando male, si ruppe, si rompe, si romperà una gamba. Avendo finito gli studi cercò/cerca/cercherà un lavoro). Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc

Ripresa:


Il Modo Participio e i suoi tempi denominati: semplice e passato. Riflessione sul fatto che nella lingua italiana il participio presente è principalmente nome (lo studente) e aggettivo (intelligente), raramente verbo (le partecipanti al concorso, dove la preposizione al è significativa)

Morfologia. Idea di anteriorità del participio passato (Finiti i compiti andò/va/andrà a giocare a calcetto). Raro uso del participio presente come verbo, prevalente uso del participio presente come aggettivo o nome (E’ un’immigrazione crescente quella che preme alle porte dell’Europa, verbo. E’ un bravo insegnante, nome. E’ un ragazzo intelligente, aggettivo) . Valore temporale, modale, causale, ipotetico, ecc.

Ripresa:


- I verbi servili, o modali, o fraseologici, o epistemologici o di accompagnamento: potere, dovere, volere, solere, sapere, stare, andare, venire, riuscire a, lasciarsi + inf.: (Posso entrare? Devo entrare.

Voglio entrare. Sono solito entrare alle otto. So entrare senza chiave. Mi sto preparando ad entrare. Che vai dicendo? Ti aspetto per pulire la macchina; intanto vengo facendo. Non riesco ad entrare. Mi lascio aiutare quando non so fare una cosa).

Uso dei verbi servili nei tempi composti, il problema dell’ausiliare essere o avere (Sono dovuto partire e Ho dovuto partire). (ripresa)

- Verbi a esponente (o valenza o argomenti) zero, uno, due, tre. (Piove, esp. zero; Io esco esp. uno. Guardo la televisione, esp. due; Ho chiuso a chiave la porta, esp. tre. ).

- I verbi predicativi: Carlo studia.

- I verbi copulativi. Carlo diventerà un buon avvocato.

- I verbi difettivi: Non mi si addice (addirsi). Fervono i preparativi (fervere). Urgere, tangere, licere, ostare, ecc.

- I verbi sovrabbondanti: Adempiere e adempire, arrossare e arrossire, ecc.

- I verbi dal doppio ausiliare: Ho passato una bella serata quando sono passata da te.

- I verbi nella forme riflessive: propria (Io mi lavo); impropria o falsa (Io mi lavo i capelli); reciproca (Ci incontriamo tutti i giorni sull’autobus); enfatica (Mi mangio una pizza!); pronominale (Mi arrampico sugli alberi). L’ausiliare essere presente in tutte le forme.

- I verbi nella forma impersonale: Ieri sera si è mangiato bene. L’ausiliare essere.

- I verbi nella forma passivante: Ieri sera si sono mangiati degli ottimi spaghetti al pesto.

- La concordanza dei tempi (Consecutio temporum: Appena fui entrata, mi dissero che te ne eri andato da poco e che non saresti tornato.)

- La concordanza dei modi (Attrazione modale: Se io avessi giocato meglio, avrei vinto. Se giocavo meglio, vincevo).

- Gli aspetti del verbo: iterativo, attitudinale, ingressivo, ecc.


L’indefinito, aggettivo e pronome

Ripresa


Riflessione sull’uso del Congiuntivo in presenza di un indefinito: Non aprire, chiunque sia. Verrò con te, dovunque tu vada.

Espressioni idiomatiche o modi di dire con gli indefiniti: ‘Bisogna aiutarsi l’un l’altro. Dovete essere tolleranti gli uni con gli altri. Non dovete andare gli uni contro gli altri, siete fratelli. Ho fatto gli auguri ad uno ad uno dei miei amici. Te ne voglio raccontare una (di storie, di barzellette). Non me ne va bene una. Mi interessa l’uno e l’altro. Tale il padre, tale il figlio. E’ tale e quale suo padre.
Il pronome relativo

Ripresa


-Il che polifunzionale ossia un caso di economia morfologica:

Il giorno che ci siamo conosciuti (invece di: in cui, quando)

La prima volta che ti ho incontrato (invece di: in cui, quando)

E’ giunto il tempo che si ritorna a scuola (invece di: in cui, quando).

Paese che vai, usanza che trovi (Nel paese in cui vai, trovi un’usanza).

Riflessioni sul pronome relativo, con valore finale, che richiede l’uso del congiuntivo (Cerco una persona che mi traduca questo testo dal francese. Ma anche: Cerco una ragazza che parla inglese, l’avete vista?)


L’avverbio

Ripresa


- L’aggettivo con valore di avverbio: ‘Mario parla chiaro, dice le cose in faccia’ invece di: ‘ Mario

parla chiaramente, dice le cose in faccia’ o: ‘Vai più lento in questo punto’ invece di: ‘Vai più

lentamente in questo punto’.

Riflessioni sull’uso del congiuntivo con il comparativo di maggioranza o di minoranza: ‘La vita qui costa meno di quanto io pensassi’. ‘Questo dipinto visto dal vero è meglio di quanto si potesse immaginare

Le preposizioni

Ripresa


Riflessione sulla funzione subordinativa delle preposizioni (Esco per fare la spesa. Si è ammalato per il troppo lavoro. A pensarci bene, e’ meglio che cambi casa.)

Le preposizioni improprie: davanti, dietro, dentro, fuori, vicino, lontano, lungo, durante, mediante, nonostante, rasente, escluso, eccetto, tranne, secondo, salvo, ecc. Riflessione sulla formazione di alcune di loro (Tranne, imperativo del verbo trarre. Durante: participio presente del verbo durare, ecc.)
Le congiunzioni

- Per la loro funzione le congiunzioni si possono classificare in:

Congiunzioni coordinative (Ieri mattina mi sono alzata e mi sono vestita.)

Congiunzioni subordinative (Ieri mattina mi sono alzata presto perché dovevo arrivare in ufficio alle otto.)

Le congiunzioni coordinative più frequenti:

copulative: e (ed), anche, inoltre, altresì, né, neppure, neanche, nemmeno.

disgiuntive: o, oppure, ovvero, ossia.

avversative: ma, però, eppure, tuttavia, ciononostante, bensì, nonostante ciò, anzi, e.

dichiarative: infatti, cioè.

conclusive: perciò, pertanto, dunque, quindi, ebbene, allora.

correlative: sia…sia, sia…che, non solo…ma anche, e…e, ora…ora, o…o.

Le congiunzioni subordinative più frequenti:



che, con funzione dichiarativa soggettiva (E’ giusto che tu lo faccia) e oggettiva (Penso che sbagli.)

causale: Sono contento che hai vinto il concorso.

temporale: E’ uscito che era mezzanotte.

eccettuativo: Non legge che libri gialli.

E inoltre le congiunzioni:

-dichiarative: come, che, ecc. (E’ evidente come ciò mi sia impossibile).

-finali: affinché, acciocché, perché, ché, ecc. (Ti chiamo acciocché tu capisca ciò che è successo).

-consecutive: tanto che, di modo che, talmente che, cosicché, ecc. (E’ tanto lento che mi sembra una lumaca).

-causali: perché, poiché, giacché, visto che, dato che, ché, dal momento che, visto e considerato che, ecc. (Ti stimo perché hai coraggio).

-temporali: quando, allorché, mentre, finché, appena, come (Come arrivo, ti chiamo).

-concessive: sebbene, quantunque, per quanto, nonostante, benché, anche se, ancorché, malgrado, ecc. (E’ andato a scuola malgrado avesse una febbre d cavallo).

-condizionali: se, purché, qualora, ove, ecc. (Ove non potessi venire, ti avviso).

-interrogative: perché, come, se, ecc. (Mi chiedo se lui farebbe questo per me).

-eccettuative o limitative: eccetto che, salvo che, tranne che, fuorché, ecc. (Accetto tutto fuorché essere disonesti).

-comparative: come, nel modo che, più che, meno che, piuttosto che, ecc. (Piuttosto che lavorare, parlava continuamente).

-avversative: quando, mentre, laddove (Sei in discoteca mentre dovresti studiare).

-modali: come, come se, nel modo che, ecc. (Comportati nel modo che ti è più congeniale).

- Riflessioni sui diversi valori che assume una congiunzione. Ad esempio:

il che può essere dichiarativo

causale


finale

consecutivo

temporale

comparativo

eccettuativo

limitativo

ed analogamente e, come, mentre, perché, quando, se, ecc.

- Riflessione su congiunzione e avverbio (Appena arrivo ti telefono, congiunzione; ma: Si sente appena, avverbio).



Analisi logica (o sintassi del periodo) delle tradizionali cinque parti del discorso: soggetto, predicato, complementi, attributo, apposizione.

Ripresa e consolidamento delle situazioni già incontrate.


La frase complessa

- Differenza fra frase semplice (contenente un unico predicato: Ho visto l’ultimo film di Virzì) e la frase complessa (contenente due o più predicati: Ho visto l’ultimo film di Virzì che mi è piaciuto molto e mi è dispiaciuto che non abbia rappresentato l’Italia agli Oscar).

- La frase complessa è composta da una o più proposizioni principali o indipendenti, che hanno una propria autonomia di significato, e da una o più proposizioni subordinate o dipendenti, che non hanno una propria autonomia di significato (Ci ho parlato e gli ho detto che per me era finita visto il comportamento immaturo che ha).

- Le frasi principali e le frasi dipendenti possono essere coordinate fra loro, essere cioè autonome l’una dall’altra e parimenti significative, e possono essere subordinate fra loro, essere cioè una dipendente dall’altra e gerarchicamente organizzate.

- Le frasi subordinate sono esplicite se realizzate con il verbo ad un modo esplicito (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo: Non so chi sia), implicite se realizzate con il verbo ad un modo implicito (Infinito, gerundio, participio: Non sapevo che potevo cadere passando qui).

Ess: Tornando a casa (subordinata temporale implicita) ho incontrato il padre di Anna e ci siamo fermati (principali coordinate) a chiacchierare un po’(subordinata finale).

- Cenni sulla storia dell’analisi logica e grammaticale (Platone e il suo Cratilo, Aristotele, Apollonio Discolo e la sua Sintassi).

- Le lingue, i loro caratteri specifici e gli universali linguistici.

- Cenni sull’organizzazione della frase e del periodo latino.
Discorso diretto e indiretto

- Riflessione sull’importanza della collocazione delle azioni da riportare sui giusti assi del tempo.

Valutare l’idea di anteriorità, contemporaneità e posteriorità della frase dipendente rispetto alla principale. (1. Quel lunedì mi disse piangendo: ‘Vado via, ti lascio!’ Diventa: Quel lunedì mi disse piangendo che andava via, che mi lasciava! Contemporaneità. 2. Quel lunedì mi disse piangendo: ‘Sono andato via. L’ho lasciata!’ Diventa: Quel lunedì mi disse piangendo che era andato via, che l’aveva lasciata. Anteriorità. 3. Quel lunedì mi disse piangendo: ‘Andrò via, ti lascerò’ Diventa: Quel lunedì mi disse piangendo che sarebbe andato via, che mi avrebbe lasciato! Posteriorità.)
Il testo

Ripresa dalla prima e dalla seconda media

- Ulteriori riflessioni sulla parola testo (da textus, lat., tessuto, testo, quindi un intreccio sempre unico ed irripetibile di forme lessicali legate sulla base delle regole grammaticali e dei legami sintattici). Centralità del testo nella comunicazione.

Indice
Premessa ………………………………………………………………………. pg. 2

Introduzione …………………………………………………………………… pg. 4

Curricolo e Sillabo………………………………………………………………. pg. 6

La metodologia…………………………………………………………………... pg. 7

Le parti del Sillabo ……………………………………………………………… pg. 9

Le fonti utilizzate ………………………………………………………………. pg. 11

I colori del Sillabo ……………………………………………………………… pg. 12

Prima parte: le funzioni comunicative, le varianti linguistiche, i registri…… …. pg 13

Seconda parte: l’analisi grammaticale, l’analisi logica, altri elementi…………. . pg. 18

Scuola dell’infanzia ……………………………………………………………… pg. 19

L’articolo …………………………………………………………………………. pg. 20

Il nome……………………………………………………………………………. pg. 24

Il verbo ……………………………………………………………………………. pg. 28

La forma impersonale del verbo ………………………………………………….. pg. 38

La forma riflessiva del verbo ……………………………………………………… pg. 39

La forma passiva del verbo ………………………………………………………… pg. 40

Il pronome………………………………………………………………………….. pg. 41

Il possessivo, aggettivo e pronome ………………………………………………… pg. 45

Il dimostrativo, aggettivo e pronome ………………………………………………. pg 49

L’indefinito, aggettivo e pronome ………………………………………………….. pg. 53

Il pronome relativo ………………………………………………………………… pg. 59

L’interrogativo e l’esclamativo, aggettivo e pronome ………………………………. pg. 64

L’aggettivo qualificativo ……………………………………………………………. pg. 68

L’avverbio ……………………………………………………………………………….. pg. 72

Le preposizioni ………………………………………………………………………. pg. 76

Le congiunzioni ……………………………………………………………………… pg. 79

L’interiezione ………………………………………………………………………….. pg. 84

Analisi logica delle cinque parti del discorso …………………………………………. pg. 87

La frase complessa ……………………………………………………………………. pg. 94

La punteggiatura ……………………………………………………………………… pg. 97

Discorso diretto e discorso indiretto ………………………………………………….. pg. 101

Fonetica sintattica …………………………………………………………………….. pg. 105

Fonetica e fonologia ………………………………………………………………….. pg. 109

Il testo ………………………………………………………………………………… pg. 113

Il lessico ………………………………………………………………………………. pg. 119

Grafica ed ortografia …………………………………………………………………. pg. 123

Gli argomenti del Sillabo riorganizzati in orizzontale: 1.a elementare ……………….. pg. 125

2.a elementare ………………………………………………………………………… pg. 127

3.a elementare ………………………………………………………………………… pg. 129

4.a elementare ………………………………………………………………………… pg. 132

5.a elementare ……………………………………………………………………….... pg. 136

!.a media ……………………………………………………………………………… pg. 140

2.a media ……………………………………………………………………………… pg. 148

3.a media ……………………………………………………………………………… pg. 153



Terza parte: un repertorio aperto di testi ……………………………………………… pg. 157

Un repertorio aperto di buone pratiche ……………………………………………….. pg. 163








1   ...   5   6   7   8   9   10   11   12   13


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale